venerdì 30 dicembre 2011

Sono pronta




Questo, signori e signore, sarà l'anno del dragone, l'anno della rinascita, l'anno del rinnovamento, l'anno della rivoluzione, del cambiamento, del nuovo, dell'inatteso tanto atteso, della cura e della guarigione.
Questo, cari amici ed amiche tutte, sarà un anno incredibile, con i botti, con i fuochi, con le miccette, con i tricchetracche.
Questo anno prevedo grandi cose per me medesima, anzi grandissime.
Questo sarà l'anno del riscatto, dell'affrancamento, dell'abbandono delle zavorre negative.
Quest'anno sono pronta per un balzo evoluzionistico, per una svolta epocale, per novità immemorabili.
Quest'anno sono pronta per: diventare vegetariana, tornare a danzare, perdere venti chili e scendere sotto peso, allenarmi nel parco anche con la pioggia, farmi tagliare e ricucire la pancia come avrei dovuto fare da tempo, curarmi i denti, raddrizzarmi la schiena, pubblicare il mio primo libro, fare fotografie eccezionali con una macchina fotografica meravigliosa, leggere la valanga di libri che ero abituata a leggere anni fa', iscrivermi ad un corso di thai chi, fare yoga ogni mattina all'alba e poi entrare in doccia e massaggiarmi con forza.
Quest'anno sono pronta a cambiare lavoro, a capire il sudoku, ad andare a ballare in una vecchia balera, a recitare Macbeth in un teatrino di periferia, ad abbandonare la macchina e muovermi con la bicicletta, a portare i miei bambini alle migliori mostre ed ai più mastodontici musei.

Quest'anno sarà un anno con i controcoglioni , lo giuro.

martedì 27 dicembre 2011

Ascoltando il Natale




La notte di Natale è successa una cosa che non accade mai.
La notte di Natale sono andata a letto prima di tutti gli altri componenti della mia famiglia.
Solitamente mi infilo a letto dopo aver pulito, rassettato, preparato, lavato, raccontato, cantato, sgridato, accarezzato i miei bambini, mi addormento sempre per ultima e mi sveglio per prima.
Il 25 sera no.
Il 25 sera alle 23e10 mi sono infilata nel lettone soffice, pieno di coperte calde, struccata e profumata di crema per la notte, e mi sono sdraiata nel buio ad ascoltare il mio sonno misto alle voci della mia famiglia che arrivavano dal salone pieno di lucine natalizie e di regali da montare e godere fino a tardi.
Si sentivano le parole del piccolo che ormai chiacchiera e canta, del grande che faceva la telecronoca della gara che si stava tenendo sulla pista nuova di zecca, gli effetti sonori del padre dei piccoli che forse si stava divertendo più di loro con elicotteri e portaerei.
Io non c'ero e li spiavo da una tana nascosta, il sonno mi chiudeva gli occhi ma le orecchie ascoltavano, il cuore batteva piano e le labbra sorridevano ad ogni battuta buffa che arrivava come un piccolo soffio di vento su una candela accesa.
Io non ero con loro e loro c'erano lo stesso, parlavano, gioivano, ridevano e litigavano.
Mi addormentavo lentamente ascoltando loro che sono la mia Famiglia e pensavo a pochi natali fà, quando ero ancora una figlia e non una madre, quando ero io a giocare fino a tardi in mezzo alle carte ed ai nastrini divelti, quando qualcuno da di là, magari mi ascoltava silenzioso e pensava a cos'è una famiglia e che suono ha.
Intanto la notte avanzava sulla nostra casa, buia e liscia come le notti di Natale, ed il tempo correva via rapido come la felicità di un istante frettoloso.

Mi sono svegliata la mattina dopo ed un altro Natale era finito.

sabato 17 dicembre 2011

Pisellocentrismo e generali cartaginesi




Il mio bambino piccolo biondo e monello come Gianburrasca, si è dato ufficialmente all'onanismo spinto.
Egli si smucina l'arnese a qualsiasi ora del giorno e della notte, davanti a tutti, o in solitaria seduto sulla sua poltroncina di gommapiuma.
Se provo a rimettergli gli slip od a rivestirlo completamente, mi dice:"no mamma laccia il pisellino libero vojo rilassarmi".
Spesso gira per casa con questo pistolino fra le mani e se ti incontra lungo il tragitto ti dice candido:"guadda ho i pisellino gvosso gvosso".
Quando guardiamo un cartone animato tutti insieme seduti sul divano, lui estrae il roseo compagno e ci gioca con non chalance.
Presa in contropiede perchè il primogenito è al contario molto tardivo rispetto a queste pratiche e soprattutto non le ha mai sottoposte alla nostra attenzione, mi trovo impreparata ed un pò dubbiosa sul da farsi.
So' che non devo proibirglielo ma neanche permettergli di smanettarsi allegramente persino durante il pranzo della domenica con la nonna appena uscita dalla santa chiesa apostolica romana ed i ravioli al sugo in tavola.
Allora cerco semplicemente di spostare la sua attenzione altrove ma con scarsi risultati.
Pochi giorni fà, abbassandosi completamente questo benedetto pisellino gvosso gvosso, mi ha chiesto:"che cos'è questo mamma?"
"emh...questa è la faccina del tuo pisellino tesoro, questa è la sua testolina e questa è la faccina, il visetto del tuo pisellino"
"ah ho capito,bella faccina"
"si, devo dire piuttosto simpatica"
"si chiama Asdrubale"

Ovviamente non ho saputo controbbattere nulla ad un nano di 2 anni e mezzo, infervorato dal mio suggerimento sull'esistenza di una faccina fallica, avendo dato un volto alla sua ossessione del momento e spinto addirittura a battezzarlo con cotanto nome.

Cosa accadrà quando crescerà questo benedetto figlio scalmanato e pazzo come un cavallo, ed andrà in giro a dire alle sue fidazate:"dai, baciami l'Asdrubale", non credete possa seminare terror panico e fughe del tessuto femminile in blocco?

Asdrubale, ma che nome è per un pisello anche se gvosso gvosso?
E soprattutto, da dove lo ha pescato questo ridondante nome un bambino, seppure maniaco, ma che frequenta un nido tranquillo e case morigerate come le nostre?
Come è venuto a conoscenza del grande generale cartaginese, appartenente alla famiglia dei Barcidi, fratello minore di Annibale (oddio c'è da aspettarsi che il primo chiami Annibale il suo di pisellino?)

Il quesito resta aperto, così come i pantaloni del mio bambino.

giovedì 15 dicembre 2011

Rime e lavagne




Per la prima volta sono entrata in camera dei miei bambini e sulla lavagna c'era un disegno fatto dal grande che rappresentava una bambina sorridente con un mare di capelli lunghi, le braccia aperte e sopra la sua testa tanti cuoricini rosa e la scritta enorme:"Elisa P."
Elisa P. è una compagna della prima elementare del primogenito, una bambina che lo emoziona, magari un primo abbozzo d'amore e lui non me lo aveva raccontato.
Non era mai successo.
Allora, visibilmente scossa da questa dimostrazione di crescita silente, gli ho chiesto:"ma tesoro è un disegno meraviglioso, e questa deve essere proprio una bambina speciale per te, è così?"
"si certo mamma, è molto bella e simpatica, mi piace tanto"
"che bella cosa, credi che anche tu possa essere speciale per lei, credi che sia ricambiato questo affetto particolare?"
"credo proprio di si mamma"
"e cosa te lo fa' pensare cucciolotto?"
"perchè mi chiama Montanucci scappa e fuggi"

Qualsiasi bambina che a sei anni, bionda e con un sorriso enorme, compia rime sul cognome di un compagnetto maschio secco e veloce, può essere definita certamente una ragazza innamorata.Persa.

domenica 11 dicembre 2011

BiscotTiAmo?





Metti quattro madri, quattro bambini ed una nella pancia, una casa decorata per Natale, le musiche tintinnanti, le lanterne rosse con le candele bianche, la farina, le uova, lo zucchero, quattro ciotole, una per ogni coppia genitore femmina-figlio/a, la cannella ed i lamponi, tre ricette da realizzare, uno stampo a forma di stella, tanti pirottini natalizi da riempire, libri con storie di Babbi ed elfi da leggere sul tappetone.
Metti tutto questo, compresa una gran voglia di stare insieme senza pressioni esterne, senza orari pre-stabiliti, senza richieste improrogabili.
Metti un bisogno fortissimo di chiudere fuori tutto il caos e rintanarsi nel nido, sfornando biscotti fatti con le mani dei nostri figli, e frutti di bosco schiacciati sui muri, cucchiai straripanti di marmellata di ciliegie, e domande limpide e pulite come l'acqua, provenienti dalle loro labbra.
Metti tutto questo, non dimenticando la capacità tutta femminile di creare un clima bellissimo di festa ed accudimento ed otterrete biscotTiamo, una mezza giornata di pasticci ed impasti con i nani, che finirà con un sacchettino trasparente pieno di biscotti a forma di stella o cuore ed un nastro rosso, da consegnare ai nostri piccoli pasticceri specializzati nella ricetta più bella:quella di crescere insieme a noi.

lunedì 5 dicembre 2011

"Quando..."





Quando imbocco finalmente il vialetto che mi porterà a casa, e mi accolgono gli odori del piccolo condominio in cui abito, quando riconosco il profumo della cena di quelli del secondo piano, il soffritto che proviene dall’attico, il detergente dei pavimenti usato per l’androne anni 60.
Quando guardo appena un po’ sopra la mia testa e scorgo la luce accesa della nostra cucina, quando indovino con le orecchie il frastuono dei miei figli piccoli, avverto la musica che amano, giungermi a tutto volume, quando sbircio il lembo della tendina di lino bianco, quando capisco che sto’ per scrollarmi un’intera giornata dalle spalle, la borsa stracolma di cose, la valigetta del portatile che mi sradica le braccia.
Quando entro nella scia odorosa di camini accesi, nell'aria invernale che pizzica le narici come uno schiaffo inaspettato, nel vento freddo che si incanala nel piccolo vialetto fiorito...
Quando pregusto il loro abbraccio, il loro odore, la loro stretta, allora, esattamente in quell’istante, mi sento felice.
Perfettamente felice.
Completamente felice.
Assolutamente felice.

Il problema è dopo…

giovedì 1 dicembre 2011

Innamorarsi in libreria...




Vago nel mio negozio preferito di sempre:la libreria, alla ricerca di un regalo per un compagno di classe di Giacomo, ho un mal di testa pulsante, un ciclo stile alluvione autunnale, i capelli unti come solo gli ormoni femminili sanno rendere tali ed un pezzetto di morte nel cuore.
Finalmente, ad un certo punto trovo Il Libro.
E' un libro bellissimo per un bambino di sei anni.
"Ha una grafica a dir poco spettacolare" penso massaggiandomi le tempie dilaniate dal dolore.
Leggo due piccole righe di questo libricino profumato di nuovo e le parole mi catturano definitivamente, lo accolgo fra le mie braccia e lo porto in cassa.
Lo passo distratta al giovane cassiere vestito di rosso come la mia libreria preferita e lui dice:"questo libro è meraviglioso..."
Alzo gli occhi e li punto in quelli che scopro essere due bellissimi occhi azzurri montati su un faccino piacevole e fresco, balbetto:"come scusi?"
"no, dicevo che è un libro bellissimo, l'ho letto sei volte"
"Si, emh, ha colpito molto anche me", nella testa sento martellare un pensiero solo:"avrà 35 anni e legge i libri dei bambini e gli piacciono e li rilegge più volte, ommioddio".
"Ha una grafica incredibile poi"
"si, infatti è la prima cosa che mi ha colpita"
"poi però leggendolo si scopre che è proprio una bella storia, una bellissima storia"
"L'ho immaginato da alcuni stralci letti in fretta poco fà effettivamente"
"Vedrà che bello glielo incarto?"
"si lo incarti, è un regalo per un bambino amico di mio figlio, purtroppo ho il vizio di regalare praticamente solo libri"
"Anche io sempre, solo libri"
"E poi regalo solo libri che ho letto e che vanno bene per..."
"per quella persona, scelto apposta per lei o lui"
"Si appunto che sia perfetto per il destinatario, metto sempre una dedica poi..."
"scritta a penna nella pagina bianca all'inizio?"
"Si certo, mai senza dedica"
"Anche io"
"Buona giornata"
"Anche a te e buon lavoro"
...

Una volta in macchina ho scartato il pacchettino anch'esso rosso, ho letto il libro e l'ho tenuto per casa nostra, per i miei figli, ma soprattutto per me.
E' un libro con una storia bellissima, di un bambino innamorato che non ha parole per raccontare il suo amore alla bambina del suo cuore ed allora le grida:"ciliegia, polvere e seggiola!" che sono le uniche parole che possiede, e lei lo bacia con trasporto e gli occhi socchiusi.

Ora le cose sono due, o torno immediatamente in libreria gridando al commesso:"ciliegia, polvere e seggiola" o mi convinco che sia un assassino seriale pedofilo e molto molto rompicoglioni.

domenica 27 novembre 2011

A volte non basta





Lavando il radicchio treviggiano alle dieci di sera, dopo una giornata claustrofobica con i figli chiusi dentro casa che hanno distrutto le mura della stessa e te stessa, pensavi:"a volte non basta tutto questo, perciò ora la devi finire con questo radicchio e la programmazione coatta, gli incastri millimetrici, gli impegni improrogabili, gli appuntamenti sul filo di lana calcolati al minuto spaccato.
Basta con l'occuparsi solo della famiglia, del bucato, del lavoro cronicizzato ed agonizzante, della tovaglia con la macchia di candela anche se di candele sono mesi che non se ne accendono, basta con queste due notizie che ti girano nella testa solo grazie al traffico di Roma ed alla radio mal sintonizzata, basta con i libri letti solo facendo la cacca ed interroti dai blitz dei bambini non rispettosi della tua privacy.
Basta con l'assenza di teatro e di cinema, di gite ai musei o viaggi per scoprire nuove fette di mondo, basta pensare a quanto sei diventata grassa e triste, basta decidere ogni giorno di stare a dieta e poi rimandare a domani, basta con il corso di ginnastica e yoga che non comincia mai perchè devi fare le pulizie prima di andare a lavoro, basta sognare al massimo l'offerta del cioccolato fondente al discount di fiducia, basta non studiare più qualcosa che ti appassiona e ti commuove, qualcosa che ti faccia accapponare la pelle e commuovere gli occhi".

Ho voglia di iscrivermi al corso di laurea in lettere con indirizzo storia del cinema, di seguire corsi di aggiornamento con neuropsichiatri fortissimi, di prendere un milione di appunti, di distruggere i libri divorandomeli, di sostenere nuovi esami, di andare a studiare danza seriamente, di ballare ore ed ore ed imparare la disciplina del corpo.
Ho bisogno di ascoltare e domandare, imparare e memorizzare, scartavetrare questo cervello arrugginito, trascrivere i pezzi delle canzoni più belle della storia musicale, imparare a suonare uno strumento musicale e capire se l'opera lirica potrebbe piacermi oppure no.
Vorrei conoscere i pianisti di musica classica e seguirli ovunque tengano un concerto, passeggiare per le vie di una città sconosciuta od un villaggio sperduto.
Ho voglia di un gruppo di persone con i quali non condividere solo il mutuo e la miseria dei nostri progetti, vorrei far fare delle esperienze diverse ai miei figli, qualcosa di alternativo al parco di tor tre teste, qualche laboratorio tenuto da persone che hanno ancora un sogno e lo vogliono raccontare ai bambini, lasciar loro sperimentare un tempo senza richieste, un tempo di sola scoperta, un tempo senza compiti, senza scuola nuoto stile batteria di polli da ingrasso, senza compiti in tempi stretti, un tempo leggero vuoto di tempi e pieno di cose belle.
Vorrei svegliarmi e poter scegliere diversamente dal percorso di ogni mattina, deviare, cambiare, rischiare.
Vorrei provare a fare un salto nel buio, a cambiare completamente ed a vivere la vertigine del non avere nulla sotto ai piedi ma una voglia pazzesca di camminare e camminare...

Il radicchio rosolato con la zucca, i funghi porcini e le zucchine, saranno un sugo perfetto per le maniche trafilate al bronzo nel pranzo di domani.

giovedì 24 novembre 2011

Felicità...




"Sono felice mamma" sibila nel mio orecchio frenetico, di prima mattina, il mio figliolo piccino picciò.
Allora mi fermo, placo le mie mani e rallento i pensieri programmanti azione per azione,minuto per minuto, attimo per attimo per tre e quattordici.
Lo guardo dritto dritto negli occhioni azzurro cielo, e gli dico:"davvero amore sei felice?sono contenta, non sai quanto sono contenta di questo, se tu sei felice anche io sono felice"
"si mamma, sono felice e contento" ribadisce il nanetto interponendo la lingua fra i denti mentre pronuncia la "S" e risultando ancora più irresistibile per questo.
"E tu Giacomino da Todi, sei felice tu amore?" chiedo al figlio grande sempre più accigliato, incupito ed arrabbiato.
"Felice di che?"

Le drastiche modifiche del nostro menàge familiare, devono essere apportate con urgenza, tempestività e risolutezza.Ora.

venerdì 11 novembre 2011

Esiste un mondo...




Esiste un gruppo di mamme che sosta davanti alla scuola elementare, ogni mattina, in ogni stagione.
Sono mamme vestite alla perfezione, spesso con la messa in piega fresca di parrucchiere, le scarpette alla moda, il trucco impeccabile.
Sono mamme che chiacchierano amabilmente, berciano e si chiudono in un cerchio impenetrabile ai più.
Sono mamme casalinghe, libere dagli impegni con i figli dalle otto e mezza alle quattro e mezzo, sveglie e moderne, pronte per provare l'ennesimo bar della zona e stilare la classifica del miglior cappuccino schiumoso e del cornetto più friabile.
Le mamme casalinghe vanno al bar tutte le mattine, chiacchierano dei loro figlioli, dei mariti, di ciò che prepareranno per cena, spesso, vanno a correre tutte insieme al parco, con la tuta e gli elastici nei capelli, affrontano la dieta del momento e fanno shopping di gruppo.
Esiste un mondo di mamme molto diverse da lei medesima, che arriva davanti alla scuola elementare tutta stropicciata solo tre volte a settimana perchè gli altri giorni inizia a lavorare troppo presto, spettinata e trafelata, con il giaccone sbottonato, un biberon con il latte in una mano, il grembiule nell'altra, due figli insonnoliti da trascinare, la macchina in doppia fila, un lavoro con il badge che l'aspetta impietoso e torvo, l'eutirox che le naviga nello stomaco ancora vuoto.
Esiste un mondo di mamme davvero diverse da lei essa stessa, che non farà certamente colazione al bar ma berrà una cosa dal nome poco rassicurante, tale:bevanda al gusto di cappuccino, consumata in piedi davanti al distributore dell'ambulatorio, che certamente riuscirà a salutare a mala pena le mie colleghe e con le quali parlerà di sfuggita davanti alla fotocopiatrice infuocata tra un paziente e l'altro.
Esiste tutto un mondo intorno e lei lo deve proprio ammettere, nè è follemente invidiosa, fino alla radice dei capillari femorali.

sabato 29 ottobre 2011

Un angelo...



"Il suo bambino piccolo e biondo è dolcissimo, obbediente, sempre allegro e solare, coccolone, adorabile e non fà mai capricci.
Sa' signora il suo bambino è davvero un bravo bambino, ascolta tutto quello che diciamo qui al nido e lo elabora facendo sua ogni regola ed ogni routine, ha capito tutti i momenti della giornata tipica di questo asilo.
Si figuri che sparecchia, apparecchia, non litiga mai con nessun bambino, lo cercano tutti, è un gran compagnone, è sempre sereno e sorridente, aiuta gli altri bimbi in difficoltà, da' la mano alle maestre in giardino, si lava le mani e rimette a posto sapone ed asciugamanino, è responsabile delle sue cose ma non geloso.
Questo bambino non è mai stato aggressivo con nessuno, non ha mai restituito neanche uno spintone.
E' un bambino molto tranquillo ed indipendente, rispetta i divieti ed i "no" senza alcuna difficoltà, non ha mai lanciato oggetti, nè fatto dispetti a nessuno, non è mai vendicativo nè rabbioso.
Complimenti signora questo bambino dagli occhi azzurri è davvero un angelo".

Ora, due sono le ipotesi, o le maestre del nido grande grande(come lo chiama voi-sapete-chi), ogni volta che vi parlano, si riferiscono ad un fantomatico Filiberto Montanari piuttosto che al vostro Filippo Montanucci, oppure vi hanno scambiata per la mamma di Puglielmo(sempre come lo chiama voi-sapete-chi).

domenica 23 ottobre 2011

48 ore con mia madre



Per una serie di inspiegabili congiunzioni astrali, casi fortuiti, impegni epocali ed incastri complessi, la mia mamma, ha lasciato la campagna per stare ben due giorni, dico due giorni a casa nostra, con noi.
I bambini erano felicissimi ed eccitati e ripetevano:"davvero nonna dorme da noi?"e saltavano a destra e a manca.
Si è portata dietro uno spazzolino da denti, il filo interdentale, un pezzo di cristallo di rocca per deodorarsi(con il quale io puzzo come un cavallo sotto sforzo mentre lei no), il suo solito abbigliamento fuori stagione e scomodissmo con i tacchi e le scollature, ed infine due pensierini per i miei figlioli.
E' stata discreta ma presente, ha bevuto vino bianco con Marco e riso osservando i nani che ballavano scalmanati.
E' rimasta con noi giorno e notte, ha preparato il latte caldo ai nani ed il pane e marmellata, ha detto a me:"siediti e fai colazione un minuto tranquilla".
Ha preparato il pranzo, sistemato i panni, stirato le lenzuola, usato quelle accortezze e carinerie che solo una madre sà dispensare, senza dirtele nè sottolinearle.
Ha intuito da sè di cosa ci fosse bisogno in questa casa, ha giocato con i bambini e cenato seduta nel chiasso della nostra famiglia.
Ha dormito sul divano svegliandosi non appena io mi sono svegliata per il gran dolore che avevo, ed anche se non me lo ha detto, non si è riuscita più a riaddormentare per la preoccupazione, ne sono sicura.
Si è messa la camicia da notte bianca, si è infilata nel lettone grande ed ha raccontato a me ed ai bambini, due storie di topolini, aveva la stessa voce e lo stesso modo di pronunciare le parole, di quando ero bambina e sapeva di acqua di rose e cera di cupra e leggeva facendo le voci dei personaggi.
Quando tornavo dal lavoro sapevo che l'avrei trovata a casa con i bambini e mi sentivo più serena e meno stanca.

Mia nonna, sua madre, le diceva sempre che chi ha la mamma non piange mai, ora capisco perfettamente il perchè.

martedì 18 ottobre 2011

Riunioni elementari




La prima riunione della prima elementare del tuo primo figlio, è una cosa importante.
La prima riunione dei genitori con le maestre della prima elementare sezione A, è cosa imprescindibile, seria, improrogabile.
La prima riunione della prima elementare serve al genitore per conoscere le maestre, alle maestre per conoscere i genitori, ai genitori per conoscere gli altri genitori e cosa li aspetterà per le feste di compleanno dei prossimi cinque anni.
La prima riunione della prima elementare è un appuntamento di quelli ai quali non si può dire di no, un'ottima ragione per chiedere un permesso al lavoro, un motivo per il quale uscire anche con trentotto di febbre.
Alla prima riunione della prima elementare ti informano sull'andamento dell'intera classe, ti spiegano che aria tira, ti illustrano le gite che verranno e ti presentano il pof, ovvero il piano dell'offerta formativa (e non il popof col colbacco della canzone sbuffa sbuffa e dopo un pò...).
Alla prima riunione della prima elementare ci si và per farsi un'idea e per darne una di sè e della propria famiglia, ci si scambiano informazioni sui grembiuli e le copertine per rivestire i libri, ci si annotano i numeri di telefono e si entra ufficialmente a far parte del nutrito gruppo di genitori con un figlio alle elementari.
Alla riunione della prima elementare non manca nessuno, al massimo qualche ignorante menefreghista che non ha compreso quanto è importante per un figlio essere seguito da una famiglia solida e presente, qualche personaggio losco che ignora quanto sia indispensabile il ponte fra le agenzie educative che girano intorno al proprio bambino.

Io alla prima riunione della prima elementare del mio primo figlio non c'ero.
Si, io non c'ero, ero a lavoro ignara e dimentica che tale evento di siffatta portata si stava svolgendo senza di me.
Io alla prima riunione della prima elementare del mio primo figlio, non ci sono andata perchè me ne sono dimenticata.
Ora l'ho detto, anzi, l'ho addirittura scritto, e non sto' per niente meglio.

Cazzolina.

lunedì 10 ottobre 2011

Se tu fossi qui...




Se nonno Peppe tornasse anche per un solo giorno qui a casa mia, lo porterei a raccogliere lumache dopo un acquazzone d'autunno, a mangiare patate alla sagra di Leonessa, a respirare boschi e ad arrostire castagne, se nonno Peppe tornasse almeno per un pò, resterei ad ascoltare i suoi indovinelli bislacchi ed a ridere davanti ad un buon bicchiere di vino rosso.

Se nonna Lina tornasse anche solo per un giorno, la porterei a casa mia e preparerei con lei le frappe, il ciambellone e le fettucine, se fosse qui almeno per un pò, ascolterei i suoi racconti difficili, la sua vita arrampicata in salita come una capretta secca e testarda, le farei un massaggio per vedere se è davvero impossibile farla rilassare.

Se zia Adele tornasse anche solo per un giorno, ah se zia Adele venisse da me che gioia sarebbe, le farei conoscere i miei figli perchè non li ha mai visti, daremmo da mangiare alle galline insieme e ci fumeremmo una sigaretta di nascosto da suo marito anche solo per ridere come bambine e fare un dispetto.
Se zia Adele fosse qui le spiegherei perchè non ce l'ho fatta proprio a vederla quando stava male, perchè solo l'idea mi rintorcinava lo stomaco e perchè lei è sempre stata così bella, rubiconda e limpida da essere impossibile credere che le toccasse soffrire anche solo per un istante.
Se zia Adele fosse qui ora, ci faremmo una tinta calda per l'autunno che è finalmente arrivato e cammineremmo con i suoi cani stortignaccoli, lungo la sua vigna piena d'uva.

Se nonno Michele e nonna Elena tornassero anche solo per un giorno, li porterei a Tortoreto, in una pensioncina sul mare a mangiare pesce ed a chiacchierare del tempo che fà, a passeggiare sottobraccio sul lungomare perchè loro sono inseparabili come i pappagallini e perciò si starebbe tutti stretti stretti.
Se nonna Elena tornasse qui da me, le chiederei di cantarmi ancora "sola soletta andavo..." e di vedere un'altra puntata di Love boat sedute sul divano, visto che ci piaceva tanto.

Se Nonno Arnaldo, il padre del mio compagno tornasse anche solo per un giorno, gli presenterei i suoi nipoti, i suoi unici nipoti, quelli che ha aspettato per una vita intera e che non ha mai conosciuto, gli presenterei quelli che porteranno il suo cognome in giro per il mondo e farei in modo che raccontasse loro della guerra e del pecorino sardo, lo porterei allo zoo con i miei bambini ed ascolterei tutto ciò che avrebbe da dire su di loro, con quella sua comicità romana amara e dissacrante.
Se nonno Arnaldo tornasse, vorrei vedere lo sguardo con il quale guarderebbe suo figlio diventato padre troppo tardi, e gli farei raccontare tutte le poesie di Natale dell'asilo che non ha sentito, e tutte le canzoni che non ha cantato con loro tenendoli sulle ginocchia.

Se anche solo per un giorno tornassero i miei cari, sarebbe un bel casino perchè non li lascerei più andar via.

martedì 4 ottobre 2011

Non ce l'avevano detto



"Non ce l'avevano detto" pensavo stamattina, quando all'alba ho tirato uno schiaffo al figlio grande appena entrati in macchina.
Sveglio da venti minuti aveva già ricevuto tre sgridate, una tazza con latte tiepido, una raccomandazione avvilente di non restare indietro con i compiti in classe, ed uno schiaffone sul viso...un record.

"Non ce l'avevano detto", ho pensato sei anni fa quando non riuscivo a calmare il pianto di mio figlio appena nato, e non avevo latte a sufficienza, e non avevo la medicina giusta per fargli passare la febbre ed il dolore, e non avevo la forza di alzarmi dal letto per la decima volta consecutiva quella notte.

Non ce l'avevano detto che al parco con i propri figli, ci si può annoiare, smarrire, appanicare.

Non ce l'avevano detto che insieme non avremmo più visto un film per intero, nè frequentato una festa fino alla fine.

Non ce l'avevano detto che sarebbe stato difficile ritrovare la voglia di fare l'amore dopo giornate tanto amare e faticose, che sarebbe stato comunque fallimentare cercare di fare la madre e la professionista, che sarebbe stato impossibile andare in palestra la sera all'ora di cena mentre tutti ti aspettano ed hanno bisogno di te e tu di loro.

Non ce l'avevano detto che gli ideali degli anni 60 sarebbero affogati dentro alla bacheca di facebook, che il nostro governo sarebbe stato solo un gran puttanaio e che la carne fà più male che bene.

Non ce l'avevano detto che stare insieme tutta una vita è faticoso come un lavoro in miniera, che avresti desiderato essere altrove e con qualcun altro almeno due volte al giorno in tutte le stagioni.

Non ce l'avevano detto che più della metà di ciò che avremmo studiato, sarebbe finito nel dimenticatoio inesorabilmente, che ci sarebbero venute la cellulite e le vene varicose, che avremmo mangiato insalata in busta, non lavata, in piedi durante una pausa pranzo inventata, che non avremmo avuto il tempo di vedere un'amica ed i soldi per fare una vacanza vera.

Non ce l'avevano detto che a volte ci si sveglia più stanche di quando si và a dormire, che il ciclo ci illanguidisce il cuore e lo stomaco, che gli amici veri sono rari come i tartufi bianchi, che esiste l'invidia altrui per ogni cosa che ti rende felice anche solo per un pò.

Non ce l'avevano detto che le mamme si sentono spesso insoddisfatte, tristi e pentite e per questo si rodono il fegato a forza di sensi di colpa.

Non ce l'avevano detto che il nostro uomo ci avrebbe rinfacciato qualsiasi sacrificio avesse fatto per la vostra famiglia e che a quel punto sarebbe venuta voglia di farlo anche a voi.

Non ce l'avevano detto che tutti hanno un prezzo, che l'uomo si corrompe con poco, che tutti sbavano per l'approvazione del capo e nessuno ha mai voglia di prendere una posizione davvero.

Non ce l'avevano detto che la sincerità non ce l'avrebbe mai chiesta nessuno, che molti preferiscono essere presi in giro, che le persone possono essere felici solo per un istante fugace ed inafferrabile, e che i figli spesso abbandonano i genitori vecchi e malati.

Non ce l'avevano detto, ma se anche l'avessero fatto, non c'avremmo mai creduto.





Questo post mi è stato assolutamente e liberamente ispirato da Sabrina, una lettrice meravigliosa, ma prima di tutto, una donna Vera.

lunedì 26 settembre 2011

Parliamoci chiaro...



"Ma piccolo carciofo secco di mamma, perchè, mi chiedo perchè questi compitini bellissimi che vi stanno assegnando in codesta prima elementare famosa per saggezza e potere educativo indiscusso, ti creano tanta ansia e fatica?insomma a' mamma, ma perchè non voj fà li compitucci belli?scrivere è meraviglioso, disegnare è fantastico, fare le schede per i pre-requisiti è favoloso, su ragnetto bello, applicati un pò, non mi vorrai andare male a scuola eh?io non l'avevo preventivato nei miei sogni di madre"

"mamma dai, a me non và di fare i compiti, i compiti sono noiosi, io voglio giocare, giocare non mi annoia mai, mi piace muovermi e non stare seduto, mi piace correre e non scrivere"

"ma tesoro santissimo, sono tutte cose che dopo la scuola potrai fare comunque, questo è il momento dei compiti, quell'altro sarà il momento della corsa, anche in Footloose dicevano così:, dicevano una roba così in footloose, dai, torna ad essere bravo e diligente come sempre"

"mamma basta, parliamoci chiaro, io andavo male già dalla materna, ora te l'ho detto!"


Completamente ignara del percorso fallimentare che mio figlio primogenito, pupillo obbediente e retto, stesse accumulando sulle sue magre spalle, sin dai tempi dell'asilo, mi sono chiusa in un mutismo inconsolabile e tetro.

Ora, solo una perfetta ed immacolata paginetta di astine equidistanti, potrebbe tentare di risollevare le sorti di una madre delusa ed amareggiata.
Giaccio su questo divano ed attendo sospirando lenta.
Intanto è già autunno.

sabato 17 settembre 2011

Rumore di mamma




"Bambini sveglia è una splendida giornata, forza, sentite che profumo ha la mattina presto, dai, sù, bambiniiiii!adesso si fa colazione in armonia senza capricci dai, guardate che bel latte caldo con il miele vi ha preparato la mammona, no, no, attenzione, così rovesciate il latte, nooo, la tovaglia appena stirata, o porca pupazza, và bene fa niente la cambiamo, dai non vi litigate i cereali li abbiamo appena comprati ce ne sono ben...noo 533 grammi di anellini al miele tutti sul pavimento!(133 grammi erano in regalo, ma che cifra è poi 133? fate 140-130 e che cavolo), ma perchè tutti per terra di nuovo?non è possibile, ora come faccio?se li aspiro si strozza il folletto (un'immagine truculenta:un folletto strozzato stramazzato al suolo bleah!)se li scopo li lancio ovunque, se li raccolgo a mano una alla volta finirò quando Giacomo andrà alle medie, insomma, possibile che non si possa fare una colazione in grazia di Dio?ora mangiate pane e marmellata, ecco, mastica bene, dove è andato Filippo ora?noooo perchè hai allagato il bagno mentre raccoglievo gli anellini mielosi, perchèèè?non mi posso girare un attimo.Giacomo ora mangiate sto pane e marmellata mentre io vado ad asciugare il bagno, dai che ora s'è fatto tardi, c'è la scuola ed io devo andare a lavoro, dai veloci, cos'è questo rumore adesso cos'èèèè?no, il cesto dei giocattoli tutto rovesciato a terra, ma vi ho detto di mangiare mentre asciugavo il bagnooooo, ma questa cosa rossa appiccicaticcia sui giocattoli che roba è?oddio ma è marmellata, pure sul tappeto non è possibile, ma che c'avete?e non state davanti al televisore che vi fà male agli occhi.
-Ora si fa un sonnellino vi racconto una bella storia, Filippo mettiti giù ed ascolta la storia, c'era una volta un bellissimo...Giacomo la finisci di fare le capriole sulla mia pancia? sto raccontandovi una storia per dormire,ascoltate un pò, Fili dai succhia il biberon così ti rilassi, ora perchè stai schizzando il latte sul letto? abbiamo cambiato adesso le lenzuola, la finisciiii?basta, mettetevi giù, niente più storia vi canto una canzone ma zitti e fermiiii una buona volta:ninna ninna mamma l'insalata non ce n'è...perchè ora vi picchiate?siete tutti e due vicini a mamma uno di qua ed uno di là, che vuol dire che tu vuoi stare nell'altro di là?che differenza c'èèèè?ho detto basta zitti e dormite.E non state davanti al televisore che vi fà male agli occhi.
-lavatevi le mani che andiamo a tavola, le mani ho detto, perchè allagare lo specchio, la vasca, il bidet? e fermo che questo è dentifricio, posa questa cartaigienica, chiudi quell'acqua che si prosciugano i mari, dove hai fatto la pipì?perchè sul copriletto di cotone perchèèè perchèèèè?metti giù quella scopa che sfondi il vetro della finestra, perchè non giocate con i giocattoli? questi non sono giocattoli,non lo spingere che si spacca la testa, non lo tirare che gli sloghi un braccio, non lo stringere così che lo strozzi, non saltate sul tavolo che vi spezzate i denti, non correte che scivolate, non urlate che vi va via la voce, non arrampicatevi che sudate, e fermi un pòòò!E non state davanti al televisore che vi fà male agli occhi.
-C'è la pasta al sugo non c'è quella al burro, adorate la pasta al sugo, ogni volta che vi faccio la pasta al burro mi chiedete quella al sugo ora cosa c'è?mastica e stai dritto a tavola, non tirare le forchette Filippo piantala, perchè rovesci sempre l'acqua non capisco, ogni santa sera possibile?anche a livello statistico è improbabile, invece ci riesci sempre, perchè non parliamo un pò di come sono state le nostre giornate eh?dai, voi cosa avete imparato oggi di nuovo?fermo Giacomo perchè prendi i tortiglioni di tuo fratello sono identici ai tuoi, come sono più buoni suoi? noo ora ha tirato il piatto per rabbia hai visto?ma tu che tiri che tiri?non devi tirare le cose, hai sfondato tutta casaaaa!adesso lavatevi i denti e dritti a letto, ho detto i dentiiii!no, vi siete bagnati tutti i pigiaminiii, ricambiamoci di nuovo da capo, oddio c'ho la tachicardia, smettetela di gridareeee, ma perchè gridate sempre e che sono questi botti continuiii?non piangere perchè piangiiii?E non state davanti al televisore che vi fà male agli occhi.

Ovviamente questo è solo un debole prototipo di tutto quello che mi tocca dire nell'arco di un'intera giornata con gli infanti, c'è da aggiungere altri mille momenti ed altrettante variabili-occasioni quotidiane,aggiungeteci il lavoro, i sensi di colpa, uno stato di coppia disastroso, una tiroide ballerina, una casa da gestire, ed avrete il quadro più o meno completo.
Da un pò di tempo a questa parte ho un tic nervoso, ai più, ora sarà maggiormente chiaro il perchè.

mercoledì 14 settembre 2011

Rumore di figli




"Mammaaaa!ce l'avevo prima io, non è vero l'ho preso io ieri, l'ho lasciato solo per dormire, aiutoo mi strappa i capelli, stump, sbam, sdradaddan, stunk, aiòòò, mi ha fatto male stupido di un fratello, ahhii mammaaaaa!lo vedi però come fà, io stavo giocando in pace, mamma mi sentiiii? mamma guarda che ha preso, oddio ha rovesciato la pipì dal vasino al pavimento, no è mio, no mio, no ti ho detto che è mio piantala, è vero che è mio mamma?è vero che è mio da sempre?no a mioooo, mamma corrii si è spaccato la testa, aiuto, stdeng, statatam, mi ha schiacciato un dito, agliuto mamma dà botte a me, ha dato u pissico, mamma voglio un succo, pure io, no l'ho detto prima io, no io, no ioooo, allora tu il latte, no vojo latte vojo succo pera, allora io succo all'arancio, pure io, no tu hai detto succo pera, no arancio, noooo brutto, sei deficiente?sono stanco io non lo volevo sto' fratellino, oh nooo!statratam, ha distrutto la portaerei, mammaaaa!corri, guarda che ha fatto, mamma mi ha uccito sangue guadda, ueeeè ueeeè ha caduto io, ha corruto fotte fotte e ha caduto, metti a biaccio (ghiaccio n.d.r, noooo aio il biaccio brucia no vojo, non mi và di lavarmi i denti, non ho sonno lasciatemi in paceeee, no la carne non ci piace, bleah, sput, brrr, vojo a patta a suco io, no cotta (scotta)no la vojo più, perchè io devo sempre mangiare tutto e questo scemetto no, eh spiegatemelo eh eh eh?metti a musica mammaaa, no io voglio i cartoni, no i cattoni no, a musica, nooo, sempre lui vince ecco ora mi sono stufato, slam, sdrumtantump, ho rotto il mio leggi-libro così impara, aiuto mi ha leccato, no bugiardo era un bacio, no mi ha leccato ha tretto a collo, non gli ho stretto il collo, l'ho abbracciato, noooo, lasciaaaaa, aiuto ha sputato il latte sul letto è mio questo, ci dormo io, sputa sul tuo, nooo mamma sputa ovunque, skadush! allarme fratello allarme fratellooooo, mammaaaaaaaaa!"

Ovviamente questo è solo un debole prototipo di ciò che ascoltano le mie orecchie ogni dì, aggiungeteci una prosodia violenta, dei decibel centuplicati, acuti da piegare i timpani come cartocci delle olive, pianti strazianti talvolta contemporanei in dolby-surround, spaventi continui legati alle varie contusioni-tonfi-colpi-botti.
Ho una specie di tic nervoso da qualche tempo a questa parte, ai più, ora sarà maggiormente chiaro il perchè.

mercoledì 7 settembre 2011

La linea sottile



Talvolta, quando poggio la mano sul petto dei miei bambini che dormono, resto ferma a pensare che quel calore delicato, quello scorrere di sangue tiepido dentro a reticoli leggeri ed azzurri, quel pulsare ritmico dei loro cuori, quella trama sottile e trasparente della loro pelle bianca, quel fragile equilibrio fra respiro ed aria pulita, creano una linea sottile, troppo sottile, fra la gioia ed il dolore.

Questo indugiare della mia mano nell'incavo dei loro pancini prominenti, che salgono e scendono in un commovente gioco di tempi perfetti, mi sconvolge ed atterrisce.

Quanto sono assurdamente vicini il benessere e la paura, il fluire preciso e l'intoppo, la fame e la sazietà, il sonno ed il risveglio, la serenità e l'angoscia più nera.
I territori dell'Uomo sono tutti ad un passo l'uno dall'altro, raggiungibili in punta di dita, al mutare anche di un solo, impercettibile alito di vento.

lunedì 29 agosto 2011

Ambulanze, destini e sirene




Nel traffico estivo, arroventato e confusionario, intravedo un'ambulanza ferma accanto ad un marciapiedi, a pochi metri dalla nostra macchina ripiena di figli.
Penso improvvisamente ai destini che si incrociano uno sopra all'altro, alla morte che ci sfiora la pelle ogni secondo, alla malattia in agguato sotto al letto di ognuno di noi.
Mi immergo in pensieri cupi e reali come l'aria che respiro, mi sorprendo a pensare che viviamo solo in attesa di una malattia, della morte furiosa e cieca, del dolore più atroce,sopravviviamo in silenziosa attesa del peggio, cercando di respirare piano e di non dare troppo nell'occhio.
La macchina riprende a camminare a strappi e ci avviciniamo sempre di più all'ambulanza spalancata, allora penso che viviamo tentando di passare inosservati almeno un'altra estate, speriamo che la morte ed il dolore, ci lascino in pace ancora un pò, noi e tutti quelli che amiamo, almeno fino a che non ci sentiremo pronti, perchè oggi proprio no, non siamo affatto preparati.
Mentre superiamo lenti l'ambulanza aperta ed ancora vuota, sento il figliolo grande che dice:"meno male che dentro non c'è nessuno che sta male o sta per morire, meno male che a nessuno gli esce il sangue, se no suonasse".

Talvolta, perfino una frase con l'infinito errato, può rappresentare la summa dei tuoi pensieri più neri.


lunedì 22 agosto 2011

"Calabrese-aramaico"




In vacanza nella terra di Calabria, siamo in affitto nell'appartamento di un privato, che ovviamente lascia il suo cognome sul citofono anche per i 15 giorni in cui viviamo lì noi quattro romani in trasferta.
Il figliolo grande, ogni volta che rientriamo a casa vuole citofonare come per avvertire del nostro arrivo irruento, la bislacca dimora.
Ogni volta, prima di citofonare mi chiede timoroso se sia quello il tasto giusto da pigiare.
Una sera, presa confidenza con gli spazi citofoneschi mi domanda:"suono qui mamma, dove c'è scritto il nostro cognome ok?"
"Amore ma non lo vedi che quello non è il nostro cognome? ormai sai riconoscere le sillabe e leggerle correttamente, non vedi che questo cognome inizia con Ca mentre il nostro inizia con Mo?"
"Si che lo vedo, posso leggerlo pure tutto se è per questo ma pensavo che fosse il nostro cognome ma scritto in Calabrese..."

La comitiva calabra, prima in assoluto nella storia di mio figlio grande, non gli ha permesso di capire che il Calabrese è solo un dialetto, non una lingua a parte.

giovedì 11 agosto 2011

"Identikit"



Ha due occhi azzurri come fiordalisi, i capelli biondi e la pelle di luna.
Ha il portamento di un rugbista, il passo di un caterpillar, il piglio di un monello d'altri tempi.
E' malandrino e dolcissimo, testardo e disobbediente, furbo e gentile.
Ha una buchetta sul petto come suo padre e dei denti enormi e bianchissimi.
Sorride con le labbra ma anche con le guance, la fronte e le orecchie.
Parla come un'avvocato durante un'arringa pur avendo solo "du anni" come dice lui.
Adora suo fratello e lo cerca anche di notte, gli chiede:"posso vedele cosa fai Mammomo?"oppure gli dice:"ti voglio tatto bene fatello mio" e poi lo spinge via con uno strattone inaspettato.
Mangia quello che dice lui quando dice lui, è refrattario alle regole ed alla disciplina, è in moto perpetuo e non si ferma mai se non cinque minuti prima di crollare addormentato chiedendo il suo amato:"caddo latte e miele".
Si accoccola con una dolcezza profonda che ti fa male al cuore, ti chiede:"vojo venire ton te" non appena ti vede uscire od allontanarti da lui.
Gioca, cammina e mangia con il cane di nonna Vanda baciandolo perfino sul muso, balla e canta tutto il giorno, riproduce intere strofe di canzoni con la melodia perfetta, prediligendo "my sharona", "trina trinca" e "fuoco folletto" di Branduardihttp://www.blogger.com/img/blank.gif.
Mette la lingua fra i denti quando pronuncia parole con la "S" e pochi giorni fa',quando l'ho sgridato perchè svuotava tutte le valigie che tentavo di riempire mi ha risposto allargando le braccia:"non mi interessa mamma, falla finita".
E' in grado di smontare una casa, interno dei mobili compreso, in pochissimo tempo e senza molto sforzo, distrugge tutto ciò che trova lungo la sua strada, interrompe sempre la lettura dei libri figurati per strappartelo di mano ed andare a leggerselo da solo in un angolo, voltandoti le spalle.
Sà dare baci bellissimi anche sulle mani e sulle braccia come un vero gentleman.
Si chiama Silippo come dice lui ed è l'amore della mamma, come dice un mio pazientino autistico.


http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/08/san-lorenzo-2011preghiera-al-santo-delle-stelle-cadenti.html

martedì 2 agosto 2011

"Soli..."




Due docce all'alba insieme stretti stretti, tre colazioni al bar seduti con cappuccini pieni di schiuma e cornetti caldi.
Quattro film sul divano, tre commedie italiane e "la versione di Barney", sei friselle integrali con i pomodori ed il basilico, svariati incontri romantici prima di addormentarci ed appena svegli, grattini a profusione sul divano, piccole confessioni.
Un vaglia per prenotare la nostra prima vera vacanza al mare con i piccoli, mezzo cocomero tagliato a tocchetti e mangiato uno accanto all'altra seduti per terra, appuntamenti all'uscita dal lavoro e tanto tempo davanti a noi da non sapere da dove incominciare, una passeggiata al centro sottobraccio, una cena a lume di candela, una margherita ed una fiori di zucca a San Lorenzo come vent'anni fa'.

Tre giorni senza i figlioli, in trasferta dai nonni in campagna, possono risollevare le sorti di qualsiasi coppia, anche quella più in panne.

Buone vacanze a tutti.

mercoledì 20 luglio 2011

"Benvenuti a Camillandia..."



Viaggio Roma-Villa Zara, io e la mia unica nipote femmina,circa un'ora e 15 minuti di percorso, lei parla e racconta fluida e leggera com'è:
"Sai zia, io sogno di vivere in un mondo diverso, sia quando dormo che quando penso, è un mondo particolare si chiama Camillandia, parliamo una lingua che conosciamo tutti su quel pianeta anche se è grandissimo, è un mondo colorato, pieno di natura, nessuno sporca i prati, nessuno muore, ci si ammala solo di una febbre di rinascita che quando se ne và, stai meglio di prima, tutti si preoccupano per gli altri, non esistono cattivi nè prigioni, per esempio se uno diventa cattivo, viene sparato fuori dal pianeta e spedito lontano con una rotella grande.
Berlusconi lì non esiste è stato sparato via dalla rotella molto tempo fà ed è cattivo da un'altra parte ora.
Ci si lava nei ruscelli a Camillandia, tutto è color arcobaleno come il giorno della mia festa di compleanno,cuciniamo erbe e frutta, non uccidiamo gli animali per la carne e neanche i pesci, anzi nuotiamo nei ruscelli con loro.
Tutti possono decidere se vogliono vivere una vita da normali o da ricchi, ma proprio ricchissimi, tipo con i maggiordomi e le macchine grandissime, tipo re e regine insomma.
Ci siete tutti voi della mia famiglia, tu zia abiti proprio vicino a me e ci divertiamo un sacco, si balla, si canta nella nostra lingua strana, ed il pianeta ha altri pianeti vicini che si chiamano le Marche e Valmontone, io lì non ho mai paura".

Per curiosità, alla fine del viaggio, ho chiesto a mia nipote come avessi scelto di vivere a Camillandia, se avessi optato per una vita da normale o una da regina e lei mi ha risposto"no, tu normale zia, a te non importa niente dei soldi."

Derelitta all'idea di vivere un'altra vita da normale, senza una lira nè maggiordomi, con la solita macchina sderenata, e niente vacanze estive,pure a Camillandia, mi sono concentrata sulla febbre di rinascita e sull'assenza della colite spastica...mi sembra già tanto no?


http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/07/vincent-cassel-e-quattro-parole-sul-lusso.html

martedì 12 luglio 2011

"Non sola..."




Ho dovuto agganciare, assicurare, assettare i figlioli ai seggiolini ed agli alza-bimbo.
Ho dovuto sorbirmi il piccolo che urlava chiedendo "caddo latte a biboron"mentre il biberon, in quegli stessi istanti, giaceva nella zampe pelose delle cagne dei vicini di villa Zara(casa dei nonni in campagna)che in realtà non sono cagne ma gazze ladre.
Ho dovuto sorbirmi il grande che piangeva dicendo alternativamente:"mi viene da vomitare, mi sento svenire".
Ho finalmente visto il piccolo addormentarsi stremato senza biberon, scrutandolo nello specchietto retrovisore,per poi vederlo risvegliarsi dieci minuti dopo urlando peggio di prima, molto più sudato, molto più arrabbiato e molto più furioso.
Ho dovuto fare la spesa mettendo entrambi dentro al carrello perchè a casa non c'erano nè il pane nè il latte.
Ho dovuto dire circa venti volte "no non possiamo comprare..."ed i puntini erano di volta in volta sostituiti da nomi quali:polaretti, patatine fritte, coppa panna e cioccolato,kinder vari, gomme da masticare, chupa chups,pizze surgelate.
Ho dovuto portare i bambini in braccio dalla macchina a casa senza ascensore, lasciarli chiusi dentro, riscendere fino alla macchina, caricare il passeggino con le valigie usate in trasferta per dieci giorni a villa Zara,e portarle fino al primo piano dove alloggio.
Ho dovuto lasciare le valigie in casa con i piccoli, chiuderli nuovamente dentro, scendere ancora una volta alla macchina e fare ben tre giri sempre con il solito passeggino carico di buste per la spesa, alla fine dei quali ho trovato i bambini che avevano selvaggiamente assaltato le provviste, spargendo prosciutto crudo per tutto il salone, rompendo un barattolo di marmellata di lamponi,sparpagliando pop corn formato famiglia in ogni dove.
Ho dovuto preparare la cena, fare i bagnetti ai bambini che inizialmente hanno pianto perchè non volevano entrare ed alla fine hanno pianto perchè non volevano uscire.
Ho dovuto imboccare un piccolo e redarguire l'altro che puntualmente non vuole più la carne, non gradisce da mai il pesce, e proprio non riesce ad ingoiare la pasta ultimamente.
Ho lavato i piatti mentre i figlioli litigavano furiosamente per un braccialetto di plastica giallo, fatto una doccia velocissima a porte aperte per controllare la loro incolumità, mi sono asciugata i capelli mentre il piccolo rovesciava nel water lo spazzolino da denti, un dentifricio alla mela verde, ed il papero giallo di peluche.
Ho cercato di calmare il grande in piena crisi da mancanza paterna per colonie estive, ho preparato un litro di latte caldo con miele e tentato di addormentare i piccoli entro le nove e mezzo.
I bambini si sono addormentati dopo le 23 saltando sul letto, dandosi gomitate sui denti, cantando canzoni scout.
Sono tornata in salone, mi sono intravista nel vetro della finestra, scarmigliata e gonfia, sudata ed affannata, i lettini erano pieni di bimbi, la camera blu aveva l'aspetto di una kasbah islamica, persino i pesci di legno erano fuggiti dalle pareti, i giocattoli erano ovunque, i pigiamini addosso ai nani sudati...allora perchè mi sentivo così vuota e malandata?

http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/07/ambulatorio-logopedicoargomenti-vari-di-un-luglio-rovente.html

domenica 3 luglio 2011

"Sola..."



Non ho dovuto assicurare nessuno ai seggiolini, allacciare cinture e ganci, nè chiudere le sicure dall'interno.
Non ho dovuto caricare vestiti, pannolini, maglioncini, nè biberon e biscotti per il viaggio, in caso di traffico.
Non ho dovuto ascoltare:"la mattìna del tapo ha un buto nella domma", ma la musica che piace a me.
Ho potuto viaggiare godendomi il tramonto lungo come un sospiro d'innamorata e cantare piano.
Ho potuto parcheggiare in un centro commerciale gremitissimo di persone in cerca di affari, senza avere il terrore di perdere nessuno, io rimanevo esattamente lì dov'ero.
Ho potuto vagare nel mio negozio preferito di cose per la casa, comprando un tappetino color burro senza dover fermare il piccolo con la gamba inchiodandolo al muro e richiamare il grande che saltava sui piatti di porcellana.
Ho potuto acquistare tre litri di bagnoschiuma al miele biologico italiano, senza sentire critiche e tiritere da parte del maschio più grande.
Ho potuto non cenare affatto, farmi una doccia quasi infinita, massaggiarmi con zenzero e gelsomino in ogni dove, ascoltare musica brasiliana romanticissima, lasciare che i capelli bagnati gocciolassero sulla mia camicia da notte preferita di cotone e lacci, senza dover intanto preparare la cena, tamponare ferite, evitare traumi cranici od ingestioni accidentali.
Ho potuto bere thè freddo al limone e mettermi a scrivere quasi al buio davanti al davanzale della finestra aperta, senza nessuno che mi salisse sulle gambe ed urlasse "anche io mammaaa!"e rovesciasse il thè sulla tovaglia appena messa e spegnesse il computer con una gomitata ben assestata.
Ho potuto accendere le candele alla citronella senza avere paura che qualche nanino si scottasse e qualche adulto sempre maschio, dicesse che le candele fanno tanto cimitero.
Ho potuto osservare la fiammella della candela gialla, vibrare nel vento della sera estiva, senza dover fare subito qualche altra cosa,ma semplicemente osservarla e basta.
Ho potuto vagare nuda e scalza nella corrente che arrivava dalle due finestre parallele, senza dovermi coprire nè difendere dagli attacchi alle "scise di mamma".
Tra poco potrò vedere un film per intero, senza interruzioni, nè urli di sottofondo, e per di più un film che non sia Kung fu panda.
Tra poco potrò addormentarmi sul divano come mille anni fà, oppure andarmene a letto a leggere un libro, un libro senza figure pop-up che sbucano all'improvviso con i nasoni lunghi ed i fiori immensi.
Tra poco, dopo sette lunghissimi anni, potrò dormire tutta la notte di filato senza dovermi svegliare, senza cambiare pannolini, senza portare biberon e peluche, senza prendere pedate improvvise sulla mandibiola.

Allora come mai, la stanza blu con i pesciolini di legno bianchi,i lettini fatti ed ordinati, i giocattoli al loro posto, i pigiamini piegati sotto ai cuscini, sembra un gorgo di solitudine e tristezza e questa libertà mi inciampa dritta dritta sul cuore?


http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/07/vacanze-in-campeggio-con-gli-under-3-no-grazie-preferisco-vivere-i-parte.html

venerdì 24 giugno 2011

"Silviè và affà er caffè"




Ho vissuto un'infanzia serena.
Sono stata una bambina felice e spensierata.
I miei genitori si amavano e ci amavano senza devianze o disturbi particolari.
Mi piaceva stare al mondo e correre e giocare e mangiare, mi piaceva persino andare a scuola, leggere e studiare.
Mi piaceva andare a trovare gli amici dei miei genitori, i miei cugini caciaroni, i parenti tutti.
Sono stata una bambina senza troppe paure nè fantasmi radicati.
Una sola cosa disturbava le mie tranquille serate, il mio relax post-cena, il mio stravaccamento sul divano insieme a tutta la mia famigliola.
Una sola ombra oscurava il benessere di un film visto tutti insieme raggomitolati davanti alla tivvù.
Una sola frase spezzava il mio tranquillo poltrire seguendo le scene d'amore più intense, od i thriller più agghiaccianti ed era:"Silviè và a fà er caffè",il senso è chiaro anche per chi non è un autoctono romano immagino, questa frase veniva pronunciata da mio padre nei momenti meno opportuni, nella penombra serotina, nel climax del rilassamento supremo, quando non l'aveva ancora pronunciata facevo finta di niente restando sul chi và là come un cane da guardia, quando l'aveva appena pronunciata invece, traccheggiavo, nicchiavo aspettavo sperando che dimenticasse il bisogno di caffeina, che si addormentasse, che si appassionasse al film.
D'inverno soprattutto, l'idea di uscire dalla copertina da divano, raggiungere la cucina buia, fredda, lontana e solitaria, mi gettava nello sconforto più profondo.
Mi rigiravo sotto alla coperta come colpita da una pallottola mortale, rantolando affranta.
Emettevo strani suoni tipo:"aspetta un attimo pà, ecco mo' vado, un secondo, eh si si si, ora ora, ora vado, aspetta la pubblicità dai..."
Biascicavo scuse e temporeggiamenti, ma tanto sapevo che prima o poi mi sarebbe toccato.
Che noia stare di là, da sola ad aprire il barattolo, mettere l'acqua a livello della valvolina, no un pò meno, no così troppo poco riaggiungi,aspettare che salisse sù(lentissimo, interminabile)e perdersi le scene del film ma soprattutto i commenti di tutti noi.
I commenti erano la cosa più bella delle visioni filmiche a casa nostra, i commenti erano fantastici, esilaranti, incredibili, un bellissimo accavallarsi di opinioni e sensazioni.
Ancora mi porto addosso la sensazione che provavo appena sentivo provenire verso di me la fatidica e temuta frase:"A Silviè và a fà er caffè", anche se ora pagherei per sentirmela dire ancora una volta, dal momento che adesso non riesco neanche a vedere il divano, figuriamoci un film.

http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/06/sanita-romanastorie-di-ordinaria-follia.html

lunedì 20 giugno 2011

" Tenera bellezza rossa..."


Faccio un bagno caldo a mia nipote, la rossa peperina con le lentiggini, la lavo con vigore dopo un'intera giornata passata ad annaffiare zucchine ed a saltare a piedi nudi nel fango.
Le faccio lo shampoo, le metto il balsamo,le pettino i capelli morbidi come una matassina di lana merinos, chiacchieriamo di segreti di bellezza per giovani pulzelle in crescita.
Mentre si spalma la crema sul corpicino sodo di pattini e giravolte, inizio ad asciugarle i capelli dicendole:"quanto sei bella tesoretta di zia, ma bella bella bella sai?"
"non lo sò zia,non mi importa di essere bella"
"Hai ragione nanetta rouge, a questa età non importa a nessuno se si è belli o meno"
"no, è che a me non importa proprio di essere bella zia, a me basta che esisto per qualcuno..."
"Ah, ho capito, è giustissimo questo,ora però ti faccio una meravigliosa pettinatura"
"si và bene, insomma, a me importa solo che qualcuno stia con me e mi si fili, che sia importante per qualcuno ecco tutto"

La rossa, alla fine del trattamento, aveva capelli lucenti come un raggio di sole estivo che buca il cielo terso, le guancette lisce come burro di malga, il collo profumato pronto da prendere a morsi.
Io invece, il cuore gonfio come un tordo obeso.



http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/06/donnacosti-gestionali-e-bilanci-passivi.html

lunedì 13 giugno 2011

"Lento fluire..."



Ieri sera, aria fresca, frizzante, energica, carica di atmosfera estiva di cene all'aperto e brace e balconi e giardini traboccanti gelsomini mielosi.
Camminavo nella via vicino alla mia nuova casa per andare a votare nel mio nuovo seggio d'appartenenza.
Le ciabattine estive ai piedi, il certificato elettorale fra le mani, scendevo giù per la stradina verso la scuola illuminata e mi sentivo emozionata.
Lentamente, debolmente, pacatamente emozionata, guardavo gli altri votanti scendere dalle loro case nella serata inoltrata, tutti con lo stesso scopo, tutti con lo stesso sentire.
Questo lento fluire, di persone unite nello stesso intento, questa sottile sensazione che forse, se lo vogliamo, qualcosa può cambiare,questa voglia di onorare uno dei rari strumenti che ancora possediamo per modificare il nostro presente ed il futuro dei nostri figli, mi ha scoperta felice e sorpresa.
Sono tornata a casa ancora più lentamente scrutando i balconi e le persone sdraiate sotto agli alberi verdi e lucidi, sentendo intorno a me quell'atmosfera d'appartenenza e radici ed entusiasmo simile a quella vissuta durante i mondiali ascoltando Pizzul che faceva la telecronaca.
Il lento fluire del 12 giugno spinge la speranza verso altri lidi, un pò più lontani da questa mediocrità.Speriamo.

martedì 7 giugno 2011

"Lavorare stanca, vivere ancor di più..."


Sono uscita dall'ambulatorio mezz'ora prima, perchè giù nel sotterraneo mi mancava l'aria, avevo il respiro mozzo, una sensazione di masso sullo sterno mi opprimeva l'esistenza.
Sono uscita prima e mi sono immersa nel traffico scattoso ed adrenalinico di Roma, la mia città invivibile.
Vivere in una città invivibile, lo dice la frase stessa, ha poco senso.
Sono arrivata a casa senza fiato, lo stomaco contratto, i muscoli(si fà per dire)duri come sassi.
Sono entrata in camera da letto tentando di prendere aria dalla grande finestra che dà sull'orto del vicino.
Ho demandato la raccolta dei miei figli al padre dei miei figli, mi sono spogliata velocemente, avevo fame d'aria e di benessere.
Ho annusato la mia tuta da casa di cotone leggero come una seconda pelle, l'ho indossata con le devozione che si prova per le cose "tue", quelle che hanno il tuo odore, la tua forma, quelle che rappresentano un pò chi sei, quelle che ti fanno sentire a casa.
Mi tremavano le mani, gli occhi si strizzavano da soli in piccole contrazioni involontarie, arrancavo togliendomi i calzini e le scarpe strette.
Ho poggiato i piedi nudi sul legno del pavimento, era fresco ed accogliente, mi sono lasciata cadere sul letto sfatto, lasciato all'alba senza neanche il tempo di rifarlo, mi sono presa le mani nelle mani ed improvvisamente ho capito, ho avuto quasi una folgorazione, un'illuminazione...ero stanca, ma stanca davvero, stanca nel profondo, volendo anche un pò stufa, stanca nelle viscere e nella testa, stanca nei piedi e nel respiro, stanca, stanca, stanca, talmente stanca da non avere avuto neanche il tempo
di accorgermene.


http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/06/respirazione-diaframmatica-ovvero-laccordo-pneumofonico-per-vivere-meglio-prima-parte.html

mercoledì 1 giugno 2011

"Un sogno lunghissimo..."




Il mio primogenito figlio legittimo, biologico, certificato, avente braccialetto identico al mio con su scritto il MIO cognome(è durato 24 ore, giusto il tempo dell'ospedale), sta per compiere 6 anni.
Sei anni e quasi non mi sembra possibile sia passato tanto tempo, se mi concentro avverto ancora il peso della pancia che lo conteneva stretto stretto, i suoi piedini sul mio stomaco, quel fiatone da attesa, quella novità tanto grande da farmi madre.
Se ci penso un attimo mi attraversano la mente le sue prime parole, quello sguardo furbo e profondo, quelle domande tenerissime e curiose, quel suo modo di preoccuparsi, identico al mio, quella sua fragilità di bimbo buono.
Se penso a questi sei anni mi vengono in mente mille ricordi, le sue mani abbronzate che affondano nella sabbia, i suoi primi passi incerti, la volta in ospedale in cui mi diceva "mamma toglimi l'ape" ed invece era l'ago della flebo che gli ha salvato la vita.
Se penso ai suoi anni ed alla storia di noi due(come dice lui), mi viene dritto nel naso, l'odore che aveva appena me lo hanno messo sulla pancia, al profumo dei suoi capelli sudati di corsa e giochi, al suo modo di essere gentile e premuroso con tutti.
Se conto questi sei anni, conto tante notti passate avvinghiati, le merende al parco, le ciliegie che ci macchiavano le guance, i cartoni guardati sul divano e le passeggiate in montagna con lui dentro allo zaino blu.
Se penso ai sei anni che sta per compiere, mi viene in mente ieri sera, quando chiacchieravamo prima di addormentarci ed improvvisamente mi ha detto queste esatte parole:"mamma, lo sai io sono confuso, non so' capire bene se sto vivendo davvero o se è solo un sogno lunghissimo..."

Buon compleanno piccolo scrocchiazeppi, ti auguro che questa vita resti sempre per te, un sogno lunghissimo e bello.


http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/05/io-infeste-compleanni-e-divertimenti-antichi.html

venerdì 27 maggio 2011

"Calma apparente..."



E' venerdì, già tardo pomeriggio, quasi ora di cena, due lavatrici appena stese, si agitano nel vento caldo di queste lunghe serate luminose, la casa è pulita, ordinata, silenziosa.
I bagni sono stati decalcarizzati, disinfettati, lucidati.
I vetri sono stati resi praticamente specchi riflettenti, le librerie non hanno un filo di polvere, i panni asciutti sono stati sistemati nei rispettivi armadi e cassetti, stirati e piegati.
La cucina è linda e pinta dopo ore di duro lavoro, un pò di stanchezza e dolore nella zona lombare, ma tanta soddisfazione mi empie il petto.
Le tende svolazzano appena, ho i capelli appena lavati, croccanti e profumati, i piedi nudi sul parquet smacchiato e lucidato, la cena sobbolle appena sui fornelli, i bambini stanno per tornare dal parco.Tutto è perfetto, immobile, languido.
Tutto è al suo posto, i giocattoli nei contenitori, i libri pop-up sugli scaffali, il bicchiere degli spazzolini da denti, brilla più dei denti stessi, i cuscini sprimacciati giacciono sui letti e sul divano, la tovaglia di lino è tesa sul tavolo, i fiori bianchi appaiono adorabili, nel loro vaso di latta bianca anch'essa.
Sento le voci dei miei figli che rincasano, provenire dal cortile.
Tutto è fermo, pulito e tranquillo,ma mi accorgo che è uno stato precario, fragile come un cristallo sui tram romani, uno stato di calma apparente.
Da questo istante, tutto può accadere.


http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/05/teletubbiesrichiesta-di-risarcimento-permanente.html

venerdì 20 maggio 2011

"Qualcosa non và..."


Sono le otto di sera, incrocio per un istante me stessa nello specchio del bagno, sospiro e poi penso che a quest'ora della sera ho già:
-Steso una lavatrice da nove chili all'alba, dovendo districarmi fra numerosi calzini che volevano assolutamente lanciarsi dal balcone
-Preparato zaini, colazioni, figlioli e trasportato il tutto a scuola
-Tentato di vincere i mille euro del botto alle otto(la mia data di nascita non è ufficialmente mai uscita, me possino cecà)
-Parcheggiato in centro senza essere impiccata dagli altri cercatori di dimora automobilistica, agguerritissimi
-Effettuato otto terapie ad altrettanti bambini piccoli e belli
-Mangiato un'insalata di mais e pomodori con le colleghe, mentre ci si provava un vestito o si disquisiva di peli e cerette al miele, di divorzi e sesso, di come si stirano le camicie e dell'ultimo libro sull'autismo
-Ritirato i nani dai loro luoghi di svago e lavoro(anche lì parcheggiare non è proprio semplice come bere un bicchier d'acqua)
-Trovato un'altrettanto difficile parcheggio nei pressi della nostra abitazione
-Preparato una merenda degna di questo nome
-Avviato una cena decentemente equilibrata(beata lei)
-Scritto un post per il mio blog professionale
-Iniziata la relazione per il mio intervento sui disturbi del linguaggio in età evolutiva(esiste un'età involutiva?)
-Aspirato i pavimenti
-Lavato e disinfettato i bagni frequentati da ben tre maschi portatori sani di peni incontrollabili
-Cantato canzoncine con galline zoppe sul tappeto con i miei figli piccoli
-Mitigato numerosi e svariati litigi-capricci-lotte fratricide
-Ascoltato le poche parole del coniuge convivente
-Lavato i nani e messi a tavola
-Corsa in bagno per espletare un bisogno fisiologico mentre tutti reclamano la mia presenza a gran voce, messami per un attimo davanti allo specchio, ma proprio un attimo, giusto il tempo di accorgermi che forse, qualcosa nella mia vita, non và...

lunedì 16 maggio 2011

"Lucciole per lanterne..."


Sabato sera, improvvisamente la voce dei grilli, il loro frinire inaspettato in mezzo agli ulivi della Sabina, terra di olio, di pane, di genitori fuggiti in campagna.
Sabato sera, dopo una cena già estiva, vicino al pozzo ed ai ciuffi di lavanda,dopo aver mangiato con appetito succhiandosi i polpastrelli unti di pollo,abbiamo incontrato le lucciole.
Lucciole a macchie intorno a noi, tenendo i miei bambini per mano, piccoli brividi di freddo serotino e di piacere immenso,ciliegi carichi di promesse tonde e già quasi mantenute, i nostri passi sul brecciolino secco e croccante.
Lucciole, moltissime lucciole punteggiavano la campagna davanti ai nostri occhi, lucciole a portata di mano, da sfiorare e da seguire coma una guida affidabile.
Nella notte, che stava per iniziare con una luna tonda e bianca, camminavamo felici e sospesi...ancora una volta ho scambiato lucciole per lanterne e mi è piaciuto tantissimo.


http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/05/sogni-di-una-madre-stanca.html

martedì 10 maggio 2011

"Saggezza primitiva"



Certe volte i figli, anche se piccoli e scrocchiazeppi, ti forniscono spunti di riflessione e suggerimenti rilassanti.
Certe volte i figli, sono fornitori di perle di saggezza, molto rare.
A questo proposito racconto ai più (o meno)ciò che il mio figliolo grande mi ha detto, dopo che io mi sono visibilmente accorata, vedendo la loro camera ridotta ad un porcile mal frequentato, dieci minuti dopo averla, me stessa medesima, pulita, spolverata scarcagnata a dovere...
"mamma, perchè hai quella faccia triste?"
"perchè avevo appena finito di pulire e riordinare la camera, ed ora non si vede neanche più dove sono i letti..."
"mamma, non devi essere triste, noi siamo solo dei bambini e dobbiamo giocare se no che facciamo?non sappiamo fare altro..."

http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/05/dieta-e-prova-costumetest-rapido-per-capire-se-sei-davvero-in-sovrappeso.html

venerdì 29 aprile 2011

"Sta solo crescendo"



Mio figlio quasi seienne, ultimamente dimostra nervosismo, accessi d'ira, momenti di aggressività inconsulta,tendenza al capriccio molesto, alito pesante e diarrea.
Esclusi l'alito pesante e la diarrea, che ho aggiunto solo per amor della castroneria linguistica, il resto è, drammaticamente vero.
Per arginare tali manifestazione d'indubbio malessere psico-fisico, adotto la seguente linea d'attacco:improvviso.
Improvviso risposte di grande dolcezza e voglia di discuterne, della serie "parliamone amore mio cosa c'è che non và?", e crisi di rabbia urlante della serie:"ma che cavolo ti piglia? eri tanto bono da piccino, adesso ti tiro uno sganassone".(Amo smodatamente le parole:sganassone, ceffone, sberla, schiaffo; le trovo fonologicamente molto piacevoli).
A volte lo punisco in maniera eccessiva, a volte gli regalo smisurata pazienza.
Niente di peggio dal punto di vista educativo e psicologico, lo sò, ma circa tre anni fà, ho fatto pace con la mia ambizione di madre perfetta, e sono scesa al compromesso Bolwbyniano di madre sufficientemente buona ( a tratti madre di merda, ma questo Bolwby non l'ha detto),pertanto il suddetto è l'accadere di questi giorni.
Ieri sera, sfinita dalla sua lagna serotina, dal suo atteggiamento da perseguitato, abbandonato, non più preferito; stanca dei suoi capricci, dei suoi no su tutta la linea, dei suoi denti digrignati in versione cane rabbioso, gli ho chiesto infilandomi nel letto:"A Giacomino, ma che hai?è così difficile capirti di questi tempi, che c'è?"
"Niente mamma, scusami, sto solo diventando grande".

E mi sà che non gli piace.Figuratevi a me.

http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/04/william-e-kateanalisi-di-uninvidia-giustificata.html

giovedì 21 aprile 2011

"Solo due sogni..."


Una cosa distrugge le mamme moderne, ed è certamente la mancanza di privacy, di uno spazio inviolato nel quale espletare le proprie funzioni intime e viscerali, in santa pace.
Insomma, neanche quando siamo in bagno, veniamo lasciate tranquille.
In particolare io, non avendo una porta classica che separi la stanza da bagno dal resto del mondo, ma possedendone una scorrevole senza possibilità di chiusura coatta, vengo puntualmente disturbata mentre mi lavo, vomito o defeco.
Questo mi irrita e mi rende irregolare nelle attività intestinali,e di svuotamento energetico del chakra per eccellenza.
L'altra sera, leggendo la lassativa copia del mio giornale di arredamento preferito, assisa sul mio water porcellanato, assisto all'entrata da saloon del piccolo figliuolo che mi chiede di lavarsi i denti,che morde una candela con gli incisivi superiori,e che infine, lancia un bakugan nel sifone della vasca.
Dopo pochi minuti entra il padre dei miei figli che mi chiede se nel risotto è più adatto aggiungere scalogno o cipolla, e poco dopo, approda al capezzale del mio water, anche il grande che esordisce così:"sai mamma, che quando ero piccolo avevo solo due sogni?"
Gli rispondo, allo stremo della mia pazienza:"davvero tesoro?ed ora invece?"
"Ora invece ne ho tantissimi, perchè sono cresciuto"
"A tavola me li racconterai tutti patatone secco, ma ora ti racconto il mio di sogno, stà a sentire:da piccola sognavo che sarei diventata grande ed avrei potuto fare la cacca in grazia di Dio!"
"..."

Buona Pasqua a tutti i genitori che non possono neanche cagare in pace.

http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/04/pasqua-2011ricetta-per-vivere-una-festa-serena.html

giovedì 14 aprile 2011

"Riflessioni di madre"


Spesso mi sorprendo a correre dietro ai miei figli, cercando di limitare i loro danni in giro per casa.
Mi arrabbio se saltano sul divano perchè così facendo tolgono il telo che lo ricopriva e buttano giù i cuscini che lo decoravano.
Mi innervosisco se lasciano le ditate sullo schermo della televisione perchè mi sembra così sciatto e unto da doverlo ripulire subito.
Grido se sconvolgono il bagno facendo a pezzetti la carta igienica e affogando le macchinine nel water.
Mi affanno per rimettere a posto i loro giocattoli sparsi ovunque, anche sul balcone, ed invoco un pò di pace, qualche ora di tregua, un momento tutto per me.

Poi però, improvvisamente, mi capita di pensare che i miei figli se ne andranno da questa casa, lasceranno queste camere, abbandoneranno il divano con tutto il copridivano,smetteranno di essere i miei piccoli e penseranno di essere troppo grandi per addormentarsi ancora con me, o per abbracciarmi forte forte come fanno ora.
Mi capita di pensare che le loro ditate spariranno in fretta dallo schermo della televisione e che al contrario, ignorerò per la maggior parte del tempo, dove saranno le loro mani e le loro facce.
Mi capita di pensare che mi ritroverò senza le loro voci che ridono, litigano od imitano un aeroplano,e scoprirò che il silenzio sarà odioso ed assordante.
Mi capita di immaginare il bagno intonso, ordinato e pulito, la cartaigienica perfettamente arrotolata su sè stessa, il water senza macchinine che galleggiano allegramente, lo specchio senza spruzzi di dentifricio e la mia faccia sola riflessa dentro.

Quando mi capita di pensare questo, lascio i giocattoli a terra, i cuscini per aria, il copridivano stropicciato, e mi siedo accanto a loro per guardarli più da vicino.

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mercoledì 6 aprile 2011

"Revisione di una povera madre stanca"


"Mamma, ti senti male?cos'hai, ti viene molto da vomitare?"
"Si, tesoro, veramente stasera mi sento un pò a pezzi, sono stanca, ho mal di gola e la schiena distrutta, vorrei solo infilarmi il mio pigiama da uomo e dormire per giorni e giorni"
"non ti preoccupare mamma, vieni che ti faccio visitare dal dottor Cuscinari e vedrai che guarirai"
"Oh che meraviglia, è tantissimo che non vedo il mio dottore preferito, ottima idea, la seguo in camera subito..."
"si sdrai che le devo fare le analisi del sangue per vedere se il sangue è sporco"
"mi farà male?"
"un pochino ma non faccia la lagna"(se c'è una cosa che amo in questo medico, è proprio il suo essere rude e maschio).
"adesso scopra la pancia che devo fare l'analisi dell'acqua e dell'olio"
"a me l'analisi dell'acqua e dell'olio?"
"eh si, devo vedere se sta bene, se è tutto a posto..."
E vabbè che sono stanca come un cameriere di un ristorante a tre piani dopo un matrimonio ciociaro,vabbè che mi sento a corto di energie e che codesta primavera, come le altre trentacinque prima di questa, mi trova narcolettica ed intontita come un pugile dopo il k.o.,vabbè che qualcosa nel mio organismo sembra incepparsi anche di notte, ma la revisione no, la revisione la rifiuto categoricamente.
Anche perchè non ho idea di dove possa aver messo i filtri...


http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/04/sex-and-the-family-piccoli-suggerimenti-per-una-eccitante-vita-di-coppia.html

venerdì 25 marzo 2011

Intrecci parentali


Giacomo dondola i piedi magrini stando appollaiato sul water, concentrato nell'atto della defecazione pomeridiana,un atto certo come poche cose sono certe nella vita, e parla con suo fratello piccolo.
I discorsi sono buffissimi fra un bambino di quasi sei anni ed uno di quasi due, io mi affanno in giro per pulire e rassettare e sorrido di questa conversazione rubata.
"Filì, lo sai che sei il mio fratellino preferito lo sai?"
"Ah,pefeito"
"si, ti amo da morire fratello mio, ma ti pare che io ti lascio mai da solo al buio?mai ti lascio da solo che ti credi tonto?io sto sempre con te piccolo bufalo(?)"
"buio no, a mucca"
"e certo, e la mucca come fa?"
"muuuu"
"bravo ma tu sei un genio"
"gegnio"
"vedrai quanto sarai bravo all'asilo dei grandi, speriamo che non vai a finire con la maestra Paola, quella strilla sempre"
"maettre asio bimbi ciao ciao mamma a domani"
"eh, bravo le maestre e l'asilo, però non sai quanto ti fanno lavorare, una barba, sempre a colorare colorare e punteggiare, non ce la faccio più"
"i cololi, a cricche("scrivere" n.d.r)a fojo"
"meno male che c'ho te, un bel fratello così grasso, pensa che quando io cresco, tu diventi mio figlio piccolo...vero mamma?"

http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/03/le-unghie-dei-bambini-storia-di-un-ambulatorio-speciale.html

venerdì 18 marzo 2011

Compleanni e risvegli


Stamattina, svegliandomi all'alba, ho trovato accanto a me numero due figlili con braccia e gambe spiaccicati addosso al mio provato corpo spiaggiato fra le lenzuola.
Una linea di sole sbucava dalle serrande, una colazione con pane burro e marmellata di mirtilli, mi tentava ripetutamente, la musica scelta da me medesima, allietava il nostro risveglio, insinuandosi fra i nostri capelli e le nostre orecchie, una valanga di doveri casalinghi attendeva prepotente il mio arrivo, non ancora giunto.
Tante cose da scrivere, tanti segreti da confessare, tanti antibiotici da somministrare, il mio lavoro da programmare.
Stamattina ho messo piede per terra scendendo dal mio letto ancora invernale ed ho trovato un anno di più ed una promessa di primavera.
Ci ho creduto.

domenica 13 marzo 2011

"Preoccupazioni notturne..."


Solito lettino stretto sturmundrang ikea,due figli per lato,uno,piccolo e tondo che canta "mai mai mai sharona" e l'altro,secco e moro che mi dice piano piano:"mamma,lo sai che i genitori di Matteo si sono separati?"
"Si amore l'ho saputo da sua madre"
"che brutto,mi ha detto Matteo che litigavano sempre,allora io ho pensato che anche voi vi lasciate e non vivete più insieme"
"no tesoro,stai tranquillo,io e papà a volte litighiamo ma ci vogliamo sempre tanto bene"
"non sembra per niente"
"come non sembra per niente?io sono molto innamorata del tuo papà tesoro"
"si mamma,di te lo sappiamo tutti che lo ami,ma è papà che mi preoccupa"

Vabbè,però non è giusto,perchè piccolo figliolo secco,una sera non ti accontenti di un innocuo "cappuccetto rosso?",e ti addormenti bono bono come la maggior parte dei mocciosi?

http://shar.es/3Dlz8

sabato 5 marzo 2011

"Certe sere..."


Certe sere succede che esci dopo parecchio tempo,lasciandoti alle spalle i tuoi figli che piangono la tua inaspettata dipartita e non ti senti neanche troppo in colpa.
Certe sere raggiungi le tue amiche in centro e mangiate gli spaghetti alle vongole,il risotto alla crema di scampi e la focaccia bianca calda.
Certe sere parlate così fitto e con ampi gesti del cuore che non vedete neanche il cameriere che cerca di sparecchiare.
Certe sere si parla di uomini,figli,famiglie,ricatti,dolori,amori finiti,amori difficili,amori facili come un gioco da bambini,progetti bellissimi,pettegolezzi sulle colleghe più giovani,la neve e le spese di gpl per scaldare tutto.
Certe sere mangiate in tre lo stesso profiterol con il cioccolato fondente fuso,dalla stessa coppa di vetro e panna,e vi si fanno le labbra nere e sembrate delle darkettone irriducibili ma ancora più belle.
Certe sere,parlando e parlando si è fatta mezzanotte e la sindrome di Cenerentola ti sfiora appena.
Certe sere ci si guarda la pelle e la si scandaglia alla stessa stregua del cuore,più difficile però,trovare qualcosa che lo lenisca come una crema efficace,appena uscita sul mercato.
Certe sere ci mettiamo a nudo e non si fa poi una gran fatica,sarà merito dell'insalata di mare.
Certe sere vi salutate con grandi baci ed abbracci e sembra quasi che non sia successo davvero,una serata ideale,una specie di sogno,una fetta di nuovo dentro alla quotidianeità schiacciante.
Certe sere parcheggi all'una di notte,con il tuo vecchio cappotto nero addosso,ti stringi le mani sulla vita e ti senti grande,forse già un pò vecchia e finalmente,silenziosa.
"Certe sere" pensi, mentre ti spogli piano e ti sdrai accanto ai tuoi figli piccoli ed arrotolati nel vostro piumone:"dovrebbe passarle la mutua":

mercoledì 23 febbraio 2011

"Tutte le lacrime..."


"Mamma,da dove vengono tutte le lacrime che ho pianto?"
Immediatamente penso due cose,le seguenti:che modo poetico ha questo secco bambino di giustapporre le domande e:questo è uno dei suoi tipici quesiti ad effetto ciliegia prima dell'addormentamento,uno tira l'altro e non ci si addormenta mai...
"Tesoro,è un pò complicato,ma sono tue,vengono da te,ce le hai dentro di te"
"Come dentro di me,ho una specie di laghetto che poi sale su ed esce fuori?"
L'immagine del laghetto alpino che esonda dagli occhi di mio figlio mi spinge a tagliare corto con le spiegazioni:"si tesoro,è una riserva d'acqua sempre pronta,che forma le lacrime così le puoi piangere."
"perchè sono salate allora?quindi non è un lago,è forse un mare?"
"è un'acqua speciale che serve per farti piangere di tristezza o anche di gioia"
"che c'è dentro,tutto quello che bevo,anche il succo di arancia rossa?"
"più o meno è così,le lacrime sono salate perchè sono fatte con tutto quello che ci metti dentro..."
"vabbè mamma,ho capito,sei un pò in difficoltà,ma non ti preoccupare,non ci ho capito niente,me lo rispiegherai tra qualche anno..."
"ah,bhè si,ok,allora,c'era una volta Pino e la mortadella..."

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