giovedì 29 settembre 2016

Dormo sola


Dormo sola dentro ad un nodo di rabbia e silenzio.
Dormo su un fianco raggomitolata in una palla di energia che non fluisce e con un respiro che non sa prendersi l'aria.
Dormo sola con addosso la contrazione di una chiusura che non mi somiglia.
Dormo presto senza carezze, senza un abbraccio sulle spalle.
Dormo di sogni incredibili e pancioni e figli mai nati.
Dormo sogni di latte tiepido dai seni ed inseguimenti senza fiato.
Dormo con un libro stropicciato accanto e l'orologio di mio figlio sul comodino con la sveglia puntata all'alba.
Dormo a strappi di dolore sui fianchi e morsi sul collo di tensione e spasmo.
Dormo dentro ad un cerchio piccolo di freddo improvviso e cerco la coperta e poi la scalcio di sudore.
Dormo sola con i capelli sciolti, la crema sul viso ed una specie di preghiera sulle labbra.
Dormo senza poter raccontare e sorridere e raggiungere.
Dormo senza una buonanotte nè occhi che mi guardino dormire.
Dormo sola senza consolazione nè baci, senza quel calore da cercare nel buio allungando una mano, ad occhi chiusi.

Dormo sola da troppo tempo ed ogni mattina mi sembra più ingiusto della mattina precedente.

lunedì 19 settembre 2016

La prossima volta ed un cactus



La prossima volta, giuro, ci farò caso.
Al prossimo giro starò attenta.
Cercherò di occuparmi delle mie inclinazioni, di quello che mi piace, di sfruttare le mie possibilità.
Starò attenta a me, al mio nome, alle mie cose.
Mi difenderò ancor prima di cercare chi possa difendermi,mi batterò per me, prima di dannarmi a trovare qualcuno che lo faccia al posto mio, mi guarderò dritta in faccia senza sconti, senza trucchi e matite a mascherare, colorare, mimetizzare, guarderò il mio viso senza inganni.
La prossima volta indagherò, studierò, scaverò, e poi salirò in superficie a cercar aria e leggerezza.
Al prossimo turno ci sarà tempo e modo per sputarmi in faccia e ripartire da lì.
Mi accorgerò del mio posto senza prima cercarne uno accanto ad un uomo.
Senza rabbia, farò tesoro di quello che ho imparato e cercherò di limitare difese e teatrini della mente.
Non fuggirò i miei sogni ignorandoli, non tradirò le mie passioni maltrattandole.
Sarò più attenta ad essere me, senza propaggini nè dipendenze.
Sarò fedele ai miei spazi, ai momenti da vivere in solitudine e silenzio, senza attendere nulla, ma riempiendo il mio tempo con me.
Racconterò la mia storia vivendola giorno per giorno senza confondere le vite di altri con la mia.

Dovrò ricordarmi tutto questo senza distrarmi come al solito inseguendo odori e sensazioni, senza perdermi dentro ai miei mille rivoli somatici, senza intontirmi con il battito del mio cuore sempre fuori sincrono.
Il fatto è che questa storia della rinascita non mi è molto chiara, e se rinascessi sotto forma di cactus?

E' difficile ricordarsi tutte queste cose se sei un cactus.
La questione si fa spinosa.

venerdì 2 settembre 2016

Almeno



Una sera, tornando dal mare quando già il cielo era buio e qualche stella iniziava a far capolino sopra le nostre teste, procedendo verso la macchina, siamo rimasti rapiti dalle villette che ci si paravano davanti.
Villette bianche traboccanti di bouganvillea, con giardini perfetti, decorati da pini, e sicomori e siepi fitte ed odorose, villette perfette con i loro abitanti intenti a grigliare pesci, a pettinare figlie dai lunghi capelli ancora bagnati di docce appena fatte, qualcuno di loro che giocava a carte, qualcun'altro che preparava aperitivi e sorseggiava lento dondolando su amache sformate dall'ozio.
Eravamo tutti e quattro zitti, in silenzio a guardare questa pubblica intimità fatta di costumi messi a sgocciolare su fili che attraversavano i giardini profumati di zampironi e citronella,di corpi avvolti in teli o vestiti leggeri, di abbronzature che incendiano le pelli dopo l'ultimo bagno al mare, quando io interruppi il silenzio per dire:"mamma mia che sensazione mi da guardare queste persone muoversi in questi meravigliosi giardini" ed il mio figlio piccolo incalzò subito:"una sensazione di invidia vero?".
Un pò spiazzata e sorpresa dissi:" no veramente non di invidia, avrei detto di benessere, di tranquillità, di bello".
Lui, continuò imperterrito:" a me invece mi fa proprio invidia guardarli, ed ho capito che una casa così non possiamo comprarla e neanche affittarla, ma almeno tu e papà fate amicizia con qualcuno che ci abita, così poi ci invitano in uno di questi giardini".

Almeno.

Fairytale Wedding Planner's Fan Box