sabato 29 ottobre 2011

Un angelo...



"Il suo bambino piccolo e biondo è dolcissimo, obbediente, sempre allegro e solare, coccolone, adorabile e non fà mai capricci.
Sa' signora il suo bambino è davvero un bravo bambino, ascolta tutto quello che diciamo qui al nido e lo elabora facendo sua ogni regola ed ogni routine, ha capito tutti i momenti della giornata tipica di questo asilo.
Si figuri che sparecchia, apparecchia, non litiga mai con nessun bambino, lo cercano tutti, è un gran compagnone, è sempre sereno e sorridente, aiuta gli altri bimbi in difficoltà, da' la mano alle maestre in giardino, si lava le mani e rimette a posto sapone ed asciugamanino, è responsabile delle sue cose ma non geloso.
Questo bambino non è mai stato aggressivo con nessuno, non ha mai restituito neanche uno spintone.
E' un bambino molto tranquillo ed indipendente, rispetta i divieti ed i "no" senza alcuna difficoltà, non ha mai lanciato oggetti, nè fatto dispetti a nessuno, non è mai vendicativo nè rabbioso.
Complimenti signora questo bambino dagli occhi azzurri è davvero un angelo".

Ora, due sono le ipotesi, o le maestre del nido grande grande(come lo chiama voi-sapete-chi), ogni volta che vi parlano, si riferiscono ad un fantomatico Filiberto Montanari piuttosto che al vostro Filippo Montanucci, oppure vi hanno scambiata per la mamma di Puglielmo(sempre come lo chiama voi-sapete-chi).

domenica 23 ottobre 2011

48 ore con mia madre



Per una serie di inspiegabili congiunzioni astrali, casi fortuiti, impegni epocali ed incastri complessi, la mia mamma, ha lasciato la campagna per stare ben due giorni, dico due giorni a casa nostra, con noi.
I bambini erano felicissimi ed eccitati e ripetevano:"davvero nonna dorme da noi?"e saltavano a destra e a manca.
Si è portata dietro uno spazzolino da denti, il filo interdentale, un pezzo di cristallo di rocca per deodorarsi(con il quale io puzzo come un cavallo sotto sforzo mentre lei no), il suo solito abbigliamento fuori stagione e scomodissmo con i tacchi e le scollature, ed infine due pensierini per i miei figlioli.
E' stata discreta ma presente, ha bevuto vino bianco con Marco e riso osservando i nani che ballavano scalmanati.
E' rimasta con noi giorno e notte, ha preparato il latte caldo ai nani ed il pane e marmellata, ha detto a me:"siediti e fai colazione un minuto tranquilla".
Ha preparato il pranzo, sistemato i panni, stirato le lenzuola, usato quelle accortezze e carinerie che solo una madre sà dispensare, senza dirtele nè sottolinearle.
Ha intuito da sè di cosa ci fosse bisogno in questa casa, ha giocato con i bambini e cenato seduta nel chiasso della nostra famiglia.
Ha dormito sul divano svegliandosi non appena io mi sono svegliata per il gran dolore che avevo, ed anche se non me lo ha detto, non si è riuscita più a riaddormentare per la preoccupazione, ne sono sicura.
Si è messa la camicia da notte bianca, si è infilata nel lettone grande ed ha raccontato a me ed ai bambini, due storie di topolini, aveva la stessa voce e lo stesso modo di pronunciare le parole, di quando ero bambina e sapeva di acqua di rose e cera di cupra e leggeva facendo le voci dei personaggi.
Quando tornavo dal lavoro sapevo che l'avrei trovata a casa con i bambini e mi sentivo più serena e meno stanca.

Mia nonna, sua madre, le diceva sempre che chi ha la mamma non piange mai, ora capisco perfettamente il perchè.

martedì 18 ottobre 2011

Riunioni elementari




La prima riunione della prima elementare del tuo primo figlio, è una cosa importante.
La prima riunione dei genitori con le maestre della prima elementare sezione A, è cosa imprescindibile, seria, improrogabile.
La prima riunione della prima elementare serve al genitore per conoscere le maestre, alle maestre per conoscere i genitori, ai genitori per conoscere gli altri genitori e cosa li aspetterà per le feste di compleanno dei prossimi cinque anni.
La prima riunione della prima elementare è un appuntamento di quelli ai quali non si può dire di no, un'ottima ragione per chiedere un permesso al lavoro, un motivo per il quale uscire anche con trentotto di febbre.
Alla prima riunione della prima elementare ti informano sull'andamento dell'intera classe, ti spiegano che aria tira, ti illustrano le gite che verranno e ti presentano il pof, ovvero il piano dell'offerta formativa (e non il popof col colbacco della canzone sbuffa sbuffa e dopo un pò...).
Alla prima riunione della prima elementare ci si và per farsi un'idea e per darne una di sè e della propria famiglia, ci si scambiano informazioni sui grembiuli e le copertine per rivestire i libri, ci si annotano i numeri di telefono e si entra ufficialmente a far parte del nutrito gruppo di genitori con un figlio alle elementari.
Alla riunione della prima elementare non manca nessuno, al massimo qualche ignorante menefreghista che non ha compreso quanto è importante per un figlio essere seguito da una famiglia solida e presente, qualche personaggio losco che ignora quanto sia indispensabile il ponte fra le agenzie educative che girano intorno al proprio bambino.

Io alla prima riunione della prima elementare del mio primo figlio non c'ero.
Si, io non c'ero, ero a lavoro ignara e dimentica che tale evento di siffatta portata si stava svolgendo senza di me.
Io alla prima riunione della prima elementare del mio primo figlio, non ci sono andata perchè me ne sono dimenticata.
Ora l'ho detto, anzi, l'ho addirittura scritto, e non sto' per niente meglio.

Cazzolina.

lunedì 10 ottobre 2011

Se tu fossi qui...




Se nonno Peppe tornasse anche per un solo giorno qui a casa mia, lo porterei a raccogliere lumache dopo un acquazzone d'autunno, a mangiare patate alla sagra di Leonessa, a respirare boschi e ad arrostire castagne, se nonno Peppe tornasse almeno per un pò, resterei ad ascoltare i suoi indovinelli bislacchi ed a ridere davanti ad un buon bicchiere di vino rosso.

Se nonna Lina tornasse anche solo per un giorno, la porterei a casa mia e preparerei con lei le frappe, il ciambellone e le fettucine, se fosse qui almeno per un pò, ascolterei i suoi racconti difficili, la sua vita arrampicata in salita come una capretta secca e testarda, le farei un massaggio per vedere se è davvero impossibile farla rilassare.

Se zia Adele tornasse anche solo per un giorno, ah se zia Adele venisse da me che gioia sarebbe, le farei conoscere i miei figli perchè non li ha mai visti, daremmo da mangiare alle galline insieme e ci fumeremmo una sigaretta di nascosto da suo marito anche solo per ridere come bambine e fare un dispetto.
Se zia Adele fosse qui le spiegherei perchè non ce l'ho fatta proprio a vederla quando stava male, perchè solo l'idea mi rintorcinava lo stomaco e perchè lei è sempre stata così bella, rubiconda e limpida da essere impossibile credere che le toccasse soffrire anche solo per un istante.
Se zia Adele fosse qui ora, ci faremmo una tinta calda per l'autunno che è finalmente arrivato e cammineremmo con i suoi cani stortignaccoli, lungo la sua vigna piena d'uva.

Se nonno Michele e nonna Elena tornassero anche solo per un giorno, li porterei a Tortoreto, in una pensioncina sul mare a mangiare pesce ed a chiacchierare del tempo che fà, a passeggiare sottobraccio sul lungomare perchè loro sono inseparabili come i pappagallini e perciò si starebbe tutti stretti stretti.
Se nonna Elena tornasse qui da me, le chiederei di cantarmi ancora "sola soletta andavo..." e di vedere un'altra puntata di Love boat sedute sul divano, visto che ci piaceva tanto.

Se Nonno Arnaldo, il padre del mio compagno tornasse anche solo per un giorno, gli presenterei i suoi nipoti, i suoi unici nipoti, quelli che ha aspettato per una vita intera e che non ha mai conosciuto, gli presenterei quelli che porteranno il suo cognome in giro per il mondo e farei in modo che raccontasse loro della guerra e del pecorino sardo, lo porterei allo zoo con i miei bambini ed ascolterei tutto ciò che avrebbe da dire su di loro, con quella sua comicità romana amara e dissacrante.
Se nonno Arnaldo tornasse, vorrei vedere lo sguardo con il quale guarderebbe suo figlio diventato padre troppo tardi, e gli farei raccontare tutte le poesie di Natale dell'asilo che non ha sentito, e tutte le canzoni che non ha cantato con loro tenendoli sulle ginocchia.

Se anche solo per un giorno tornassero i miei cari, sarebbe un bel casino perchè non li lascerei più andar via.

martedì 4 ottobre 2011

Non ce l'avevano detto



"Non ce l'avevano detto" pensavo stamattina, quando all'alba ho tirato uno schiaffo al figlio grande appena entrati in macchina.
Sveglio da venti minuti aveva già ricevuto tre sgridate, una tazza con latte tiepido, una raccomandazione avvilente di non restare indietro con i compiti in classe, ed uno schiaffone sul viso...un record.

"Non ce l'avevano detto", ho pensato sei anni fa quando non riuscivo a calmare il pianto di mio figlio appena nato, e non avevo latte a sufficienza, e non avevo la medicina giusta per fargli passare la febbre ed il dolore, e non avevo la forza di alzarmi dal letto per la decima volta consecutiva quella notte.

Non ce l'avevano detto che al parco con i propri figli, ci si può annoiare, smarrire, appanicare.

Non ce l'avevano detto che insieme non avremmo più visto un film per intero, nè frequentato una festa fino alla fine.

Non ce l'avevano detto che sarebbe stato difficile ritrovare la voglia di fare l'amore dopo giornate tanto amare e faticose, che sarebbe stato comunque fallimentare cercare di fare la madre e la professionista, che sarebbe stato impossibile andare in palestra la sera all'ora di cena mentre tutti ti aspettano ed hanno bisogno di te e tu di loro.

Non ce l'avevano detto che gli ideali degli anni 60 sarebbero affogati dentro alla bacheca di facebook, che il nostro governo sarebbe stato solo un gran puttanaio e che la carne fà più male che bene.

Non ce l'avevano detto che stare insieme tutta una vita è faticoso come un lavoro in miniera, che avresti desiderato essere altrove e con qualcun altro almeno due volte al giorno in tutte le stagioni.

Non ce l'avevano detto che più della metà di ciò che avremmo studiato, sarebbe finito nel dimenticatoio inesorabilmente, che ci sarebbero venute la cellulite e le vene varicose, che avremmo mangiato insalata in busta, non lavata, in piedi durante una pausa pranzo inventata, che non avremmo avuto il tempo di vedere un'amica ed i soldi per fare una vacanza vera.

Non ce l'avevano detto che a volte ci si sveglia più stanche di quando si và a dormire, che il ciclo ci illanguidisce il cuore e lo stomaco, che gli amici veri sono rari come i tartufi bianchi, che esiste l'invidia altrui per ogni cosa che ti rende felice anche solo per un pò.

Non ce l'avevano detto che le mamme si sentono spesso insoddisfatte, tristi e pentite e per questo si rodono il fegato a forza di sensi di colpa.

Non ce l'avevano detto che il nostro uomo ci avrebbe rinfacciato qualsiasi sacrificio avesse fatto per la vostra famiglia e che a quel punto sarebbe venuta voglia di farlo anche a voi.

Non ce l'avevano detto che tutti hanno un prezzo, che l'uomo si corrompe con poco, che tutti sbavano per l'approvazione del capo e nessuno ha mai voglia di prendere una posizione davvero.

Non ce l'avevano detto che la sincerità non ce l'avrebbe mai chiesta nessuno, che molti preferiscono essere presi in giro, che le persone possono essere felici solo per un istante fugace ed inafferrabile, e che i figli spesso abbandonano i genitori vecchi e malati.

Non ce l'avevano detto, ma se anche l'avessero fatto, non c'avremmo mai creduto.





Questo post mi è stato assolutamente e liberamente ispirato da Sabrina, una lettrice meravigliosa, ma prima di tutto, una donna Vera.

Fairytale Wedding Planner's Fan Box