venerdì 16 agosto 2013

“Piccolo vadecum estivo per lei intitolato:riconosci se è quello giusto, tanto molto probabilmente non lo è”




Esistono segnali più o meno chiari che l’altro ci invia e che noi dovremmo seguire per superare il “momento del rincoglionimento selvaggio”, tipico dell’innamoramento, e decidere più lucidamente, se lui, può essere davvero Lui.
Per ora, vista la canicola estiva, sono in grado di redigere il piccolo vademecum, solo in versione femminile, ad uso e consumo delle donne, anche se, eccezion fatta per il capitolo "te mastico i capezzoli", persino un uomo può trarne beneficio.

Ascoltate pulzelle, molto probabilmente non è un maschio per voi:

-Se usa lo stuzzicadente a tavola, mentre cenate insieme a lume di candela
-Se succhia il brodo emettendo rumori e rantoli
-Se dice: ”ti cercherò io ” in stile:” le faremo sapere”
-Se vi chiede di dividere il costo della benzina per andare un giorno al mare, insieme
-Se custodisce gelosamente un plaid sul pianale della macchina
-Se ha un arber magic alla vaniglia appeso allo specchietto retrovisore
-Se afferma di non essere tirchio ma solo attento ai soldi
-Se accarezza la sua automobile con il panno daino e lo sguardo da triglia
-Se si fa il riporto con gli ultimi capelli rimasti a difendere il fortino calvo
-Se ha cravatte traslucide
-Se indossa camicie a mezze maniche e, come se non bastasse, di un rosa mortadella intenso
-Se porta seco la radiolina al vostro petit dejeneur sur l’erb, per ascoltare i risultati del campionato di calcio
-Se rutta a tavola ridendo e dicendo: ”meglio fuori che dentro”
-Se fissa lubrico, emettendo bava laterale, il culo di una passante, mentre siete al suo fianco
-Se profferisce tale frase, rubicondo: ”non è come quello che prepara mia madre, ma comunque hai fatto un buon arrosto”
-Se vi chiede, veloce come una faina: ”ma sei ingrassata?”
-Se non vi bacia
-Se non vi abbraccia
-Se non vi tratta come cosa preziosa
-Se biascica mentre mangia
-Se vi mastica i capezzoli ignorando i vostri mugolii di dolore, o peggio se li interpreta come segnali di estremo godimento, aumentando così la pressione dentale.
-Se vi fa dei sermoni, alcune filippiche, talune ramanzine, come se foste la sua figlia degenere
-Se vi dice, di ritorno da un tour de force di sei ore dal parrucchiere: “Non stai male.”
-Se mangia molte più pop corn di voi al cinema, senza lasciarvele prendere
-Se vi chiede: ”ti è piaciuto?” dopo il sesso ma non vi domanda mai: “come ti senti?” in un giorno qualunque.
-Se litiga per aggiudicarsi un parcheggio urlando e cercando di fare a pugni
-Se non rispetta la fila facendo il furbo
-Se vi regala un profumo senza aver capito quale sia il vostro, né quale potrebbe piacervi
-Se mangia l’unica salsiccia adagiata sulla polenta fumante senza chiedervi se la volevate voi
-Se non si accorge se avete goduto o no mentre avete fatto l’amore ed interrompe tutto senza sincerarsi del vostro stato
-Se non si toglie i calzini mentre fate sesso
-Se, durante il sesso inizia a parlarvi a raffica, nominando il vicino di casa, evocando i suoi cugini, invitando virtualmente gli amici del liceo e la squadra di calcio nigeriana comprensiva dei panchinari, convinto che tal cosa vi ecciti un mondo.
-Se vi dice toccandovi:” vabbè ma in fondo hai fatto due figli non sei tanto grassa”
-Se vi fa regali solo al compleanno ed a Natale
-Se a Pasqua ti regala l’uovo con il peluchino secco e non hai meno di vent’anni.
-Se vi schiaccia sempre i piedi
-Se non si schiera mai
-Se non vi difende
-Se non rischia per voi
-Se ha paura di essere felice (ma vaffanculo)
-Se richiama la vostra attenzione chiamandovi: Cì, amò, chicca, trottolina, tesò"
-Se non si degna di guardarti negli occhi e dirti: ”è finita” quando sente che è finita
-Se non vi manda neanche uno straccio di sms con scritto: “buone vacanze tabula”
-Se non vi fa sapere in che luogo siete nei suoi pensieri
-Se non vi fa sapere se siete nei suoi pensieri
-Se ti soffoca con telefonate e messaggi
-Se vuole sempre sapere esattamente dove e con chi vi troviate
-Se è assurdamente geloso
-Se vi chiama amore durante il primo appuntamento
-Se non vi chiama amore neanche dopo 12 anni
-Se fa la vittima e vi accolla tutte le sue angosce, fallimenti, fragilità, senza sconti
-Se vi chiede ironico: "sei nervosa, hai le tue cose?"

-Se ti rovescia un bicchiere di succo d’arancia rossa sul pc mentre scrivi un post estivo, perché doveva spolverare il tavolo proprio in questo minuto.

P.S.
Perdonate se tale vademecum non presenta particolari caratteri di universalità, talvolta sono scivolata sul personale, ma è agosto e sono in vacanza a Paglieta, comprendetemi.



sabato 10 agosto 2013

Non si fa così



Lui mi si avvicina con il petto di peli e qualche rivolo di sudore d’agosto, mi abbraccia piano, non sa abbracciare, inciampa nei suoi abbracci, mi abbraccia lo stesso, mi sussurra nell’orecchio: ”non mi và di morire”.
Lui non riesce a pensare che smetterà di respirare, di parlare e sognare ciò che è abituato a sognare.
“Ti capisco, scoccia anche a me, deve essere parecchio antipatico morire”
“E’ morto persino mio padre figurati se non morirò anche io”
“Già, moriremo, ci tocca, è inevitabile, lo dicono tutti, non si può più fare finta di niente”.
Desidero delle scarpe chiare, morbide, attaccate al piede come un guanto di pelle, con un po’ di tacco, una punta dolce, la possibilità di correrci lieve lieve, con i piedi vicini ed i malleoli paralleli, un paio di scarpine da donna, dal quale si vedano distintamente il collo del piede, le vene azzurre, le dita che principiano discrete.
Vorrei delle scarpe femmina, quasi colore della pelle nuda, da mettere sotto ad una gonnellina, alla fine dell’orlo di un jeans stretto, di un pantalone nero.
Come ad ogni agosto mi prende la voglia d’autunno, dei brividi della mattina, delle prime torte, dei sughi della domenica, dei progetti incrollabili per il nuovo anno, che di solito osservo crollare inevitabilmente.
Come ad ogni agosto ho voglia di temporali e sonnellini nei quali sciogliere i miei sogni bislacchi, aspettare il tramonto e svegliarmi affamata e languida.
Come ad ogni agosto il sole mi strappa la pelle e mi affatica il fiato, vorrei imparare a fare la maglia, a stare ferma, a fargli passare la paura di morire e l’orrore del vivere.
Penso che non sia giusto, che non si debba lasciare in mano ad un Uomo tanto piccolo e solo, una cosa tanto grande come la morte, dicendogli: ”ora cavatela da solo”.

Non si fa così.



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