lunedì 5 dicembre 2011

"Quando..."





Quando imbocco finalmente il vialetto che mi porterà a casa, e mi accolgono gli odori del piccolo condominio in cui abito, quando riconosco il profumo della cena di quelli del secondo piano, il soffritto che proviene dall’attico, il detergente dei pavimenti usato per l’androne anni 60.
Quando guardo appena un po’ sopra la mia testa e scorgo la luce accesa della nostra cucina, quando indovino con le orecchie il frastuono dei miei figli piccoli, avverto la musica che amano, giungermi a tutto volume, quando sbircio il lembo della tendina di lino bianco, quando capisco che sto’ per scrollarmi un’intera giornata dalle spalle, la borsa stracolma di cose, la valigetta del portatile che mi sradica le braccia.
Quando entro nella scia odorosa di camini accesi, nell'aria invernale che pizzica le narici come uno schiaffo inaspettato, nel vento freddo che si incanala nel piccolo vialetto fiorito...
Quando pregusto il loro abbraccio, il loro odore, la loro stretta, allora, esattamente in quell’istante, mi sento felice.
Perfettamente felice.
Completamente felice.
Assolutamente felice.

Il problema è dopo…

5 commenti:

Sabrina ha detto...

Sei un connubio unico di poesia e cinismo...lo adoro.Comunque avere un momento di perfetta felicità al giorno non è da tutti.


Io me lo chiedo da 6 anni : ma perchè mio figlio mi manca così tanto quando non c'è, e vorrei che sparisse dopo 10 minuti che c'è???? Ma siccome mi facevo la stessa domanda anche quando stavo con il mio grande,totalizzante, assoluto, distruttivo precedente amore, credo faccia parte del pacchetto "vita" - un po' più a piccole dosi no, eh ?

Paola ha detto...

Grande Silvia!!! Sai sempre cosa dire e soprattutto come dirlo!!!Sei la traduzione simultanea delle nostre emozioni che rimangono imprigionate dentro questa carcassa di ossa e pelle che impedisce perfino di dire la verità senza sentirci un po' in colpa!grazie per quello che fai...

silvia ha detto...

Oh ragazze, badate che se fate così io piango.si, insomma mi commuovete di prima mattina quando mi prendo questi venti minuti prima di svegliare i nani per leggere e rileggere a che punto è la mia vita.
E'un punto difficile, e prima di scrivere certe cose ho dovuto avere il coraggio di dirmele e mi è costato ammettere certe verità scomode e dolorose.
Credo di aver smesso di aspirare ad essere la madre perfetta, qualche anno fà quando ho capito davvero chi fossi e quante fossero le mie debolezze, mi sto accontentando di essere la mamma che riesco ad essere con tutto l'amore che posso, e forse oggi mi voglio più bene di ieri, quando mi pretendevo perfetta.
La mia difficoltà a stare in casa di questi tempi è però più riferita alle grandi difficoltà con ilmio compagno,alle tensioni che si creano qui dentro.
Grazie per il vostro sostegno, per me è cibo per il cuore.

Sabrina ha detto...

Eh, come al solito non avevo capito un'emerita m....
Spero che sia solo un periodo di crisi...detta da una che è nel bel mezzo di un periodo di crisi da un paio di secoli......forse è meglio che me ne stia zitta.

silvia ha detto...

Periodo di crisi?effettivamente siamo in crisi dal 2001, anno in cui ci siamo avvicinati.
Perciò la vedo dura sul concetto di "periodo" e la vedo positiva sul concetto di "crisi".
Noi siamo la crisi.
Ecco, per dirla con un eufemismo.
Buona bufera, resisti.
O anche no.

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