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Visualizzazione dei post da Aprile, 2018

Ancora

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La musica mi passa attraverso, gettata a fiotti nelle orecchie, raggiunge lo stomaco, il cuore, la pancia.
Ho spesso immaginato i miei organi dentro, non assomigliano ai pezzi estratti dai cadaveri, sono una cosa mia, ancora viva, rossa, pugni di cellule e sangue, battiti e spasmi disordinati, pesci palla trasparenti ed irrorati.
All'università ci hanno detto di tenere vivi il cervello ed il cuore, di affamarli e poi saziarli, di strapazzarli, sorprenderli e scuoterli, ci hanno insegnato che è bene amarli con passione e strazio, con stupore, strappo e dolore.
Ho imparato che la morte mi prenderà quando non avrò più voglia di salire, di vedere cosa c'è più in là, di assaggiare l'acqua fresca, di immergermi in mare, di amarti di nascosto dal mondo ma tanto sinceramente di fronte a me stessa.
Ho capito che morirò quando non cercherò un'altra strada, una terza opzione, la fuga dalla fila, il riparo dalla routine, i calci all'obbedienza, morirò quando sarò troppo sazia…

L'acqua calda

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Nell'acqua calda il tuo peso era ancora più leggero, sentivo premere appena la tua nuca sul mio braccio, guardavo i tuoi occhi socchiusi e sentivo il rumore dolce dell'acqua mossa dai nostri corpi.
Per un tempo preciso quello è stato il posto giusto, poi non lo è stato più, il desiderio ci ha trascinati fuori, una corsa fino a casa nostra.
Non ci serviva il cibo, nè il vino, ma quel fuoco morbido nel camino, la notte che avanzava sulla collina, i gatti addormentati sugli scalini caldi del sole del giorno.
Il tuo maglione ad appoggiarci la testa, mi riparavi dal vento, la panchina sull'orizzonte, voltare la mia guancia e sfiorare la tua pancia sotto ai vestiti, raccontavi di voi, di tanti anni fa.
Le curve erano molte, i piedi sui sedili della tua auto, la musica che hai scelto in una vita, compreso oggi, compresi noi.
Quando ci sono gli altri mi nasconderei addosso a te, appena dietro le tue spalle, "mandali via" mi verrebbe da dirti.
I sogni rovesciati su cusci…