mercoledì 27 giugno 2012

Estate, limonate e zanzare, nessun progetto

Capita anche quest'anno, avevo giurato che non sarebbe capitato, ma si sà, i giuramenti lasciano il tempo che trovano, in questo caso hanno trovato un anno tondo tondo davanti. Un anno in cui i pochi soldi di sempre sono volati via risucchiati dai mutui, dalle spese alla Coop e da Lidl,dal corso di nuoto del grande (il piccolo non ha ancora cominciato), le bollette che le sottoscrivi a 19 euro al mese e ne arrivano sempre 79 di euro da pagare non si capisce mai il perchè. Purtroppo quest'anno ci siamo anche abbastanza ammalati e questo è male perchè ognuno di noi sà cosa voglia dire andare in farmacia (una follia), pagare i servigi di un dentista (fantascienza), curare la colite spastica che poi ti ritorna perchè non hai più un soldo e ti si riaccende pure l'ulcera come fosse la fiaccola olimpica. Ovviamente la lista è molto più lunga, fitta ed angosciante, ma per amore del lettore, taccio, interrompo e la pianto qui. Fatto sta che dopo un lungo inverno che si è mangiato a morsi bagnati e ventosi anche la primavera, eccola qua di nuovo. L'estate. Eccolo qui quel caldo che ti sega le gambe, che ti fà lasciare la bicicletta legata alla catena viola, quel caldo che non ti reggi in piedi e ciucci integratori di potassio che ogni anno ti ostini a ciucciare ma poi và a finire che ti senti sempre uno stracchino senza vaschetta. Eccole qui le zanzare che succhiano le caviglie dei miei figli, gli zampironi sui balconi con i gerani, le domeniche nelle piscine assiepate di gente seminuda ed unta, specchi d'acqua grassi e torbidi dove illudersi di essere in vacanza per un giorno. Eccole qui le tristi partenze all'alba per portare i bambini ad un mare beige con la sabbia nera, che come abbinamento non c'è male si, ma per vestirsi ed andare in ufficio e non per far nuotare i tuoi bambini, eccole qui le avvilenti scottature che iniziano a far male nel traffico penoso del rientro, quando le infradito ti segano i piedi sporchi di sabbia ed il raccordo ti sembra indubbiamente la cosa meno adatta da vedere quando si sta in ferie. Eccoli qui i centri estivi dove lasciare i tuoi bambini ai bordi della città rovente, centri estivi dai quali riecheggia il tormentone dell'estate pompato a mille, e lui, tuo figlio di sette anni, che ti torna a casa lesso come un wurstel da hot dog che balla il tagatà. E tu che avevi sognato campi scuola steineriani dove i bambini raccolgono pigne ed ascoltano musica classica, e riposano sotto a querce secolari imparando ad essere autonomi e leali come giocatori di rugby, ma dove una settimana lì ti costerebbe come mezzo stipendio e siccome di figli ne hai due ecco che lo stipendio và via intero, e siccome le settimane sono quattro...bhè fatevi due calcoli. Ecco un'altra estate durante la quale aspetti la botta di fortuna, l'illuminazione dell'ultimo minuto, l'invito sincero e gratuito, la svolta marina o montana per far godere ai tuoi figli quello che riuscivi a goderti tu...tre mesi di vacanza e poi se ne riparlava a settembre di città e traffico. Invece anche quest'anno hai sentito qualcuno domandare ai tuoi bambini:"dove andrete in vacanza quest'anno?" e vedere loro che intercettano i tuoi occhi con l'interrogativo stampato in faccia. Non lo sò bambini miei, però adesso ci andiamo a preparare una bella limonata ghiacciata che l'estate è arrivata.

martedì 12 giugno 2012

Posti di lavoro e progetti futuri

Sto vivendo un momento difficile, un momento duro, doloroso, affannoso, spaventoso. Ho molte cose da dire a questo proposito, ho molto da raccontare su questo male che mi opprime il respiro, il sorriso, che mi impedisce un passo leggero, un passo che sia semplicemente un passo e non una traversata transoceanica. Però non ne ho voglia, non ho voglia di stare male e non ho voglia di parlarne, quindi non lo farò, voglio lasciare il fango fuori di qui almeno per stasera. Allora scriverò di alcune chiacchiere con i miei figli che mi girano intorno alla testa mentre purtroppo sono sdraiata a letto, sempre malata, sempre debole, sempre barcollante. Chiacchierando sul lettone con i miei bambini maschi e triviali, una di queste sere nuvolose e sfilacciate come zucchero filato inquinato, affrontiamo temi impegnativi e filosofici del tipo: "cosa fà il pompiere mamma?" "spegne gli incendi, salva le persone rimaste intrappolate, sfonda le porte delle signore che hanno chiuso casa lasciandoci dentro le chiavi, e soprattutto scendono abbarbicati come koala scivolando da un palo lungo lungo" "Bello" "che figo" "lo sai che non mi piace, ci sono tanti aggettivi tesoro, sforzati un pò di più amoretto" "vabbè che figata" "...." "comunque, voi due, dico voi due miei figli maschi, Giacomo E Filippo, esattamente voi, cosa vorreste fare da grandi?" "io il pagliaccio"dice il grande senza ripensamenti, il grande di sette anni, colui che ho sempre immaginato scienziato ballerino etoile, il grande, quello primogenito con il super-io grosso come una casa, con un senso della regola e del dovere imparato geneticamente dal pater familias, proprio lui.Inghiotto. "bellissimo il pagliaccio, molto...divertente,creativo" "già già, sono sicuro di voler diventare un bravo pagliaccio che fa ridere molto la gente" "e tu piccolino biondo di mamma, che vorresti fare da grande cucciolo d'uomo?" "io quello che distribuisce le banane alle scimmie" Dopo un minuto di silenzio nel quale ho riflettuto sull'uso della parola "distribuire" in un bambino di tre anni, ho chiesto timida:"distributore di banane alle scimmie dello zoo di Roma tesoretto?" "nooo mamma, nelle giungla". E' chiaro. Mi aspetta una vecchiaia di stenti e preoccupazioni, con due figli privi di inps e di versamenti per la previdenza sociale, senza neanche l'ombra di un posto fisso, di una busta paga, di un TFR, di una tutela sindacale, una vecchiaia di solitudine senza neanche un semplice pranzo con polpettone e nuore rognose e nipoti chiassosi a casa mia di domenica, mi aspetta una vecchiaia grama, di lontananza ed ansie multiple, ma soprattutto una domanda su tutte campeggia da allora nella mia testa:passi per il primo figliolo che girerà con un cappello nel quale raccimolerà una sorta di salario esentasse, ma il secondo figlio, chi me lo retribuisce...le scimmie del Borneo?

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