domenica 23 marzo 2014

Temo





Temo le mie labbra inerti e silenziose.
Temo i giorni bui pieni di paura e le grida strozzate.
Temo la pelle addormentata senza brividi.
Temo la casa senza musica e le scarpe con la punta quadrata.
Temo le gambe senza spinta, le guance senza carezze, le notti senza sogni.
Temo il vuoto, la dimenticanza, la distrazione d'amore.
Temo i piatti insipidi, i profumi dolci e stordenti, le primavere senza sole, il mare senza tempeste, il largo senza onde, la battigia senza risacca.
Temo i gatti senza fusa, gli uomini senza peli e senza cuore, i piedi senza solletico, i letti senza coperte.
Temo l'abisso visto dal bordo di una montagna, la pagina non scritta, la canzone non dedicata, il cappuccino senza schiuma.
Temo l'assenza ingiustificata, il giudizio affrettato, le equazioni ed i problemi geometrici.
Temo i calcoli, i numeri, il sudoko e lo spavento.
Temo le tue mani aride, la confusione, le luci al neon, le scarpe con il tacco a stiletto.
Temo la vertigine, il controllo smarrito, le giostre che girano, il sudore di notte, i tessuti maculati.
Temo il mare scuro, il lago melmoso, l'attesa senza nulla da attendere.
Temo i funerali senza lacrime, le serrature senza chiavi, i visi senza espressione, il cibo senza fame.
Temo le streghe e le profezie, i giorni stanchi, il camino senza fuoco, il fuoco senza legna.
Temo le verdure senza pane ed il pane senza sale.
Temo le notizie senza scampo, le malattie dei cari, un fiume del quale non vedo il fondo.

Temo il mio cuore che sbanda da un pò.

venerdì 14 marzo 2014

Per tutte le volte




Per tutte quelle volte che ho sentito di non farcela e mi sono fermata.
Per tutte le volte in cui mi sono sentita delusa e mi sono tirata indietro.
Per tutti i cuori che ho rubato e non restituito.
Per quelli ai quali ho fatto male non volendo e forse anche volendo.
Per tutti i formaggini masticati direttamente nella carta, per la stanchezza di sbucciarli e la fame di mangiarli.
Per tutte le volte in cui ho raccolto i biberon dei miei figli da terra e ne ho succhiato i ciucci per la pigrizia di cercare una fontanella al parco.
Per tutte le volte in cui ho pensato a cosa avrei dovuto fare o dire per essere giusta.
Per tutti i semi di girasole che metto nell'insalata e non so se mi piacciono davvero.
Per tutte le donne che sono mentre cerco me stessa.
Per tutti gli uomini che mi hanno fatto da padri, ed amanti e mentori senza amarmi davvero.
Per tutti i pacchetti benessere che ho proposto e che hanno attratto maschi e schifato te.
Per tutte le volte in cui tu hai capito chi fossi davvero e nonostante questo mi hai voluto bene senza dirmelo, senza dimostrarmelo.
Per tutte le volte in cui ho guardato i miei bambini dormire e mi nutrivo dei loro respiri cercando il ritmo del mio.
Per tutti i no che ancora mi spaventano, per l'ossessione di non essere adorabile, per la paura d'essere diventata brutta anzi d'esserlo sempre stata.
Per la mia musica che non so esattamente dove si trovi, per le mie gambe troppo forti e piene, per i denti che mi si affastellano in bocca e sono lo specchio del mio disordine, per le lacrime che incontro sempre più raramente, per tutto quello che so' degli altri ed ignoro di me.
Per l'altalena che mi vortica dentro ed il piattume che m'atterrisce, per il silenzio che mi attrae e non so rispettare, per i colori che cerco e la fame di emozioni, per quello in cui non ho creduto e per tutto quello che ho lasciato a metà o poco prima di arrivare alla metà.
Per quando ho pensato "non vale la pena" ed ho cercato qualcosa di nuovo per il quale valesse davvero.
Per tutte le volte che non sono riuscita ad arrivare a tavola per cenare ed ho mangiato in piedi come un animale, ingozzandomi.
Per tutte le volte che ho detto ai miei figli come si dovrebbe fare e poi ho insegnato loro il contrario, comportandomi.
Per quando ascolto i miei figli ma non li sento davvero, per quando non li riconosco, per quando penso che dovrei saper loro insegnare a conoscersi e non so dove prendere gli strumenti da consegnargli affinchè possano farlo.
Per le volte che nel chiasso cercato, disorientata dai suoni, mi sono lasciata guidare dal tuo rumore di fondo, sempre uguale, che fai, per dirmi che ci sei e dove sei, e so' dove trovarti anche se poi non posso toccarti nè prendermi cura di te.
Per tutte le volte che non hai letto ciò che scrivo perchè non ti fidi di niente, per la lingerie che compro e non vuoi guardare perchè mi vorresti nuda di fronte a te, senza profumi al di fuori del mio, senza orpelli se non la mia pelle, senza bluff se non la mia anima intera.
Per tutte le volte che mi ricordo l'amore che sei stato e che resterai sempre.

Per la luce che, seppur fioca, non brillante, nascosta e zitta, lasci sempre accesa per me, perchè la piccola Elfa non resti mai davvero al buio.


sabato 1 marzo 2014

Il mio puzzle


I pezzi del mio puzzle sono sparpagliati ovunque.
Non mi posso riconoscere guardando nel posto dove era appeso prima, cercando nel luogo d'un tempo, dove lo tenevo affisso da sempre.

Era il mio puzzle, dentro c'ero io.
Ora i pezzetti, piccolissimi e fragili, sono finiti sotto al divano, qualcuno è volato fuori dalla finestra, altri li ho schiacciati con i piedi pieni di fango, alcuni sono sulle sedie, incastrati nei cuscini.
Non riesco più a chinarmi per raccoglierli e tentare di riattaccarli, in quel gesto, durante quel tempo, va a finire che ne perdo molti altri e mi duole la schiena.

Il puzzle è rotto, deflagrato, spappolato e si vede la colla vecchia, ormai ingiallita, che aveva tentato di tenerlo insieme in questi anni.

In molti punti non era davvero completo, i pezzi non combaciavano realmente, la colla li teneva insieme, da lontano poteva sembrar vero, avvicinandosi però, la puzza della colla ed il suo cordone appiccicaticcio, si manifestavano per ciò che erano:un rattoppo.
Stanotte, con gli occhi aperti nel buio ho pensato che avrei dovuto alzarmi e ricominciare il puzzle, pezzo per pezzo e vedere a chi assomiglia veramente.

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