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Fosse per me

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Fosse per me spegnerei tutte le luci, chiuderei la porta ed andrei lontano.
Fosse per me raggiungerei un posto praticamente deserto, silenzioso, un luogo con il cielo pulito, con le persone che lo abitano da sempre, sincere e schiette.
Fosse per me non vorrei sentire nè vedere i fuochi d'artificio, smetterei di ricevere video e foto piene di auguri e bottiglie di spumante, indosserei un jeans ed un paio di scarpe calde e comode e camminerei, soffiando fuori di me l'aria fredda.
Fosse per me ti preparerei una minestra, ti verserei del vino rosso, abbrustolirei del pane nel grande camino, passerei ore ad ascoltare le tue storie ed a raccontarti le mie, fosse per me porterei i miei figli in montagna, fra le mucche e l'erba, le rocce ed i ruscelli, proietterei i super otto di quando eravamo bambini noi e comincerei a narrare le storie di una volta.
Se fosse per me rallenterei ogni corsa dell'anno che sta finendo, per rivedere ciò che è successo e capire come mi sono senti…

Negli occhi

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Nei propri occhi custodiva tutto di loro, i ricordi, le immagini vivide delle carezze che si erano scambiati, dei sorrisi e delle confidenze.
Negli occhi di lei c'era tutto di loro, i movimenti, i gesti, le sorprese, le attese, i loro corpi intrecciati.
Lei viveva, passeggiava, assaggiava, lavorava, guidava, sempre tenendo loro due impressi negli occhi.
Talvolta aveva la netta impressione che gli altri se ne sarebbero accorti, che avrebbero visto ciò che lei vedeva.
Il Natale stava già sfumando, ed i suoi desideri restavano come sospesi, ne aveva tanti, erano davvero belli, ma tutti legati a lui, alla sua presenza, alle sue mani, al suo modo di guardare il mondo, al suo modo di raccontarlo a lei.
Non prendeva un pezzo di cioccolato senza desiderare di imboccargliene un quadrato, non si addormentava senza pensare a lui, non dormiva senza sognarlo, non poteva immaginare di partire senza averlo accanto, senza che lui scegliesse il posto, il percorso, senza vederlo mentre l'amava…

Loro due

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Ci sono incontri leali, completi, pieni, sufficienti a sè stessi.
Ci sono persone che quando si trovano vicine non hanno bisogno di niente e sanno raccontarsi, toccarsi, dirsi la verità.
Ci sono uomini e donne che si vedono e sono in grado di stare insieme, senza complicazioni, come spinti da un'onda naturale e giusta.
Ci sono ore rubate che qualcuno sa riempire di carezze, piacere, abbracci e sguardi che parlano più di tutto.
Sono rare possibilità, incredibili occasioni alle quali non si riesce a rinunciare neanche ad imporselo.
Ci sono individui che possono scegliere proprio il regalo che l'altro aveva chiuso nel cuore, che sanno intercettarne le espressioni e gli stati d'animo, ci sono esseri umani che sanno pensarsi e prendersi cura a vicenda, senza paura e senza barriere.
Ci sono persone che viaggiano insieme ma dovunque si trovino, non sanno far altro che starsi accanto.
Ci sono persone che in qualsiasi posto si trovino, riescono a sentirsi a casa, che sono capaci …

Come si fa?

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Come si fa a non morire di realtà?
Come si fa a sopravvivere ai giorni di sempre?
Dimmelo tu occhi profondi, compagno di scuola di mille anni fa.
Come si può alzarsi ogni giorno e ricominciare ancora?
Dimmelo ragazzo bello, spiegamelo tu che possedevi gli occhi più curiosi ed attenti che abbia incontrato da giovane, quando immersa nelle mie contrazioni nodose, nelle mie complicazioni quotidiane, ti vedevo fra i banchi, anche tu non sazio, non pago, eppure gaio, eppure bello.
Come si può fingere di abituarsi a tanto dolore, alla solitudine di questi tempi, agli scambi su uno schermo senza abbracciarsi mai davvero?
Dimmelo vecchio amico sagace, quanto conforto riuscivano a darti i tuoi gatti, e quei tuoi guantoni sdruciti, e quella divisa con le mostrine?
Quanto ti sentivi libero mentre giocavi a pallone con i ragazzi di sempre e sudavi e correvi?
Quanto questa città ti piaceva davvero e dove hai messo i tuoi sogni più profondi?
Come si fa ragazzo bello ad abitare certe vite desolate,…

Certe volte quattro anni dopo

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Certe volte mi chiedo come si possa ridere insieme con il cuore e restare sopra la tua pancia e poi lasciarti andare via.
Certe mattine mi chiedo come tu possa aver dormito senza i miei capelli sulla tua spalla, dilaganti sul tuo collo, senza esserti svegliato nel cuore della notte solo per stringermi.
Certe volte mi chiedo come si possa vivere senza che tu mi prenda la testa e me l'avvicini al tuo cuore dicendomi "senti come batto".
Certe volte mi chiedo come si possa uscire dal lavoro, nel buio di una nuova stagione fredda, e non trovarti vicino alla mia macchina per poterti finalmente abbracciare.
Certe volte mi chiedo dove sia l'odore del tuo ventre e perchè non possa respirarlo quando mi va.
Certe volte mi chiedo da quanto non ci vediamo che mi sembra un tempo infinito.
Certe volte, insieme, penso che ormai manca pochissimo e non saremo più insieme.
Certe volte vorrei risalire su quel treno per rubare quel tempo sospeso, itinerante, tutto nostro, quando eravamo…

E' tutto sbagliato

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Abbracciati in un letto piccolo sei rimasto dentro me in una spremitura d'amore e respiri.
Mi hanno investita tutte le sensazioni possibili, il terrore mi ha afferrato le caviglie, ho rivisto, rivissuto, immaginato, ho tremato.
Mi sono trovata spesso a nuotare contro corrente, talvolta è stato inebriante, altre volte così stancante da mozzare le gambe.
I piccioni ci stavano intorno affamati ed i miei seni erano tesi e caldissimi, pieni di cosa, tappeto di foglie arancioni intorno.
E' arrivato persino il calore di quella cosa che conosco tanto bene come aspettare, ma è tutto al rovescio, tutto sbagliato, non posso prendermelo quel calore, non ne ho diritto nè possibilità, non è mio.
Lontana da casa, lontana da loro, il treno corre così veloce che mi succhia la forza, mi sfila l'equilibrio, mi fa traballare i piedi e gli occhi.
La sorpresa della bellezza, la carezza dolce che sai farmi, le scale di moquette, perdersi, ritrovare la strada.
L'odore dell'acqua stagnant…

Di notte

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Di notte, con un ennesimo dolore, mi sono trascinata in salone, ti ho trovato sul divano, come sempre, vestito, rannicchiato, le braccia incrociate chiuse a proteggere il petto.
Mi sono avvicinata a te, indossavi il maglione di filo blu che avevi già 18 anni fa quando ti ho conosciuto, era liso, così liso da avere buchi un po' ovunque, la trama dei polsini slabbrata, una spilletta della CGIL rossa infilata dentro da allora, e' la spilletta che ti avevano dato ad una manifestazione, forse l'ultima alla quale hai partecipato, l'ultima dopo i tanti cortei, le riunioni, le assemblee, i comitati studenteschi, le riunioni degli scout con i jeans e la camicia azzurra ed il fazzolettone, quando eri ragazzo con gli occhiali fondi.
Mi sono seduta piano accanto a te, ho annusato il tuo respiro di sonno e stanchezza, ti ho sentito stremato, ti mancava tutto in quel momento in piena notte, ti mancavano le lenzuola fresche e pulite, la comodità dei cuscini, il conforto delle mie br…

Un cane per te

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Sei cresciuto.
Sei un ragazzino ora.
Hai una montagna di capelli indomabili, onde forti e testarde.
Vorresti un cane.
Desidererei tanto prendere un cane tutto per te, ti direi "andiamo a scegliere il tuo cucciolo" ed andremo al canile, ti lascerei scegliere anche se so che sarebbe durissima, dire tu no, tu no, tu invece si è sempre crudele, ingiusto, ma inevitabile, come vivere.
Scegliere qualcuno dal mucchio è sempre sconvolgente e doloroso come vivere questa esistenza.
Sono certa che saresti in grado di occuparti di un cane con la giusta cura, ti conosco, ti osservo, hai pensieri per gli altri, ti preoccupi, rinunci ed aspetti, tieni in mente chi ti sta intorno e sai fartene carico.
So che non ti peserebbe scendere con il tuo cane la mattina presto, so che non dimenticheresti di riempire la sua ciotola, che saresti pronto a coccolarlo ed a preoccuparti del suo benessere.
So che torneresti a casa come hai cominciato a fare da un po', da solo, attraversando il parco, e …

E' proprio questo

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Le tue braccia hanno un profumo, i tuoi polsi fatico a lasciarli senza le mie dita intorno.
Le tue braccia si infilano sotto la mia nuca, sulle mie natiche, dietro la mia spina dorsale, il profumo di te mi resta addosso per ore, poi d'improvviso non lo trovo più.
Spesso ho freddo amore mio, è la paura forse, è la stanchezza, è la fatica sai?forse è solo questo non ti spaventare, passerà vedrai.
La fatica mi fa tremare.
Lo smarrimento mi fa sbuffare di freddo come i cani, mi fa trasalire, lo strappo mi toglie il calore, e solo le tue labbra e solo le tue mani, e solo il tuo ventre, che sono caldissimi, che sono caldissimi tutti, riescono ad essere la coperta per il mio implacabile freddo.
Hai labbra roventi ed una lingua calda e generosa.
E solo quando apri le braccia e mi lasci passare dentro sotto e su di te, riesco a trovare un pò di pace, riesco ad iniziare a raccontarmi davvero.
E solo quando poggi la schiena e posso raggomitolarmi addosso a te,solo allora lascio andare alcun…

I quadrifogli

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Le avevano regalato tre bulbi di quadrifoglio, erano secchi ed accompagnati da un disco di torba per esservi piantati, nelle sue mani erano solo tre bombine fruscianti, piccole, asciutte.
Aveva piantato i tre bulbi, li aveva annaffiati piano e messi sul davamzale in faccia al sole di fine estate.
I bulbi si erano trasformati nel giro di pochissime ore, da subito le erano parsi portentosi.
Lei aveva la netta impressione di vederli crescere mettendosi semplicemente a fissarli.
Le apparivano testardi, selvaggi, pieni di vita e desiderio, i quadrifogli spuntavano, scavavano, crescevano affamati di acqua e di sole.
In pochissimo tempo erano diventati sei quadrifogli con screziature violacee, uno stelo lunghissimo, tenero ma tenace, il verde brillante delle loro foglioline, stupiva gli occhi.
Quei quadrifogli erano disarmanti, sembrava che crescessero a dispetto dei primi temporali e del vento che soffiava forte contro di loro, ad un certo punto lei li aveva guardati con più attenzione, er…

Sulle spalle

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Sulle spalle ho portato zaini e borse, libri e panini, figli e paure.
Sulle spalle ho trascinato vergogna e bugie, ci ho infilato curve irregolari e dolori acuti.
Sulle spalle ho messo tutta la mia storia, le ho abbassate e chiuse per tentare di proteggermi.
Le mie spalle si sono piegate sui miei bambini quando erano dentro ed addosso a me.
Le mie spalle le ho accartocciate, le ho saldate in modo che non tentassero di aprirsi e prendere il volo.
Le mie spalle si muovono senza fluidità, sono inchiodate e ferme, piene di fitte e spine.
Le mie spalle sono appese e cadenti, non hanno più molta forza ma non so come liberarle dal peso.
Le mie spalle hanno bisogno di caldo e di quelle tue mani che guardo mentre gli altri non sanno che le sto guardando.
Sulle mie spalle ho scaricato il peso dei giorni e catapultato la spinta degli scossoni, con le mie spalle ho cercato di ammortizzare gli impatti e di nuotare le acque che mi trovavo davanti.
Sulle spalle che troppo spesso mi paiono di carton…

Di nuovo Settembre

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Era di nuovo settembre, erano arrivati i primi temporali, i primi lenzuoli tirati su fino alle spalle di notte, il rientro a lavoro, il caffè del distributore,le colleghe con il colore dorato del sole, ancora visibile sulla pelle, i racconti del ritorno, i diari nuovi e l'odore irresistibile delle cartolerie.
Era di nuovo settembre e l'aria aveva già un altro senso, non era più asfissiante ed asciutta, ma piena di fresco e piccoli sussulti ricchi di ossigeno.
Come ogni settembre, quando lui arrivava, lei inziava a fare cose sconclusionate, a cercare porte ed angoli per nascondersi e per poi lasciarsi guardare e finalmente guardare anche lei.
Era ancora una volta settembre ed i suoi figli si facevano sempre più grandi, nel lettone quando si sdraiavano accanto a lei a leggere od a chiacchierare, sembravano uomini.
Cosa farò quest'anno yoga o nuoto?aveva ripreso a chiedersi, l'anno precedente lo aveva pensato al passare di ogni singolo mese, ed aveva finito per non iscri…

Il tuo collo

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Mi capita da anni ormai, mi sembra di vedere il tuo collo fra la gente, provo un trasalimento, un brivido, penso "è lui, eccolo", poi salgo su con gli occhi, mi arrampico su quel collo sconosciuto con lo sguardo e poi scopro che no, non sei tu.
Mi è successo in mezzo a mille persone sui marciapiedi, in paesini piccoli in vacanza, sull'autobus, in spiaggia davanti al mare, incrociando una macchina e pensando che alla guida ci fossi tu, che fosse proprio il tuo collo quello che stava dritto sopra al volante.
Un giorno prima aveva la foga del ritrovarsi, un giorno prima conteneva tutta la premura di un nuovo incontro, l'urgenza di una mancanza protratta, sfuggita ad un controllo vacillante e rassegnato.
Un giorno prima era raggiungere il tuo collo e starci, senza rumori intorno, senza nessuno, neanche nei sogni riesco a stare sola con te.
Un giorno prima è la follia di svegliarsi nel buio ed iniziare a mangiare i chilometri per arrivare da te.
Il tuo collo è tana per i…

E' inutile

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Lei gli aveva detto senza averci pensato prima e tutto d'un fiato:"tu mi ami ma non sai amarmi quindi è inutile, io saprei amarti ma non ti amo più quindi è inutile".
Si era alzata dal letto lucida e consapevole, stanca e svuotata, aveva guardato loro due come vedendoli da lontano e si, tanto amore passato e tanto amore presente era diventato inutile.
Se l'amore non si poteva sentire addosso, se non cambiava nulla, se non aveva potenza e forza, se non si allargava ai pensieri, alle ossa, ai fatti di tutti i giorni, se non dava bellezza, se non concedeva tregua nè conforto, se non scaldava e consolava, se non proteggeva e non chiamava, se non reclamava e chiedeva, se non faceva rumore e disordine, se non stringeva le spalle e copriva le ferite, se non si appoggiava e lasciava appoggiare, se non custodiva e sosteneva, era amore inutile.
E lei di questo amore inutile, non sapeva più cosa farsene.

Le donne a lavoro

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Le donne a lavoro sanno tutto una dell'altra, conoscono i suoceri, il saldo in banca, la ricrescita di peli e capelli, i voti dei figli delle altre,i debiti e le fatiche di ogni giorno, le donne a lavoro monitarono gli uomini e scandagliano le colleghe.
Le donne a lavoro sanguinano, hanno mal di testa feroci, pensano a cosa preparare per cena quando arriveranno finalmente a casa, si appartano in un angolo per chiedere al telefono allla baby sitter se la febbre del piccolo è scesa dopo la tachipirina, si tirano il latte nei bagni del personale e lo gettano nel water, tengono nelle borse un calzino della loro bambina, adesivi dei mostri, pezzi di lego, assorbenti interni, rossetti, agende per dimenticarsi qualcosa, le donne a lavoro si guardano e guardano sempre.
Le donne a lavoro non lavorano solamente, ti rimettono a posto un armadio vecchio e gli restituiscono un senso, si affastellano su una porta per decidere se mettere lo stencil di un gattino o di un coniglio e come metterlo …

Voglia

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Mi fai venire voglia di tornare bambina.
Mi fai venire voglia di essere giovane.
Mi fai venire voglia di invecchiare serenamente.
Mi fai venire voglia di raccontarti.
Mi fai venire voglia di farti assaggiare.
Mi fai venire voglia di fare l'amore sempre.
Mi fai venire voglia di passeggiate in montagna e tuffi nel mare.
Mi fai venire voglia di girare come una turista nella mia città ed in quelle sconosciute.
Mi fai venire voglia di comprare delle scarpe nuove.
Mi fai venire voglia di regalarti.
Mi fai venire voglia di scoprire ma anche di riposarmi un po'.
Mi fai venire voglia di ascoltare ogni tuo ricordo.
Mi fai venire voglia di festeggiarti ogni giorno.
Mi fai venire voglia di studiare.
Mi fai venire voglia di cercare il bello.
Mi fai venire voglia di giocare come i cuccioli.
Mi fai venire voglia di nascondermi addosso a te.
Mi fai venire voglia di non andare più da sola.
Mi fai venire voglia di dare da mangiare ai gatti.
Mi fai venire voglia di conoscere le persone che ami.

Cento

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Non si vedevano per giorni, le ore correvano e si accumulavano senza di loro.
Non si toccavano, non potevano neanche parlarsi se non con la scrittura.
Erano senza dimensioni, senza spazio, senza tempo, senza luogo.
Poi si vedevano.
Bastava una strada, un pezzo di strada insieme, un incontrarsi improvvisato, sorprendente, un'ora rubata, uno stralcio di minuti ritagliati e strappati dai giorni di sempre.
Iniziavano immediatamente a stare insieme, senza preamboli od impacci.
Riuscivano ad essere loro anche dopo anni di lontananza, non c'erano mai fili da riallacciare, fatiche da compiere, rodaggi.
Era semplicemente l'unica cosa da fare, stare vicini.
Loro erano così, forse molto semplici dentro una situazione complessa, volevano solo stare uno addosso all'altra.
Non avevano bisogno di visitare posti o città, ma riuscivano a mostrarsi i luoghi del cuore, seguendo i racconti dell'infanzia, della loro vita, della loro famiglia.
La spinta che li muoveva ogni volta li por…

Effetti collaterali

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Quando ho capito che ti amavo, ti stavo già amando da un po'.
Quando ho capito che ti amavo era già tardi per dirlo, lo stavo già facendo.
Quando ho pensato ma io lo amo, così come una frase netta e chiara detta dentro la mia testa, ti avevo già amato prima, mentre ti massaggiavo, mentre ti ascoltavo raccontare del meccanico, dell'ospedale, del viaggio lunghissimo, della tenda, dei fratelli, delle punture, di mamma e papà.

Quando ho pensato spaventata "oddio mi sa che lo amo" era tardissimo, ti avevo già regalato molte cose, ti avevo già cercato in mezzo alle persone, ti avevo già sbottonato piano la camicia ed annusato per cercare di portarti dentro di me.
Quando ho capito che ti amavo non avevo via di scampo, non ho avuto più la forza di negarmelo, ed oggi mi torna addosso mentre cerco di fare altro, mentro tento di pensare cose diverse.
Quando ho capito che ti amavo non ho smesso di capirlo, e mi torna addosso ogni volta che ti scrivo ed ogni volta che mi guardi.

In una stanza piccolissima

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In una stanza piccola e sconosciuta di una casa fuori dallo spazio e dal tempo, hai raccolto con i polpastrelli la mia lacrima, ne hai saggiato la consistenza, hai annusato la mia commozione, l'attesa, l'amore trattenuto, il dolore, l'assenza, la rabbia, il rifiuto, la ricerca di questi tempi passati, la gioia di oggi.
Dalle mani gocciolava amore e te lo massaggiavo, non mi faceva paura dargli questo nome in silenzio, darglielo pensando a te.
In una stanza piccola con il balconcino, hai respirato ogni palpito ed era nostro.
Seguire solo la spinta della voglia di averti lì con me, non trovare pace per troppe cose belle da prendersi, non avere una meta ma arrotolarsi dentro i percorsi.
Inseguirti ad occhi chiusi, lasciarti andare e riprenderti, metterti il mio collo nelle mani, bere la tua essenza più profonda ed imprimermela in fondo alla gola, superare il tuo profumo comprato e toccare il tuo, quello vero, di saliva ed amore puro.
Mi piace chiudere gli occhi di tanto in t…

Uso e consumo

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Non ho mai ascoltato la musica, non sono mai stata una che sentiva musica.
Io la musica la consumo, la uso, la spolpo.
La musica mi serve, non posso stare senza.
La musica è qualcosa che mi vado a prendere, che scelgo, che mi infilo nelle orecchie.
La musica la utilizzo, la spremo, la sfrutto.
La musica mi permette di essere, di sopravvivere, di respirare.
La musica io la spingo fino in fondo al dolore, la spalmo sulle mancanze, la distribuisco sulle ferite, ci massaggio le cicatrici, ci cullo la solitudine, ci accendo l'entusiasmo, le affido il desiderio più bruciante, la spinta più insopprimibile.
La musica la metto, la rimetto, la rimetto ancora.
Con la musica mi sfinisco, mi addormento, mi tormento.
Con la musica mi intontisco, mi allontano, mi curo, mi avvicino.
La musica non la posso ascoltare, non sto ferma a guardarla, la musica mi lancia addosso gli odori esatti di quella volta, mi scarica sulla pelle la sensazione provata anni fa, proprio quella e non un'altra, la m…

Non sarebbe bellissimo?

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Non sarebbe bellissimo se ce ne fregassimo ed andassimo lo stesso?
Se prendessimo la stessa strada e ci incamminassimo insieme?
Non sarebbe ancora più bello proprio ora che non è il caso, che tutto sembra remarci contro, che sono insorte mille difficoltà, centomila ostacoli?
Non sarebbe bellissimo se annunciassi il nostro arrivo quasi senza preavviso, se ci portassimo un golfino in più e ci baciassimo comunque in barba ad ogni cosa, se ti potessi guardare bere e dormire, se potessi coprirti piano, se infilassimo un libro in valigia da leggere insieme?
Non sarebbe meraviglioso finalmente abbandonarmi fra le tue braccia come ancora non sono riuscita a fare?mollare il freno e le paure, e lasciarti leggere tutti i miei occhi fino al loro fondo più fondo?
Non sarebbe bellissimo se avesse ragione il mio corpo che ha continuato a prepararsi testardo e tu lo reclamassi?senza posticipi, senza poi...
Non sarebbe ancora più importante non riorganizzare e rimandare e rinunciare?abbiamo già rinu…

Facciamo un patto

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Facciamo un patto figlio mio grande, facciamo che la saltiamo questa fase in cui rispondi aspro un po' a tutti ma in maniera particolare a me, facciamo che non mi chiedi più di non baciarti davanti a scuola e di non salutarti con "tutto quell'entusiasmo fuori luogo" come dici tu.
Facciamo che non ti scansi sul divano quando tento di abbracciarti, che non critichi ogni cosa che faccio, che non rifiuti i panini che ti preparo all'alba, che non mi chiedi di smettere di fare il tifo per te o di cantare in mezzo alla strada.
Lo so che i pedagogisti, gli psicologi ed i saggi dicono che in questa fase, per crescere ed affrancarti da noi, devi per forza sperimentare la rabbia, devi spingerci e strattonarci, criticare e contrapporti, però noi, zitti zitti, cambiamo il percorso e riprendiamo a parlare come abbiamo sempre fatto, che tanto i pedagogisti mica vengono a casa nostra a controllare se litighiamo come dovremmo no?
Ricominciamo a stare vicini, a ridere, a fare cos…

Stanotte

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Stanotte vieni da me, scostami i capelli dal collo, gira la piccola ciocca dietro il mio orecchio come fai sempre, parlami piano, raccontami un'altra volta di quando non credevi al mio amore, che ancora non mi sembra vero.
Stanotte raggiungimi, gattona sul mio letto e sdraiati accanto a me, fa che io possa aprire gli occhi e trovare i tuoi anche se è buio.
Stanotte arriva piano, tormenta ancora i miei sogni, svegliami con la tua voce che adesso conosco così bene, dimmi quelle cose che ora riesci a dirmi con quella faccia che hai, quelle cose che mi hai detto ieri, ogni volta diverse, ogni volta le stesse.
Stanotte metti la nostra canzone per accorciare lo spazio in mezzo.
Stanotte posa la mano sul mio fianco e raccontami di quello che potremo fare, un giorno.
Stanotte dimmi di quando mi vedi arrivare con la busta piena di cose, e mettimi le labbra sulla fronte.
Stanotte soffiami sulla pelle per dirmi eccomi sono qui.
Stanotte allunga le tue mani verso la mia testa e sorreggimi co…

Insieme

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Rovesceremo il giorno e le strade per noi.
Insieme potremmo ribaltare i tempi e gli spazi, invertire il giorno con la notte.
Insieme potremmo riscrivere la nostra storia con le stesse parole di prima ma con questa luce nuova che ci mostra nudi ed identici.
Insieme potremmo prendere lo scooter e guardare la nostra città con le teste vicine, potrò cingere la tua vita con le mie mani che ti hanno cercato così tanto in questi anni.
Insieme potremmo essere sempre come siamo ora, bambini, adulti, ragazzi pazzi.
Insieme potremmo vedere Venezia che non conosco, raccontarci degli amici fratelli e dei film delle arene d'estate.
Insieme potremmo dire "guarda amore mio".
Insieme potrei voltarmi verso di te per farti assaggiare il sugo, ma tu non avresti troppa fame e mi sbraneresti in cucina.
Insieme potrei piangere per il pediatra malato perchè sento che tu lo avresti ucciso a morsi per difendermi.
Insieme potrei comprarti un accappatoio giallo per ridere insieme ogni volta che us…

Poster

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C'è stato un tempo in cui ero una ragazza.
Sui muri di casa mia ci sono stati i poster del Manifesto raffiguranti un neonato che dormiva con scritto "la rivoluzione non russa" quando invece era già morta da un pezzo, avevo il Che, un periodo anche il subcomandante Marcos incappucciato, Michael Jackson, più tardi il Dalai Lama, per un periodo Madre Teresa, prima ancora c'è stato anche Miguel Bosè su quei muri.
A casa mia, quando vivevo da sola ed andavo a fare danza contact al centro sociale, avevo il poster gigante di Freud e la donna nuda sdraiata sul viso di profilo, comprato al concerto del primo maggio, avevo i poster di Sordi e Totò, Marlene Dietrich che diceva "sono nata per l'amore", manifesti di danza, casa tappezzata di locandine, una bicicletta rubata quando è nato il mio primo figlio per attraversare la città, non avevo la patente e compivo ventisette anni.
C'è stato un tempo con un armadio quasi vuoto, solo qualche gonna lunga e maglio…

Ci sono luoghi

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Ci sono luoghi che non ho mai visto e che non sono in grado neanche di immaginare, ma che ho potuto vedere attraverso i tuoi occhi.
Ci sono caffè dai nomi strani che non assaggerò mai ma che mi è parso di sentire agguantarmi la lingua mentre tu me li offrivi.
C'è un cottage vicino ad un faro che non potremmo mai comprare ma che in fondo già ci appartiene.
Ci sono rotte e traiettorie che solcano cieli che non so collocare neanche nella fantasia, ma che ho seguito passo passo come un cane da guardia.
Ci sono mattine di bruma e libertà, mattine spalancate senza palazzi e con schiaffi di mare da rimanere storditi, mattine che ho attraversato parallelamente a te, vivendo la mia vita di sempre.
Ci sono notti opposte alle mie e murales con dentro i miei occhi, e film e libri che non guarderò mai standoti al fianco, ma che ho visto mentre me li indicavi da lontano.
Ci sono voci che ti arrivano inaspettate e calde e che ti invadono la cucina all'alba mentre prepari il caffè, voci dall…

Non credo

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I vicini hanno cambiato la luce della terrazza, probabilmente in vista dell'estate, il suo bagliore dorato si spande fino al mio letto, mi inonda di una serenità lieve.
Una serenità che non trovo da nessuna altra parte ora.
Appesi intorno a me, i miei vestiti, i pantaloni per camminare, le calze trasparenti, l'intimo ancora profumato d'amore rubato, le camicette che mi scoprono appena i seni.
Non credo al possesso, credo all'appartenenza.
E noi non ci siamo mai posseduti, ma appartenuti si.
Ci apparteniamo quando ridiamo di un appartamento assurdo pieno di ossidal e con la stanza per i bambini.
Ci apparteniamo quando restiamo nudi senza paura e senza difese a parlare così fitto da perdere la cognizione del tempo.
Ci apparteniamo nel sogno, nei ricordi che ci passiamo l'un l'altro e che ricuciamo insieme anche mentre facciamo l'amore.
Ci apparteniamo nella distanza che ci agita e nella vicinanza che ci riesce benissimo.
Ci apparteniamo nella stanza piccolis…

Heartbeats

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Non riuscivi a prendere sonno, mi guardavi quasi addormentata fra le lenzuola, con le dita nude suonavi gli accordi della nostra canzone, abbiamo avuto persino una canzone noi due.
Avevi occhi piccoli ed un'amore bruciante per me.
Costruivi anelli e cucivi poesie.
Mi inondavi di canzoni e spinte, carezze e gelosia.
Mi scortavi con i pensieri, mi affiancavi con il corpo.
Non mi hai mai lasciata sola.
Mi avresti rubata e sottratta, il tuo amore non temeva, non teneva conto, era sfacciato, sano e spudorato.
Mi fissavi, mi spogliavi in mezzo al mondo e mi avresti anche mostrata, ma mai concessa a nessuno al di fuori di te.
Non ti importava delle regole, dei modi giusti per dire le cose, delle esagerazioni e dei compromessi, dicevi il tuo amore così come era, non lo camuffavi, nascondevi, trattenevi, lo lasciavi andare, lo scatenavi contro di me come fossero cavalli selvaggi.
Mi chiamavi strega e mi penetravi prepotente e romantico.
Eri un fascio di muscoli nervosi e protettivi come u…

Non dimenticare amore

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Non dimenticare amore che questa vita è una grandissima presa per il culo.
Non devi dimenticarlo mai.
Una enorme e complessa presa per il culo, dall'inizio alla fine.
A tratti diventa di così cattivo gusto da darti la nausea perenne.
Altre volte esagera e si accanisce, insiste, sfianca, distrugge, accartoccia, toglie, cancella, sottrae.
Questa vita non serve a niente forse.
E' tutta un'impalcatura fondata sulle nostre invenzioni e forse anche il nostro amore è un'invenzione, uno scherzo, un'allucinazione.
Ricorda amore mio, esistere non è una cosa seria, siamo fatti di niente ed il cuore si ferma, ed il respiro si arresta, ed i medici, ed i protocolli amore mio, si perdono nel tempo in cui sono stati considerati importanti.
Nel frattempo non possiamo far altro che vivere, partecipare allo scherzo, essere parte dell'inganno, tentare di insegnare ai nostri figli come sopravvivere, come è stato insegnato a noi, anzi meglio, credendo di essere più bravi.
Casualmen…

Viva

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Ho scoperto che le fitte di dolore causate dall'amore sono simili alle fitte di gioia causate dall'amore, mi sono accorta che sono allocate nel medesimo posto, occupano lo stesso spazio, prendono e mordono, pungono, non si possono controllare, solo dopo che arrivano siamo in grado di dar loro un nome.
Le fitte hanno il senso che diamo loro, prendono il nome da noi, la forma è la stessa invece, uno spacco nel petto, uno squarcio che gocciola, un taglio brutale.
Le fitte causate dall'amore assomigliano a quando immergi un piede nudo nell'acqua troppo ghiacciata od in quella troppo calda, si avverte un brivido netto, violento, in quell'istante sembrano la stessa cosa, poi, solo dopo, sappiamo interpretarlo quel brivido.
Alcune sensazioni ti sorprendono e ti confondono, offuscano tutto quello che vedi intorno a te, ti fanno oscillare nel passo, ti impediscono il sonno, e ti ritrovi sveglia nel cuore della notte senza poter fare altro che sentirti indecentemente viva.

I manichini e l'anestesia

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Era quasi buio, lei stava raggiungendo la macchina per tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro, lo vide accanto a se, era un uomo di età indefinita, estraeva dalla sua macchina, manichini nudi di donna e li gettava, uno alla volta nel secchione.
Era lento nei movimenti, accurato, si appoggiava sulla pancia i busti pallidi dei manichini, avevano seni floridi, l'uomo inforcava le loro gambe rigide e tornite e le infilava nel secchione che restava spalancato come una bocca affamata.
L'uomo ne aveva tantissimi di questi manichini femmina, erano lisci, le teste staccate, le gettava a parte.
Il senso di angoscia e vuoto l'aveva assalita sempre di più, fin dalla mattina, in una crescente morsa che a poco a poco le aveva levato il fiato.
Ora si era fatto soffocante questo disagio, l'aveva stritolata come le spire di un boa, si era fatta di nuovo trovare tanto scoperta e tanto indifesa, la rabbia ed il disarmo le riempivano gli occhi di onde che la offuscavano e stord…

Canti

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Arrivo cantando, con i finestrini semi aperti, un raggio di sole sulla faccia, parcheggio.
Scendo cantando, entro a lavoro cantando, vado al badge cantando.
E' primavera, lo vedo, lo sento, lo annuso.
Una collega mi dice:"da un po' di giorni canti"
Io:"Ho sempre cantato, sempre"
lei scuotendo la testa: "no, ora canti diverso".

Il giorno del tuo compleanno

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Una mattina ti svegli ed i tuoi figli ti portano nel letto una colazione preparata con le loro manine, happy birthday di Stevie Wonder a tutto volume, ed un cartellone azzurro disegnato d'amore.
A guardare le candeline a forma di numero hai 42 anni, delle buffe calamite sul frigo, un cuore mai in pace ed alcune bollette arretrate.
Una mattina nel giorno del tuo compleanno hai nascosto nell'armadio un regalo bianco chiuso nella carta velina ed una promessa di vedere Venezia.
Una mattina come oggi hai ricevuto due libri scritti da te e fatti stampare da qualcuno che ti vuole bene.
Una mattina hai ordinato una crostata di frutta per soffiare le candeline ed hai gonfiato i palloncini con i tuoi bambini, ma tu li sai solo chiudere i palloncini, tu che di fiato non ne hai molto eppure non hai mai neanche fumato.
Una mattina ti arriva una valanga di amore disordinato, illegittimo, accavallato, fuori dagli schemi, ma tutto per te.
Dentro quest'amore ci ritrovi te stessa e ti asso…

Cara Giulia

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Cara Giulia,
volevo ringraziarti per il bellissimo trucco festivity che mi hai fatto l'altra mattina, per esserti emozionata insieme a me durante i miei folli racconti, per avermi applicato un copriocchiaie infallibile e per aver preparato le mie labbra ai baci.
Cara Giulia, a te che sei bella giovane e solare volevo dire che non si decide che il proprio destino sarà avverso e pieno di solitudine, perché semplicemente non è così, non pensarlo mai.
Cara Giulia, volevo raccontarti come è andato quel giorno speciale e segreto, un giorno di vento freddo e mimose e cielo improvvisamente pulito.
Cara Giulia volevo dirti che la parola difficile che usa tua sorella per indicare assurde ed inspiegabili storie di sintonia e chimica in esplosione, forse non la conosco nemmeno io, però so che non ce l'ha insegnato nessuno a me ed a lui.
Non ce lo ha insegnato nessuno a stare insieme.
Nessuno ci ha indicato come fare per ascoltarci, per accarezzarci, per essere vicini.
Non ci è voluto del…

Ci pensi mai

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Ehi tu faccetta furba, ci pensi al fatto che non potremmo mai scattarci una foto insieme?
Ci pensi al fatto che non sai che faccia io abbia al mattino e che pigiami indossi per dormire?
Ci pensi mai ragazzo,al fatto che non posso accompagnarti a fare una visita, che non ti vedrò mai a Natale, che il sabato e la domenica non possiamo neanche scriverci?
Ci pensi ogni tanto, al fatto che non puoi baciarmi il collo mentre ti preparo la cena e che non potrò farti trovare il caffè caldo sul comodino quando dovrai partire presto?
Ci pensi di sfuggita, al fatto che se stai male sarò l'ultima a saperlo, che non posso litigare con te perchè non ne abbiamo il tempo, che non sai in quale cassetto del bagno piccolo tengo il phon?
Ci pensi mai al fatto che non conosco i tuoi amici, che non posso cercare tracce di te guardando la tua famiglia, che non ho visto le fotografie di te bambino grassoccio, che non mi potrò annoiare a morte a casa dei tuoi cugini sorridendoti mollemente da un divano s…

Resta

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Lieve resta, nascosto dentro di me, lo scoramento di non averti mai avuto pur vivendoti accanto da sempre.
Sotterranea ma viva, sento la pena di un amore che è davanti ai miei occhi da anni e che non posso raggiungere.
Palpitante e sordo il battito di questo dispiacere che in mezzo a mille distrazioni, non riesco a consolare.
Mi sorprende ancora vederti fra la gente e pensare quanto mi piaci così storto ed assurdo e danneggiato, spiandoti da lontano.
Avvolgente questa camicia di forza che blocca le carezze e le premure, ma non può soffocarne la nascita che resta incompiuta e si accumula dentro ai giorni miei.
Avvilente cammina sopra la mia pelle, la tristezza di non poter ridere insieme a te e non poterti raccontare.
L'amore che con te ritrovo solo quando facciamo l'amore e mai prima e mai dopo.
E l'amore senza il prima e senza il dopo mi lascia sola e tramortita, e mi manca dormirti addosso e mi manca il tuo conforto sempre.
Forte resta lo spaesamento dell'assenza tu…

Ora che

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Le tue dita scorrono sulla mia pelle, le tue braccia mi tengono, i tuoi baci sul mio collo, sotto ai capelli tenuti su dalle tue mani.
Il mio viso sul tuo maglione, chiudo gli occhi.
Non chiudo quasi mai gli occhi, non mi fido.
Mi gira la testa ma è dolce, non mi spaventa e mi viene da sorridere e mi addormenterei ora, proprio ora che sei qui con me, dentro questa ubriacatura dei sensi e dei desideri, in questo punto dove adesso siamo, dentro ad uno spazio chiuso e tutto è fuori e corre e gira.
Il sonno, il tepore e la gioia pulita degli abbracci, mi sciolgono i nervi, mi rilassano i muscoli e mi ci rotolo dentro come un gatto nel sole.
Non ho fretta resterei così.
Dammi le tue labbra posso stare sopra di loro a lungo, non mi duole niente, posso baciare il tuo occhio malato e mi sembra di succhiarne via il male.
La nostra vicinanza conforta e profuma, ha un buon odore ed in bocca è netta e riconoscibile, immutata, il muscuglio di noi.
Cammina ancora con le dita sulla mia pelle, racco…

Quando ti guardo dormire

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Quando ti guardo dormire mi si blocca per un attimo il cuore, sei così chiuso, così duro, così lontano che spaventi.
Guardarti dormire è un dolore che si rinnova non cambiando mai, hai i pugni chiusi, le braccia incrociate sul petto, le gambe piegate e sembra che in quella posizione tu voglia scomparire dal mondo.
Hai le spalle contratte e chiuse, il viso annegato, l'espressione ombrosa, si capisce che non vuoi una carezza, che scalceresti la coperta, che rifiuteresti il bacio della buonanotte.
Ho provato mille modi per farlo, non mi hai lasciata passare.
Guardarti dormire è percepirti irragiungibile, solo, sufficiente a te stesso.
Addormentato sembri un masso appuntito, insfiorabile, doloroso,coriaceo.
Quando dormi sembri immerso in un sonno profondo eppure allo stesso tempo appari pronto a balzare in piedi, in uno scatto improvviso pronto a difendere solamente te stesso e la tua storia di uomo in questa vita.
Una storia che nessuno ha mai saputo difendere per te e che ti ha ins…

Anni fa

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Anni fa entravamo nel nostro locale abituale sperando di avere il divanetto ad angolo tutto per noi, spesso siamo stati fortunati, e lo abbiamo trovato, ci sedevamo felici.
Un bicchierone di vetro con dentro garofani colorati ricci e turgidi, il nostro tagliere di cose che mangiavamo a metà, fiumi di racconti e confidenze, una mano sul collo, le ginocchia incastrate, un piccolo puzzle in continuo movimento per cercare un nuovo modo di inserirsi uno dentro l'altro per tutto il pranzo ed il dopo pranzo.
A ridere forte, a chiudersi ed allontanarsi ad un certo punto, mi venivano spesso le mani fredde, le sentivi, le scaldavi.
Mi vengono spesso le mani fredde.
Ti dicevo altri titoli di libri e di film, poi li sbagliavi e dicevi che ti facevano schifo, lo credo non erano quelli che ti avevo detto.
Mi raccontavi cose che mi avevi già detto, succedeva anche a me, ma più raramente.
Si tornava a casa accasciandoci sui sedili delle rispettive macchine, fra le dita l'odore dell'altro…

Per il mio compleanno

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Tra poco sarà il mio quarantaduesimo compleanno, ho svariati desideri da soddisfare per quella data, in ordine vorrei:

Dolciofono: agganciato alla testiera del letto, sussurra parole d’amore e ninnenanne se l’aura della persona sdraiata volge a toni cupi.



Piantofola: comoda e calda calzatura da casa che, indossata durante i giorni in cui ci si sente vecchi e brutti, emette la frase “ma piantala”. Nella versione da cioccolateria, con tacco, si attiva in caso venga avanzata quasi tutta la prima palla del profiterole ed urla “ma finiscila!”



Ascensuore: elevatore per spostarsi da un piano all’altro in compagnia di un uomo che non si è sicuri di volere baciare. Al primo accenno di contato fisico un soffice tocco di un tasto sulla parete introduce nella cabina due religiose con espressione di biasimo. Questo mi ha veramente tentato



Falsopiano: strumento a tasti posto in lieve discesa che produce menzognere rassicurazioni e complimenti ad un volume assordante.



Sonnolenza: filo in nylon…

I baci sbranati

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L'ascensore era in pessime condizioni, l'edificio intero sembrava provenire direttamente dalla Russia post bellica, c'erano moltissime stanze semi-buie, dalle porte a vetri si intravedevano le lunghe scrivanie di legno massiccio, illuminate da lampade da tavolo anni 60.
Coni di luce perfetti per leggere e studiare.
In ascensore erano rimasti quasi zitti, uno da un lato, una dall'altro.
I cappotti abbottonati, gli occhi al cielo, il fiato trattenuto, le schiene aderenti allo specchio freddo.
Erano scesi al piano desiderato, avevano camminato per i corridoi.
Lui non c'era, tornarono indietro, parlando poco e piano,il pensiero inafferrabile, confuso nel suo movimento indeciso.
Erano tornati di nuovo davanti all'ascensore, lui si era voltato di scatto, l'aveva presa.
Si era voltato senza parlarle, neanche una parola.
Si era voltato e l'aveva afferrata per le spalle, per la testa, era stato un muoversi senza controllo ma con una geografia precisa,una coreog…