giovedì 26 marzo 2015

Un bicchiere di vino


Sarebbe bello potermi permettere di bere un bicchiere di vino.
Vorrei essere capace di lasciarmi andare e berlo senza paura.
Sarebbe bello bere serenamente e rovesciarti la testa sulla spalla, la spalla grande che hai.
Vorrei dirti "occupati di me ora che sono un po' brilla e mi viene da ridere ma soprattutto da piangere".
Sarebbe bello lasciarmi andare ovunque senza controllare, permetterti di portarmi senza che io guardi e controlli.
Vorrei assaporare il vino e la sua freschezza, raccontartela con gli occhi chiusi, vorrei che mi ascoltassi e poi mi azzittissi con un dito premuto sulle labbra.
Sarebbe bello che cercassi le tracce del vino sulla mia lingua,che mi baciassi l'anima ubriacandola più dell'alcool.
Vorrei che mi toccassi la schiena, dovresti davvero toccarmi la schiena e provare a succhiarle via la paura, a farle di nuovo scorrere dentro il sangue ed il calore.
Sarebbe bello se ti potessi occupare della mia pancia offesa, snaturata, vuota, mentre la mia testa gira dolcemente senza atterrirmi.
Vorrei sorseggiare il vino mentre mi ami senza freni, per scoprire un vitigno assolato ed aromatico, scandalosamente profumato dentro alla mia gola, un vino fatto apposta per me.

Desidererei tantissimo un bicchiere di vino mentre sono ancora astemia, anche oggi che ho quarant'anni.

sabato 14 marzo 2015

E' già Marzo ma io non lo sapevo



Non so mai quando inizi la quaresima, ignoro quale sia la carreggiata interna, non sono in grado di leggere il contachilometri di una macchina e dire "sono tanti chilometri, sono pochi chilometri", non ricordo mai se a Marzo debbo mettere l'orologio avanti od indietro e soprattutto non ho mai compreso se dormiremo un'ora in più od un'ora in meno in quel frangente.
Non sapevo cosa volesse dire sentire di non farcela, di non avere più le risorse, di temere di non avere latte a sufficienza.
Non ho mai saputo quali fossero i giorni della merla e non so come si faccia a dire quella cosa che dell'inverno semo dentro o semo fora.
Non credevo che avrei mai sognato di essere incappucciata come un boia ed esposta al pubblico schifo,non sapevo che infondo non mi fido di nessuno, neanche di chi mi deve addormentare per operarmi.
Non so come Binacci faccia ad avere il mio numero di cellulare, perchè compriamo le uova prendendole dallo scaffale e poi le infiliamo subito in frigo, non capisco come si possa trasferire una musica da un violino ad un cd di plastica, cosa ci sia dentro ad un arcobaleno perchè a me pare di vedere solo poesia.
Mi è ignoto come si possa applicare la formula "soddisfatti o rimborsati" ad uno yogurt che promette defecazioni facili (si deve allegare un'ecografia addominale?), mi distrugge come possano esistere persone senza pietas, donne senza complicità, sorelle senza bene.
Mi sconvolgono la solitudine ed il lievito per i dolci, credo che nessuno voglia andare alla festa di compleanno di qualcuno,non capisco perchè certe canzoni mi piacciano così tanto, perchè la gente ponga domande assurde del tipo:" sei ingrassato?" "quando fate un figlio, quando fate il secondo figlio?" "quando ti sposi?".
Non comprendo quelle con i sandali ad ottobre quando già piove da un pezzo, quelli che comprano 64 barattoli di pomodoro, le donne con le unghie di gel spesse 20 centimetri e le borsette tenute addotte al petto.
Ignoro come qualunque essere umano possa trovare bello un tessuto zebrato o maculato, o scegliere dei mobili scuri laccati di legno massello su cui adagiare centrini rigidi.
Non conoscevo la sensazione orribile e terrificante di non percepire più una parte del proprio corpo e pensare di averla perduta per sempre.
Non sapevo cosa volesse dire interrompere la cosa più naturale e bella che una donna potesse vivere, sognare acqua calda alla quale affidare il proprio figlio mentre si cerca di capire se lo si può fare ancora oppure no.

Non ho avuto il coraggio ed intanto era già Marzo.

sabato 7 marzo 2015

Non farti vedere Nuda



Finisce un'altra giornata normale e per questo bellissima, mi spoglio lentamente, lasciando scorrere quel tempo utile a sentire un pò di freddo, quel tanto che basta per avvertire i brividi e poi rivestirmi per la notte, calmandoli con il calore dei panni.
Mio figlio piccolo mi guarda, si avvicina e mi sussurra nel buio:"mamma non devi farti vedere nuda:"
"perchè tesoro?che male c'è, sto andando a letto" chiedo io distrattamente, continuando a spogliarmi.
"non devi farti vedere nuda da nessuno mamma, sei troppo bella, sei troppo sexy, se qualcuno ti vede nuda poi ti sposa".

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