venerdì 31 dicembre 2010

Io in:"Se avessi tempo...."


Se avessi tempo:
mi fermerei a parlare con le signore che danno da mangiare ai gatti nei quartieri di Roma
Costruirei ogni giorno un magnifico giochino dello scatolone fabbricone insieme ai miei figli
Giocherei a carte con gli anziani del centro sociale di Tor tre teste
Andrei a correre nel parco con le scarpe da ginnastica nuove
Farei un corso di danza del ventre,di giardinaggio per pollici inceneriti,di alta cucina,di creazione di bomboniere artistiche,di fotografia bianco e nero,di nuoto sincronizzato,di contact improvvisation,di lap dance(che può sempre essere utile nella vita,non sai mai come si mette),un corso intensivo per poeti maledetti,per costruttori di candele ed archiviatori di libri.
Cucinerei per ore.
Metterei in ordine tutte le fotografie ed i filmini di una vita.
Rivedrei tutti i film di Troisi,di Totò,i vecchissimi di Verdone,le comiche di Stanlio ed Ollio e dei fratelli Marx.
Andrei a pescare
Raggiungerei finalmente Barbara e la sua casa arancione in riva al mare di Sicilia
Apprenderei l'antica arte del tombolo
Finirei di sballare gli scatoloni del trasloco
Mi innamorerei ancora
Prenderei un aperitivo con le amiche in centro
Imparerei tutta la coreografia di Waka Waka
Farei della psicoanalisi approfondita
Compirei viaggi astrali incredibili
Imparerei i nomi delle stelle e le loro posizioni
Studierei un'altra lingua
Andrei a Parigi con il treno
Mi pettinerei
Restaurerei i mobili vecchi
Ricucirei i vestiti strappati
Cancellerei le smagliature
Riprenderei a studiare
Chiederei ai testimoni di Geova che cosa c'è di tanto urgente da sapere
Lascerei che i rappresentanti del Folletto,finalmente mi aspirassero tappeti e materassi
Tirerei tardi la notte a Trastevere
Andrei a prendermi una grattachecca con il cocco in pezzi sul fiume di Roma
Canterei ad un concerto
Scriverei una lettera a Laura
Pulirei sopra ai pensili della cucina
Sgrasserei il forno ed i miei fianchi
Eliminerei punti neri,acari e doppie punte
Imparerei tutte le ombre cinesi e non solo quel cane storpio che sò fare ora
Realizzerei la colonna sonora della mia vita finora,sottoforma di lunghissima e romanticissima compilation
Andrei a trovare i parenti che non vedo mai
Farei un giro in mongolfiera
Porterei coltelli e stufe a gas, giù dall'arrotino
Andrei ogni fine settimana in un paesino diverso
Metterei l'holter così capirei finalmente perchè questo cuore è tanto tachicardico ed affogato
Aumenterei la mia produzione di collagene
Starei a mollo nell'acqua termale fino all'ipotonia violenta
Se avessi tempo scriverei un post migliore di questo.

mercoledì 29 dicembre 2010

Io in:"Una domanda..."


Cari lettori e lettrici,ladies and gentleman,signore e signori,amici vicini e lontani,Gianni e Pinotto,Mimì e Cocò,triccheballacche,oggi,sul finire di questo anno,vi porgo una semplice domanda:
Vi capita mai di pensare che:il lavoro,la politica,il matrimonio,le cerimonie,i servizi di piatti,affannarsi ogni giorno,correre con la macchina,parcheggiare in doppia fila,cucinare per ore,guadagnare il più possibile,fare la spesa continuamente,truccarsi,comprare vestiti,organizzare cene,pulire le serrande,cercare l'anima gemella,spettegolare,tentare di assomigliare a qualcuno,dimagrire ed ingrassare,andare in palestra ogni giorno,risparmiare su tutto,mettere i soldi da parte,comprare l'ennesimo elettrodomestico,mettere in ordine i giocattoli,urlare,arrabbiarsi,fingere superiorità,non richiamare prima che lo faccia l'altro,fare complimenti insinceri,dare ragione a prescindere solo perchè lui è un amico,mangiare al ristorante,pagare moltissimo una borsa perchè sopra c'è scritto un nome famoso,mangiare senza fame...

tutto questo abbia un senso talmente oscuro ed imprescrutabile,da essere pressochè nullo?
No,così,me lo chiedevo proprio or ora...

venerdì 24 dicembre 2010

Io in:"Mister tamburine..."




Rumorìo di fondo rotto da colpi di tosse,voci di bambini piccoli irrequieti (fra cui uno di mia conoscenza),cappotti e nonni e colli pelosi di giacchetti imbottiti,seggioline microscopiche sulle quali appollaiarsi,i padri quasi tutti dietro,in fondo,stile:"nessuno mi deve vedere mi scappasse una lacrimuccia,non sia mai",flash e telecamere puntate,batterie scariche,memorie dimenticate a casa(da leggersi anche in senso metaforico).
Sipario fatto di vecchie tovaglie di maestre pazienti,costumi di carta e stoffa,cuciti ed assemblati su bambini in calzamaglia,scenografia natalizia di ombre e lanterne nei vicoli di un paese che immaginiamo insieme a loro,e li guardiamo famelici,e ci facciamo prendere per mano e dimentichiamo qualcosa,in silenzio,finalmente.
All'improvviso,dopo un ballo medioevale fatto di inchini e cortigiane,arriva un tamburino secco,con le scarpe di due numeri più grandi,usate, appartenute al figlio di un'amica,il cappello immenso sopra una testa piena di capelli neri,le calzamaglie blu troppo lunghe,la vocina urlante:"udite udite...",le mani lunghe sui bastoncini del tamburo appeso al collo con un nastrino,il mio bambino.
Ha cinque anni e mezzo,una parte allegra e lunghissima che lo ha preoccupato per giorni interi mentre oggi conosce a menadito anche quelle di tutti gli altri,canta,balla,muove le mani davanti a sè e guarda il pubblico mentre sembra felice,muove la testa e lancia quegli sguardi da sotto le ciglia folte e scure identiche alle mie,il cuore mi si allarga,gli occhi si appannano ma non ho voglia di piangere,mi viene da ridere,ho voglia di ridere un bel pò.
Lo guardo,lo ascolto,lo riconosco.
Le immagini di lui nella mia pancia,sulla mia pancia,fra le mie braccia,arrampicato sugli alberi al parco,con le guance rosse sull'altalena,con la faccia pallida e la flebo in ospedale,mano nella mano con suo padre al mare,mentre stringe il suo fratellino appena nato con quelle braccia ancora di bimbo,mi attraversano gli occhi e batto le mani al ritmo delle loro canzoni.
Vorrei che si sentisse sempre così.
Canta :"aggiungi un posto a tavola"con foga,muovendo tutto il corpo come fanno i bimbi di qualsiasi coro in questo mondo,poi, mentre la musica scema lentamente,indicando lontano con la mano, urla nell'orecchio della sua migliore amica:"lo vedi,quello lì è mio fratello".
Lo vedete?quello lì è mio figlio.

Buon Natale a tutti voi,di cuore.

lunedì 20 dicembre 2010

Io in:"Mete e pragmatismi..."


Subito dopo il quarto travaso affannato di figlioli dall' asilo alla macchina,dalla macchina al negozio di tinte per capelli,dalla posta alla macchina di nuovo,dalla macchina al panificio,ingrano la marcia e dico:"Quanto mi dispiace che così piccoli,facciate già questa vita veloce,assurda,senza pause.Mi dispiace davvero di farvi correre avanti ed indietro,sempre tutto di corsa,e vai e vieni,e vi trascino e vi sbatacchio.E' brutto,in questa società ormai corriamo e corriamo e certe volte non sappiamo neanche più dove stiamo andando.Eh Giac,tu che ne pensi di tutto questo correre e perdersi la meta?Hai idea di dove stiamo andando?"
"Si mamma,lo sò,alla Conad."
Certe volte lo sfogo di una madre sempre di corsa,sulla soglia del 2011,necessita fortemente del pragmatismo infantile,per il semplice scopo di orientamento nella sopravvivenza spicciola.

giovedì 16 dicembre 2010

Io in:"Dizionario Filippese-italiano"


Mammo=forma contratta usata per indicare il fratello maggiore noto come Giacomo
Mammomo=forma estesa per indicare il fratello maggiore altresì noto come Giacomo
Mammoooooo!=forma urlata e stizzita per indicare il già sovracitato fratello Giacomo,in momenti urgenti o di rabbia estrema
Bambo bà=Muble Bumble cartone animato con ippopotamo grassone,paperella saccente e ranocchio gay(niente in contrario ovviamente)
Apalla=forma comprensiva di articolo per indicare il famoso gioco sferico gommoso
Macco papà=Usato per indicare Marco,l'indiscusso padre
Mamma Pippa=non starò certo qui ad approfondire l'etimologia dell'aggettivo usato per indicare il mio nome,ma lo trovo piuttosto,come dire...onomatopeico?
Apper=indicante il giovane zio Arber che lo fa volare verso il soffitto,ed a volte,per estensione,anche la sua fedele compagna,nonchè zia materna multicolore
Biccotto= parola che indica ovviamente il biscotto,richiesto a qualsiasi ora del giorno e della notte
Atte=utilizzato per richiedere il latte,anche questo cercato costantemente e con foga in ogni luogo in ogni lago
Co te=usato per chiedere l'addormentamento comunitario,indissolubile fra me e lui,ed il tanto amato coosleeping
ninna-o=tradotto letteralmente:"ho sonno conducetemi al mio amato giaciglio"
apiccia=termine completo di articolo per indicare la pizza,possibilmente bianca
apappa=termine completo di articolo per indicare cibo vario,possibilmente amatriciana con pecorino
acacca=termine completo di articolo per indicare attività defecatoria,da lui molto odiata
bubùsettete=esattamente il giochino usato per sorprendere gli altri spuntando da ogni angolo del mondo
èmio=verbo-aggettivo indissolubili per indicare qualsiasi cosa capiti nelle sue manine da puttino,in chiara fase berlusconiana
mi ami me?=domanda che ci poniamo l'un l'altro in famiglia e che Fili usa soprattutto quando ha voglia di coccole e grattini
Babù=bisillaba usata per chiamare cani di ogni foggia
Nonna uva=sostantivo utilizzato per indicare la nonna materna,la quale fornisce uva autoctona del reatino, durante la stagione autunnale
Titta,Ana,Maso=tre nomi per definire una famiglia unita come la sacra corona,che ci aiuta benevolmente nella sua crescita,in nostra assenza per lavoro
Libbo=termine che indica la lettura di tomi pop-up da strappare ogni due per tre
Appò=suono coniato per denominare le attività di riordino della stanza,quali il mettere a posto ed alla fine,rovesciare di nuovo il contenuto dei cesti contenitori,preferibilmente sul far della sera
Tu=risposta immediata,fornita ogniqualvolta gli si chieda:"chi è stato a rompere questo,a devastare quello,a disintegrare quell'altro?"

Il vocabolario filippese-italiano,italiano-filippese,è ovviamente molto più vasto e ricco(parola di logopedista obiettiva e saggia)ma prometto che tornerò,a darvene prova,non foss'altro per orgoglio di mamma.

martedì 14 dicembre 2010

"Segnali..."


Un panettone
Un pandoro
Un chilo di torroncini misti
Un cotechino
Un pacco di lenticchie di Castelluccio
Un chilo di parmigiano stravecchio
Un torrone bianco duro
Un torrone nero morbido
Una bottiglia di spumante brut.
Questo il contenuto del bellissimo pacco regalo,gentilmente offerto dalla direzione del nostro amato lavoro,ricevuto per anni ed anni da tempo immemore,in questo periodo.
Quest'anno non lo avremo,per la prima volta in assoluto nella gloriosa storia della nostra onlus.
La crisi ha investito in pieno ogni cosa,anche i panettoni.

venerdì 10 dicembre 2010

Io in:"Eppure sono ancora giovane perchè..."


Eppure sono ancora giovane perchè:
Porto scarpe con la punta tonda
Canto a squarciagola dentro la macchina ed a volte anche fuori di essa
Faccio le voci dei personaggi ai miei bambini,ogni volta che leggo una storia (e mi diverto un mondo)
Mangio caramelle come se piovesse
Amo le feste di compleanno
Molti adulti mi annoiano
Faccio le imitazioni delle persone che incontro per strada,storcendo la faccia,tirando fuori la lingua,arricciando le sopracciglia,strabuzzando gli occhi,anche quando sono da sola
Se non puntassi la sveglia ogni mattina,dormirei fino a tardi
Aspetto ancora che arrivi Babbo Natale
Passerei buona parte della mia giornata a studiare
Pagherei qualsiasi cosa per uscire con un'amica e ridere per strada aggrappata al suo braccio
La mia prima reazione è sempre quella di credere e fidarmi
Starei sempre a comprare regali per quelli che amo
Partirei ora per un fine-settimana romantico senza bisogno di prenotazioni nè programmazioni alcune
Anche se ho bisogno di andare molto più spesso dal parrucchiere,rispetto a prima,non ci vado lo stesso
Davanti alla vetrina del giocattolaio di piazza Navona,mi viene l'acquolina in bocca
Amo farmi la coda di cavallo
Uso il volante per imitare la batteria che rulla durante l'ascolto di canzoni rock
Adoro farmi il bagno con tanta schiuma
Godo nel sedermi sul divano insieme ai miei per guardare un mega cartone Disney
La mattina in cui si prepara l'albero di Natale,sono la prima a svegliarsi
Mollerei tutto per frequentare l'accademia di arte drammatica
Non sò resistere alle tentazioni
Mi iscriverei subito al corso di danza tribale africana
Mi diverto tantissimo ad organizzare gli scherzi
Faccio ridere tutti durante le riunioni ed i convegni
La violenza mi atterisce
Detesto le pellicce
Parlo durante la visione di un film al cinema
Non mi piacciono i gioielli
Preferirei muovermi in bicicletta piuttosto che con la macchina
Uso acque profumate e non profumi di marca
Non metterei mai piede in una banca se non ne fossi costretta
Non ho ancora mai letto un volantino delle offerte al supermercato
Le mie chiappe sono ancora piuttosto dure
Partirei sempre per il campeggio selvaggio
Sono ancora capace di stupirmi
Non dò mai niente per scontato
Anche una semplice passeggiata mi rende felicissima
Mangerei tutto lo zucchero filato di Giac e Fili se solo mi ci lasciassero avvicinare
A parte i peperoni di sera,digerisco ancora tutto
Non mi stanco mai di ridere
Una sera a teatro mi emoziona come trent'anni fa
Fotografo gli alberi d'autunno
Non ho capelli bianchi
Sogno tutta la notte ed anche buona parte del giorno
Mi incanto a guardare le stelle
Ogni tanto mi spunta qualche brufolo sulle guance
Non ho le macchie marroncine sulle mani
Non mi annoio mai quando ascolto un amico
Faccio le buche sulla battigia per trovare l'acqua
Abbraccio i tronchi degli alberi nei boschi
Pagherei soldi veri per poter giocare ancora una volta a nascondino
Spesso sogno che Milo Cotogno abusa di me,nel bel mezzo del Fantabosco.

lunedì 6 dicembre 2010

Io in:"Babbo Natale equo e solidale..."


Nel bel mezzo del traffico romano,in un giorno infrasettimanale di follia automobilistica,Giaco seduto sull'alza-bimbo,più scrocchiazeppi che mai,guarda fuori dal finestrino le prime lucine natalizie e mi chiede:
"Mamma,ma Babbo Natale porta i regali anche a quei bambini che mi dici sempre tu che muiono di fame,sono soli ed a volte lavorano con la schiena a pezzi già alla mia età?"
"....gnap,snork,bho,emmm,accc,mannaggia questo cambio ha bisogno di una revisione...."
"Eh mamma,Babbo Natale porta i regali in tutto il mondo,anche ai bimbi che hanno tanto bisogno?"
"E' una storia un pò complessa,da grande magari capirai meglio,è difficile per Babbo raggiungere terre molto lontane e...visto quanto traffico oggi?"
"No,perchè io pensavo che se Babbo Natale và da quei bimbi soli e senza cibo può portargli,oltre ai regali, tante cose buone da mangiare così non muoiono più di fame e sono felici come noi".
Nel silenzio improvviso dell'abitacolo moquettato,molto più in difficoltà rispetto alla storia del pisello piccolo,medio e grande,ho di nuovo scelto per un sereno annegamento dell'argomento,e dentro di me,ho sognato mio figlio come futuro presidente delle politiche sociali internazionali.

mercoledì 1 dicembre 2010

Io in:"Dedicato..."


Dedico questo tempo piccolo e maldestro e questo spazio buffo ed irreale a:
Chi ha perso qualcuno e non potrà più ritrovarlo se non dentro una vecchia fotografia,un filmino delle vacanze,una lettera,un maglione infeltrito,un anello di tanti anni fa.
Chi ha visto strappare via dal proprio fianco un figlio piccolo,una figlia grande già madre,un caro amico,una sorella di sempre.
Chi fa i conti ogni giorno con il vuoto nero rimasto intorno a lui e nonostante questo si alza e cammina.
Chi trova il coraggio nonostante tutto.
Chi aiuta qualcun'altro a sopravvivere del suo stesso dolore.
Chi crescerà i propri figli da solo e dovrà spiegare mille volte il perchè di questa assenza,senza averlo capito neanche lui.
Chi protegge gli altri dalla propria malattia e si cura di nascosto per non essere un peso.
Chi vivrà questo Natale senza qualcuno di importante,senza vedere le sue mani a tavola,senza sentire la sua voce a cena, vedere le sue labbra soffiare su una candela.
Chi ha sempre pensato che non ce l'avrebbe fatta se fosse successo a lui ed invece ce la sta facendo.
Chi si sveglia una mattina e si scopre una pallina dove prima non c'era niente e tutta la vita gli rotola addosso.
A chi aspetta che qualcuno dei suoi cari guarisca e vive sperando e non dorme e non sogna più e riprenderà a farlo solo quando questo accadrà.
Ai piccoli malati che non possono andare a scuola,nè al parco,ai bambini che non possono dormire a casa loro e stanno nei letti con le sbarre e qualche volontaria và da loro a leggere una favola,a questi bambini che ridono e giocano come tutti,che fanno gli stessi gesti degli altri,che se gli chiedi come stanno,ti rispondono "bene".
A chi si ammala e nessuno viene a saperlo perchè non hanno nessuno a cui dirlo.
A chi decide di lasciarsi morire ed a chi lotta per salvarsi a tutti i costi.
A quella nonna che non muore,nonostante i medici dicano da un pezzo che sta morendo,perchè vuole veder crescere i suoi nipoti.
Ai genitori che adottano i bambini malati e li curano e li amano e li portano ovunque affinchè vengano aiutati e che io incontro ogni mattina.
A quei genitori che mi chiedono:"mio figlio come sta?".
A tutti quelli che stanno morendo ma non hanno paura di non vivere più perchè hanno già vissuto
A chi scopre una macchia,un'ombra,una caverna nel proprio corpo ed improvvisamente smette di camminare da sola e si appoggia al marito e mette un cappello colorato per nascondere la calvizie,a lei che due mesi fa stava benissimo e correva parallelamente a me davanti a scuola,a lei che oggi le si vedevano solo le gengive e a me che non ho avuto il coraggio di fermarmi e chiedere niente.

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