venerdì 31 dicembre 2010

Io in:"Se avessi tempo...."


Se avessi tempo:
mi fermerei a parlare con le signore che danno da mangiare ai gatti nei quartieri di Roma
Costruirei ogni giorno un magnifico giochino dello scatolone fabbricone insieme ai miei figli
Giocherei a carte con gli anziani del centro sociale di Tor tre teste
Andrei a correre nel parco con le scarpe da ginnastica nuove
Farei un corso di danza del ventre,di giardinaggio per pollici inceneriti,di alta cucina,di creazione di bomboniere artistiche,di fotografia bianco e nero,di nuoto sincronizzato,di contact improvvisation,di lap dance(che può sempre essere utile nella vita,non sai mai come si mette),un corso intensivo per poeti maledetti,per costruttori di candele ed archiviatori di libri.
Cucinerei per ore.
Metterei in ordine tutte le fotografie ed i filmini di una vita.
Rivedrei tutti i film di Troisi,di Totò,i vecchissimi di Verdone,le comiche di Stanlio ed Ollio e dei fratelli Marx.
Andrei a pescare
Raggiungerei finalmente Barbara e la sua casa arancione in riva al mare di Sicilia
Apprenderei l'antica arte del tombolo
Finirei di sballare gli scatoloni del trasloco
Mi innamorerei ancora
Prenderei un aperitivo con le amiche in centro
Imparerei tutta la coreografia di Waka Waka
Farei della psicoanalisi approfondita
Compirei viaggi astrali incredibili
Imparerei i nomi delle stelle e le loro posizioni
Studierei un'altra lingua
Andrei a Parigi con il treno
Mi pettinerei
Restaurerei i mobili vecchi
Ricucirei i vestiti strappati
Cancellerei le smagliature
Riprenderei a studiare
Chiederei ai testimoni di Geova che cosa c'è di tanto urgente da sapere
Lascerei che i rappresentanti del Folletto,finalmente mi aspirassero tappeti e materassi
Tirerei tardi la notte a Trastevere
Andrei a prendermi una grattachecca con il cocco in pezzi sul fiume di Roma
Canterei ad un concerto
Scriverei una lettera a Laura
Pulirei sopra ai pensili della cucina
Sgrasserei il forno ed i miei fianchi
Eliminerei punti neri,acari e doppie punte
Imparerei tutte le ombre cinesi e non solo quel cane storpio che sò fare ora
Realizzerei la colonna sonora della mia vita finora,sottoforma di lunghissima e romanticissima compilation
Andrei a trovare i parenti che non vedo mai
Farei un giro in mongolfiera
Porterei coltelli e stufe a gas, giù dall'arrotino
Andrei ogni fine settimana in un paesino diverso
Metterei l'holter così capirei finalmente perchè questo cuore è tanto tachicardico ed affogato
Aumenterei la mia produzione di collagene
Starei a mollo nell'acqua termale fino all'ipotonia violenta
Se avessi tempo scriverei un post migliore di questo.

mercoledì 29 dicembre 2010

Io in:"Una domanda..."


Cari lettori e lettrici,ladies and gentleman,signore e signori,amici vicini e lontani,Gianni e Pinotto,Mimì e Cocò,triccheballacche,oggi,sul finire di questo anno,vi porgo una semplice domanda:
Vi capita mai di pensare che:il lavoro,la politica,il matrimonio,le cerimonie,i servizi di piatti,affannarsi ogni giorno,correre con la macchina,parcheggiare in doppia fila,cucinare per ore,guadagnare il più possibile,fare la spesa continuamente,truccarsi,comprare vestiti,organizzare cene,pulire le serrande,cercare l'anima gemella,spettegolare,tentare di assomigliare a qualcuno,dimagrire ed ingrassare,andare in palestra ogni giorno,risparmiare su tutto,mettere i soldi da parte,comprare l'ennesimo elettrodomestico,mettere in ordine i giocattoli,urlare,arrabbiarsi,fingere superiorità,non richiamare prima che lo faccia l'altro,fare complimenti insinceri,dare ragione a prescindere solo perchè lui è un amico,mangiare al ristorante,pagare moltissimo una borsa perchè sopra c'è scritto un nome famoso,mangiare senza fame...

tutto questo abbia un senso talmente oscuro ed imprescrutabile,da essere pressochè nullo?
No,così,me lo chiedevo proprio or ora...

venerdì 24 dicembre 2010

Io in:"Mister tamburine..."




Rumorìo di fondo rotto da colpi di tosse,voci di bambini piccoli irrequieti (fra cui uno di mia conoscenza),cappotti e nonni e colli pelosi di giacchetti imbottiti,seggioline microscopiche sulle quali appollaiarsi,i padri quasi tutti dietro,in fondo,stile:"nessuno mi deve vedere mi scappasse una lacrimuccia,non sia mai",flash e telecamere puntate,batterie scariche,memorie dimenticate a casa(da leggersi anche in senso metaforico).
Sipario fatto di vecchie tovaglie di maestre pazienti,costumi di carta e stoffa,cuciti ed assemblati su bambini in calzamaglia,scenografia natalizia di ombre e lanterne nei vicoli di un paese che immaginiamo insieme a loro,e li guardiamo famelici,e ci facciamo prendere per mano e dimentichiamo qualcosa,in silenzio,finalmente.
All'improvviso,dopo un ballo medioevale fatto di inchini e cortigiane,arriva un tamburino secco,con le scarpe di due numeri più grandi,usate, appartenute al figlio di un'amica,il cappello immenso sopra una testa piena di capelli neri,le calzamaglie blu troppo lunghe,la vocina urlante:"udite udite...",le mani lunghe sui bastoncini del tamburo appeso al collo con un nastrino,il mio bambino.
Ha cinque anni e mezzo,una parte allegra e lunghissima che lo ha preoccupato per giorni interi mentre oggi conosce a menadito anche quelle di tutti gli altri,canta,balla,muove le mani davanti a sè e guarda il pubblico mentre sembra felice,muove la testa e lancia quegli sguardi da sotto le ciglia folte e scure identiche alle mie,il cuore mi si allarga,gli occhi si appannano ma non ho voglia di piangere,mi viene da ridere,ho voglia di ridere un bel pò.
Lo guardo,lo ascolto,lo riconosco.
Le immagini di lui nella mia pancia,sulla mia pancia,fra le mie braccia,arrampicato sugli alberi al parco,con le guance rosse sull'altalena,con la faccia pallida e la flebo in ospedale,mano nella mano con suo padre al mare,mentre stringe il suo fratellino appena nato con quelle braccia ancora di bimbo,mi attraversano gli occhi e batto le mani al ritmo delle loro canzoni.
Vorrei che si sentisse sempre così.
Canta :"aggiungi un posto a tavola"con foga,muovendo tutto il corpo come fanno i bimbi di qualsiasi coro in questo mondo,poi, mentre la musica scema lentamente,indicando lontano con la mano, urla nell'orecchio della sua migliore amica:"lo vedi,quello lì è mio fratello".
Lo vedete?quello lì è mio figlio.

Buon Natale a tutti voi,di cuore.

lunedì 20 dicembre 2010

Io in:"Mete e pragmatismi..."


Subito dopo il quarto travaso affannato di figlioli dall' asilo alla macchina,dalla macchina al negozio di tinte per capelli,dalla posta alla macchina di nuovo,dalla macchina al panificio,ingrano la marcia e dico:"Quanto mi dispiace che così piccoli,facciate già questa vita veloce,assurda,senza pause.Mi dispiace davvero di farvi correre avanti ed indietro,sempre tutto di corsa,e vai e vieni,e vi trascino e vi sbatacchio.E' brutto,in questa società ormai corriamo e corriamo e certe volte non sappiamo neanche più dove stiamo andando.Eh Giac,tu che ne pensi di tutto questo correre e perdersi la meta?Hai idea di dove stiamo andando?"
"Si mamma,lo sò,alla Conad."
Certe volte lo sfogo di una madre sempre di corsa,sulla soglia del 2011,necessita fortemente del pragmatismo infantile,per il semplice scopo di orientamento nella sopravvivenza spicciola.

giovedì 16 dicembre 2010

Io in:"Dizionario Filippese-italiano"


Mammo=forma contratta usata per indicare il fratello maggiore noto come Giacomo
Mammomo=forma estesa per indicare il fratello maggiore altresì noto come Giacomo
Mammoooooo!=forma urlata e stizzita per indicare il già sovracitato fratello Giacomo,in momenti urgenti o di rabbia estrema
Bambo bà=Muble Bumble cartone animato con ippopotamo grassone,paperella saccente e ranocchio gay(niente in contrario ovviamente)
Apalla=forma comprensiva di articolo per indicare il famoso gioco sferico gommoso
Macco papà=Usato per indicare Marco,l'indiscusso padre
Mamma Pippa=non starò certo qui ad approfondire l'etimologia dell'aggettivo usato per indicare il mio nome,ma lo trovo piuttosto,come dire...onomatopeico?
Apper=indicante il giovane zio Arber che lo fa volare verso il soffitto,ed a volte,per estensione,anche la sua fedele compagna,nonchè zia materna multicolore
Biccotto= parola che indica ovviamente il biscotto,richiesto a qualsiasi ora del giorno e della notte
Atte=utilizzato per richiedere il latte,anche questo cercato costantemente e con foga in ogni luogo in ogni lago
Co te=usato per chiedere l'addormentamento comunitario,indissolubile fra me e lui,ed il tanto amato coosleeping
ninna-o=tradotto letteralmente:"ho sonno conducetemi al mio amato giaciglio"
apiccia=termine completo di articolo per indicare la pizza,possibilmente bianca
apappa=termine completo di articolo per indicare cibo vario,possibilmente amatriciana con pecorino
acacca=termine completo di articolo per indicare attività defecatoria,da lui molto odiata
bubùsettete=esattamente il giochino usato per sorprendere gli altri spuntando da ogni angolo del mondo
èmio=verbo-aggettivo indissolubili per indicare qualsiasi cosa capiti nelle sue manine da puttino,in chiara fase berlusconiana
mi ami me?=domanda che ci poniamo l'un l'altro in famiglia e che Fili usa soprattutto quando ha voglia di coccole e grattini
Babù=bisillaba usata per chiamare cani di ogni foggia
Nonna uva=sostantivo utilizzato per indicare la nonna materna,la quale fornisce uva autoctona del reatino, durante la stagione autunnale
Titta,Ana,Maso=tre nomi per definire una famiglia unita come la sacra corona,che ci aiuta benevolmente nella sua crescita,in nostra assenza per lavoro
Libbo=termine che indica la lettura di tomi pop-up da strappare ogni due per tre
Appò=suono coniato per denominare le attività di riordino della stanza,quali il mettere a posto ed alla fine,rovesciare di nuovo il contenuto dei cesti contenitori,preferibilmente sul far della sera
Tu=risposta immediata,fornita ogniqualvolta gli si chieda:"chi è stato a rompere questo,a devastare quello,a disintegrare quell'altro?"

Il vocabolario filippese-italiano,italiano-filippese,è ovviamente molto più vasto e ricco(parola di logopedista obiettiva e saggia)ma prometto che tornerò,a darvene prova,non foss'altro per orgoglio di mamma.

martedì 14 dicembre 2010

"Segnali..."


Un panettone
Un pandoro
Un chilo di torroncini misti
Un cotechino
Un pacco di lenticchie di Castelluccio
Un chilo di parmigiano stravecchio
Un torrone bianco duro
Un torrone nero morbido
Una bottiglia di spumante brut.
Questo il contenuto del bellissimo pacco regalo,gentilmente offerto dalla direzione del nostro amato lavoro,ricevuto per anni ed anni da tempo immemore,in questo periodo.
Quest'anno non lo avremo,per la prima volta in assoluto nella gloriosa storia della nostra onlus.
La crisi ha investito in pieno ogni cosa,anche i panettoni.

venerdì 10 dicembre 2010

Io in:"Eppure sono ancora giovane perchè..."


Eppure sono ancora giovane perchè:
Porto scarpe con la punta tonda
Canto a squarciagola dentro la macchina ed a volte anche fuori di essa
Faccio le voci dei personaggi ai miei bambini,ogni volta che leggo una storia (e mi diverto un mondo)
Mangio caramelle come se piovesse
Amo le feste di compleanno
Molti adulti mi annoiano
Faccio le imitazioni delle persone che incontro per strada,storcendo la faccia,tirando fuori la lingua,arricciando le sopracciglia,strabuzzando gli occhi,anche quando sono da sola
Se non puntassi la sveglia ogni mattina,dormirei fino a tardi
Aspetto ancora che arrivi Babbo Natale
Passerei buona parte della mia giornata a studiare
Pagherei qualsiasi cosa per uscire con un'amica e ridere per strada aggrappata al suo braccio
La mia prima reazione è sempre quella di credere e fidarmi
Starei sempre a comprare regali per quelli che amo
Partirei ora per un fine-settimana romantico senza bisogno di prenotazioni nè programmazioni alcune
Anche se ho bisogno di andare molto più spesso dal parrucchiere,rispetto a prima,non ci vado lo stesso
Davanti alla vetrina del giocattolaio di piazza Navona,mi viene l'acquolina in bocca
Amo farmi la coda di cavallo
Uso il volante per imitare la batteria che rulla durante l'ascolto di canzoni rock
Adoro farmi il bagno con tanta schiuma
Godo nel sedermi sul divano insieme ai miei per guardare un mega cartone Disney
La mattina in cui si prepara l'albero di Natale,sono la prima a svegliarsi
Mollerei tutto per frequentare l'accademia di arte drammatica
Non sò resistere alle tentazioni
Mi iscriverei subito al corso di danza tribale africana
Mi diverto tantissimo ad organizzare gli scherzi
Faccio ridere tutti durante le riunioni ed i convegni
La violenza mi atterisce
Detesto le pellicce
Parlo durante la visione di un film al cinema
Non mi piacciono i gioielli
Preferirei muovermi in bicicletta piuttosto che con la macchina
Uso acque profumate e non profumi di marca
Non metterei mai piede in una banca se non ne fossi costretta
Non ho ancora mai letto un volantino delle offerte al supermercato
Le mie chiappe sono ancora piuttosto dure
Partirei sempre per il campeggio selvaggio
Sono ancora capace di stupirmi
Non dò mai niente per scontato
Anche una semplice passeggiata mi rende felicissima
Mangerei tutto lo zucchero filato di Giac e Fili se solo mi ci lasciassero avvicinare
A parte i peperoni di sera,digerisco ancora tutto
Non mi stanco mai di ridere
Una sera a teatro mi emoziona come trent'anni fa
Fotografo gli alberi d'autunno
Non ho capelli bianchi
Sogno tutta la notte ed anche buona parte del giorno
Mi incanto a guardare le stelle
Ogni tanto mi spunta qualche brufolo sulle guance
Non ho le macchie marroncine sulle mani
Non mi annoio mai quando ascolto un amico
Faccio le buche sulla battigia per trovare l'acqua
Abbraccio i tronchi degli alberi nei boschi
Pagherei soldi veri per poter giocare ancora una volta a nascondino
Spesso sogno che Milo Cotogno abusa di me,nel bel mezzo del Fantabosco.

lunedì 6 dicembre 2010

Io in:"Babbo Natale equo e solidale..."


Nel bel mezzo del traffico romano,in un giorno infrasettimanale di follia automobilistica,Giaco seduto sull'alza-bimbo,più scrocchiazeppi che mai,guarda fuori dal finestrino le prime lucine natalizie e mi chiede:
"Mamma,ma Babbo Natale porta i regali anche a quei bambini che mi dici sempre tu che muiono di fame,sono soli ed a volte lavorano con la schiena a pezzi già alla mia età?"
"....gnap,snork,bho,emmm,accc,mannaggia questo cambio ha bisogno di una revisione...."
"Eh mamma,Babbo Natale porta i regali in tutto il mondo,anche ai bimbi che hanno tanto bisogno?"
"E' una storia un pò complessa,da grande magari capirai meglio,è difficile per Babbo raggiungere terre molto lontane e...visto quanto traffico oggi?"
"No,perchè io pensavo che se Babbo Natale và da quei bimbi soli e senza cibo può portargli,oltre ai regali, tante cose buone da mangiare così non muoiono più di fame e sono felici come noi".
Nel silenzio improvviso dell'abitacolo moquettato,molto più in difficoltà rispetto alla storia del pisello piccolo,medio e grande,ho di nuovo scelto per un sereno annegamento dell'argomento,e dentro di me,ho sognato mio figlio come futuro presidente delle politiche sociali internazionali.

mercoledì 1 dicembre 2010

Io in:"Dedicato..."


Dedico questo tempo piccolo e maldestro e questo spazio buffo ed irreale a:
Chi ha perso qualcuno e non potrà più ritrovarlo se non dentro una vecchia fotografia,un filmino delle vacanze,una lettera,un maglione infeltrito,un anello di tanti anni fa.
Chi ha visto strappare via dal proprio fianco un figlio piccolo,una figlia grande già madre,un caro amico,una sorella di sempre.
Chi fa i conti ogni giorno con il vuoto nero rimasto intorno a lui e nonostante questo si alza e cammina.
Chi trova il coraggio nonostante tutto.
Chi aiuta qualcun'altro a sopravvivere del suo stesso dolore.
Chi crescerà i propri figli da solo e dovrà spiegare mille volte il perchè di questa assenza,senza averlo capito neanche lui.
Chi protegge gli altri dalla propria malattia e si cura di nascosto per non essere un peso.
Chi vivrà questo Natale senza qualcuno di importante,senza vedere le sue mani a tavola,senza sentire la sua voce a cena, vedere le sue labbra soffiare su una candela.
Chi ha sempre pensato che non ce l'avrebbe fatta se fosse successo a lui ed invece ce la sta facendo.
Chi si sveglia una mattina e si scopre una pallina dove prima non c'era niente e tutta la vita gli rotola addosso.
A chi aspetta che qualcuno dei suoi cari guarisca e vive sperando e non dorme e non sogna più e riprenderà a farlo solo quando questo accadrà.
Ai piccoli malati che non possono andare a scuola,nè al parco,ai bambini che non possono dormire a casa loro e stanno nei letti con le sbarre e qualche volontaria và da loro a leggere una favola,a questi bambini che ridono e giocano come tutti,che fanno gli stessi gesti degli altri,che se gli chiedi come stanno,ti rispondono "bene".
A chi si ammala e nessuno viene a saperlo perchè non hanno nessuno a cui dirlo.
A chi decide di lasciarsi morire ed a chi lotta per salvarsi a tutti i costi.
A quella nonna che non muore,nonostante i medici dicano da un pezzo che sta morendo,perchè vuole veder crescere i suoi nipoti.
Ai genitori che adottano i bambini malati e li curano e li amano e li portano ovunque affinchè vengano aiutati e che io incontro ogni mattina.
A quei genitori che mi chiedono:"mio figlio come sta?".
A tutti quelli che stanno morendo ma non hanno paura di non vivere più perchè hanno già vissuto
A chi scopre una macchia,un'ombra,una caverna nel proprio corpo ed improvvisamente smette di camminare da sola e si appoggia al marito e mette un cappello colorato per nascondere la calvizie,a lei che due mesi fa stava benissimo e correva parallelamente a me davanti a scuola,a lei che oggi le si vedevano solo le gengive e a me che non ho avuto il coraggio di fermarmi e chiedere niente.

venerdì 26 novembre 2010

Io in:"Sto invecchiando..."


Sto invecchiando,sto inesorabilmente,silenziosamente,subdolamente invecchiando.
Ormai è innegabile,vi spiego perchè e come me ne sono accorta in questi giorni
d'autunno:
-Perchè la digestione dei peperoni a cena, inizia a risultarmi difficoltosa
-Perchè oggi non mi prenderebbero mai in qualsivoglia accademia di danza per diventare una ballerina professionista(lì,direte voi,ci sono anche altri motivazioni che balzano all'occhio,ma vi pregherei di restare sul tema)
-Perchè la pelle del viso,specie nella zona intorno agli occhi e sulla fronte,non è più tesa come prima e soprattutto non ha quell'aspetto pieno e vivo,sembra spenta,ruvidina,avvizzita.
-Perchè ho un mal di schiena perenne
-Perchè non sopporto più il rumore,le luci forti e la confusione
-Perchè mi infastidisce la maleducazione e la gente che urla
-Perchè ho sempre troppo freddo o troppo caldo
-Perchè non riesco più a masticare come prima
-Perchè non passerei mai più una notte in discoteca nemmeno se mi pagassero(ovviamente qui se ne può parlare)
-Perchè penso a cosa mangeremo domani anche se è solo oggi
-Perchè parlo della pioggia e del traffico con le signore
-Perchè preferisco fare la spesa al mercato piuttosto che all'ipermercato
-Perchè ho il fiatone ed il batticuore anche se tiro su la serranda(ad esclusione di quelle elettriche s'intende)
-Perchè faccio le fettuccine fatte in casa
-Perchè ho spesso la pezzetta in mano
-Perchè non riesco a sollevare i pesi
-Perchè la pelle del collo,se pizzicata,resta tale troppo a lungo
-Perchè sopra ai glutei è spuntata una roba tipo maniglioni di salvataggio,che trovo essere un accessario inutile ed ingombrante
-Perchè parlo delle offerte sui detersivi in polvere con le altre mamme al parco
-Perchè dico cose come:"mio marito per cena vuole la verdura" oppure: "aveva ragione mia nonna" o ancora:"i miei figli mi fanno disperare"
-Perchè dal salumiere non chiedo più del prosciutto ma il prosciutto che dico io come lo dico io
-Perchè non mi fido più
-Perchè non riuscirei a fare un altro figlio neanche se mi promettessero che stavolta sarà una femmina(anzi,soprattutto se...)
-Perchè sto sempre meglio rintanata nella mia casetta piena di legno piuttosto che fuori da essa
-Perchè forse le improvvisate non mi piacciono più come prima
-Perchè sono diventata un pò solitaria e desiderosa di spazi solo miei
-Perchè preferisco una sana dormita all'aggiornamento sulla politica interna
-Perchè leggo riviste d'arredamento che compro sempre dallo stesso giornalaio di fiducia
-Perchè la sera sono talmente stanca da addormentarmi dopo le nove e molto prima delle dieci con bavetta laterale peri-lettura
-Perchè mi spoglio trenta secondi dopo essere entrata a casa,lanciando reggiseni-ghigliottina,calze avviluppanti,tacchi odiosi
-Perchè mi piacciono sempre di più:le boule,le alzatine da torta,il colore bianco,i calzini antistress,i maglioni di lana,le pantofole ed i plaid
-Perchè non bevo più il caffè ma solo thè e tisane alla frutta
-Perchè sono diventata ancora più protettiva nei confronti di chi amo
-Perchè mi sono scocciata di farmi fregare dai furbi e dai prepotenti
-Perchè non sopporto chi passa avanti nelle file e glielo dico ad alta voce
-Perchè ora preferisco andare in vacanza in montagna piuttosto che al mare
-Perchè amerei fare maglioni ai ferri e costumini all'uncinetto
-Perchè ho sempre più bisogno di sentire la mia famiglia d'origine
-Perchè devo andare dal parrucchiere molto più spesso di prima
-Perchè non ho più voglia di avere tanti amici ma solo veri amici
-Perchè piuttosto che il freeclimbing farei dell'idromassaggio senza limiti
-Perchè preferisco una polentata a casa di amici che una pizza in un locale
-Perchè il fumo delle sigarette altrui,mi da fastidio anche per la strada,mentre guardo una vetrina o durante una passeggiata all'aperto(oh,finalmente l'ho detto che caspita!)
-Perchè dico ai miei figli cose come:"non fate gli sciocchi,vi arriva una sberla,non fatemi perdere la pazienza,perdindirindina,Babbo Natale vi osserva comportatevi bene)
-Perchè sempre più spesso sogno Milo Cotogno che mi racconta una fiaba piuttosto che abusare di me nel bel mezzo del Fantabosco come era solito.

lunedì 22 novembre 2010

Io in:"Preghiere e soffitti..."


Mio figlio maschio grande,mentre gioca a prendere il caffè con mio figlio maschio piccolo(il quale ripete:"a pappa a pappa"e beve per finta da una costruzione rovesciata),mi dice:"sai mamma che ieri sera stavo parlando con Gesù?"
"Ah sì?davvero?ti sentivo confabulare piano mentre cercavo di addormentarti,quindi pregavi"
"No mamma,non pregavo,ci parlavo proprio"
"Ah scusa,e cosa vi dicevate?"
"Gli chiedevo un sacco di cose"
"Bene,e cosa gli chiedevi tesoretto?"
"Domande così,diverse,tipo perchè certi hanno i capelli ricci ed altri no,perchè delle persone stanno male o non hanno da mangiare,se Babbo Natale mi porta lo schifidol,se avremo un altro fratello magari una femmina,una fratellina"
"Molto interessanti queste domande amore,e lui cosa ti ha risposto?"
"Non lo sò mamma,non ci ho capito niente,c'era il soffitto in mezzo ed io non capivo lui e lui non capiva me".

giovedì 18 novembre 2010

Io in:"Differenze terza parte..."


Lui e lei sul divano,lui ha lo sguardo un pò vacuo e la postura da stracchino nelle vaschetta bianca,lei mezzo raggomitolata al suo fianco,le gambe raccolte,i piedi scalzi,l'atteggiamento civettuolo,le mani che gesticolano,la testa reclinata da un lato.
Ella dice quasi tutto d'un fiato:"sai amorino,per il matrimonio di Sara e Giovanni,mi piacerebbe indossare una specie di tunica,sai tipo un velo unico tutto morbido,che cada leggero sul mio corpo,e magari metterci sotto quei sandali beige e farmi una pettinatura tipo ancella,orecchini pendenti d'argento e d ametista,un trucco appena visibile e quella borsetta che mi ha regalato mamma,quando si sono sposati Gino e Manuela,poi vorrei prendere degli abitini semplici anche per i bambini,sai quel genere un pò dandy con pantaloni in fresco di lana,camicie azzurro polvere,scarpe blu scuro,e per te magari un bel completo nuovo,è ora che ti compri un vestito nuovo tesoro,magari grigio perla o grigio antracite,e quella mattina mi piacerebbe partire presto così facciamo una puntatina al borgo dove si sposano che è una meraviglia,un vero bijoux,per il regalo avevo in mente quel quadro della mostra vista al palazzo delle esposizioni quella domenica mattina di due anni fa,magari con una cornice di legno chiaro,hanno la camera da letto tutta in rovere perciò ci starebbe divinamente,loro amano l'astrattismo,non quello troppo spinto certo,e semmai poi prenotiamo una stanza pure noi che è tanto romantico quel posto e dormiamo lì,così il giorno dopo ci svegliamo,facciamo quelle colazioni meravigliose e ci tuffiamo in piscina,sarebbe bellissimo noi quattro soli nella campagna sperduta e selvaggia,chissà con chi viene Monica stavolta è il quarto fidanzato che cambia nel giro di sei mesi,e poi prendiamo i cavalli e galoppiamo al tramonto,eh amorino che ne dici che ne dici?"
Egli dice:"Chi sono Sara e Giovanni?"

martedì 16 novembre 2010

Io in:"Prime misurazioni..."


Momento della messa del pigiamino serale,io afferro il grande perchè più a tiro rispetto al piccolo arrampicato sulla grata della cucina come un geco estivo,lo spoglio ed ascolto tal comunicazione:"mamma sai,io ho un pisellino che cambia,non è sempre uguale."
"Si,i pisellini fanno di questi scherzi,sono fatti così,un pò incostanti sai"
"Il mio di più,perchè se dondola tanto è piccolo e morbido,se dondola medio è un pò grande,se non dondola per niente è enorme e durissimo".
"..."
Certe sere,i commenti di una madre stanca,su un argomento tanto delicato,potrebbero generare confusione,pertanto ho deciso per un timido silenzio.

sabato 13 novembre 2010

Io in:"Differenze seconda parte"


Domenica mattina ore 11.00 circa,casa italiana media,stipendi da fame nera:
Lei ha già: sconvolto i letti,aperto le finestre,messo cuscini, piumoni e lenzuola sul davanzale in bocca al sole,preparato la colazione,messo sù il caffè,imburrato il pane,reciso due fiori dal vaso del balcone e messi al centro della tavola,cambiato pannolini,tolto i pigiami,lavato i bambini,spolverato la libreria,avviato il sugo e l'arrosto per il pranzo con la suocera,steso una lavatrice di panni bianchi,caricata con pretrattamento,una colorata,sprimacciato i cuscini del divano,passato l'aspirapolvere,lavato le tazze,rinfrescato i pavimenti con straccio umido ed essenza di lavanda,cantato una canzoncina ai bambini irrequieti,si è lavata,vestita e pettinata,ed ora sta annaffiando le piante.
Lui ha già:fatto la cacca ed ha appena terminato di farsi la barba,sfregiandosi le guance come al solito.

mercoledì 10 novembre 2010

Io in:"Quasi sempre..."


Girovagando per il parco,mentre traino il dolce peso dei miei figli abbarbicati sul passeggino arancione,(corredato di patacche ormai non riconducibili più a nulla di terreno)mi sento confessare dal figliolo grande:
"Mamma,guarda quel cagnolino come zoppica poverino,lo sai che quando vedo un cane che zoppica od un vecchietto che cammina con quei bastoni,mi sento male?mi fa male proprio qui"e si indica il cuore.
"E' normale tesorone,succede spesso,sai nella vita ci sono un mare di cose belle ma anche molte cose brutte che ci fanno star male"
"e allora?"
"e allora cosa?"
"come posso fare a mandare via questo colpo al cuore?"
"credo che ci si debba fermare un attimo,sentire questo dolore e poi alzarsi ed andare avanti,sempre sempre avanti,sempre"
"quasi sempre..."

venerdì 5 novembre 2010

Io in:"Il sedile posteriore..."


Molti luoghi dell'infanzia ti restano addosso con violenza anche tantissimi anni dopo,quando ormai sei adulto o addirittura vecchio,molti luoghi restano conservati dentro di noi,ed ogni tanto ritornano insieme ai loro odori,ai loro colori,alle sensazioni che ci regalavano un tempo.
Se penso al luogo che più vorrei rivivere,toccare,godere,però,trovo sempre lo stesso,immobile e bello com'era allora:il sedile posteriore della macchina di papà.
Il sedile posteriore della macchina di papà era in simil-pelle color nocciola(mi verrebbero altri termini a far da esempio,ma non mi pare il caso visto il tono nostalgico del post),pertanto gelido d'inverno e bollente-appiccicoso d'estate(se portavi i calzoncini corti rischiavi escoriazioni di terzo grado).
Il sedile posteriore della super-cinque modello base base(neanche base per altezza,non sia mai)era morbido,accogliente,io e mia sorella ci rannicchiavamo nelle sue pieghe sbrindellate e giocavamo,mangiavamo,ci toglievamo le scarpe,litigavamo.
Dal sedile posteriore della macchina di papà salutavo gli altri fermi al semaforo,mandavo baci agli uccelli in volo e seguivo il contorno di alberi,montagne ed insegne, con la mano che guizzava come un delfino in aria.
Sul sedile posteriore della macchina di papà,le sere d'inverno,mi raggomitolavo stanca,al rientro da una cena a casa di amici dei miei o da una festa bislacca stile anni ottanta, e mi lasciavo cullare dal gracchiante suono della radio di sottofondo,dalla voce dei miei che discutevano serenamente del cibo appena gustato,del vestito di quella,della casa dell'altro.
Sul sedile posteriore della macchina di papà,mi addormentavo leggera,mentre le luci delle macchine scorrevano lente davanti a noi,e la mia bava cadeva liquida e rilassata dalle mie labbra distese.
Sul sedile posteriore della macchina di papà, sognavo ed ascoltavo la notte,rimanendo aggrappata alla rassicurante sensazione che qualcuno di cui ti fidavi ciecamente, stava scegliendo la strada per te e ti ci conduceva tranquillo,quella sensazione che non proverai più,di essere portato,protetto,accovacciato,sostenuto.
Sul sedile posteriore della macchina di papà,dormivo sonni leggeri come sfoglia di cornetto appena sfornato,masticavo la stanchezza con piccoli morsi e schiocchi di lingua,sorridevo silenziosa e segreta di quel soffitto di luna e stelle che ad ogni curva mi si svelava sulla testa.
Sul sedile posteriore della macchina di papà, stringevo gli occhi,non appena lo sentivo manovrare per parcheggiare sotto casa,fingevo un sonno profondo quando sentivo il motore che si spegneva in uno sbuffo lento e liberatorio.
Nel sedile posteriore della macchina di papà,mi lasciavo prendere in braccio,abbandonata e pesante,aspettavo che mi sistemasse fra il suo collo e la sua spalla e solo allora,furba e pacificata,riaprivo un poco gli occhi per sbirciare ancora un pezzo di quelle notti fredde,annusando il suo dopobarba economico,la traccia delle sue sigarette e pregustando il sapore incomparabile,del mio letto di bambina che tra poco mi avrebbe accolta silenzioso.

martedì 2 novembre 2010

Io in:"Via Crucis..."


I°Stazione:Via del praticello fiorito in Maggio,entro in macchina,mi guardo nello specchietto retrovisore e mi devo arrendere alla triste realtà,quella lì riflessa sono proprio io.
Le occhiaie sfiorano la zona narici,la pelle ha l'aspetto di un lenzuolo preso in bocca da una mastino e ciancicato con foga canina.
Il pallore è preoccupante,abbacina come neve al sole,i capelli appaiono come il pandoro sul termosifoni nei tempi d'oro.
II°Stazione:bretella Roma-L'aquila,mi pettino la chioma con spazzola ragno gialla-dentini smozzicati,i capelli reagiscono con un violento stato elettrico pericoloso per la salute(devono stare lontano dal mio autoveicolo i portatori di by-pass e pacemaker).
III°Stazione:Via Tiburtina,inizio a stendere il fondotinta ed il copriocchiaie di due toni sotto al mio,ovvero color porcellana-uova di Fabergè o tristi pierrot sui letti d'un tempo.
IV°Stazione:Via Tiburtina solo un pò più giù,picchietto la cipria impalpabile, ottima texture(ma che significa letteralmente?)e pennello il fard sugli zigomi sporgenti, finalmente un pò di colore,abbandono lo stato di rigor mortis con gioia e sollazzo.
V°Stazione:tangenziale est,metto il rossetto sulle labbra rinsecchite come pezzette sul bordo del lavandino e loro ringraziano,si distendono,sbadigliano,si colorano lucide e vezzose.
VI°-Stazione:tangenziale est,solo poco più ad est di prima,attacco gli occhi,sfumo con pennellino tracce scure attaccate alla rima palpebrale(bella questa eh?l'ho imparata negli anni novanta)ed al centro dell'arcata anch'essa palpebrale.
VII°Stazione:semaforo di via Livorno,giusto il tempo di usare il piega ciglia,gli automobilisti accanto alla mia macchina mi guardano inorriditi, come se stessi per cavarmi gli occhi con un denocciolatore per olive.
VIII°Stazione:Viale ventuno Aprile(ma dalla fila di automobili direi anche ventidue-ventitrè)è giunta l'ora del rimmel e della lotta contro il grumo che appesantisce lo sguardo,Dio ce ne scampi e liberi dal grumo.
IX°Stazione:Via Nomentana(qui potrebbe avvenire tranquillamente anche il trucco sposa e madre della sposa,tanto c'è tempo a iosa)inizia l'attacco al pelo sopraccigliare superfluo,mai nulla fu più superfluo di lui,via allo spinzettamento selvaggio pertanto.
X°Stazione:Via Nomentana altezza via Gorizia,tiro fuori il mio profumino da borsa e rinfresco collo,polsi e capelli(lo sò,uno strano vezzo ma tant'è).
XI°Stazione:Via degli Appennini, cerco il parcheggio disperatamente ed intanto tolgo il trucco in eccesso con veline leggere(non è vero,non ho mai posseduto veline leggere,pulisco guance e labbra,baciando e strusciandomi sui fogli dell'assicurazione,sul cid,sulla vecchia lista della spesa).
XII°Stazione:Variabie,dipende da dove parcheggio,sguardo d'insieme nello specchietto anterovisore,sprimacciamento capelli,sorrisi finti nel nulla.
Scendo dalla macchina e mi sento molto meglio rispetto alla lontana prima stazione,quasi...resuscitata oserei dire.

Perdonatemi ma dovete cercare di comprendermi,quando, per fare otto chilometri ci si impiega, un'ora abbondante ogni santa mattina(pari ad egual percorso nella campagna indiana, nel mese delle alluvioni,con trabiccolo autoctono),bisogna pur utilizzare il tempo in maniera fruttuosa,vi dò solo un consiglio da amica:evitatemi come la peste per le prime otto stazioni abbondanti,datemi retta.

venerdì 29 ottobre 2010

Io in:"Prima,durante e dopo..."


Prima di parcheggiare scelgo un posto che sia comodo per rientrare verso casa senza troppe manovre,una volta uscita dal lavoro.
Mentre cucino,nel frattempo, apparecchio.
Mentre mangiamo tutti insieme,penso a lavare i denti ai piccoli,a mettere loro i pigiamini,a scaldare il latte nel biberon,a passare un pò l'aspirapolvere almeno sotto al tavolo,e di tanto in tanto mi alzo per portarmi avanti con tali operazioni.
Mentre leggo la storia serale ai miei bambini,penso che di lì a poco,dovrò farmi la doccia,mettermi la crema sulla faccia almeno stasera, stasera cascasse il mondo.
Mentre mi faccio la doccia penso a quali vestiti indosserò a lavoro l'indomani e mentre mi asciugo li preparo stendendoli sul tavolo in salone.
Mentre mi lavo i denti passo la pezzetta con l'anticalcare nel lavandino.
Prima di andare a dormire,bevo la tisana e leggo il libro nel mio letto sabbioso,e mentre lo faccio penso a cosa potrò portarmi da mangiare per la pausa pranzo del giorno dopo,(pertanto devo,di sovente, tornare indietro con le righe del libro e rileggerle da capo).
Mentre dormo beata,arriva il grande perchè deve fare la pipì,e durante il suo riaddormentamento,penso che domani all'alba sarò troppo stanca,allora sbadiglio e vado a mettere in salone le scarpe per l'atletica del giorno dopo che poi va a finire che le dimentico.
Mentre dormo di nuovo,un pò meno beata,arriva il piccolo,arrampicandosi nel lettone ed utilizzando il mio collo come trampolino.
Mentre riaddormento il piccolo,penso ai pazienti che avrò l'indomani in terapia,se hanno portato il certificato medico e se ho corretto loro il test sulla comprensione grammaticale.
Prima di svegliarmi sogno che sono già sveglia,che devo preparare la colazione,mettere le merende (esclusiavamente fatte in casa mentre detergevo i pavimenti e nutrivo il parquet)negli zaini,lavare i piccoli dagli occhi cisposi,e, mentre accade tutto questo, mi accorgo che non sto affatto sognando.
Durante la guida verso il lavoro,soffio il naso al piccolo,ripasso la poesia dell'autunno con il grande,supero l'autobus immobile in fermata, ed ascolto il giornale radio.
Mentre guido ancora verso il lavoro(ci impiego molto, c'è tanto traffico sapete),penso a cambiare strada,alla Tangenziale incastrata,allo sbocco sulla Nomentana,alla musica che sto ascoltando,e,una volta giunta al semaforo, mi passo il copriocchiaie.
Mentre lavoro penso che dovrei portare i bambini a Paliano un giorno,dal dentista per un controllo,alla biblioteca Rodari,e magari al mare in un giorno d'inverno.
Mentre faccio l'amore mi viene in mente che bisogna scartavetrare il piano di legno della cucina e cucire le tende.

Praticamente non faccio mai quello che sto facendo,non penso mai a ciò che sto dicendo,non vivo mai quello che sto vivendo.
Voi ovviamente ignorate quali orrende ripercussioni psicofisiche,questo stato di cose,mi crei giorno e notte da numerosi anni,e non posso neanche raccontarvele dal momento che, mentre scrivo,sto girando il sugo.

martedì 26 ottobre 2010

Io in:"Preghiera per il maschio"


Caro maschio,
ti prego,collegati con i miei sogni intrappolati nella camicia da notte bianca riversa sul letto,ascolta le mie palpitazioni,prendimi i polsi e guardami gli occhi.
Preparami piatti d'amore,baciami con labbra generose e fa che la polpa del tuo petto,avvolga i miei seni freddi e li scaldi tutti.
Maschio,ti prego,annusa i miei capelli impigliati di voglie e sussulti,raccogli la mia pelle in un abbraccio lunghissimo e tendimi la mano se inciampo un pò lungo la via.
Ti prego,preoccupati del mio respiro e della mia schiena piombata,nutrimi di sincero e di pulito,fissami mentre mi lavo e chiedi dei miei desideri più sussurrati,quelli che neanche io conosco.
Bacia la mia pancia bianca che ha generato i tuoi figli maschi ed assapora il mio cibo con gioia e gratitudine.
Sorreggi il buio dei miei occhi quando ho paura e non vedo che te,tocca i miei fianchi ed aggrappati alle mie ossa quando hai freddo.
Tienimi accanto al tuo ombelico con quella forza che hai nelle mani e non lasciarmi andar via.
Difendimi con la furia di una belva e preparami un gioco ogni sera,accarezza la mia inquietudine con la saggezza dei tuoi anni più lunghi e dolorosi dei miei,raccontami i tuoi libri fantastici fino a che non scivolo nel sonno e dissetami con la tua saliva se avrò sete di te.
Prendi i miei piedi con i tuoi palmi e custodiscili come cosa preziosa,svegliami per dirmi che ti manca il suono della mia voce,comprami un quaderno per scriverti di giorno,tienimi con te in ogni cosa che farai.
Ti prego maschio,non ti distrarre da me,non smettere di sfiorare i miei vestiti e non perdere mai le mie tracce,fiuta il mio percorso e non lasciarmi morire schiacciata dalla tua stanchezza e sepolta dalla tua noia.
Tienimi lontana dalla tua rabbia ma offrimi il tuo collo per respirarci dentro,sollevami in braccio se non avrò la forza di guardare dritto.
A Natale incarta per me una cosa inutile e bellissima,qualcosa da toccare con l'indice nella mia tasca più stretta,lasciami addosso l'odore del tuo desiderio e quello delle nostre lenzuola chiare.
Telefonami per dirmi di tornare a casa nostra che è tardi ed accendi il fuoco per riscaldarmi oggi che tremo,spiami mentre addormento i nostri figli e spegni la luce se avrò dolore in fondo agli occhi.
Non lasciarmi mai sola a sperare che tornerai a toccarmi e leggi questa poesia che ti ho scritto oggi mentre fuori pioveva la tua assenza.

venerdì 22 ottobre 2010

Io in:"Contenuti..."


Una gomma da masticare ormai quasi del tutto scartata e piena di briciole,un tampax (per fortuna non usato)risalente all'epoca pre-bambini,ghiande,castagne e sassolini,un calzino numero 16 da neonato,un elastico per capelli ormai cotto dal sole,la ricetta della torta caprese scritta a matita,gli scontrini della farmacia ormai sbiaditi,il biglietto che mamma mi ha scritto ritagliato a forma di nuvola,la prova numero 7 del test per la dislessia,un lucidalabbra con il pennellino,un biscotto da 57 calorie,un profumino all'incenso e pepe di Cayenna,un campione di cremina per il culetto arrossato,un numero imprecisato di margherite appassite,la sabbia di Ostia,un Buzz Lightyear decapitato,il cd dei King of convenience senza custodia,la tessera dell'ipercoop e di altre 12 catene della grande distribuzione,un anello di gomma con la faccia di un pirata,il tappo di un biberon in disuso,le pasticche per il mal di testa,le supposte per la febbre dei bambini,un flaconcino di olio 31,un pannolino ripiegato taglia 7-12 chili,dieci pastiglie di spirulina verde che hanno stinto la stoffa interna,il moleskine nero per i miei appunti,una gomma da cancellare,un gambaletto smagliato,il ritaglio di una credenza shabby chic per il salone,e neanche l'ombra di un fazzoletto per il naso.
Lo sò,dal contenuto della borsa di una donna,si possono capire molte cose.
Dalla mia,talune che non vorrei approfondire.

martedì 19 ottobre 2010

Io in:"Il dottor Franchi-Cuscinari"


Io e mio figlio grande,pomeriggio,interno,sul divano:
"Signora,si sente tanto male vero?"
"Bhè,abbastanza effettivamente"
"Qui sul gomito?"
"Lì ed anche altrove"
"la curo io,non si preoccupi",stenda il braccio e..."
"qui,così sul divano o..."
"signora non mi distraiere per favore devo guarire"
"scusi scusi"
"niente,non fa niente.Io sono il dottor Franchi-Cuscinari,ho mille posti a letto e sono più bravo di quello di sotto che non capisce niente"
"ah,qui sotto c'è un altro medico che non capisce niente?meno male che sono venuta da lei allora"
"già.io ho studiato per diventare dottore così potevo toccare la pelle degli altri"
"Oddio amorino quanto sei carino,che cosa bella che hai detto,ti posso dare un bacio?"
"no no,la mia moglie è gelosa"
"come?mannaggia,vabbè,ma tanto non ci vede dai,uno solo piccolo piccolo"
"no no,quella vede sempre tutto,lavora con me ma non ha studiato"
"ah,la solita storiella torbida fra dottore ed infermiera..."
"che cosa?"
"No nulla nulla"
"le fa male anche qui sulla spalla?"
"si da impazzire dottore"
"e qui,sul seno?"
"no,il seno và bene"
"a me non sembra,è un pò come... dire...così...elastico!"
(A me,a questo punto verrebbe da rispondergli:"ma come si permette caro il mio bel coso-Cuscinari?nessuno le ha chiesto questo spietato realismo inutile..."
Ed invece:
"si,ha ragione,forse è colpa dei due allattamenti"
"lo sò,però adesso si rilassi,un pò di relaz per favore."
Prima di sdraiarmi,lo bacio furtiva sulla guancia,lui mi friziona il braccio con la pezzetta umida della cucina,poi mi lascia distesa sul divano,dicendomi veloce:"vede,lo sapevo,mia moglie ci ha visti e si è arrabbiata."

Io resto immobile,un pò sedotta dal fascinoso dottor Cuscinari,con le tette mosce e la sensazione che sto per sciropparmi una scenata pazzesca dall'infermiera opportunista di turno.

venerdì 15 ottobre 2010

Io in:"Ci sono giorni..."


Ci sono giorni, troppi ultimamente, nei quali,quando mi trovo insieme ai miei figli, sento un peso sul petto,il cuore agitato,le mani poco ferme,il pensiero veloce e mai troppo lucido.
Ci sono giorni in cui penso che dovrei stare molto più tempo con loro,a giocare e basta,senza gridare,pulire,riordinare,cucinare,impostare,avviare,incastrare ogni cosa della vita di tutti noi.
Giorni in cui senti urlare dalla loro camera:"mamma,ma perchè non stai più con noi?"e tu rispondi:"ora arrivo"e poi non arrivi mai.
Ci sono giorni in cui non ricordo che vestito ho messo ai miei bambini,se hanno le unghie troppo lunghe,se durante la giornata sono stati tristi o tanto stanchi.
Ci sono giorni in cui,alle sette di mattina penso:"non ce la faccio,oggi non ce la faccio"e poi tutto continua a correre ed io per prima.
Giorni in cui cadono elicotteri di lego sull'asfalto bagnato mentre è già tardi per iniziare la settimana,e allora mi infurio,il grande piange,il piccolo mi chiama piano piano,io mi inchino per raccoglierlo e mi si rovescia il contenuto della borsa per terra,mi sporco i pantaloni,e schiaccio la cacca del cane di turno,con entrambi i piedi.
Ci sono giorni in cui guido ed i bambini mi parlano,io li sento ma non li ascolto e loro stanno lì seduti dietro di me,stropicciati di sonno e di vestiti,con il viso ansioso di dire e chiedere e sapere.
Ci sono giorni in cui,dieci minuti per addormentarli ti sembrano troppi perchè devi fare mille altre cose e già muori di sonno,mentre una volta,era il momento che aspettavi con più gioia,per raccontare loro storie fantastiche o cantare ninne nanne soporifere.
Ci sono giorni in cui non ti và proprio di sgridarli,inseguirli,distrarli per farli mangiare,giorni in cui "pazienza mangeranno domani",che neanche tu ceneresti e ti addormenteresti ora senza spogliarti.
Ci sono giorni in cui la solitudine degli abbracci per te,ti impedisce di trovare l'energia per regalarne ai piccoli.
Ci sono giorni in cui ti chiudi in bagno per stare un pò in pace,sola per qualche minuto,senza che nessuno ti chieda nulla,mentre l'acqua bollente ti scroscia sulla schiena dolorante ed il senso di colpa e le lacrime,si lavano con te.
Ci sono giorni in cui molleresti tutti,partiresti con il treno perchè non hai più voglia di guidare e mangeresti da sola,andresti in bicicletta con un golfino pesante,per la campagna Umbra,compreresti qualcosa di carino per te e ti faresti massaggiare e consolare per ore.
Ci sono giorni in cui vorresti che qualcuno ti ascoltasse e non ti chiamasse continuamente,in cui vorresti che qualcuno ti chiedesse "come stai?"ed avesse davvero voglia di conoscere la risposta.
Ci sono giorni,in cui,non l'avresti mai creduto,ma ti senti davvero una mamma di merda.

sabato 9 ottobre 2010

Io in:"Risonanze..."


Ad una mia cara e vecchissima amica,dopo aver fatto una tac urgente,ipotizzano un tumore cerebrale in sede temporale destra,mi chiede pertanto,di accompagnarla ad effettuare la risonanza magnetica.
Io,quella mattina,l'aspetto per strada con in mano ciambelle allo zucchero e margherite di campo.
"Le lunghissime serate estive,trascorse nei vicoli bianchi accecanti,sedute su sedie di paglia a mangiare gnumeredd e braciole arrostite,le cerette sul tavolo da pranzo,i viaggi infiniti sulla Marozzi,le feste di capodanno a preparare piatti macrobiotici e cartellate fritte,i balli ridicoli con le gonne lunghe fino ai piedi,i concerti nelle masserie con le candele sopra ai tetti bassi,le confidenze,i segreti,le lettere scritte a penna,gli scambi di vestiti e scarpe,le imitazioni di Albanese ed i film di dogma 96,i taralli bolliti e le ruote di pizza che con mille lire ci mangiavamo in quattro sulla spiaggia,gli esami di maturità e le canzoni di Pino Daniele e dei Sud Sound System,i consigli sui libri tristi e quelli di Osho,la frittura dei panzerotti nella cucina di campagna,le chiese di Lecce,i lunghissimi pranzi di Ferragosto,i bagni nel mare cristallino,i fine settimana a Scanno,passati a ridere e ridere,i mercatini freak di incensi e cavigliere d'argento.
Le fotografie di noi nei vicoli di Napoli,il viaggio con la panda color crema,quando abbiamo fuso il motore,le cene a Trastevere che c'era troppa umidità lì dentro ma era bellissimo,le pere cosce del giardino di tuo nonno,i suoi racconti da marinaio e gli scogli tristi di Palese d'inverno.
La birra fredda ed i ricci di mare la mattina di Pasqua a colazione,il Natale nel trullo di Cisternino mentre fuori nevicava sugli ulivi e sulla terra rossa,i filmini di quando cantavamo al tramonto sulla terraza della valle d'Itria,la volta che ci siamo prese a calci ed io ho sfondato la porta della tua camera con gli anfibi viola,gli appunti di psicologia,i capelli che ti cadevano a ciocche dal balcone di casa tua,i disegni per spiegarti i percorsi del cuore."
Sei dentro al tubo con un casco in testa,i tappi nelle orecchie,degli strani cuscinetti davanti al mento,intorno c'è un rumore assordante,ti tengo la mano e ti strizzo le gambe per farti coraggio,ti avrei voluto raccontare tutto questo per distrarti,ma non mi avresti sentita,peccato.
Usciamo all'aria fresca del mattino,sorridenti e stanche per la tensione che ha finalmente lasciato spalle e cuore.
Non era un tumore,hai solo un buco in testa,così,dalla nascita.
L'ho sempre detto io che c'avevo un'amica bacata.

martedì 5 ottobre 2010

Io in:"A volte ritornano..."


A volte si svegliano all'alba,preparano la colazione ai bambini in silenzio mentre fuori è ancora buio,si truccano con calma dopo tanto tempo,si lisciano i capelli con la piastra,sistemano i cambi dei piccoli sul divano e le merende ed i biberon di ricambio.
A volte riempiono il cestino per il loro primo pranzo fuori casa dopo più di due anni,con mele,carote,finocchi e litri di acqua e tisana da scolare sedute alla scrivania.
A volte si sentono strane a camminare per casa mentre ancora tutti dormono,quando di solito sono loro a destarla saltandole sulla pancia ed urlando :"mamma mamma!".
A volte svegliano i piccoli dormienti con baci e vocine sibilanti,li lavano,li vestono,li conducono in macchina e poi dalla santa baby sitter dove rovesciano sulle sue spalle cambi, raccomandazioni e strane palline omeopatiche.
A volte si immergono nel traffico della tangenziale e non se lo ricardavano più così asfissiante e caotico,cambiano strada tre volte ed è sempre peggio.
A volte si addormentano loro le dita del piede della frizione e cantano in macchina per non cedere alla tentazione di parcheggiare e buttarsi nell'Aniene limitrofo.
A volte timbrano con il badge numero 55 la loro presenza ossequiosa e puntuale nell'ambulatorio sotterraneo.
A volte rivedono le colleghe amiche che la accolgono con malcelata freddezza ed un pizzico di distacco,e ci rimangono un pò male francamente.
A volte si risiedono alla vecchia scrivania e si rimettono a leggere i quaderni di vecchi pazienti di dieci anni fa,non riescono più a ricordarne il viso o la voce.
A volte corrono al bagno ogni mezz'ora per colpa della tisana drenante,e mentre urinano mandano messaggi per sapere se il piccolo dorme ed il grande è entrato a scuola.
A volte guardano fuori dalla finestra e non capiscono se c'è il sole o piove e pensano con nostalgia al parco,alla pizza bianca delle dieci,all'altalena,ai caffè fatti con la terra delle buche,alla campana della chiesa,all'aria libera e vuota di appuntamenti ed orari,a suo figlio che corre verso le oche del laghetto.
A volte ritornano a lavoro dopo tantissimo tempo,un tempo dilatato e lungo come un giorno condensato di gravidanza difficile ed allattamento sereno,un tempo stanco di capricci e fatica e distrazione verso di sè,un tempo tutto dei figli e dei loro movimenti,delle loro parole,un tempo con pochi adulti e tanti passeggini.
A volte tornano,ordinano un cappuccino al bar e si accorgono con immenso stupore,che si sentono bene,davvero bene.

giovedì 30 settembre 2010

Io in:"Dalla finestra..."


Certe volte,quando guardo fuori dalla finestra e vedo il primo vento d'autunno,piegare le mie piante colorate,accoccolate sul davanzale del piccolo balcone,quando gli alberi davanti a casa,sono improvvisamente percorsi da vibrazioni fresche e pungenti,quando mi accorgo che fuori è già buio e dentro accendo le luci sopra ai fornelli,quando i bambini giocano intorno a lui,intrufolandosi sotto alle sue ascelle,ridendo con la gola pulita,quando nel forno,ho messo la prima torta al cioccolato della stagione,ed ora sta crescendo odorosa e calda,quando c'è la musica che amiamo intorno a noi,ed io resto davanti al rettangolo di vetro,con un canovaccio in mano a guardare anche i miei occhi riflessi e fermi...mi sorprendo a sperare che niente cambi,che tutto possa restare come è.
Penso che meglio di così non potrebbe essere,che vorrei congelare questo tempo e non lasciare uscire nessuno fuori di qui,penso che fermerei le ore e le stagioni perchè i miei bambini restassero i miei bambini,affinchè lui rimanesse così felice di averli addosso a sè,di annusarli e stropicciarli con le mani e gli occhi,affinchè nessuno vada lontano od incontro a qualcosa che non conosco e non voglio immaginare.
Quando continuo a guardare fuori mentre dentro c'è ogni cosa,mi sorprendo desiderosa di chiudere la porta e non muovermi,di continuare a cucinare per loro senza dover rischiare,lottare,litigare,recriminare,cercare,soffrire.
Quando l'autunno mi sembra perfetto per i suoi colori e la sua luce brillante,quando mi sento un cane da guardia davanti alla sua cuccia,penso con spavento a quando saremo tutti fuori,a correre per le strade,ad incontrare i nostri destini paralleli,a bagnarci di pioggia od a soffrire un sole feroce.
A quel punto, mi sorprendo a pensare che tutto potrà accadere fuori di qui senza poterlo minimamente controllare,che presto dovrò spegnere la luce sui fornelli,e smettere di cucinare.
Certe volte,quando guardo fuori dalla finestra e ci vedo riflessa la mia famiglia,penso che devo lasciarla andare,che non potrò difenderla davvero,che la vita è questo,mi rendo conto che potrò solo guardare mentre usciranno da quella porta,scenderanno queste scale,varcheranno quel portoncino che fa tanto pensione sull'Adriatico ed...andranno, semplicemente.
Certe volte,quando guardo fuori dalla mia finestra,mi accorgo che certi brutti pensieri,mi hanno bruciato la torta.

venerdì 24 settembre 2010

Io in:"Inutili apprendimenti..."


Il figliolo grande,giocando a pancia in giù,sul pavimento lucidato con abbondante olio di gomito spremuto a freddo,mi chiede, con la leggerezza che solo i bambini di cinque anni,possiedono:"mamma,ma quando saremo tutti quanti morti,noi della nostra famiglia,ma proprio tutti tutti,quando è proprio finita ogni cosa di noi..."
"si,tesoro dimmi"(e già deglutisco tipo pallina da tennis impanata con la sabbia)
"quando rinasco e ritorno ad essere tuo figlio come dici tu,devo sempre andare a scuola?"
"si certo,dovrai tornare a scuola sempre."
"Oh no,pensavo che dopo aver fatto tutte quelle scuole che dici tu che devo fare,le elementari,quelle altre e l'università,pensavo che non ci dovevo tornare più a scuola."
"No tesoro,ci devi andare di nuovo a scuola,tutto da capo."
"Che pizza però,pensavo che dopo tanta scuola in questa vita,mi ero imparato."
"....."

lunedì 20 settembre 2010

Io in:"Che bello sarebbe se..."


Che bello sarebbe se...

non avessero inventato l'ossidal ed il linoleum

non ci fossero le vene varicose e l'alito cattivo

esistessero molti più uomini e donne come Dario Fo e Franca Rame

ci fossero molti meno uomini e donne come Albano Carrisi e Loredana Lecciso

Fabrizio Corona fosse muto e Flavia Vento normodotata

nelle scuole si ascoltasse musica classica e si insegnasse a suonare uno strumento

i libri costassero pochissimo

non si vedessero mai più uomini con i calzini di cotone fino al ginocchio,i sandali di cuoio scuro, i pantaloncini color cachi e la canottiera bianca a righe con sopra il borsello sbiadito

la porchetta,la nutella,la pizza ripiena,i taralli,la frittura di pesce,le fragole con la panna,la carbonara,il ciauscolo,le pizzelle,gli scarciuppoli, le cartellate,le frappe e le castagnole,i bignè di san giuseppe,le palle di Mozart,e la soppressata,avessero 20 calorie per una porzione da mezzo chilo

la cellulite colpisse solo le palestrate

i muscoli addominali decidessero di venire a convivere con me almeno per un pò

i neonati avessero un bottone per spegnerli ogni tanto, giusto il tempo per dormire qualche ora tutta di filato

i trattamenti termali ed i massaggi con gli olii essenziali costassero una bazzecola

sui piedi non si formassero cipolle e patate e sulle cosce non fiorisse la pelle a buccia d'arancia(la pelle d'oca la tengo,mi fa simpatia)

Calderoli lo avessero internato subito dopo le elementari

Anna Moroni e Rosa Russo Jervolino avessero una voce umana

i cuccioli rimanessero sempre cuccioli

gli uomini fossero tutti come Richard Gere in ufficiale gentiluomo

i bancomat distribuissero soldi,non in base alla disponibilità del conto,ma alla bellezza dei progetti per i quali vengono ritirati

i fine settimana negli agriturismi e nelle città d'arte fossero passati dalla mutua e pertanto bastasse portare la ricetta rossa

ogni casa fosse dotata di vasca ad idromassaggio quattro per quattro

il supermercato facesse davvero delle offerte senza poi rincarare tutto il resto

non ci fossero anticipi,posticipi e certi tifosi,nel calcio

ognuno potesse scegliersi il lavoro che più preferisce e potesse cambiarlo ogni qualvolta si ritrovi annoiato od alienato

coccole e preliminari fossero prerogativa anche del maschio

i medici ascoltassero i pazienti

si potesse fare il sonnellino pomeridiano tutti i giorni in penombra

anche gli uomini sapessero svolgere più di un'attività contemporaneamente

all'entrata dei parchi distribuissero bibiclette fresbee e palloni senza
doverseli incollare da casa

all'entrata degli stabilimenti balneari distribuissero ombrelloni, sdraio e gonfiabili vari, sempre per il motivo di cui sopra

la doccia emanasse acqua a temperatura sempre costante

la gente non parlasse alle spalle degli altri

i piccoli non rigurgitassero sui vestiti della festa

la domenica le paste ed il giornale fossero gratis

non esistesse la luce al neon e le bomboniere superiori ai due centimetri

in televisione trasmettessero dei Film

su italia uno si potessero vedere dei documentari piuttosto che Dragon Ball e Yughi-oh

le carrozzine si ninnassero da sole almeno per un pò

Berlusconi accoppasse Emilio Fede durante uno dei suoi peggiori telegiornali

potessimo vedere Luciano Onder mentre lo operano alla prostata

Fabrizio De Andrè,Bob Marley,Massimo Troisi e Jonh Lennon fossero ancora vivi

la sabbia si togliesse dai piedi nel vero senso della parola

la ceretta all'inguine facesse meno male di una appendicectomia da sveglia

mentre il dentista di devitalizza un molare,un altro ti massaggiase i piedi od il tratto cervicale

le ginecologhe,prima di ricucire le vagine dopo il parto,facessero un corso di orlo a giorno,cannolè e nido d'ape

le lampadine a risparmio illuminassero davvero e non gettassero solo ombre mortifere in giro per casa

nessuno si sposasse a luglio o ad agosto

non si guastasse mai l'ascensore dopo che hai fatto la spesa dei detersivi

non si rompesse mai un bagno pubblico dopo che ti sei beccato un virus gastrointestinale mentre passeggiavi felice

i panni fossero già stirati una volta usciti dalla lavatrice

i bambini non si prendessero la varicella due ore prima di salpare con la nave per le tanto agognate vacanze estive

agosto fosse considerato bassa stagione negli alberghi

l'Australia fosse vicina come Pereto

la mozzarella di bufala non fosse radioattiva,il maiale infetto,la mucca pazza,il pollo demente

esistessero davvero le nanosfere nel Dash ed i micronutrienti della pianta ginko-biloba nello shampoo

la ristrutturazione di un appartamento durasse e costasse davvero come avevano preventivato gli operai

si desse veramente la precedenza alle donne incinte in fila

un chilo di ciliegie non provocasse dolori intestinali ed i peperoni non si riproponessero nei momenti meno opportuni

tutti i mariti ed i fidanzati ballassero il flamenco come Cortes

il mare di Ostia fosse come quello di Stintino

il 556 passasse più spesso

sulla metropolitana distribuissero cappuccini caldi d'inverno e granite al limone d'esate

non esistesse il traffico e si trovasse sempre parcheggio

all'inps ci fosse qualcuno che sappia darti un'informazione reale

non ci fossero pubblicità come: mi vuoi tutta ciccia e brufoli, prova il bifidus actiregularis e bravo palombini bravo palombini

potessi guadagnare scrivendo

potessi dimagrire dormendo

potessi ringiovanire invecchiando

potessi non avere residui verdi fra i denti dopo aver mangiato cicoria

martedì 14 settembre 2010

Io in:"Differenze..."Prima parte



Notturno,interno,divano di casa,maxi-schermo(al plasma,full hd,dvb,56 mila pollici tutti unti che da spolverare è un casino) che proietta il film di Scott campione d'incasssi:"Il gladiatore",lui e lei vicini,un uomo ed una donna,lui molto eccitato,fatica a stare seduto sulla comoda gomma piuma,lei ha preparato un chilo di pop corn fatte in casa e mangiucchia un pò distratta.
Inizia il film.Ta tan...
Lui,di tanto in tanto scuote la testa e dice:"ma no,i dardi incendiari non erano fatti così,ma perchè le catapulte,gli scorpioni e le baliste le hanno schierate tutte in fondo?e quel gladio poi,non era così corto..."
Lei intanto emette solo grugniti e rumore di pop corn stritolati.
A metà del film,lui,lentamente ma profondamente,abbassa la testa su e giù in segno di godimento ed approvazione:"infatti è giusto,questo numus,era proprio un dono che i facoltosi facevano ai poveri,eh già,c'erano vari tipi di gladiatori,esistevano i Reziari,i Secutori,i Mirmilloni,li aveva introdotti proprio Gaio Mario,ancora me lo ricordo dai tempi della scuola,è vero,era proprio così,pensa te,ma guarda".
Lei,terminate le pop corn,ormai grugnisce solamente:"mmmmhhhh...."
Nella scena clou del lungometraggio,lui,salta in piedi ed urla fiero:"sono Massimo Decimo Meridio comandante della legione Felix!hai visto amore,la cintura in vita è proprio come quelle originali della cultura Sannita..."
Lei si alza,trascinandosi dietro peso e pantofole,riporta la ciotola piena di sale e residui di pop corn, in cucina e bofonchia fra se e se:"però,proprio bono sto Russel Crowe..."

giovedì 9 settembre 2010

Io in:"Inserimenti..."



Avrei dovuto capirlo da subito.
Avrei dovuto capirlo già dal giorno della pre-iscrizione,quando,tutta trafelata,con secondogenito appeso al collo stile scimpanzè,mi trovo davanti ad un questionario fiscale obbligatorio,testè introdotto da tal ministro dell'economia Tremonti-lo sbavone.
Avrei dovuto capirlo dalla prima domanda che mi chiedeva se possedevo elicotteri od imbarcazioni da diporto.(io?ma se c'avevo elicotteri e yacht,te pare che portavo il nano al nido per 76 euro al mese pranzo compreso?)
Avrei dovuto capirlo almeno alla seconda domanda che mi chiedeva se possedevo piscine od immobili di lusso,certamente avrei dovuto capirlo alla terza domanda che mi chiedeva se avevo elettrodomestici di classe A e se si,di quale potenza(oddio quel frullatore che mi ha regalato Marco,che cilindrata avrà?non ricordo proprio).
Avrei dovuto capirlo quando mi hanno fatto portare un cedolino dalla circoscrizione al nido e poi timbrato dal nido e riportato in circoscrizione dove mi hanno dato una lettera da riportare al nido(giuro e spergiuro).
Avrei dovuto capirlo quando hanno chiesto l' Isee del 2009 per iscriverlo nelle domande e poi l'Isee del 2010 quando lo hanno preso.
Avrei dovuto capirlo quando la prima riunione dei genitori si svolgeva ad Agosto all'ora di pranzo,con quaranta gradi all'ombra e seicento zanzare moleste.
Avrei dovuto capirlo quando la mamma di una bambina ha detto davanti a tutti che la sua pargolina di due anni, si masturba tutto il giorno come un camionista bulgaro con calendario in mano.
Avrei dovuto capirlo quando la maestra, a volte riccia a volte liscia come un ferro da stiro,ha usato le frasi: "didò fatto in casa" e "biscotti al plasmon".
Avrei dovuto capirlo ancora di più,dopo che tutti noi genitori,a turno, abbiamo detto quanti mesi avrebbero avuto i nostri bambini a Settembre,(allo scopo di fornire riferimenti cronologici,tipo: "mio figlio a Settembre avrà 17 mesi,la mia 22 ecc"),e la seconda maestra ha risposto:che strano tutti a Settembre,bellissimo...".
Avrei dovuto capirlo quando sono rientrata dopo il primo distacco di trenta lunghissimi minuti,ed ho trovato Filippo con il labbro inferiore ripiegato sul mento,il petto sconquassato dai singhiozzi,i lacrimoni appiccicati agli angoli degli occhi e lo sguardo tipico del piantato in asso-abbandonato per sempre senza giusta causa.
Avrei dovuto capirlo,quando ho avvertito rabbia e dolore non appena Fili ha preso i suoi primi schiaffoni,spinte,morsi,senza reagire minimamente,ma chiudendo gli occhi e cedendo subito il gioco conteso,al nemico.
Avrei dovuto capirlo quando ci hanno chiusi,tutti noi adulti grandi e grossi,in un bugigattolo,con forbici tonde e perline, per costruire il libricino degli affetti con le foto di mamma,papà,fratellino,cane di famiglia,così Fil avrebbe potuto sfogliarlo nei momenti di nostalgia.(che angoscia...)
Avrei dovuto capirlo,quando,le educatrici, mi hanno chiesto,cosa bisognerebbe fare a mio parere, per inserire correttamente un bambino senza farlo soffrire troppo,ed io ho fornito la tale risposta senza neanche prendere fiato:"non inserirlo,pagare le mamme affinchè restino vicine ai propri figli fino ai tre anni,evitando di spendere soldi per pagare strutture in cui i bambini si ammalano ogni due per tre,(rimpinguando le casse delle case farmaceutiche),dove ingoiano delusione che non sanno elaborare, farine e lenticchie per i travasi sensoriali,che non sanno digerire."
Avrei dovuto capirlo da subito:a me,gli inserimenti dei nani piccoli al nido, mi stanno profondamente sulle balle.

giovedì 2 settembre 2010

Io in:"La sindrome di Marco..."


Il mio compagno,tal Marco il calvo,a causa di un destino baro e puzzone,soffre di una sindrome molto rara,e che a me risulta,particolarmente ostica da inglobare nella dura corsa alla vita felice:la sindrome down.
Attenzione,non la sindrome di down o mongolismo o trisomia ventuno,bensì la sindrome down.
Marco vola sempre basso,ama tutto ciò che è silenzioso,anonimo,poco colorato,discreto,tranquillo,rifugge gli eccessi e sputa in faccia alle occasioni di giubilo e gioia.
I sintomi principali di questa strana malattia sono i seguenti:
Marco odia:
-Le ville con i giardini
-Le case con la piscina
-I saloni con il camino
-Le macchine costose
-Le donne troppo scollate
-Il pollo con la pelle
-Gli aperitvi al bar
-I film in tre D
-Il bagno con la vasca
-Le vacanze nei villaggi e negli alberghi
-Le donne con i gioielli
-La porchetta con la crosta
-I profumi maschili
-Le spa ed i centri benessere
-Le mani curate
-Le manifestazioni di gioia
-Il pesce fresco ed i crostacei
-Le case con le scale
-Lo stucco veneziano
-La condivisione dei propri sentimenti
-Il barocco spinto
-Gli happy hour
-I club del tennis
-Le coccole in pubblico ma anche da soli
-I matrimoni sfarzosi
-Lo shopping
-L'ostentazione oggettuale(fica questa eh?)
-La comunicazione delle proprie emozioni
-Le vetrinette con i soprammobili
-I cristalli
-Gli abbracci
-Il peltro in genere
-I massaggi
-Chiedere aiuto
-Le auto straniere

Resta indelebile,nella mia mente,la sua faccia contrita,quando montò per la prima volta sulla nostra macchina nuova,una Picasso vecchio modello,acquistata con gli incentivi per l'handicap di sua madre,e brontolò:"Questa macchina è troppo per me,non è cosa..."

lunedì 30 agosto 2010

Io in:"R-assicurazioni..."


Il direttore della banca che ha deciso incautamente di mutuarci,mi chiama di prima mattina al telefono cellulare chiedendomi tal cosa:"Silvia,quanto pesi?"
Al che ho creduto di aver sentito male,di aver compiuto un errore di comprensione verbale spicciola,di aver perso qualche decibel dall'orecchio coinvolto nella buffa comunicazione.
Niente affatto,il direttore propone ancora una volta la suddetta domanda mattiniera.
Allora rispondo"troppo direttore,ancora troppo"
"No signora De Marco,voglio la cifra esatta del suo sovrappeso,serve per l'assicurazione sà..." dice lui con voce normalissima tipica d'una prassi d'uopo.
"Se supero un certo range non mi assicurano più e pertanto niente mutuo?"
"Già..."
"Sul modulo assicurativo c'è l'opzione -tornerò presto al mio peso forma?"
"No Silvia"
"Allora metta 57kg"
"Sicura?"
"Lo metterebbe in dubbio solo per avermi vista seduta e contratta,nonchè mezza congelata,la mattina del rogito?"
"Lo metterei in dubbio se mi consente"
"Un dubbio debole presumo,un dubbietto insinuante e microscopico spero.Vabbè metta 59."
"Sicura sicura?neanche qualche cosina in più?"
"D'accordo d'accordo.74 chilogrammi,molti dei quali di sola acqua,numerosi di massa magra e qualche sparuta colonia rappresentante della massa grassa:"
"64?"
"No diretteur,ho detto 74 purtroppo,ma sto lavorando bene e prevedo cose bellissime per la mia figura(che è pur sempre porca,glielo assicuro io stavolta)"
"74.non l'avrei detto,aspetti che inserisco il dato"
"Visto,mai giudicare di primo acchitto.Aspetto tanto la colazione dietetica è già finita(non ci vuole poi molto a trangugiare tre miserrime fette biscottate integrali)"
"Il sistema ha rallentato,forse non gliela passano"
"Azz.capisco,il cervellone fatica ad elaborare 74 chilogrammi tondi ed ingombranti,a chi lo dice."
.........
"E' andata signorina,può pesare anche qualcosa in più per la pincopallino assicurazioni,la pratica sta andando avanti"
E iuppidù.la pratica assicurativa continua con una serie di domande divertentissime del tipo:
"fa sport,fuma,suo nonno di cosa è morto,ha mai donato sangue,è mai svenuta,quanto ha di colesterolemia totale,i suoi genitori sono viventi,ha subito interventi chirurgici esclusi quelli ortopedici negli ultimi 20 anni,consuma molta carne rossa,ingoia salumi,si sente bene oggi?"e così a seguire(come disse il notaio il giorno della stipula,leggendo con monotonia da psicofarmaco,le ventitrè pagine scritte a macchina per l'acquisto dei nostri modesti 80 metri quadri di casa-45 minuti di lettura-8mila euro netti intascati dall'esimio magno notaro).
Domande atroci,insinuanti,ma alla fine ce l'abbiamo fatta.
Ci hanno concesso l'assicurazione infortuni-perdita di lavoro-pre morizia(tiè tiè tiè)che era obbligatoria per poter ottenere il mutuo strozzino.
Così,solo ora posso leggere il plico informativo della pincopallino assurance, che abbiamo dovuto firmare(15 firme apocrife)ovviamente,prima di conoscere nei dettagli.
E mi sono sentita di colpo più tranquilla,molto serena,effetto futuro plafonato ed assicurato.
Infatti per soli 10 mila euro più miliardi d'interessi in trentanni di schiavitù,posso:
-Morire giovane e sapere che loro pagheranno ben 6 rate di mutuo al mio posto,dopodichè Marco sarebbe costretto a risposarsi con una donna cattiva ed astiosa(così impara)e matrigna dei miei bambini,o a vendere la nostra casa,ma solo nel caso in cui, si badi bene,il giorno nefasto,io muoia riversa in posizione supina,non in ambito ospedaliero,trafitta da una freccia Sioux traboccante di curaro,in un giorno di sole,orientata verso sud-sud est altrimenti niente risarcimento.
-perdere il lavoro ed avere ben 6 rate di mutuo pagate da loro,dopodichè ci resterebbe la vendita della casa e suppellettili varie(anche la casina di legno azzurra stagiona-formaggi)ma solo se:non ho mai tardato sul posto di lavoro,non mi sono mai data malata,se non ho mai risposto male al capo,se ho sempre rimesso in ordine la mia stanza di lavoro,se mi sono offerta di portare il caffè macchiato caldo alla segretaria del dottore,e se parcheggiavo un pò distante dal portone d'entrata.
-Per l'area infortuni,sò che mi pagheranno per intero solo se:sarò scivolata sul pavimento di marmo italico,dopo scianghetta di paziente affetto da disturbo psicomotorio e di personalità associato,o se un motorino è entrato ancora in marcia,nella mia stanza colpendomi in piena nuca,o se una bambina caratteriale mi avesse vomitato in un occhio,procurandomi cecità permanente da abuso di merendine kinder.
-Ultimo capitolo,la copertura da incidenti procurati dai figli minorenni(giuro che c'è scritto così)uso scellerato di windsurf o pratica di modellismo in casa(cosa può succedere,che si ficchino nella giugulare l'elica di un elicotterino ultraleggero?il windsurf,ma dove all'Alessandrino?),accensione di motoveicoli nelle aree comuni di parcheggio,lancio di oggetti contundenti dal balcone di casa(ma che uno lascia i bambini con martelli di piombo o vasi di terracotta,incustoditi in terrazzo?).
Escluse dalla copertura infortuni domestici sono invece,la caduta accidentale della suocera dopo uso smodato di cera al grasso di Colonnata sui pavimenti, l'avvelenamento volontario dell'amante del proprio marito,trovati entrambi in atteggiamento di copula inequivocabile,sul talamo nuziale di Mondo convenienza,e la barabara uccisione del funzionario mandato dall'assicurazione a riscuotere il premio mensile per questa cagata di prodotto.

Ora che sono assicurata insieme alla mia bislacca famiglia, mi sento tranquilla come un bonzo tibetano,respiro profondamente e spero che Filippo,non scenda mai in cortile a provare il motore della Picasso,in una domenica pomeriggio,mentre tutti facciamo la siesta(che è provato scientificamente,protegga le pareti cardiache,da ictus ed infarti,solo nei giorni festivi però).

lunedì 16 agosto 2010

Io in:"Metafore e nipotine..."


Mio figlio grande non riesce ad addormentarsi perchè terrorizzato dal fatto che il padre fumi le sigarette che tanto fanno male alla salute,pertanto,nel buio stellato della camera blu oltre mare o meno romanticamente:cartellone Ikea,mi chiede:"ma adesso i polmoni di papà stanno diventando tutti neri come mi ha spiegato a scuola la maestra Urgenia?"
"La maestra Eugenia ti ha spiegato quello che succede se una persona fuma molto e non smette,il tuo papà ha promesso che sta smettendo e presto non fumerà più neanche mezza sigaretta."
"Ma lui lo dice e poi non ci riesce,perchè mi fa questi scherzetti brutti?"
"Non ti fa scherzetti tesoro,è che smettere di fumare è difficile,dentro alle sigarette c'è una sostanza chiamata nicotina,che rende dipendenti le persone,cioè fa sentire loro tanta voglia di fumare di nuovo."
"Mamma ci pensi che bello se il mondo fosse senza sta' nipotina?nessuno fumerebbe"
"......."


Vivere è un pò come stare in fila alla Asl,sai che prima o poi toccherà a te,ma non hai idea nè quando sarà e nè,sopratutto,come.

domenica 8 agosto 2010

Io in:"Ci vorrebbe l'amico..."

Dovrebbe farsi trovare davanti a casa mia per le otto e mezza precise,ora in cui ho già condotto il grande a scuola ed il piccolo dai nonni,corredato del mio latte appena munto.


Dovrebbe fischiarmi dalla strada,contento e garrulo come una rondine di primavera,e se assomigliasse a Peter O'Tool dei tempi d'oro poi,sarebbe perfetto.


Dovrebbe sorridermi con tutti i denti che ha,come se avesse visto la Madonna di Mejougori,avere i capelli profumati e l'alito fresco come l'Oceano Pacifico,abbracciarmi con il trasporto di un tir in marcia sulla Milano-Roma,e condurmi nei seguenti posti in ordine cronologico:
-In una meravigliosa pasticceria con sala da thè mozzafiato per fare una colazione fatta di assaggi caldi come bocconcini di strudel,fagottini con crema e mele,croissant ai frutti di bosco,trecce alla cannella,fruttini di marzapane,cappuccini schiumosi,tisane profumate,il tutto sorridendo e scherzando molto.
-Da un parrucchiere innovativo
-Da un estetista coraggioso
-Da un visagista-truccatore-illuminatore di sguardi molto esperto
-Da un sarto gay e molto bravo,che inventi vestiti su misura per me con quattro spilli fra le labbra e metri di stoffe preziose fra le braccia,mentre lui,Peter, non esce mai dal negozio,ma mi da consigli dolcissimi ed azzeccati,molto poco obbiettivi certo,di parte assolutamente di parte.
-All'hammam più bello di Roma per fare insieme il percorso più romantico e sexy,per farci massaggiare contemporaneamente dentro al bagno turco,per farci fare lo shampoo con il sapone di Aleppo in cubi,per mangiare frutta fresca e secca,imboccandoci a vicenda,nell'immensa vasca ad idromassaggio illuminata da dentro.
-A teatro,all'Opera,all'Auditorium per guardare,ascoltare,seguire ogni forma d'arte,mentre lui mi accarezza senza sosta il lobo dell'orecchio e mi fa delle bellissime treccine lisce,massaggiandomi la nuca
-Vorrei che lui di tanto in tanto mi ripetesse con tono mantrico e monotono alla namiorenghechiò, la seguente frase:sei bellissima,bravissima,buonissima
-A passeggiare sul Tevere pieno di foglie color miele e bronzo,attaccata al suo braccio e ridere pensa te, ridere un pò.
-A cantare nella sua macchina "Carma Karma Karma Chamaleon"a squarciagola
-A mangiare il pesce freschissimo su una terrazza sul mare,deserta e poco illuminata,dove ci sia solo il nostro tavolo apparecchiato per due,con candele altissime e chilometriche,che finchè non finiscono,non andiamo via
-A ballare il tango e Put your head on my shoulder in una balera anni 50
-A comprare libri con il carrello in una libreria notturna su via Nazionale
-A dormire soffocati in un abbraccio strappafiato con addosso una camicia da notte che non ho mai avuto:lunga fino alle caviglie, di raso e seta,con il corpetto di pizzo leggero, in una soffitta loft di via del Boschetto in pieno rione Monti,carica zeppa di musica e candele ed asciugamani di cachemere,dove ci sia un pianoforte bianco ed una chitarra acustica Fender che lui sà suonare benissimo,e qualche fiorellino profumato disseminato quà e là


Vorrei tornare a casa all'alba,con le autoreggenti smagliate,i capelli arruffati,l'espressione sulla faccia di chi è stato in compagnia di qualcuno che aveva voglia di stare proprio con te e nessun altro,di ascoltare come la pensavi,di sbirciare le tue facce più belle,con addosso la gioia concreta ed invasiva, di aver conosciuto qualcuno che come te,ha davvero voglia di essere felice...Ora.





mercoledì 4 agosto 2010

Io in:"Se avessi tempo..."


Se avessi tempo:
mi fermerei a parlare con le signore che danno da mangiare ai gatti nei quartieri di Roma
Costruirei ogni giorno un magnifico giochino dello scatolone fabbricone insieme ai miei figli
Giocherei a carte con gli anziani del centro sociale di Tor tre teste
Andrei a correre nel parco con le scarpe da ginnastica nuove
Farei un corso di danza del ventre,di giardinaggio per pollici inceneriti,di alta cucina,di creazione di bomboniere artistiche,di fotografia bianco e nero,di nuoto sincronizzato,di contact improvvisation,di lap dance(che può sempre essere utile nella vita,non sai mai come si mette),un corso intensivo per poeti maledetti,per costruttori di candele ed archiviatori di libri.
Cucinerei per ore.
Metterei in ordine tutte le fotografie ed i filmini di una vita.
Rivedrei tutti i film di Troisi,di Totò,i vecchissimi di Verdone,le comiche di Stanlio ed Ollio e dei fratelli Marx.
Andrei a pescare
Raggiungerei finalmente Barbara e la sua casa arancione in riva al mare di Sicilia
Apprenderei l'antica arte del tombolo
Finirei di sballare gli scatoloni del trasloco
Mi innamorerei ancora
Prenderei un aperitivo con le amiche in centro
Imparerei tutta la coreografia di Waka Waka
Farei della psicoanalisi approfondita
Compirei viaggi astrali incredibili
Imparerei i nomi delle stelle e le loro posizioni
Studierei un'altra lingua
Andrei a Parigi con il treno
Mi pettinerei
Restaurerei i mobili vecchi
Ricucirei i vestiti strappati
Cancellerei le smagliature
Riprenderei a studiare
Chiederei ai testimoni di Geova che cosa c'è di tanto urgente da sapere
Lascerei che i rappresentanti del Folletto,finalmente mi aspirassero tappeti e materassi
Tirerei tardi la notte a Trastevere
Andrei a prendermi una grattachecca con il cocco in pezzi sul fiume di Roma
Canterei ad un concerto
Scriverei una lettera a Laura
Pulirei sopra ai pensili della cucina
Sgrasserei il forno ed i miei fianchi
Eliminerei punti neri,acari e doppie punte
Imparerei tutte le ombre cinesi e non solo quel cane storpio che sò fare ora
Realizzerei la colonna sonora della mia vita finora,sottoforma di lunghissima e romanticissima compilation
Andrei a trovare i parenti che non vedo mai
Farei un giro in mongolfiera
Porterei coltelli e stufe a gas, giù dall'arrotino
Andrei ogni fine settimana in un paesino diverso
Metterei l'holter così capirei finalmente perchè questo cuore è tanto tachicardico ed affogato
Aumenterei la mia produzione di collagene
Starei a mollo nell'acqua termale fino all'ipotonia violenta
Se avessi tempo scriverei un post migliore di questo.

giovedì 8 luglio 2010

La Mora in:"Paure mortifere..."




Ho paura di morire.
Come tutti ovviamente,è un sentimento umano per carità.
Su questa paura innata è stato scritto molto,io però mi sento di aggiungere le seguenti cose in ordine di orrore provocatomi intrinsecamente a me medesima in quanto tale,ascoltate:
-Ho paura di morire struccata(poi non mi truccherebbero mai bene all'obitorio,io uso quel rimmel della Corolle che per relazione qualità-prezzo è imbattibile,non lascia pallini,non appiccica ed ha un bel colore nero profondo)
-Ho paura di morire con il ciclo,mestruata,di morire nei giorni no,ormonalmente strapazzata,portando assorbenti con le ali tarpate,aggrovigliate,ribaltate,avvinghiate agli slip ciancicati(non approfondirò le motivazioni di questa paura insana)
-Ho paura di morire sudata(mi auguro a questo proposito di morire nei mesi invernali,anche perchè a morire di Maggio,Ninetta mia, ci vuole troppo troppo coraggio)
-Ho paura di morire con i peli lunghi sulle gambe(a questo proposito mi auguro di morire al massimo nei sei giorni successivi alla visita mensile dall'estetista estirpa-mangrovie,dopo è già visibile quella fastidiosa ricrescita puntuta)
-Ho paura di morire con le unghie dei piedi troppo lunghe(a questo proposito scrivo qui che non voglio essere seppellita con le scarpe,le lascio tutte in eredità a mia sorella ed a mia nipote,sperando che la prima si metta un pò di ovatta per raggiungere il mio numero e la seconda ami il mio strambo genere di calzature una volta fattasi signorina)
-Ho paura di morire troppo lentamente
-Ho paura di morire troppo bruscamente
-Ho paura di morire spettinata e con i capelli unti(non troppo vicina però all'uscita dall'esercizio del parrucchificio perchè odio quell'aspetto dell'appenauscitadalparrucchiere,gonfio,rigido,statico,alla Nicoletta Orsomando)
-Ho paura di morire grassa(per questo mi auguro di non morire nei prossimi sette/otto mesi,giusto il tempo di raggiungere un peso più umano)
-Ho paura di morire con le palline nere fra le dita dei piedi(io le odio le palline nere fra le dita dei piedi,mi urtano il sistema nervoso centrale,e si sà che quello centrale è importante,altrimenti nessuno lo chiamerebbe centrale,altrimenti tutti lo chiamerebbero periferico,ed io lo sò cosa vuol dire vivere in periferia,non è poi una cosa bella,trovi traffico ad andare,trovi traffico a tornare e non c'è un teatro neanche a pagarlo oro.)
Insomma,ho paura di morire così,incautamente,senza avere il tempo di prepararmi,di salutare gli amori di una vita,di congedarmi da donna tutta d'un pezzo,ordinata,profumata,insomma gradevole alla vista,non voglio che tutti piangano(perchè piangerenno,eh se piangeranno),su una salma disadorna e sciatta,su una salma sudaticcia e spettinata,che orrore.
Voglio morire vecchia,senza ricrescita,con lo scialle color glicine sulle spalle,leggendo un bel libro sulla sedia a dondolo scricchiolante,dopo aver sfornato una torta alle pesche,i nipoti che giocano in giardino,appena uscita da un bel bagno alla lavanda,glabra e rugosa,pacifica e magrolina,con le pantofole di lana cotta,il marito ultranovantenne che fa del bricolage,sentendo una strana scossa dietro la colonna vertebrale,un solo semplice brivido che mi strappi alla vita con dolcezza e silenzio.
Eh,così ci metterei una firma.

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