mercoledì 20 luglio 2011

"Benvenuti a Camillandia..."



Viaggio Roma-Villa Zara, io e la mia unica nipote femmina,circa un'ora e 15 minuti di percorso, lei parla e racconta fluida e leggera com'è:
"Sai zia, io sogno di vivere in un mondo diverso, sia quando dormo che quando penso, è un mondo particolare si chiama Camillandia, parliamo una lingua che conosciamo tutti su quel pianeta anche se è grandissimo, è un mondo colorato, pieno di natura, nessuno sporca i prati, nessuno muore, ci si ammala solo di una febbre di rinascita che quando se ne và, stai meglio di prima, tutti si preoccupano per gli altri, non esistono cattivi nè prigioni, per esempio se uno diventa cattivo, viene sparato fuori dal pianeta e spedito lontano con una rotella grande.
Berlusconi lì non esiste è stato sparato via dalla rotella molto tempo fà ed è cattivo da un'altra parte ora.
Ci si lava nei ruscelli a Camillandia, tutto è color arcobaleno come il giorno della mia festa di compleanno,cuciniamo erbe e frutta, non uccidiamo gli animali per la carne e neanche i pesci, anzi nuotiamo nei ruscelli con loro.
Tutti possono decidere se vogliono vivere una vita da normali o da ricchi, ma proprio ricchissimi, tipo con i maggiordomi e le macchine grandissime, tipo re e regine insomma.
Ci siete tutti voi della mia famiglia, tu zia abiti proprio vicino a me e ci divertiamo un sacco, si balla, si canta nella nostra lingua strana, ed il pianeta ha altri pianeti vicini che si chiamano le Marche e Valmontone, io lì non ho mai paura".

Per curiosità, alla fine del viaggio, ho chiesto a mia nipote come avessi scelto di vivere a Camillandia, se avessi optato per una vita da normale o una da regina e lei mi ha risposto"no, tu normale zia, a te non importa niente dei soldi."

Derelitta all'idea di vivere un'altra vita da normale, senza una lira nè maggiordomi, con la solita macchina sderenata, e niente vacanze estive,pure a Camillandia, mi sono concentrata sulla febbre di rinascita e sull'assenza della colite spastica...mi sembra già tanto no?


http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/07/vincent-cassel-e-quattro-parole-sul-lusso.html

martedì 12 luglio 2011

"Non sola..."




Ho dovuto agganciare, assicurare, assettare i figlioli ai seggiolini ed agli alza-bimbo.
Ho dovuto sorbirmi il piccolo che urlava chiedendo "caddo latte a biboron"mentre il biberon, in quegli stessi istanti, giaceva nella zampe pelose delle cagne dei vicini di villa Zara(casa dei nonni in campagna)che in realtà non sono cagne ma gazze ladre.
Ho dovuto sorbirmi il grande che piangeva dicendo alternativamente:"mi viene da vomitare, mi sento svenire".
Ho finalmente visto il piccolo addormentarsi stremato senza biberon, scrutandolo nello specchietto retrovisore,per poi vederlo risvegliarsi dieci minuti dopo urlando peggio di prima, molto più sudato, molto più arrabbiato e molto più furioso.
Ho dovuto fare la spesa mettendo entrambi dentro al carrello perchè a casa non c'erano nè il pane nè il latte.
Ho dovuto dire circa venti volte "no non possiamo comprare..."ed i puntini erano di volta in volta sostituiti da nomi quali:polaretti, patatine fritte, coppa panna e cioccolato,kinder vari, gomme da masticare, chupa chups,pizze surgelate.
Ho dovuto portare i bambini in braccio dalla macchina a casa senza ascensore, lasciarli chiusi dentro, riscendere fino alla macchina, caricare il passeggino con le valigie usate in trasferta per dieci giorni a villa Zara,e portarle fino al primo piano dove alloggio.
Ho dovuto lasciare le valigie in casa con i piccoli, chiuderli nuovamente dentro, scendere ancora una volta alla macchina e fare ben tre giri sempre con il solito passeggino carico di buste per la spesa, alla fine dei quali ho trovato i bambini che avevano selvaggiamente assaltato le provviste, spargendo prosciutto crudo per tutto il salone, rompendo un barattolo di marmellata di lamponi,sparpagliando pop corn formato famiglia in ogni dove.
Ho dovuto preparare la cena, fare i bagnetti ai bambini che inizialmente hanno pianto perchè non volevano entrare ed alla fine hanno pianto perchè non volevano uscire.
Ho dovuto imboccare un piccolo e redarguire l'altro che puntualmente non vuole più la carne, non gradisce da mai il pesce, e proprio non riesce ad ingoiare la pasta ultimamente.
Ho lavato i piatti mentre i figlioli litigavano furiosamente per un braccialetto di plastica giallo, fatto una doccia velocissima a porte aperte per controllare la loro incolumità, mi sono asciugata i capelli mentre il piccolo rovesciava nel water lo spazzolino da denti, un dentifricio alla mela verde, ed il papero giallo di peluche.
Ho cercato di calmare il grande in piena crisi da mancanza paterna per colonie estive, ho preparato un litro di latte caldo con miele e tentato di addormentare i piccoli entro le nove e mezzo.
I bambini si sono addormentati dopo le 23 saltando sul letto, dandosi gomitate sui denti, cantando canzoni scout.
Sono tornata in salone, mi sono intravista nel vetro della finestra, scarmigliata e gonfia, sudata ed affannata, i lettini erano pieni di bimbi, la camera blu aveva l'aspetto di una kasbah islamica, persino i pesci di legno erano fuggiti dalle pareti, i giocattoli erano ovunque, i pigiamini addosso ai nani sudati...allora perchè mi sentivo così vuota e malandata?

http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/07/ambulatorio-logopedicoargomenti-vari-di-un-luglio-rovente.html

domenica 3 luglio 2011

"Sola..."



Non ho dovuto assicurare nessuno ai seggiolini, allacciare cinture e ganci, nè chiudere le sicure dall'interno.
Non ho dovuto caricare vestiti, pannolini, maglioncini, nè biberon e biscotti per il viaggio, in caso di traffico.
Non ho dovuto ascoltare:"la mattìna del tapo ha un buto nella domma", ma la musica che piace a me.
Ho potuto viaggiare godendomi il tramonto lungo come un sospiro d'innamorata e cantare piano.
Ho potuto parcheggiare in un centro commerciale gremitissimo di persone in cerca di affari, senza avere il terrore di perdere nessuno, io rimanevo esattamente lì dov'ero.
Ho potuto vagare nel mio negozio preferito di cose per la casa, comprando un tappetino color burro senza dover fermare il piccolo con la gamba inchiodandolo al muro e richiamare il grande che saltava sui piatti di porcellana.
Ho potuto acquistare tre litri di bagnoschiuma al miele biologico italiano, senza sentire critiche e tiritere da parte del maschio più grande.
Ho potuto non cenare affatto, farmi una doccia quasi infinita, massaggiarmi con zenzero e gelsomino in ogni dove, ascoltare musica brasiliana romanticissima, lasciare che i capelli bagnati gocciolassero sulla mia camicia da notte preferita di cotone e lacci, senza dover intanto preparare la cena, tamponare ferite, evitare traumi cranici od ingestioni accidentali.
Ho potuto bere thè freddo al limone e mettermi a scrivere quasi al buio davanti al davanzale della finestra aperta, senza nessuno che mi salisse sulle gambe ed urlasse "anche io mammaaa!"e rovesciasse il thè sulla tovaglia appena messa e spegnesse il computer con una gomitata ben assestata.
Ho potuto accendere le candele alla citronella senza avere paura che qualche nanino si scottasse e qualche adulto sempre maschio, dicesse che le candele fanno tanto cimitero.
Ho potuto osservare la fiammella della candela gialla, vibrare nel vento della sera estiva, senza dover fare subito qualche altra cosa,ma semplicemente osservarla e basta.
Ho potuto vagare nuda e scalza nella corrente che arrivava dalle due finestre parallele, senza dovermi coprire nè difendere dagli attacchi alle "scise di mamma".
Tra poco potrò vedere un film per intero, senza interruzioni, nè urli di sottofondo, e per di più un film che non sia Kung fu panda.
Tra poco potrò addormentarmi sul divano come mille anni fà, oppure andarmene a letto a leggere un libro, un libro senza figure pop-up che sbucano all'improvviso con i nasoni lunghi ed i fiori immensi.
Tra poco, dopo sette lunghissimi anni, potrò dormire tutta la notte di filato senza dovermi svegliare, senza cambiare pannolini, senza portare biberon e peluche, senza prendere pedate improvvise sulla mandibiola.

Allora come mai, la stanza blu con i pesciolini di legno bianchi,i lettini fatti ed ordinati, i giocattoli al loro posto, i pigiamini piegati sotto ai cuscini, sembra un gorgo di solitudine e tristezza e questa libertà mi inciampa dritta dritta sul cuore?


http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/07/vacanze-in-campeggio-con-gli-under-3-no-grazie-preferisco-vivere-i-parte.html

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