venerdì 30 dicembre 2011

Sono pronta




Questo, signori e signore, sarà l'anno del dragone, l'anno della rinascita, l'anno del rinnovamento, l'anno della rivoluzione, del cambiamento, del nuovo, dell'inatteso tanto atteso, della cura e della guarigione.
Questo, cari amici ed amiche tutte, sarà un anno incredibile, con i botti, con i fuochi, con le miccette, con i tricchetracche.
Questo anno prevedo grandi cose per me medesima, anzi grandissime.
Questo sarà l'anno del riscatto, dell'affrancamento, dell'abbandono delle zavorre negative.
Quest'anno sono pronta per un balzo evoluzionistico, per una svolta epocale, per novità immemorabili.
Quest'anno sono pronta per: diventare vegetariana, tornare a danzare, perdere venti chili e scendere sotto peso, allenarmi nel parco anche con la pioggia, farmi tagliare e ricucire la pancia come avrei dovuto fare da tempo, curarmi i denti, raddrizzarmi la schiena, pubblicare il mio primo libro, fare fotografie eccezionali con una macchina fotografica meravigliosa, leggere la valanga di libri che ero abituata a leggere anni fa', iscrivermi ad un corso di thai chi, fare yoga ogni mattina all'alba e poi entrare in doccia e massaggiarmi con forza.
Quest'anno sono pronta a cambiare lavoro, a capire il sudoku, ad andare a ballare in una vecchia balera, a recitare Macbeth in un teatrino di periferia, ad abbandonare la macchina e muovermi con la bicicletta, a portare i miei bambini alle migliori mostre ed ai più mastodontici musei.

Quest'anno sarà un anno con i controcoglioni , lo giuro.

martedì 27 dicembre 2011

Ascoltando il Natale




La notte di Natale è successa una cosa che non accade mai.
La notte di Natale sono andata a letto prima di tutti gli altri componenti della mia famiglia.
Solitamente mi infilo a letto dopo aver pulito, rassettato, preparato, lavato, raccontato, cantato, sgridato, accarezzato i miei bambini, mi addormento sempre per ultima e mi sveglio per prima.
Il 25 sera no.
Il 25 sera alle 23e10 mi sono infilata nel lettone soffice, pieno di coperte calde, struccata e profumata di crema per la notte, e mi sono sdraiata nel buio ad ascoltare il mio sonno misto alle voci della mia famiglia che arrivavano dal salone pieno di lucine natalizie e di regali da montare e godere fino a tardi.
Si sentivano le parole del piccolo che ormai chiacchiera e canta, del grande che faceva la telecronoca della gara che si stava tenendo sulla pista nuova di zecca, gli effetti sonori del padre dei piccoli che forse si stava divertendo più di loro con elicotteri e portaerei.
Io non c'ero e li spiavo da una tana nascosta, il sonno mi chiudeva gli occhi ma le orecchie ascoltavano, il cuore batteva piano e le labbra sorridevano ad ogni battuta buffa che arrivava come un piccolo soffio di vento su una candela accesa.
Io non ero con loro e loro c'erano lo stesso, parlavano, gioivano, ridevano e litigavano.
Mi addormentavo lentamente ascoltando loro che sono la mia Famiglia e pensavo a pochi natali fà, quando ero ancora una figlia e non una madre, quando ero io a giocare fino a tardi in mezzo alle carte ed ai nastrini divelti, quando qualcuno da di là, magari mi ascoltava silenzioso e pensava a cos'è una famiglia e che suono ha.
Intanto la notte avanzava sulla nostra casa, buia e liscia come le notti di Natale, ed il tempo correva via rapido come la felicità di un istante frettoloso.

Mi sono svegliata la mattina dopo ed un altro Natale era finito.

sabato 17 dicembre 2011

Pisellocentrismo e generali cartaginesi




Il mio bambino piccolo biondo e monello come Gianburrasca, si è dato ufficialmente all'onanismo spinto.
Egli si smucina l'arnese a qualsiasi ora del giorno e della notte, davanti a tutti, o in solitaria seduto sulla sua poltroncina di gommapiuma.
Se provo a rimettergli gli slip od a rivestirlo completamente, mi dice:"no mamma laccia il pisellino libero vojo rilassarmi".
Spesso gira per casa con questo pistolino fra le mani e se ti incontra lungo il tragitto ti dice candido:"guadda ho i pisellino gvosso gvosso".
Quando guardiamo un cartone animato tutti insieme seduti sul divano, lui estrae il roseo compagno e ci gioca con non chalance.
Presa in contropiede perchè il primogenito è al contario molto tardivo rispetto a queste pratiche e soprattutto non le ha mai sottoposte alla nostra attenzione, mi trovo impreparata ed un pò dubbiosa sul da farsi.
So' che non devo proibirglielo ma neanche permettergli di smanettarsi allegramente persino durante il pranzo della domenica con la nonna appena uscita dalla santa chiesa apostolica romana ed i ravioli al sugo in tavola.
Allora cerco semplicemente di spostare la sua attenzione altrove ma con scarsi risultati.
Pochi giorni fà, abbassandosi completamente questo benedetto pisellino gvosso gvosso, mi ha chiesto:"che cos'è questo mamma?"
"emh...questa è la faccina del tuo pisellino tesoro, questa è la sua testolina e questa è la faccina, il visetto del tuo pisellino"
"ah ho capito,bella faccina"
"si, devo dire piuttosto simpatica"
"si chiama Asdrubale"

Ovviamente non ho saputo controbbattere nulla ad un nano di 2 anni e mezzo, infervorato dal mio suggerimento sull'esistenza di una faccina fallica, avendo dato un volto alla sua ossessione del momento e spinto addirittura a battezzarlo con cotanto nome.

Cosa accadrà quando crescerà questo benedetto figlio scalmanato e pazzo come un cavallo, ed andrà in giro a dire alle sue fidazate:"dai, baciami l'Asdrubale", non credete possa seminare terror panico e fughe del tessuto femminile in blocco?

Asdrubale, ma che nome è per un pisello anche se gvosso gvosso?
E soprattutto, da dove lo ha pescato questo ridondante nome un bambino, seppure maniaco, ma che frequenta un nido tranquillo e case morigerate come le nostre?
Come è venuto a conoscenza del grande generale cartaginese, appartenente alla famiglia dei Barcidi, fratello minore di Annibale (oddio c'è da aspettarsi che il primo chiami Annibale il suo di pisellino?)

Il quesito resta aperto, così come i pantaloni del mio bambino.

giovedì 15 dicembre 2011

Rime e lavagne




Per la prima volta sono entrata in camera dei miei bambini e sulla lavagna c'era un disegno fatto dal grande che rappresentava una bambina sorridente con un mare di capelli lunghi, le braccia aperte e sopra la sua testa tanti cuoricini rosa e la scritta enorme:"Elisa P."
Elisa P. è una compagna della prima elementare del primogenito, una bambina che lo emoziona, magari un primo abbozzo d'amore e lui non me lo aveva raccontato.
Non era mai successo.
Allora, visibilmente scossa da questa dimostrazione di crescita silente, gli ho chiesto:"ma tesoro è un disegno meraviglioso, e questa deve essere proprio una bambina speciale per te, è così?"
"si certo mamma, è molto bella e simpatica, mi piace tanto"
"che bella cosa, credi che anche tu possa essere speciale per lei, credi che sia ricambiato questo affetto particolare?"
"credo proprio di si mamma"
"e cosa te lo fa' pensare cucciolotto?"
"perchè mi chiama Montanucci scappa e fuggi"

Qualsiasi bambina che a sei anni, bionda e con un sorriso enorme, compia rime sul cognome di un compagnetto maschio secco e veloce, può essere definita certamente una ragazza innamorata.Persa.

domenica 11 dicembre 2011

BiscotTiAmo?





Metti quattro madri, quattro bambini ed una nella pancia, una casa decorata per Natale, le musiche tintinnanti, le lanterne rosse con le candele bianche, la farina, le uova, lo zucchero, quattro ciotole, una per ogni coppia genitore femmina-figlio/a, la cannella ed i lamponi, tre ricette da realizzare, uno stampo a forma di stella, tanti pirottini natalizi da riempire, libri con storie di Babbi ed elfi da leggere sul tappetone.
Metti tutto questo, compresa una gran voglia di stare insieme senza pressioni esterne, senza orari pre-stabiliti, senza richieste improrogabili.
Metti un bisogno fortissimo di chiudere fuori tutto il caos e rintanarsi nel nido, sfornando biscotti fatti con le mani dei nostri figli, e frutti di bosco schiacciati sui muri, cucchiai straripanti di marmellata di ciliegie, e domande limpide e pulite come l'acqua, provenienti dalle loro labbra.
Metti tutto questo, non dimenticando la capacità tutta femminile di creare un clima bellissimo di festa ed accudimento ed otterrete biscotTiamo, una mezza giornata di pasticci ed impasti con i nani, che finirà con un sacchettino trasparente pieno di biscotti a forma di stella o cuore ed un nastro rosso, da consegnare ai nostri piccoli pasticceri specializzati nella ricetta più bella:quella di crescere insieme a noi.

lunedì 5 dicembre 2011

"Quando..."





Quando imbocco finalmente il vialetto che mi porterà a casa, e mi accolgono gli odori del piccolo condominio in cui abito, quando riconosco il profumo della cena di quelli del secondo piano, il soffritto che proviene dall’attico, il detergente dei pavimenti usato per l’androne anni 60.
Quando guardo appena un po’ sopra la mia testa e scorgo la luce accesa della nostra cucina, quando indovino con le orecchie il frastuono dei miei figli piccoli, avverto la musica che amano, giungermi a tutto volume, quando sbircio il lembo della tendina di lino bianco, quando capisco che sto’ per scrollarmi un’intera giornata dalle spalle, la borsa stracolma di cose, la valigetta del portatile che mi sradica le braccia.
Quando entro nella scia odorosa di camini accesi, nell'aria invernale che pizzica le narici come uno schiaffo inaspettato, nel vento freddo che si incanala nel piccolo vialetto fiorito...
Quando pregusto il loro abbraccio, il loro odore, la loro stretta, allora, esattamente in quell’istante, mi sento felice.
Perfettamente felice.
Completamente felice.
Assolutamente felice.

Il problema è dopo…

giovedì 1 dicembre 2011

Innamorarsi in libreria...




Vago nel mio negozio preferito di sempre:la libreria, alla ricerca di un regalo per un compagno di classe di Giacomo, ho un mal di testa pulsante, un ciclo stile alluvione autunnale, i capelli unti come solo gli ormoni femminili sanno rendere tali ed un pezzetto di morte nel cuore.
Finalmente, ad un certo punto trovo Il Libro.
E' un libro bellissimo per un bambino di sei anni.
"Ha una grafica a dir poco spettacolare" penso massaggiandomi le tempie dilaniate dal dolore.
Leggo due piccole righe di questo libricino profumato di nuovo e le parole mi catturano definitivamente, lo accolgo fra le mie braccia e lo porto in cassa.
Lo passo distratta al giovane cassiere vestito di rosso come la mia libreria preferita e lui dice:"questo libro è meraviglioso..."
Alzo gli occhi e li punto in quelli che scopro essere due bellissimi occhi azzurri montati su un faccino piacevole e fresco, balbetto:"come scusi?"
"no, dicevo che è un libro bellissimo, l'ho letto sei volte"
"Si, emh, ha colpito molto anche me", nella testa sento martellare un pensiero solo:"avrà 35 anni e legge i libri dei bambini e gli piacciono e li rilegge più volte, ommioddio".
"Ha una grafica incredibile poi"
"si, infatti è la prima cosa che mi ha colpita"
"poi però leggendolo si scopre che è proprio una bella storia, una bellissima storia"
"L'ho immaginato da alcuni stralci letti in fretta poco fà effettivamente"
"Vedrà che bello glielo incarto?"
"si lo incarti, è un regalo per un bambino amico di mio figlio, purtroppo ho il vizio di regalare praticamente solo libri"
"Anche io sempre, solo libri"
"E poi regalo solo libri che ho letto e che vanno bene per..."
"per quella persona, scelto apposta per lei o lui"
"Si appunto che sia perfetto per il destinatario, metto sempre una dedica poi..."
"scritta a penna nella pagina bianca all'inizio?"
"Si certo, mai senza dedica"
"Anche io"
"Buona giornata"
"Anche a te e buon lavoro"
...

Una volta in macchina ho scartato il pacchettino anch'esso rosso, ho letto il libro e l'ho tenuto per casa nostra, per i miei figli, ma soprattutto per me.
E' un libro con una storia bellissima, di un bambino innamorato che non ha parole per raccontare il suo amore alla bambina del suo cuore ed allora le grida:"ciliegia, polvere e seggiola!" che sono le uniche parole che possiede, e lei lo bacia con trasporto e gli occhi socchiusi.

Ora le cose sono due, o torno immediatamente in libreria gridando al commesso:"ciliegia, polvere e seggiola" o mi convinco che sia un assassino seriale pedofilo e molto molto rompicoglioni.

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