domenica 21 giugno 2015

Una madre normale

Ci sono stati momenti in cui vi ho divertiti fino alle lacrime.
Giorni in cui vi ho stupiti, allattati, protetti, coperti.
Ci sono state intere notti in cui ho vegliato sulla vostra febbre, controllato le vostre flebo respingendo il sonno e la fame e l'arresa.
Ci sono stati giorni in cui mi sono sentita la peggiore delle madri, pomeriggi nei quali vi ho offerto cartoni animati in sostituzione di me.
Ci sono state occasioni nelle quali ho avuto la certezza di riuscire a proteggervi, altre in cui vi ho letteralmente salvato la vita.
Ci sono stati pranzi con la migliore delle carni, il pesce più fresco, le verdure biologiche, e pranzi nei quali un toast mi è sembrato troppo da prepararvi, uno scoglio insormontabile.
Ci sono state punizioni esagerate, schiaffi brucianti che hanno fatto male prima di tutto alla mia coscienza, nottate in cui ero così stanca che ho finto di non sentirvi.
Ci sono stati dei No detti al momento giusto, con convinzione e fermezza, ci sono stati dei Si detti per sfinimento e perché era l'unica cosa che avrei potuto sopportare in quel momento, un risolutore Si.
Ci sono state ginocchia piegate dal peso e paure che mi hanno risucchiato ogni voglia.
Ci sono state feste di compleanno nelle quali ho giocato con voi e con i vostri compagni con energia e gioia e feste nelle quali ho pensato per tutto il tempo che sarei voluta stare ovunque piuttosto che lì.
Ci sono state storie buffe raccontate bene e ninne nanne cantate a denti stretti perché l'unica cosa che desideravo era andarmene ad incontrare un sonno balsamico e profondo.
Ci sono state domeniche di gite ed arrampicate e domeniche di noia e sconforto.
Ci sono state volte in cui ero dentro di voi anche guardandovi da lontano e giorni in cui ero lontano pur avendovi vicino.

Ogni giorno, lentamente ho capito che quella ero sempre io, non una madre speciale, non una madre peggiore, non una madre migliore, ma sempre io, un essere umano con dei figli, una donna con tutte le sue contraddizioni, semplicemente una madre normale.

lunedì 8 giugno 2015

Quattro giugno


Sei nato il quattro giugno, un giorno lunghissimo dopo una gravidanza lunghissima.
Non sapevo dire ancora la parola mamma riferita a me.
Eri una meraviglia ed una fitta di paura mi ha attraversato l'anima quando ti ho visto uscire nel mondo, così piccolo, cosa avrei potuto fare per proteggerti?
Succhiavi il latte al seno per pochi minuti e subito ti addormentavi, ascoltavi le storie che ti raccontavamo per ore, facevi mille domande.
Con te è stata da subito un'avventura incredibile, le tue prime parole così presto, i tuoi occhioni grigio-blu e le ciglia fittissime, piene di sguardi curiosi ed attenti.
Quando correvi trotterellavi e mi facevi tanto ridere, volevi uscire ed arrampicarti, giocare all'infinito.
Siamo stati un tutt'uno io e te, mano nella mano, fra pic nic e merende sui plaid, giochi di ristorante e pastrocchi di ogni genere.
La prima volta che ti ho lasciato per tornare a lavoro è stato come se mi strappassero la carne a morsi ma crescere ci ha fatto bene.
Ti svegli sempre all'alba carico di energia e mille progetti, sei leale e corri senza risparmiarti.
"ci prendiamo una bella pizza bianca mammina?" mi dicevi il pomeriggio quando sentivamo sfornare le teglie candide e profumate.
Oggi hai dieci anni, i capelli sempre più spettinati, il cuore gentile, un modo leggero di fare qualsiasi sport, scrivi in una grafia incomprensibile, detesti disegnare, ti incanti davanti a qualsiasi lavoro che si possa osservare, divori film di ogni genere e documentari sulle otarie o sulle blatte.
Sei bello, e dietro quelle ciglia lo sguardo è sempre lo stesso, vispo e limpido.

Hai detto che hai finito le dita delle mani per contare i tuoi anni, e come ti ha risposto tuo fratello:adesso dovrai iniziare con quelle dei piedi.

Buon compleanno amore mio.

Fairytale Wedding Planner's Fan Box