domenica 26 aprile 2015

Il mio controverso rapporto con la tecnologia



Quando, dopo anni che ho lo stesso indirizzo mail e password, tentando di entrare come sempre nel mio server abituale per leggere le mia posta elettronica, mi dice improvvisamente, con una scritta minacciosa e rossa: "ID o PASSWORD non corretti" ed io la digito nuovamente, applicando mille variabili, in stampato, in stampato minuscolo, tutto grande, tutto piccolo,solo le iniziali grandi, solo le iniziali piccole, il trattino in alto piuttosto che in basso, e poi, esattamente scrivendola come sempre, decide di concedermi l'accesso, come ai vecchi tempi.
Ogni volta che entro sulla mia pagina di home banking e clicco il generatore di numeri, ne leggo il codice lunghissimo e trascrivendolo penso: "ma se ne scrivessi uno inventato cosa succederebbe? come fanno a comunicare fra di loro un sito bancario ed una specie di accendino di plastica?" e poi mi manca sempre il coraggio.
Ogni volta che riduco ad icona e sono convinta che perderò l'intero file, nell'infinito abisso interinale.
Quando, per dimostrare di non essere un robot (ma perché mai?)digito tremante l'indecifrabile codice numerico messo su uno sfondo raffigurante una finestra fuori fuoco, e mi sento una perfetta idiota.
Quando, con il dito indice seleziono un link che voglio condividere su whats app, e poi prendo,con lo stesso dito ed il pollice una galletta di mais da sgranocchiare, ed ho la netta sensazione, fortissima, non allontanabile, di aver ingoiato anche il link selezionato.

lunedì 13 aprile 2015

Desideri o bisogni


Mi hanno chiesto se vi ho desiderati o se ho avuto bisogno di avervi.
E' stato difficile rispondermi.
So solo che mi manca così tanto quando eravate piccini.
Mi mancano i gesti di cura, quelli piccoli, continui, minuziosi, le copertine, i cappellini, il latte al seno da offrirvi quando piangevate, avevate sonno fame o paura.
Mi manca potervi cullare, proteggere, salvaguardare.
Mi manca stare dentro la vostra testa, dentro ai vostri respiri, dentro ai desideri che indovinavo appena si affacciavano.
Mi manca coprirvi, decidere per voi, sapere cosa fosse meglio in quel preciso istante.
Mi manca prendermi cura di voi perché con voi mi prendevo cura di me.
Mi manca l'avervi addosso, lo stringervi, il mischiarvi con la mia stessa pelle.
Mi manca quando dormivamo attaccati mentre fuori pioveva o c'era il sole ed il mondo andava mentre noi restavamo, un tutt'uno di amore e pausa.
Vi guardo crescere, correre lontano, decidere se coprirvi o meno, se mangiare o saltare un pasto, vi guardo cercare di diventare ciò che siete e sarete e mi riempie di gioia e mi riempie di terrore.
Ogni passo più lontani da me,sempre più lontani dai cucchiaini pieni d'amore imboccati facendo le facce buffe, ora invece masticate il mondo con il vostro ritmo ed avanzate con i vostri tempi.
Fate cose che non vedo, scoprite cose che non conosco, mi sono resa conto che pregate insieme il sabato mattina e chissà come sia nata questa cosa segreta fra voi, mentre io ero di là che lavavo i piatti e riempivo lavatrici.
Iniziate a scegliere i pantaloni più giusti, a chiedere oggetti dei quali credete di avere bisogno, a viaggiare senza di me, a parare rigori, a subire ingiustizie e spintoni, a fare domande così difficili che mi sembra di non avere mai avuto una risposta.
Avete iniziato a gareggiare ed il tifo spudorato che faccio per voi da qualsiasi angolazione, mi fa quasi tenerezza.
Diventate grandi, ogni giorno di più ed io mi trovo ad arretrare per farvi spazio e poi a corrervi di nuovo addosso per non lasciare che questo spazio vi disorienti o vi faccia smarrire la strada.
In un ritmo doloroso ed eccitante, mi troverete sempre qui, a guardarvi diventare voi, in un esplosione di stupore immenso e di fiato sospeso, a mettere via piatti che si saranno ormai freddati perché avrete mangiato altrove, ma continuando a cucinare per quando tornerete qui affamati.

mercoledì 1 aprile 2015

Pesce d'Aprile




Per i primi quattro mesi di gravidanza eri minacciato da un buco nella placenta, ma sei rimasto aggrappato come una scimmietta al suo albero.
Sei stato per il resto del tempo in cui ti ho atteso, puntato di testa a darmi capocciate per aprirti il varco verso la luce.
Sei nato con pochissimi capelli biondi, gli occhi già azzurri fiordaliso che non sono mai cambiati, un accenno di collo ed una distribuzione di grasso corporeo, imbarazzante.
Appena ti spostavano da me per misurarti, pesarti, lavarti, urlavi come un'aquila, ti attaccavi al seno con fretta, risolutezza e voracia.
Volevi solo latte ed hai continuato a volerlo per lunghissimi mesi.
Sapevi esattamente come ti piaceva essere tenuto in braccio e facevi di tutto per farcelo capire, hai preso a calci e lanciato il mondo intero, quando non ottenevi ciò che volevi.
Hai manine dolcissime e coccole tenere per pochi intimi.
Mi annusi e mi riconosci anche nei maglioni lasciati in giro, sei intelligente e testone, generoso e caparbio.
Invii allegati e scarichi aggiornamenti dal pc o da altri dispositivi come dici tu stesso.
Ti arrampichi ma con prudenza, la notte ti togli le coperte scalciando come un puledro pazzo.
Mangi solo quello che ti pare quando ti pare e queste condizioni si applicano più o meno a tutte le tue attività vitali.
Hai imparato a tuffarti dal bordo senza braccioli, quando risali dall'acqua sembri sconvolto e felice, mi saluti sempre dal vetro quando ti guardo, ti metti la cuffia lasciando fuori le orecchie e ti fai la doccia da solo usando un quintale di bagnoschiuma.
Hai ascoltato in silenzio le parole dei grandi ed improvvisamente hai iniziato a parlare, hai osservato i passi degli altri ed improvvisamente hai iniziato a camminare, hai ascoltato ma soprattutto osservato letture e libri ed a cinque anni hai iniziato a leggere.
Ami le lenzuola pulite e gli abiti molto femminili per me.
Leggi tanti libri, a volte vuoi farlo da solo, in silenzio, poggiato di sguincio su un letto o su un divano
Cerchi la compagnia ma sai stare da solo, ti piace restare a casa e preparare dolci o colorare zitto zitto.
Fai delle litigate furiose con tuo fratello che adori e spesso lo chiami:" Giacomì".
Oggi festeggeremo i tuoi sei anni al parco, con un grande pic-nic e tutti i tuoi amici.
Speriamo che quest'anno tu non abbia da ridire niente sulla torta, come sei solito fare, l'ho presa esattamente come vuoi tu, tutta panna e cioccolato, tanto non la mangerai lo stesso.
Buon compleanno Amore mio.

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