venerdì 26 novembre 2010

Io in:"Sto invecchiando..."


Sto invecchiando,sto inesorabilmente,silenziosamente,subdolamente invecchiando.
Ormai è innegabile,vi spiego perchè e come me ne sono accorta in questi giorni
d'autunno:
-Perchè la digestione dei peperoni a cena, inizia a risultarmi difficoltosa
-Perchè oggi non mi prenderebbero mai in qualsivoglia accademia di danza per diventare una ballerina professionista(lì,direte voi,ci sono anche altri motivazioni che balzano all'occhio,ma vi pregherei di restare sul tema)
-Perchè la pelle del viso,specie nella zona intorno agli occhi e sulla fronte,non è più tesa come prima e soprattutto non ha quell'aspetto pieno e vivo,sembra spenta,ruvidina,avvizzita.
-Perchè ho un mal di schiena perenne
-Perchè non sopporto più il rumore,le luci forti e la confusione
-Perchè mi infastidisce la maleducazione e la gente che urla
-Perchè ho sempre troppo freddo o troppo caldo
-Perchè non riesco più a masticare come prima
-Perchè non passerei mai più una notte in discoteca nemmeno se mi pagassero(ovviamente qui se ne può parlare)
-Perchè penso a cosa mangeremo domani anche se è solo oggi
-Perchè parlo della pioggia e del traffico con le signore
-Perchè preferisco fare la spesa al mercato piuttosto che all'ipermercato
-Perchè ho il fiatone ed il batticuore anche se tiro su la serranda(ad esclusione di quelle elettriche s'intende)
-Perchè faccio le fettuccine fatte in casa
-Perchè ho spesso la pezzetta in mano
-Perchè non riesco a sollevare i pesi
-Perchè la pelle del collo,se pizzicata,resta tale troppo a lungo
-Perchè sopra ai glutei è spuntata una roba tipo maniglioni di salvataggio,che trovo essere un accessario inutile ed ingombrante
-Perchè parlo delle offerte sui detersivi in polvere con le altre mamme al parco
-Perchè dico cose come:"mio marito per cena vuole la verdura" oppure: "aveva ragione mia nonna" o ancora:"i miei figli mi fanno disperare"
-Perchè dal salumiere non chiedo più del prosciutto ma il prosciutto che dico io come lo dico io
-Perchè non mi fido più
-Perchè non riuscirei a fare un altro figlio neanche se mi promettessero che stavolta sarà una femmina(anzi,soprattutto se...)
-Perchè sto sempre meglio rintanata nella mia casetta piena di legno piuttosto che fuori da essa
-Perchè forse le improvvisate non mi piacciono più come prima
-Perchè sono diventata un pò solitaria e desiderosa di spazi solo miei
-Perchè preferisco una sana dormita all'aggiornamento sulla politica interna
-Perchè leggo riviste d'arredamento che compro sempre dallo stesso giornalaio di fiducia
-Perchè la sera sono talmente stanca da addormentarmi dopo le nove e molto prima delle dieci con bavetta laterale peri-lettura
-Perchè mi spoglio trenta secondi dopo essere entrata a casa,lanciando reggiseni-ghigliottina,calze avviluppanti,tacchi odiosi
-Perchè mi piacciono sempre di più:le boule,le alzatine da torta,il colore bianco,i calzini antistress,i maglioni di lana,le pantofole ed i plaid
-Perchè non bevo più il caffè ma solo thè e tisane alla frutta
-Perchè sono diventata ancora più protettiva nei confronti di chi amo
-Perchè mi sono scocciata di farmi fregare dai furbi e dai prepotenti
-Perchè non sopporto chi passa avanti nelle file e glielo dico ad alta voce
-Perchè ora preferisco andare in vacanza in montagna piuttosto che al mare
-Perchè amerei fare maglioni ai ferri e costumini all'uncinetto
-Perchè ho sempre più bisogno di sentire la mia famiglia d'origine
-Perchè devo andare dal parrucchiere molto più spesso di prima
-Perchè non ho più voglia di avere tanti amici ma solo veri amici
-Perchè piuttosto che il freeclimbing farei dell'idromassaggio senza limiti
-Perchè preferisco una polentata a casa di amici che una pizza in un locale
-Perchè il fumo delle sigarette altrui,mi da fastidio anche per la strada,mentre guardo una vetrina o durante una passeggiata all'aperto(oh,finalmente l'ho detto che caspita!)
-Perchè dico ai miei figli cose come:"non fate gli sciocchi,vi arriva una sberla,non fatemi perdere la pazienza,perdindirindina,Babbo Natale vi osserva comportatevi bene)
-Perchè sempre più spesso sogno Milo Cotogno che mi racconta una fiaba piuttosto che abusare di me nel bel mezzo del Fantabosco come era solito.

lunedì 22 novembre 2010

Io in:"Preghiere e soffitti..."


Mio figlio maschio grande,mentre gioca a prendere il caffè con mio figlio maschio piccolo(il quale ripete:"a pappa a pappa"e beve per finta da una costruzione rovesciata),mi dice:"sai mamma che ieri sera stavo parlando con Gesù?"
"Ah sì?davvero?ti sentivo confabulare piano mentre cercavo di addormentarti,quindi pregavi"
"No mamma,non pregavo,ci parlavo proprio"
"Ah scusa,e cosa vi dicevate?"
"Gli chiedevo un sacco di cose"
"Bene,e cosa gli chiedevi tesoretto?"
"Domande così,diverse,tipo perchè certi hanno i capelli ricci ed altri no,perchè delle persone stanno male o non hanno da mangiare,se Babbo Natale mi porta lo schifidol,se avremo un altro fratello magari una femmina,una fratellina"
"Molto interessanti queste domande amore,e lui cosa ti ha risposto?"
"Non lo sò mamma,non ci ho capito niente,c'era il soffitto in mezzo ed io non capivo lui e lui non capiva me".

giovedì 18 novembre 2010

Io in:"Differenze terza parte..."


Lui e lei sul divano,lui ha lo sguardo un pò vacuo e la postura da stracchino nelle vaschetta bianca,lei mezzo raggomitolata al suo fianco,le gambe raccolte,i piedi scalzi,l'atteggiamento civettuolo,le mani che gesticolano,la testa reclinata da un lato.
Ella dice quasi tutto d'un fiato:"sai amorino,per il matrimonio di Sara e Giovanni,mi piacerebbe indossare una specie di tunica,sai tipo un velo unico tutto morbido,che cada leggero sul mio corpo,e magari metterci sotto quei sandali beige e farmi una pettinatura tipo ancella,orecchini pendenti d'argento e d ametista,un trucco appena visibile e quella borsetta che mi ha regalato mamma,quando si sono sposati Gino e Manuela,poi vorrei prendere degli abitini semplici anche per i bambini,sai quel genere un pò dandy con pantaloni in fresco di lana,camicie azzurro polvere,scarpe blu scuro,e per te magari un bel completo nuovo,è ora che ti compri un vestito nuovo tesoro,magari grigio perla o grigio antracite,e quella mattina mi piacerebbe partire presto così facciamo una puntatina al borgo dove si sposano che è una meraviglia,un vero bijoux,per il regalo avevo in mente quel quadro della mostra vista al palazzo delle esposizioni quella domenica mattina di due anni fa,magari con una cornice di legno chiaro,hanno la camera da letto tutta in rovere perciò ci starebbe divinamente,loro amano l'astrattismo,non quello troppo spinto certo,e semmai poi prenotiamo una stanza pure noi che è tanto romantico quel posto e dormiamo lì,così il giorno dopo ci svegliamo,facciamo quelle colazioni meravigliose e ci tuffiamo in piscina,sarebbe bellissimo noi quattro soli nella campagna sperduta e selvaggia,chissà con chi viene Monica stavolta è il quarto fidanzato che cambia nel giro di sei mesi,e poi prendiamo i cavalli e galoppiamo al tramonto,eh amorino che ne dici che ne dici?"
Egli dice:"Chi sono Sara e Giovanni?"

martedì 16 novembre 2010

Io in:"Prime misurazioni..."


Momento della messa del pigiamino serale,io afferro il grande perchè più a tiro rispetto al piccolo arrampicato sulla grata della cucina come un geco estivo,lo spoglio ed ascolto tal comunicazione:"mamma sai,io ho un pisellino che cambia,non è sempre uguale."
"Si,i pisellini fanno di questi scherzi,sono fatti così,un pò incostanti sai"
"Il mio di più,perchè se dondola tanto è piccolo e morbido,se dondola medio è un pò grande,se non dondola per niente è enorme e durissimo".
"..."
Certe sere,i commenti di una madre stanca,su un argomento tanto delicato,potrebbero generare confusione,pertanto ho deciso per un timido silenzio.

sabato 13 novembre 2010

Io in:"Differenze seconda parte"


Domenica mattina ore 11.00 circa,casa italiana media,stipendi da fame nera:
Lei ha già: sconvolto i letti,aperto le finestre,messo cuscini, piumoni e lenzuola sul davanzale in bocca al sole,preparato la colazione,messo sù il caffè,imburrato il pane,reciso due fiori dal vaso del balcone e messi al centro della tavola,cambiato pannolini,tolto i pigiami,lavato i bambini,spolverato la libreria,avviato il sugo e l'arrosto per il pranzo con la suocera,steso una lavatrice di panni bianchi,caricata con pretrattamento,una colorata,sprimacciato i cuscini del divano,passato l'aspirapolvere,lavato le tazze,rinfrescato i pavimenti con straccio umido ed essenza di lavanda,cantato una canzoncina ai bambini irrequieti,si è lavata,vestita e pettinata,ed ora sta annaffiando le piante.
Lui ha già:fatto la cacca ed ha appena terminato di farsi la barba,sfregiandosi le guance come al solito.

mercoledì 10 novembre 2010

Io in:"Quasi sempre..."


Girovagando per il parco,mentre traino il dolce peso dei miei figli abbarbicati sul passeggino arancione,(corredato di patacche ormai non riconducibili più a nulla di terreno)mi sento confessare dal figliolo grande:
"Mamma,guarda quel cagnolino come zoppica poverino,lo sai che quando vedo un cane che zoppica od un vecchietto che cammina con quei bastoni,mi sento male?mi fa male proprio qui"e si indica il cuore.
"E' normale tesorone,succede spesso,sai nella vita ci sono un mare di cose belle ma anche molte cose brutte che ci fanno star male"
"e allora?"
"e allora cosa?"
"come posso fare a mandare via questo colpo al cuore?"
"credo che ci si debba fermare un attimo,sentire questo dolore e poi alzarsi ed andare avanti,sempre sempre avanti,sempre"
"quasi sempre..."

venerdì 5 novembre 2010

Io in:"Il sedile posteriore..."


Molti luoghi dell'infanzia ti restano addosso con violenza anche tantissimi anni dopo,quando ormai sei adulto o addirittura vecchio,molti luoghi restano conservati dentro di noi,ed ogni tanto ritornano insieme ai loro odori,ai loro colori,alle sensazioni che ci regalavano un tempo.
Se penso al luogo che più vorrei rivivere,toccare,godere,però,trovo sempre lo stesso,immobile e bello com'era allora:il sedile posteriore della macchina di papà.
Il sedile posteriore della macchina di papà era in simil-pelle color nocciola(mi verrebbero altri termini a far da esempio,ma non mi pare il caso visto il tono nostalgico del post),pertanto gelido d'inverno e bollente-appiccicoso d'estate(se portavi i calzoncini corti rischiavi escoriazioni di terzo grado).
Il sedile posteriore della super-cinque modello base base(neanche base per altezza,non sia mai)era morbido,accogliente,io e mia sorella ci rannicchiavamo nelle sue pieghe sbrindellate e giocavamo,mangiavamo,ci toglievamo le scarpe,litigavamo.
Dal sedile posteriore della macchina di papà salutavo gli altri fermi al semaforo,mandavo baci agli uccelli in volo e seguivo il contorno di alberi,montagne ed insegne, con la mano che guizzava come un delfino in aria.
Sul sedile posteriore della macchina di papà,le sere d'inverno,mi raggomitolavo stanca,al rientro da una cena a casa di amici dei miei o da una festa bislacca stile anni ottanta, e mi lasciavo cullare dal gracchiante suono della radio di sottofondo,dalla voce dei miei che discutevano serenamente del cibo appena gustato,del vestito di quella,della casa dell'altro.
Sul sedile posteriore della macchina di papà,mi addormentavo leggera,mentre le luci delle macchine scorrevano lente davanti a noi,e la mia bava cadeva liquida e rilassata dalle mie labbra distese.
Sul sedile posteriore della macchina di papà, sognavo ed ascoltavo la notte,rimanendo aggrappata alla rassicurante sensazione che qualcuno di cui ti fidavi ciecamente, stava scegliendo la strada per te e ti ci conduceva tranquillo,quella sensazione che non proverai più,di essere portato,protetto,accovacciato,sostenuto.
Sul sedile posteriore della macchina di papà,dormivo sonni leggeri come sfoglia di cornetto appena sfornato,masticavo la stanchezza con piccoli morsi e schiocchi di lingua,sorridevo silenziosa e segreta di quel soffitto di luna e stelle che ad ogni curva mi si svelava sulla testa.
Sul sedile posteriore della macchina di papà, stringevo gli occhi,non appena lo sentivo manovrare per parcheggiare sotto casa,fingevo un sonno profondo quando sentivo il motore che si spegneva in uno sbuffo lento e liberatorio.
Nel sedile posteriore della macchina di papà,mi lasciavo prendere in braccio,abbandonata e pesante,aspettavo che mi sistemasse fra il suo collo e la sua spalla e solo allora,furba e pacificata,riaprivo un poco gli occhi per sbirciare ancora un pezzo di quelle notti fredde,annusando il suo dopobarba economico,la traccia delle sue sigarette e pregustando il sapore incomparabile,del mio letto di bambina che tra poco mi avrebbe accolta silenzioso.

martedì 2 novembre 2010

Io in:"Via Crucis..."


I°Stazione:Via del praticello fiorito in Maggio,entro in macchina,mi guardo nello specchietto retrovisore e mi devo arrendere alla triste realtà,quella lì riflessa sono proprio io.
Le occhiaie sfiorano la zona narici,la pelle ha l'aspetto di un lenzuolo preso in bocca da una mastino e ciancicato con foga canina.
Il pallore è preoccupante,abbacina come neve al sole,i capelli appaiono come il pandoro sul termosifoni nei tempi d'oro.
II°Stazione:bretella Roma-L'aquila,mi pettino la chioma con spazzola ragno gialla-dentini smozzicati,i capelli reagiscono con un violento stato elettrico pericoloso per la salute(devono stare lontano dal mio autoveicolo i portatori di by-pass e pacemaker).
III°Stazione:Via Tiburtina,inizio a stendere il fondotinta ed il copriocchiaie di due toni sotto al mio,ovvero color porcellana-uova di Fabergè o tristi pierrot sui letti d'un tempo.
IV°Stazione:Via Tiburtina solo un pò più giù,picchietto la cipria impalpabile, ottima texture(ma che significa letteralmente?)e pennello il fard sugli zigomi sporgenti, finalmente un pò di colore,abbandono lo stato di rigor mortis con gioia e sollazzo.
V°Stazione:tangenziale est,metto il rossetto sulle labbra rinsecchite come pezzette sul bordo del lavandino e loro ringraziano,si distendono,sbadigliano,si colorano lucide e vezzose.
VI°-Stazione:tangenziale est,solo poco più ad est di prima,attacco gli occhi,sfumo con pennellino tracce scure attaccate alla rima palpebrale(bella questa eh?l'ho imparata negli anni novanta)ed al centro dell'arcata anch'essa palpebrale.
VII°Stazione:semaforo di via Livorno,giusto il tempo di usare il piega ciglia,gli automobilisti accanto alla mia macchina mi guardano inorriditi, come se stessi per cavarmi gli occhi con un denocciolatore per olive.
VIII°Stazione:Viale ventuno Aprile(ma dalla fila di automobili direi anche ventidue-ventitrè)è giunta l'ora del rimmel e della lotta contro il grumo che appesantisce lo sguardo,Dio ce ne scampi e liberi dal grumo.
IX°Stazione:Via Nomentana(qui potrebbe avvenire tranquillamente anche il trucco sposa e madre della sposa,tanto c'è tempo a iosa)inizia l'attacco al pelo sopraccigliare superfluo,mai nulla fu più superfluo di lui,via allo spinzettamento selvaggio pertanto.
X°Stazione:Via Nomentana altezza via Gorizia,tiro fuori il mio profumino da borsa e rinfresco collo,polsi e capelli(lo sò,uno strano vezzo ma tant'è).
XI°Stazione:Via degli Appennini, cerco il parcheggio disperatamente ed intanto tolgo il trucco in eccesso con veline leggere(non è vero,non ho mai posseduto veline leggere,pulisco guance e labbra,baciando e strusciandomi sui fogli dell'assicurazione,sul cid,sulla vecchia lista della spesa).
XII°Stazione:Variabie,dipende da dove parcheggio,sguardo d'insieme nello specchietto anterovisore,sprimacciamento capelli,sorrisi finti nel nulla.
Scendo dalla macchina e mi sento molto meglio rispetto alla lontana prima stazione,quasi...resuscitata oserei dire.

Perdonatemi ma dovete cercare di comprendermi,quando, per fare otto chilometri ci si impiega, un'ora abbondante ogni santa mattina(pari ad egual percorso nella campagna indiana, nel mese delle alluvioni,con trabiccolo autoctono),bisogna pur utilizzare il tempo in maniera fruttuosa,vi dò solo un consiglio da amica:evitatemi come la peste per le prime otto stazioni abbondanti,datemi retta.

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