lunedì 29 luglio 2013

Immagini di Luglio




Era l'alba, un uomo giovane pedalava sulla sua bicicletta leggera, dalle ruote grandi, la scocca sottile ed elegante, era mattina presto e noi già correvamo nelle nostre macchine sporche.

Lui pedalava, aveva un completo elegante, giacca e pantaloni grigi scuri, opachi, la camicia bianca e la cravatta bordeaux, calzava scarpe nere, dure e belle, pedalava concentrato ma non affaticato, aveva gli occhiali scuri per difendersi dal sole fresco di un Luglio instabile, pieno di pioggia e nuvole e vento.

Pedalava rapido e preciso, mantenendo una rotta sicura, non vacillava, il suo incedere era chirurgico netto, la giacca si apriva nel vento del suo sforzo naturale, i lembi svolazzavano scoprendogli la pancia ed il torace tutto, era un uomo e correva nel senso contrario al mio.

Chissà dove andava con quella bicicletta e quel vestito.
Chissà chi lo aspettava, come era vestito anch'esso, se lì dentro faceva un caldo micidiale, se gli aveva preparato una buona colazione oppure lo voleva aggredire, sgridare, incolpare, chissà dove avrebbe parcheggiato la sua bicicletta ultraleggera, come sarebbe sceso da quel sellino, e se si fosse aggiustato la cravatta stringendola verso il collo.

Chissà chi c'era per lui subito dopo aver incrociato la mia strada, senza neanche vedermi.

lunedì 22 luglio 2013

Auguri amica mia.


E' alta, secca allampanata, bionda e con i ricci biondi, ha lo sguardo azzurro, è sincera come l'acqua di montagna, le puoi affidare qualsiasi segreto, lei lo custodirà, le piacerebbe leggere di più ma non ce la fà, le piacerebbe uscire di più ma non ha tempo, le piacerebbe parlare al telefono ma non telefona quasi mai, non sopporta le smancerie, odia i tradimenti, la tecnologia l'atterrisce, non riesce a scegliere se non con tempi lunghissimi e strazianti, ha due figli:una femmina scura dagli occhi scuri, i capelli scuri e la tenerezza visibile e tanto concreta da sembrare un oggetto, l'altro è maschio, biondo, chiaro, con gli occhi chiari ed una promessa di bontà che siamo tutti sicuri, manterrà per tutta la sua vita.
E' divertente e quando mi fa ridere mi fa ridere un casino, ha le mani più vecchie di lei perchè non si fà lo scrub, non si stende la crema, non si massaggia.
Lei non si mette mai le gonne anche perchè sua nonna le diceva che stava meglio con i pantaloni, è capace di amare zitta zitta senza fare rumore.
Spesso inizia la frase con uno:"Scusa", è una bravissima logopedista e se i miei figli avessero bisogno di una logopedista sceglierei lei.
Non risponde quasi mai ai messaggi ed alle telefonate, anche se ha mille minuti e mille sms ed internet illimitato, ma su di lei ci puoi contare, sempre.
Le piace fare colazione e sentirsi viva ed affammata a quell'ora, si ingozza di Macine alla panna e poi le si impenna il colesterolo anche se è un'acciuga lunga e diafana.
Quando non è felice a colazione, vuol dire che è proprio tanto triste.
Piange quando la giraffa Melman di Madagascar, spiega a Moto moto chi sia Gloria e cosa le piaccia davvero, è una romanticona ed adora la sua famiglia.
Mi piace farla ridere, e a volte, quando ride fa il verso del maialino, le piace Russel Crowe nel "Gladiatore", regala piscine gonfiabili e non và dall'estetista, le mechès ama farsele fare con la cuffia "perchè non cè paragone con le cartine" i capelli però, se li fà tagliare da una parrucchiera diversa da quella delle mechès.
Ascolta i miei vaneggiamenti amorosi facendo sempre il tifo per la mia famiglia, è paziente e và in vacanza in posti dai nomi strani tipo:" Canera" e "Guardia Perticara", ha però amato Parigi ed il mare esotico nel suo viaggio di nozze, sà stirare i miei capelli con il phon e la spazzola, certi giorni è così bella che intimidisce.
Certi giorni è così stanca che ti verrebbe voglia di prenderla in braccio.

Qualche minuto fà eravamo giovani, ora non lo siamo più, ma avremmo voglia di tornare all'agriturismo toscano, in riva alla piscina, a fantasticare sui figli e sui mariti che ancora non avevamo, anche subito.
Lei non fuma e non beve, ama il cappuccino senza schiuma e questa è l'unica cosa di lei che non capisco, sà sempre di buono e di pulito, è leale e fà le cose all'ultimo minuto, sul filo di lana.
Non ama cucinare e beve latte scremato, però quando cucina è brava, perchè lo fà seriamente come tutte le cose che fà, seriamente.
Vorrei tanto vederla un pò più leggera, anche se non pesa un accidenti.
Mette delle scarpe improbabili, per lo più da uomo e se quest'anno non butterà quelle nere lucide, la picchierò violentemente.
Quando è incinta sviene e vomita ed io mi accorgo che è incinta.
Scrive con una grafia ordinata,tonda, femminile, rassicurante, conosce bene la matematica e le regole della lingua italiana, ha giocato molto con i suoi genitori e li aveva vicini sempre.
Da piccola faceva temi che compiacevano le carmelitane scalze ma anche quelle con le scarpe, correva come il vento sulla pista rossa dell'atletica, era gelosa di suo fratello che ora ama follemente.
Non sopporta il parmigiano ed è fedele e sensuale anche senza tacchi nè trucchi.
Oggi compie gli anni, vorrebbe qualcosa di speciale, anche se non lo direbbe mai, io vorrei regalarglielo, ma siamo lontane.
Per ora le ho incartato un vaso azzurro come il suo sguardo, ed ho scritto questo post.

Auguri Amica mia.

mercoledì 17 luglio 2013

La mattina



La mattina il sole mi sveglia, piccoli cerchi caldi sulle caviglie, sulle unghie scure di smalto lucido e femmina, sull'ombelico che batte di sangue, sulle braccia lunghe, sul collo pallido, sul seno liscio come olio.
Apro l'aria che viene dall'orto, è ancora fresca e limpida, umida di notte e brina, di pomodori ed uccelli, e strappi di nuvole nuove, che ricambiano quelle di ieri ormai vecchie.
La mattina spalanco la luce del giorno e mi ci riempio la faccia, annuso fuori e mi sembra di trovarci un pezzo di mare.
Respiro l'aria sedendomi sul letto, impulsi e spinte mi lanciano in piedi, mi pizzica la voglia, mi fa vibrare il desiderio.
Sono confusa la mattina, perchè sento la consistenza dell'acqua, la promessa di un nuovo giorno che poi non viene mantenuta ma è pur sempre una promessa, e le promesse si sa, non si mantengono quasi mai.
La trama dei miei vestiti, il battito del mio cuore, il caffè sul fuoco, la croccantezza dei biscotti, il balcone pieno di aria tutta da riscrivere ed inglobare.
La mattina ho la possibilità di amare molti uomini e molte donne, perdutamente.
La mattina l'umanità mi attrae, l'immagine dei peli sul petto, il fianco sporgente, l'osso nella gola quando un maschio deglutisce, una maglietta che scopre la pancia mentre si allunga per prendere una cosa.
La mattina le cose mi stordiscono, i miei bambini pieni di profumo dei miei bambini sui colli teneri, i loro piedini con le dita minuscole che diventeranno grandi, le gambe tonde sul legno delle stanze mentre giro scalza per la casa chiara, il vento che gonfia le tende e la voglia pazza di restare.
La mattina porta dentro il desiderio di creare, cambiare faccia, occuparsi di cose belle, dedicarsi ogni momento con intensità e gusto.
La mattina ho quasi quarant'anni e non mi sembra tanto giusto.
La mattina mi sdraio di nuovo fra le lenzuola, il cotone addosso mi commuove per la sua accoglienza e mi fa male la pancia se solo penso che dovrò lasciarla.
La mattina mi stiracchio ed allungo come una gatta nel sole, metto in ordine i cuscini e guardo da lontano la casa che lascio immaginando quando ci rientrerò.
La mattina guardo i vasi, i libri, la polvere sulla credenza, le tazze capovolte che sgocciolano di lavaggio fresco, i panni nei cassetti, i mucchietti di calzini e slip, i messaggi sul frigorifero, le fotografie nelle cornici, i disegni dei bambini, le nostre tracce, i nostri percorsi cancellati e ripresi mille volte.

La mattina guardo indietro prima di chiudere e quelli siamo noi.

venerdì 12 luglio 2013

Vorrei regalarti un cane



Vorrei regalarti un cane perché ti segua ovunque, ti insegni la pazienza ed il rispetto, il dare senza l'aspettarsi nulla in cambio se non un grattino fra le orecchie.

Vorrei regalarti un cane perché ti sia fedele sempre, ti annusi, ti mostri cosa significa amare senza paura di perdersi, concedersi ed offrire la propria pancia ed il proprio collo, indifesi e fiduciosi.

Vorrei regalarti un cane cucciolo che cresca con te, che tu possa accudire ogni giorno, in un insieme di gesti che lo renderanno grande e forte, un cane che tu possa difendere dai cani cattivi, dalla gente orrenda, dal pericolo.

Vorrei regalarti un cane con il naso bagnato ed i peli da spazzolare, un cane che ti annusi mentre dormi e che riconosca il tuo odore sulle cose e fra i cuscini.

Vorrei regalarti un cane che ti riempia di feste appena rientri a casa dopo il lavoro, che ti lecchi le mani e ti scondinzoli intorno allegro e molesto come la gioia bambina.

Vorrei regalarti un cane grande che con le zampe ti abbracci le spalle e ti salti sulla pancia la domenica mattina svegliandoti come un' eterna giornata di sole e cielo azzurro.

Vorrei regalarti un cane femmina che ti consideri suo e ti difenda con le unghie e con i denti, un cane femmina che ringhi quando sei in pericolo ed una volta messa all'angolo, rischi la sua vita per te, senza pensarci un attimo.

Vorrei regalarti un cane femmina attaccato alla tua casa, che protegga il vostro territorio, che dorma davanti alla tua porta vegliando il tuo sonno, giovane e tonica come un cane da corsa, agile e dolce come un cane da caccia, forte e docile come un cane da compagnia, tenera ed amorevole come un cane femmina.

Vorrei regalarti un cane capace di sopportare la tua ira, il tuo dolore, il tuo disagio, un cane che sappia ricominciare ogni volta da capo, che ricominci ad amarti ogni mattina, fingendo che non sia successo niente, dimenticando il distacco e l'umiliazione che le hai rovesciato addosso, sulla groppa, nel respiro, dentro agli occhi.

Vorrei regalarti un cane femmina che ti ami da subito, dalla prima sera in cui sia riuscita a capire chi sei e soprattutto chi potresti essere, un cane che ti ami follemente, ciecamente, stupidamente come solo gli innamorati ostinati sanno fare.

Vorrei regalarti un cane perché io non ce la faccio più.

giovedì 4 luglio 2013

Dove



Ad un semaforo lungo della via Palmiro Togliatti, pensavo: "chissà dove..."
Chissà dove morirò.
E' importante sapere come e perché si muoia, ma il dove non lo considera mai nessuno, ai più sembra un argomento secondario.
Col cavolo che è secondario.
Pensa se ti si ferma il cuore mentre guidi un pulmino portando in gita 60 bambini dell'asilo, oppure mentre sei assisa su una lavatrice in centrifuga facendo sesso selvaggio con i muratori del vicino di casa che sta ristrutturando l'appartamento.
Metti che incontri il tunnel bianco mentre fai sesso selvaggio con il vicino di casa che sta ristrutturando e ti trovano i suoi muratori, insomma, il dove fa la differenza, credetemi.
Potrei morire al supermercato in fila esibendo la tessera soci, schiacciata da un elefante fuggito ad un circo mentre mi chino per raccogliere cicorietta selvatica, in pizzeria finendo con la faccia dentro ad una margherita bollente, nuotando in piscina così tutti crederebbero che sto facendo il morto a galla, sulla sabbia mentre scavo una buca per i bambini e mi ci auto-seppellisco finendoci dentro, sulla panca di legno di una chiesa durante un matrimonio cattolico mentre tutti lanciano il riso sul mio cadavere caldo.
Potrei morire all'alba, su una poltrona, leggendo un libro del quale non conoscerò mai il finale, in ascensore con le porte che si aprono e si chiudono sulla scena della mia morte silenziosa, potrei morire in ospedale, dentro ad un letto con le rotelle e le lenzuola della Lanvin, sul lettino gelido della sala operatoria mentre qualche medico stava tentando di salvarmi la vita ma forse era troppo stanco per riuscirci, o troppo annoiato o malpagato o forse, quella roba lì dentro me, ha dato complicazioni inaspettate, potrei decedere su un'isola deserta mentre addento la seconda cozza mortale, partorendo il mio terzo figlio a cinquant'anni e tutti lo chiamerebbero Silvia anche se maschio, in mia imperitura memoria.
Potrei morire mentre faccio colazione al bar con il mio amato fagottino alle mele e cannella, all'Ikea mentre riempio il carrello di cose dai nomi improbabili, facendo pipì in autogrill, o cadendo sul prato durante un concerto-cover dei Police mentre canto a squarciagola:"Du du du da da da".
Potrei innalzare la mia anima, lasciando il mio corpo tondeggiante, mentre mando un what's app divertentissimo a mia sorella, o sconcio alla mia amica sconcia, o sconcio alla mia sorella divertente.
Potrei morire al cinema soffocata da un pop corn, mentre tento di capire la trama del thriller (non capisco mai bene le trame dei thriller, le intuisco, comprendo per grandi linee, vado a tentoni e mi ingozzo di pop corn).

Potrei schiattare al sole su una sdraio ad Ostia mentre i gabbiani mi girano sulla testa stile avvoltoi, morire scalando una montagna con lo zainetto pieno di frutta secca e bevanda isotonica, nella mia camera da letto avvelenata da mia nuora(una bionda con il cerchietto), sul water dopo l'ennesima stupida colica calcprotectinica, litigando durante la riunione d'equipe del martedì, da Lidl comprando: "Asciugadora de bidet" in offerta speciale, a Carnevale mascherata da Shrek o meglio da Fiona l'orcona, ad una festa dell'Unità aspettando che si rosoli la mia pannocchia sul barbeque, in ambulatorio cercando di far pronunciare la "R" ad un bambino con disturbo della "R".
Potrei perdere la mia pellaccia litigando per un parcheggio in centro, mentre mi depilano l'inguine asportandomi il linfonodo fondamentale, truccandomi allo specchio, saltando a corda, sul lettino con divaricatore mentre mi bruciano un grappolo emorroidale, pedalando al parco, baciando qualcuno (pover'uomo), cantando e ballando: "I'm a single lady" con il body, i tacchi ed i mezzi guanti di ferro.

Potrei morire scrivendo un nuovo post su questo mio amato blog...effettivamente non mi sento troppo bene.

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