sabato 29 novembre 2014

Come ogni volta con la frolla




Mi succede da anni.
Ogni santa volta.
Provo lo stesso identico sentimento, nessuna volta esclusa.

Inizio ad amalgamare zucchero, burro, farina, tuorli, un pizzico di sale, la buccia grattugiata del limone.
Muovo le mani, ho sempre le mani fredde io, pare sia una buona cosa per lavorare la frolla.
La frolla non ama il calore.No.
La frolla chiede il freddo, il riposo.
Lavoro gli ingredienti, li ammasso, cerco di inglobarli uno nell'altro.
Tento accada che il burro abbracci la farina e lo zucchero, che tutto abbia una consistenza ed un sapore finalmente fuso, il sapore inconfondibile della frolla.
Dopo pochi minuti la pasta sgretolata mi si arrampica sulle dita, l'uovo resta solo verso l'alto, la farina resiste, il burro resta isolato sui bordi della ciotola, lo zucchero giace sul fondo, guardo l'impasto frantumato, i pezzi singoli che lo compongono e puntualmente penso:"stavolta non mi riesce".

Lo penso ogni volta, ogni santissima, singola volta.
Penso:"stavolta non ci riesco davvero, è diverso dalla scorsa volta, non ce la farò", però continuo ad impastare ed improvvisamente tutto diventa un'unica palla, una palla liscia, odorosa, omogenea.

Ogni volta poi sforno la crostata di ciliegie calda, e la marmellata fa le bolle.

sabato 22 novembre 2014

Interpretazione dei sogni



Caffè, schiuma di latte, pane e marmellata, è mattina, c'è già tanta luce.
Io ed i miei due bambini a colazione.
"Sapete bambini mi è appena venuto in mente cosa ho sognato stanotte, era tutta una corsa angosciante, scendevo giù da un dirupo, sembrava di essere in montagna, era un percorso in discesa pieno di ostacoli, sassi, sterpi, rami, vuoti immensi, correvo, saltavo, avevo il fiatone, cercavo di evitare le buche, i massi sporgenti, l'inciampo nascosto sotto le foglie.
Correvo determinata, a testa bassa, concentrata, sudata, spaventata, andavo ed andavo, ma secondo voi dove stavo andando?"

Il piccolo, stropicciato di sonno e latte freddo, mi guarda in faccia e mi dice:"dove ti pare mamma, andavi dove ti pare".

lunedì 10 novembre 2014

A tua madre chiederei



Se potessi sedermi e parlare con tua madre, le chiederei tante cose.
Le farei molte domande su come eri, quello che facevi e dicevi, soprattutto su come lo facevi e dicevi.
Le chiederei cosa ti faceva piangere e cosa ridere
Il regalo di Natale che ti ha più emozionato
Se dicevi le poesie sulla sedia e se mettevi i soldi da parte
Se ti piaceva farti fotografare
Se desideravi essere ninnato
Se volevi essere imboccato
Se ti sbucciava la frutta dopo pranzo
Le chiederei l'esatto colore dei tuoi capelli dopo l'estate
La tua grafia sui primi quaderni
Il tuo tema più bello
La ferita più sanguinosa
Il maglione fatto dalla zia che non volevi mettere perchè ti pizzicava il collo
Le chiederei come ti addormentavi
Chi volevi diventare
A chi assomigliavi appena nato
Le chiederei degli amici che hai portato a casa e delle partite che hai urlato in salone
Vorrei sapere quanto tempo ti chiudevi in bagno da adolescente
Quanto eri bello mentre dormivi la notte
La febbre che ti ha fatto crescere di più
L'espressione del viso quando ti arrabbiavi e prendevi un'altra impuntatura
Le chiederei di te, perchè amarti ora non mi basta, vorrei amarti da sempre, come lei.

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