venerdì 20 aprile 2012

Alle ragazze di Pola.





Grazie ragazze perchè dopo 11 anni di lavoro insieme, verrò trasferita e non vi vedrò più tutti i giorni in quell'ambulatorio al pian terreno, quello con il portoncino marrone e le stanze colorate.
Grazie perchè era bello trovarvi fra i parcheggi del quartiere trieste, la mattina presto presto con la faccia ancora ciancicata.
Grazie per le colazioni ordinate da Peppe, per i cappuccini senza schiuma, per quelli con tanta schiuma, per quelli chiari e quelli scuri, quelli con il caffè caldo ed il latte freddo d'estate, per quelli bollenti d'inverno.
Grazie per i pomeriggi infiniti quando fuori era già buio ed il richiamo di casa iniziava a stordirci le orecchie, grazie per le giornate lunghissime che si srotolavano sotto alle luci dei neon, grazie per quando faceva troppo freddo e si cercava di accendere le pompe di calore che funzionavano ad intermittenza, grazie per quando faceva troppo caldo e l'aria condizionata funzionava ad intermittenza, grazie per quando c'era Alessia con i suoi ricci a riempire l'entrata ed il cuore, per quando c'era il forno con i miei spiedini ad appestare l'ambulatorio trasformandolo in un negozio di kebab, grazie per quando una di noi usciva per tutte a prendere le insalate nelle scatoline dal paninaro di via nomentana, grazie per i rimasugli delle cene che ognuna di noi condivideva con l'altra raccontandone la storia e la ricetta.
Grazie per quando ci truccavamo tutte accalcate nello stesso specchio, grazie per lo spaccio di creme anticellulite e pastiglie per il mal di testa, grazie per quando ci veniva il ciclo e ci sentivamo giù e qualcuna correva a prendere un dolcino consolatorio sempre a base di cioccolata, grazie per quando qualcuno sveniva o piangeva e voi c'eravate sempre, grazie per esservi arrabbiate ed appassionate alle liti con le suocere, alle separazioni con i fidanzati, agli annunci di matrimonio.
Grazie per gli addii al nubilato, per le calze smagliate, per i consigli piccanti per ridestare il desiderio di un compagno addormentato, grazie per le risate da sputare i mandarini dal naso, per le imitazioni dei genitori dei pazienti,per le ascelle sudate e lo scambio di deodoranti.
Grazie per la correzione del VMI di tutti i miei pazienti, per il sostegno nel calcolo delle deviazioni standard, per le foto durante i compleanni di qualcuna, per le collette furtive, per le irruzioni in palestra quando un paziente troppo pesante diventava insostenibile e la vicinanza dell'altra ci sollevava tanto, grazie per aver sopportato le mie polemiche durante le riunioni ed il mio disordine fra gli attrezzi della psicomotricità.
Grazie per le domande sui miei bambini e la mia storia d'amore bislacca, grazie per i ciambelloni fatti in videoconferenza e poi portati a lavoro ancora caldi con la voglia di farceli assaggiare, grazie per la vostra generosità, per l'atmosfera che si respirava il giorno in cui ci scambiavamo i regali di Natale, grazie per i bigliettini disegnati a mano, per i tuffi in piscina al matrimonio di Vi,per le carotine quando ci mettevamo a dieta e per le fette di pandoro quando non ce ne fregava niente, grazie per i cartelli:"valutazione in corso" con il simbolo delle campanelle disegnato sotto, grazie per gli annunci delle gravidanze, per le risate e la commozione che ogni giorno lasciavate libere di uscire quando un nostro piccolo paziente diceva una delle sue.
Grazie per aver trasformato ogni giorno, ogni singolo giorno, in un giorno che valeva la pena di vivere.


P.S.
Grazie per le lacrime di Fabiana che verserà sicuramente copiosa perchè si sà, lei è la piagnona del gruppo.

mercoledì 11 aprile 2012

Diari e ricordi smarriti




Lo svuotamento di una vecchia cantina mi ha consegnato un diario targato 1992-1993.
Ha le pagine leggermente fiorate, come una vecchia mappa disegnata con toni delicati ed indecisi, ha l'odore dell'incenso che ho usato copiosamente negli anni seguenti.
L'ho aperto poche sere fà e riletto fino a tarda notte.
Quasi ogni pagina è riempita dai miei pensieri scritti con grafia tonda, ancora acerba, quasi tutto con inchiostro blu.
Compivo 18 anni ed era l'anno della maturità.
"studiare i diritti dei lavoratori.
cena in campagna con te, notte abbracciati stretti, coccole fino al mattino, colazione in giardino con il cane acciambellato accanto a noi.
La terzina, norme di emissione della voce nel canto.
A cena da Italo e Vania nella loro casetta a Frascati, cucinato il pesce con il sale, brindato alle nostre due coppie.
Partita a tennis con Anna e Luca, bellissima sfida.
Pomeriggio ozioso, abbiamo portato il nuovo cucciolo in campagna, cucinato insieme e visto un film romantico abbracciati sul divano davanti al camino acceso.
Matrimonio Luisa, comprare scarpe.
La famiglia nella costituzione italiana.
Shakespeare e la drammaturgia inglese.
Cena a casa mia con Ferdinando e Marina, partita a visual game, abbiamo vinto noi donne.
Cena all'osteria con supplì e pizze ripiene.
Pic-nic al prato con Leo e Roberta (si amano alla follia ma noi di più).
Il significato del disegno infantile.
Meno 47 all'alba.
Abbiamo scalato la montagna fino a vedere il lago di Scanno, è a forma di cuore!
Partita sul letto con te a master mind, sei troppo forte.
Cena da tua madre sereni.
Biglietto b.i.g + stampa diapositive=39 mila lire.
Partita a paroliere con tuo fratello e fidanzata, una sfida incredibile.
Piscina, nuoto e baci al sole, sai di cloro e ti amo ancora di più.
Da grande vorrei diventare Grande.
Temporale durato tutta la notte, mi hai stretta ancora più forte nel tuo lettino, Palestrina allagata, i ciliegi hanno perso alcuni frutti.
Pizza con gli amici nei vicoli del paese, assaggiata birra (bleah).
Non fumerò mai.
Flaubert e Manzoni: analogie.
Finiti gli esamiiii!tutto benissimo ora...Sardegna aspettaci.
Baia Chia meravigliosa, sono abbronzata e non ho più un filo di cellulite, grazie amore mio per i tuoi massaggi.
Ti amo senza ipocrisia.
Rotta la gamba davanti all'università, dopo solo tre settimane di lezioni.
Buona la bevanda al gusto di thè del distributore nell'aula magna di psicologia.
Lo sento, ce la farò a diventare una psicologa, ce la farò.
Cantato a squarciagola sotto al portico mentre Paolo suonava la chitarra divinamente.


Appena finito di leggere pagine e pagine così ho pensato che era incredibile, incredibile davvero.
Non ricordavo più d'essermi rotta una gamba davanti all'università, non sapevo più chi diavolo fossero Italo e Roberta, nè che faccia avessero, non sapevo come era finita quella partita a tennis con Luca ed Anna (molto probabilmente avranno vinto loro), nè che odore avessero i nostri baci sul bordo della piscina.
Non ricordavo le coccole di quella mattina pigra e tarda, nè gli abbracci di quella notte di temporale, non mi venivano proprio in mente i profili dei ciliegi nel suo bellissimo giardino, non sapevo più a memoria la bibliografia di Shaskepeare, nè la posizione della famiglia nella costituzione italiana.
Non ricordavo più le domande che mi hanno fatto alla maturità ma se mi fossi sforzata, mi sarebbe venuta in mente solo la luce abbaccinante fra le sedie ed i banchi messi a ferro di cavallo, le mie mani sudate, la faccia di mia madre che assisteva.
Non ricordavo cosa avevamo cucinato per cena quella sera di novembre, nè il colore esatto del suo lettino dove dormivamo avvinghiati ogni fine settimana, mi veniva solo alla mente la sua schiena curva sul tecnigrafo dentro al cono di luce della lampada da tavolo ed io che sonnecchiavo serena.
Non sapevo se Luisa avesse divorziato, a pensarci bene non ero neanche sicura di sapere esattamente chi fosse Luisa.
Un intero anno della mia vita quasi del tutto dimenticato, la cellulite tornata sulle mie cosce, la Sardegna mai più vista da allora.
E chissà quelle scarpe nuove poi se le ho comprate davvero, di che colore fossero e quanto le avessi pagate.
Cosa voleva dire amare senza ipocrisia?
Ero riuscita a diventare Grande diventando grande?
Quante pagine e quanti diari ingoiati nel buio?quanti ricordi spariti, disintegrati, polverizzati.
Ho rimesso il diario dentro ad un cassetto e sono andata a dormire sperando di sognare una partita a tennis, le coccole a colazione, il matrimonio di Luisa e la voce di noi amici che cantavamo sotto al portico d'estate.

giovedì 5 aprile 2012

La cucina di Santina




In cucina da Santina, c'è quasi sempre il sole, è tutto ordinato e pulito, c'è un tavolino sul quale avvengono svariate attività, ed una vista a strapiombo sui pini.
In cucina da Santina si fanno colazioni di cappuccini con la schiuma, di pietanze stagionali:panettoni, colombe, castagnole, cartellate fritte, ciambelloni senza lievito, caffè ristretti,cornetti del forno,tisane depurative.
In cucina di Santina si fanno pasti anch'essi stagionali, a base di formaggio calabro e soppressata pizzitana, insalate in busta, pasta poco cotta e per lo più senza sale, polenta con le spuntature, insalate di riso e capresi a non finire.
Nella cucina di Santina, gli avventori variano senza preavviso da un numero minimo di quattro ad un numero compreso tra il 20 ed il 30.
In cucina da Santina si accumulano amici, vicini di casa, poveri e reietti, estetiste che ricostruiscono le unghie con il gel, madri quasi partorienti che si fanno la ceretta all'inguine, anziane che si misurano la pressione, donne con le contrazioni od il vomito gravidico, ragazze che si fanno massaggiare la cellulite, venditrici di trucchi e pentole con fondo alto un centimetro.
In cucina da Santina si parla, ci si confessa, si ride e si piange come fontane, si studia per l'università e si vede peppa pig.
La cucina di Santina apre all'alba e chiude a tarda notte, non ci sono limiti precisi, si può arrivare senza avvisare e trovare accoglienza come nel migliore degli alberghi di lusso.
Nella cucina di Santina si decidono matrimoni ed organizzano funerali, si praticano endovena e rianimazioni bocca a bocca, si improvvisano balletti estivi e prove costume.
Nella cucina di Santina si avvicendano storie, intersecano destini, e nascono storie d'amore.
Nella cucina di Santina si somministrano vitamine, integratori brucia-grassi, provette per l'urinocoltura, shampoo anti-forfora e consigli bislacchi.
A volte, a metà pomeriggio, con una stanchezza inenarrabile sulle spalle, agli inizi di Aprile, la cucina di Santina, ti appare come un miraggio che vorresti raggiungere per trovare il conforto ed il coraggio di cambiare che ora ti servirebbero come l'aria.

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