domenica 27 novembre 2011

A volte non basta





Lavando il radicchio treviggiano alle dieci di sera, dopo una giornata claustrofobica con i figli chiusi dentro casa che hanno distrutto le mura della stessa e te stessa, pensavi:"a volte non basta tutto questo, perciò ora la devi finire con questo radicchio e la programmazione coatta, gli incastri millimetrici, gli impegni improrogabili, gli appuntamenti sul filo di lana calcolati al minuto spaccato.
Basta con l'occuparsi solo della famiglia, del bucato, del lavoro cronicizzato ed agonizzante, della tovaglia con la macchia di candela anche se di candele sono mesi che non se ne accendono, basta con queste due notizie che ti girano nella testa solo grazie al traffico di Roma ed alla radio mal sintonizzata, basta con i libri letti solo facendo la cacca ed interroti dai blitz dei bambini non rispettosi della tua privacy.
Basta con l'assenza di teatro e di cinema, di gite ai musei o viaggi per scoprire nuove fette di mondo, basta pensare a quanto sei diventata grassa e triste, basta decidere ogni giorno di stare a dieta e poi rimandare a domani, basta con il corso di ginnastica e yoga che non comincia mai perchè devi fare le pulizie prima di andare a lavoro, basta sognare al massimo l'offerta del cioccolato fondente al discount di fiducia, basta non studiare più qualcosa che ti appassiona e ti commuove, qualcosa che ti faccia accapponare la pelle e commuovere gli occhi".

Ho voglia di iscrivermi al corso di laurea in lettere con indirizzo storia del cinema, di seguire corsi di aggiornamento con neuropsichiatri fortissimi, di prendere un milione di appunti, di distruggere i libri divorandomeli, di sostenere nuovi esami, di andare a studiare danza seriamente, di ballare ore ed ore ed imparare la disciplina del corpo.
Ho bisogno di ascoltare e domandare, imparare e memorizzare, scartavetrare questo cervello arrugginito, trascrivere i pezzi delle canzoni più belle della storia musicale, imparare a suonare uno strumento musicale e capire se l'opera lirica potrebbe piacermi oppure no.
Vorrei conoscere i pianisti di musica classica e seguirli ovunque tengano un concerto, passeggiare per le vie di una città sconosciuta od un villaggio sperduto.
Ho voglia di un gruppo di persone con i quali non condividere solo il mutuo e la miseria dei nostri progetti, vorrei far fare delle esperienze diverse ai miei figli, qualcosa di alternativo al parco di tor tre teste, qualche laboratorio tenuto da persone che hanno ancora un sogno e lo vogliono raccontare ai bambini, lasciar loro sperimentare un tempo senza richieste, un tempo di sola scoperta, un tempo senza compiti, senza scuola nuoto stile batteria di polli da ingrasso, senza compiti in tempi stretti, un tempo leggero vuoto di tempi e pieno di cose belle.
Vorrei svegliarmi e poter scegliere diversamente dal percorso di ogni mattina, deviare, cambiare, rischiare.
Vorrei provare a fare un salto nel buio, a cambiare completamente ed a vivere la vertigine del non avere nulla sotto ai piedi ma una voglia pazzesca di camminare e camminare...

Il radicchio rosolato con la zucca, i funghi porcini e le zucchine, saranno un sugo perfetto per le maniche trafilate al bronzo nel pranzo di domani.

giovedì 24 novembre 2011

Felicità...




"Sono felice mamma" sibila nel mio orecchio frenetico, di prima mattina, il mio figliolo piccino picciò.
Allora mi fermo, placo le mie mani e rallento i pensieri programmanti azione per azione,minuto per minuto, attimo per attimo per tre e quattordici.
Lo guardo dritto dritto negli occhioni azzurro cielo, e gli dico:"davvero amore sei felice?sono contenta, non sai quanto sono contenta di questo, se tu sei felice anche io sono felice"
"si mamma, sono felice e contento" ribadisce il nanetto interponendo la lingua fra i denti mentre pronuncia la "S" e risultando ancora più irresistibile per questo.
"E tu Giacomino da Todi, sei felice tu amore?" chiedo al figlio grande sempre più accigliato, incupito ed arrabbiato.
"Felice di che?"

Le drastiche modifiche del nostro menàge familiare, devono essere apportate con urgenza, tempestività e risolutezza.Ora.

venerdì 11 novembre 2011

Esiste un mondo...




Esiste un gruppo di mamme che sosta davanti alla scuola elementare, ogni mattina, in ogni stagione.
Sono mamme vestite alla perfezione, spesso con la messa in piega fresca di parrucchiere, le scarpette alla moda, il trucco impeccabile.
Sono mamme che chiacchierano amabilmente, berciano e si chiudono in un cerchio impenetrabile ai più.
Sono mamme casalinghe, libere dagli impegni con i figli dalle otto e mezza alle quattro e mezzo, sveglie e moderne, pronte per provare l'ennesimo bar della zona e stilare la classifica del miglior cappuccino schiumoso e del cornetto più friabile.
Le mamme casalinghe vanno al bar tutte le mattine, chiacchierano dei loro figlioli, dei mariti, di ciò che prepareranno per cena, spesso, vanno a correre tutte insieme al parco, con la tuta e gli elastici nei capelli, affrontano la dieta del momento e fanno shopping di gruppo.
Esiste un mondo di mamme molto diverse da lei medesima, che arriva davanti alla scuola elementare tutta stropicciata solo tre volte a settimana perchè gli altri giorni inizia a lavorare troppo presto, spettinata e trafelata, con il giaccone sbottonato, un biberon con il latte in una mano, il grembiule nell'altra, due figli insonnoliti da trascinare, la macchina in doppia fila, un lavoro con il badge che l'aspetta impietoso e torvo, l'eutirox che le naviga nello stomaco ancora vuoto.
Esiste un mondo di mamme davvero diverse da lei essa stessa, che non farà certamente colazione al bar ma berrà una cosa dal nome poco rassicurante, tale:bevanda al gusto di cappuccino, consumata in piedi davanti al distributore dell'ambulatorio, che certamente riuscirà a salutare a mala pena le mie colleghe e con le quali parlerà di sfuggita davanti alla fotocopiatrice infuocata tra un paziente e l'altro.
Esiste tutto un mondo intorno e lei lo deve proprio ammettere, nè è follemente invidiosa, fino alla radice dei capillari femorali.

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