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Visualizzazione dei post da Novembre, 2015

Meno male

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Un giorno si ed uno no, guardando con sdegno e schifo la mia automobile, penso: "oggi la porto assolutamente a lavare, cascasse il mondo".
Poi succede che porto i bambini a scuola, corro a lavoro, mi precipito a riprendere i bambini, pulisco casa, facciamo i compiti insieme, andiamo a scuola nuoto, cucino, leggo storie, mi arrabbio, lavo i piatti, svengo sul letto poco dopocena.
Il giorno no entro in macchina e penso: "meno male che non ho fatto pulire la macchina", ricordandomi che ha diluviato, che ci bambini ci sono entrati con i piedi inzaccherati di fango, che siamo andati al mare ed abbiamo insabbiato persino i sedili, che ci abbiamo mangiato dentro i wafer al cacao, che ci è salito il cane pastore tedesco dei nonni ed i suoi peli hanno intasato pure i bocchettoni dell'aria calda.
Guardo avanti guidando piano e sussurro...meno male.

Così, immutatamente da anni.

Il battito

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Aveva sentito il suo battito, conosceva bene quel tipo di battiti.
Era un battito uguale a quei battiti, forte, impetuoso, ritmico, identico ai battiti dei Suoi.
Quel battito avrebbe poi dato uno di quei nasi, due di quei piedi, due di quegli occhi lì, proprio quelli che erano tutta roba sua, lei sapeva bene come sarebbe andata a finire se avesse continuato ad ascoltare quel battito.
Quel giorno aveva un camice verde, corto, aperto, troppo leggero per un Marzo appena incominciato, il Marzo dei suoi quaranta anni.

Era nuda sotto, solo lenzuola per il suo letto e per il letto delle altre.
Lunghissime ore lì dentro, una giornata interminabile, senza alba.
Nessuno veniva a dir loro nulla.
Nessuno rivolgeva loro la parola,nessuno era lì per spiegare, rassicurare, chiedere.
Faceva spesso pipì, quando era agitata le capitava così.
Talvolta aveva conati di vomito, il freddo l'avvolgeva tutta, nessuna parte di sé esclusa.
Il freddo le faceva battere i denti e contrarre le mandibole, per g…