mercoledì 30 aprile 2014

Ingredienti e trionfo di frutta




Del menù degli sposi ho sempre atteso il trionfo di frutta.

Detesto le torte, ancor di più il pan di spagna.
Ho due figli, 64 chili un'altra volta, due seni entrambi terza misura, 40 di piede specie per le scarpe da ginnastica, una seconda taglia per quanto concerne le calze, nonostante abbia da sempre comprato una terza, un caos interno difficile da quantificare, dei piatti bianchi avorio spaiati, un muro di libri, una manciata di denti storti,due cosce linfatiche, un sedere da femmina anzi da due femmine messe insieme, un olfatto fortissimo ed imprescindibile per qualsiasi scelta debba compiere, un'adenoma alla colecisti che ho chiamato Peppino,una pasticca di vitamina C a digiuno, una sideremia penosa,una psicologa di nome Anna, una bicicletta viola, forte idiosincrasia per chiavi e carte da gioco, notevole instabilità sui tacchi, tendenza alla tachiaritmia avente tre cause etiologiche ancora ex equo e quindi non accreditate, numerosi mal di testa, freddo post prandiale, brividi notturni seguiti da laghetti di sudore che ritrovo nella fossetta del petto nel bel mezzo della notte, passione smodata per il panino con la frittata possibilmente confezionato la mattina e consumato a pranzo, in gita.
Possiedo una camicia con le toppe, delle scarpe duilio bicolore, delle spezzatine di liquirizia purissima e delle calze soft porno.
Ho un I pod senza carica batterie, un cellulare senza auricolari e vorrei andare al parco a camminare ascoltando la musica ma mi è evidentemente impossibile.
Non conto regole nè paletti, assomiglio ad un torrente in piena ed arrivo addosso come un tornado.
Sono inopportuna e stanca.
Esagerata e chiassosa.

Ed oggi è quasi Maggio ed aspetto il trionfo di frutta.

sabato 19 aprile 2014

Ritorno di fiamma



E' successo quando ormai non me lo aspettavo più.
Era passato molto tempo dall'ultima volta in cui l'avevo provato in maniera così violenta e profonda.
Improvvisamente ho ripreso a tremare, le mani non sapevano più come andare, la pelle era piena di schegge puntute.
Non ci pensavo più a questa cosa, era lontana, messa via, accatastata nei ricordi e privata del suo vecchio significato.
Era metà Aprile e questo mi stupiva ancor di più, l'ho sentito montare lentamente ma in maniera inesorabile.
L'ho riconosciuto quasi subito dopo il primo stupore.
Ho percepito come un vento impietoso che mi soffiava sul cuore.
Gli ho dato subito un nome, il suo nome preciso, quello di sempre, quello che mi hanno insegnato fin da bambina.

Faceva un cazzo di freddo che ho dovuto riaccendere la caldaia.

mercoledì 16 aprile 2014

I sogni rovesciati



Ho dormito malissimo tutta la notte, mi sono girata e rigirata fra lenzuola e coperte.
Ho respirato a fondo, stretto gli occhi, cambiato posizione, allungato le braccia, raccolto le gambe.
Ho provato a contare, a tentare di convincere una storia ad entare nei miei pensieri zitti.
Mi sono cantata una ninna nanna dolcissima.
Non c'è stato niente da fare.

All'alba ho scoperto di avere avuto per l'intera la notte il cuscino al contario, ed ho trovato i miei sogni tutti rovesciati.

venerdì 4 aprile 2014

Finchè



Finchè, passando per il parco, mi capiterà ancora di vedere un bambino piccolo come un cagnolino basso, dare un calcio alla palla e segnare un gol alzando le braccine al cielo.

Finchè mi alzerò con la fame e la voglia.

Finchè ci saranno pic nic improvvisati, d'amore e musica.

Finchè ci sarà posto per la mia testa sul tuo petto.

Finchè mi sorprenderò d'un mio sentire.

Finchè un'ora in più di luce a Marzo, mi emozionerà come la prima volta.

Finchè vedendoti, mi verrà l'irrefrenabile voglia di saltare.

Finchè un padre costruirà le porte da calcio per i figli, con i giacconi sull'erba.

Finchè mi capiterà di trovare la cena pronta sul tavolo apparecchiato.

Finchè mi verranno i brividi per un messaggio inaspettato.

Finchè mi verrà voglia di andare a piedi.

Finchè potremmo ridere dello stesso spezzone del film.

Finchè una mamma leggerà una favola ai propri figli anche se le si piega la testa dal sonno.

Finchè si troveranno fotografie in cui ci sei tu piccola, che non avevi mai visto.

Finchè sceglierai un vino per me anche se non bevo.

Finchè si potrà diventare clienti abituali di un posto che serve panini sinceri.

Finchè i miei bambini mi daranno la mano per attraversare.

Finchè si potranno vedere le lucciole.

Finchè ci si potrà dedicare delle canzoni.

Finchè avrò voglia di scrivere.


Allora ne varrà ancora la pena.

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