lunedì 29 agosto 2011

Ambulanze, destini e sirene




Nel traffico estivo, arroventato e confusionario, intravedo un'ambulanza ferma accanto ad un marciapiedi, a pochi metri dalla nostra macchina ripiena di figli.
Penso improvvisamente ai destini che si incrociano uno sopra all'altro, alla morte che ci sfiora la pelle ogni secondo, alla malattia in agguato sotto al letto di ognuno di noi.
Mi immergo in pensieri cupi e reali come l'aria che respiro, mi sorprendo a pensare che viviamo solo in attesa di una malattia, della morte furiosa e cieca, del dolore più atroce,sopravviviamo in silenziosa attesa del peggio, cercando di respirare piano e di non dare troppo nell'occhio.
La macchina riprende a camminare a strappi e ci avviciniamo sempre di più all'ambulanza spalancata, allora penso che viviamo tentando di passare inosservati almeno un'altra estate, speriamo che la morte ed il dolore, ci lascino in pace ancora un pò, noi e tutti quelli che amiamo, almeno fino a che non ci sentiremo pronti, perchè oggi proprio no, non siamo affatto preparati.
Mentre superiamo lenti l'ambulanza aperta ed ancora vuota, sento il figliolo grande che dice:"meno male che dentro non c'è nessuno che sta male o sta per morire, meno male che a nessuno gli esce il sangue, se no suonasse".

Talvolta, perfino una frase con l'infinito errato, può rappresentare la summa dei tuoi pensieri più neri.


lunedì 22 agosto 2011

"Calabrese-aramaico"




In vacanza nella terra di Calabria, siamo in affitto nell'appartamento di un privato, che ovviamente lascia il suo cognome sul citofono anche per i 15 giorni in cui viviamo lì noi quattro romani in trasferta.
Il figliolo grande, ogni volta che rientriamo a casa vuole citofonare come per avvertire del nostro arrivo irruento, la bislacca dimora.
Ogni volta, prima di citofonare mi chiede timoroso se sia quello il tasto giusto da pigiare.
Una sera, presa confidenza con gli spazi citofoneschi mi domanda:"suono qui mamma, dove c'è scritto il nostro cognome ok?"
"Amore ma non lo vedi che quello non è il nostro cognome? ormai sai riconoscere le sillabe e leggerle correttamente, non vedi che questo cognome inizia con Ca mentre il nostro inizia con Mo?"
"Si che lo vedo, posso leggerlo pure tutto se è per questo ma pensavo che fosse il nostro cognome ma scritto in Calabrese..."

La comitiva calabra, prima in assoluto nella storia di mio figlio grande, non gli ha permesso di capire che il Calabrese è solo un dialetto, non una lingua a parte.

giovedì 11 agosto 2011

"Identikit"



Ha due occhi azzurri come fiordalisi, i capelli biondi e la pelle di luna.
Ha il portamento di un rugbista, il passo di un caterpillar, il piglio di un monello d'altri tempi.
E' malandrino e dolcissimo, testardo e disobbediente, furbo e gentile.
Ha una buchetta sul petto come suo padre e dei denti enormi e bianchissimi.
Sorride con le labbra ma anche con le guance, la fronte e le orecchie.
Parla come un'avvocato durante un'arringa pur avendo solo "du anni" come dice lui.
Adora suo fratello e lo cerca anche di notte, gli chiede:"posso vedele cosa fai Mammomo?"oppure gli dice:"ti voglio tatto bene fatello mio" e poi lo spinge via con uno strattone inaspettato.
Mangia quello che dice lui quando dice lui, è refrattario alle regole ed alla disciplina, è in moto perpetuo e non si ferma mai se non cinque minuti prima di crollare addormentato chiedendo il suo amato:"caddo latte e miele".
Si accoccola con una dolcezza profonda che ti fa male al cuore, ti chiede:"vojo venire ton te" non appena ti vede uscire od allontanarti da lui.
Gioca, cammina e mangia con il cane di nonna Vanda baciandolo perfino sul muso, balla e canta tutto il giorno, riproduce intere strofe di canzoni con la melodia perfetta, prediligendo "my sharona", "trina trinca" e "fuoco folletto" di Branduardihttp://www.blogger.com/img/blank.gif.
Mette la lingua fra i denti quando pronuncia parole con la "S" e pochi giorni fa',quando l'ho sgridato perchè svuotava tutte le valigie che tentavo di riempire mi ha risposto allargando le braccia:"non mi interessa mamma, falla finita".
E' in grado di smontare una casa, interno dei mobili compreso, in pochissimo tempo e senza molto sforzo, distrugge tutto ciò che trova lungo la sua strada, interrompe sempre la lettura dei libri figurati per strappartelo di mano ed andare a leggerselo da solo in un angolo, voltandoti le spalle.
Sà dare baci bellissimi anche sulle mani e sulle braccia come un vero gentleman.
Si chiama Silippo come dice lui ed è l'amore della mamma, come dice un mio pazientino autistico.


http://cenadamamma.blogosfere.it/2011/08/san-lorenzo-2011preghiera-al-santo-delle-stelle-cadenti.html

martedì 2 agosto 2011

"Soli..."




Due docce all'alba insieme stretti stretti, tre colazioni al bar seduti con cappuccini pieni di schiuma e cornetti caldi.
Quattro film sul divano, tre commedie italiane e "la versione di Barney", sei friselle integrali con i pomodori ed il basilico, svariati incontri romantici prima di addormentarci ed appena svegli, grattini a profusione sul divano, piccole confessioni.
Un vaglia per prenotare la nostra prima vera vacanza al mare con i piccoli, mezzo cocomero tagliato a tocchetti e mangiato uno accanto all'altra seduti per terra, appuntamenti all'uscita dal lavoro e tanto tempo davanti a noi da non sapere da dove incominciare, una passeggiata al centro sottobraccio, una cena a lume di candela, una margherita ed una fiori di zucca a San Lorenzo come vent'anni fa'.

Tre giorni senza i figlioli, in trasferta dai nonni in campagna, possono risollevare le sorti di qualsiasi coppia, anche quella più in panne.

Buone vacanze a tutti.

Fairytale Wedding Planner's Fan Box