sabato 21 dicembre 2013

Recite di Natale, fermo immagine






C'è un momento bellissimo durante le recite di Natale dei nostri bambini.
C'è un istante veloce, piccolo, microscopico, durante gli appalusi, i canti, in mezzo ai cappellini rossi di cartapesta ed alle dita nel naso, c'è un attimo nascosto fra i cappotti dei nonni, la tosse nella platea, le lacrime dei bambini, le musiche fortissime,i saluti di quelli che urlano "ciao mamma!" dal palcoscenico.
Esiste un preciso momento durante il quale ti volti, incontri il viso del padre dei tuoi figli ed immediatamente vi sorridete dello stesso sorriso, vi commuovete dello stesso pianto, vi emozionate della stessa stretta al cuore, dello stesso singulto, della medesima gioia.

In quel momento speciale vi riconoscete, siete esattamente voi: il vostro amore, la vostra Famiglia.

lunedì 9 dicembre 2013

Diagnosi familiari


In ogni casa la malattia ha una risonanza peculiare, ogni famiglia ha una caratteristica risposta al dolore, una personalissima ed irripetibile reazione all'accidente.
I genitori crescono i figli accompagnandoli con una serie di credenze e terapie specifiche, spesso avulse e lontane dalle fondamentali conoscenze mediche.
Le diagnosi familiari ed i conseguenti protocolli di cura, sono piuttosto rocamboleschi.
Ci sono madri che per anni ripetono ad i proprio figlioli ammalati:"hai mal di pancia? lavati i denti vedrai che starai meglio".
Altre ancora: "hai mal di testa e sei pallido? ma hai fatto la cacca oggi?", il figliolo in questione ha però frequentemente una età media compresa fra i 40 ed i 50 anni, figli e moglie a carico, un posto di lavoro prestigioso ed una reputazione da difendere.
Mani sulla fronte durante il vomito, bagnoli con aceto od alcool per abbassare la febbre(i capelli ne conservano tracce odorose per settimane), caffè amari con il limone, canarini bollenti, fasce strettissime sulle tempie, tazze di latte e miele ustionanti, sorsate di brandy a digiuno, spremute di limone assoluto, massaggi su arti contusi, monete premute sui ficozzi, pennellate con olio extra vergine con spremitura a freddo, su ustioni di terzo grado, urine appena prodotte,versate sulle punture di tracine, buste di piselli congelati sdraiate su setti nasali frantumati, bistecche chianine schiacciate su occhi pisti, sono solo parte del nostro patrimonio di primo soccorso familiare.
Le notti svegli sul divano ad osservare i figli appena impattati con il cranio sul pavimento del salone, concentrati nel vano tentativo di non farli addormentare, gli scherzi paurosi organizzati per far trasalire bambini affetti da singhiozzo incoercibile, minestrine iperproteiche post partum, canzoncine consolatorie, pasta acqua e farina fatta a mano per stimolare la produzione di latte materno, ovatte ficcate nei nasi gocciolanti sangue, stecche di legno avanzate dalla posa in opera del parquet, poste sotto ad ossa rotte, camomille preparate nel cuore della notte, secchi raccogli vomito, sulfumigi con il vicks che ti spalancano contemporaneamante tutti i chakra, ognuna di queste barbare pratiche racconta di noi, delle nostre origini, profuma di casa e tende ad essere perpetuata di generazione in generazione.
La famiglia segue fili e convinzioni radicate, le pratiche di automedicazione spaziano dai granuli di belladonna, a tonnellate di antibiotici somministrati indistintamente al primo starnuto, da opercoli erboristici, ad allopatia selvaggia.

La cosa bella che accomuna tutti i metodi di diagnosi e cura familiare, è certamente l'amore, la premura, l'assistenza dell'altro, e questo forse rappresenta buona parte del viaggio verso la guarigione di tutti i mali.

Quando un caro ti si siede accanto per curarti e parla il tuo linguaggio, hai già iniziato a guarire.

lunedì 2 dicembre 2013

Capitalismo spicciolo



Ho aperto la pagina della mia posta elettronica e c'erano ben venti mail ricevute, ancora tutte da leggere.
Mi scrivevano: Auchan saldo-carta punti Nectar, Promod-ti invitiamo a spendere 60 euro nel reparto pantaloni di fustagno- ti faremo un buono sconto di 5 se dirai la parola "Sdraio" una volta giunta in cassa, profumerie Limoni-compra Lancome con il venti per cento di sconto a fronte di 3500 punti scaricati, segreteria-pensare con il corpo-saper leggere le rughe e trarne una morale, Monte dei paschi di siena-questo mese è sotto di 68 euro mo' so cazzi amari, quiz per le donne che vanno al cinema-rispondi alle domande(la prima dovrebbe essere: "ci sei più andata al cinema imbecille?"),news dalla tua libreria preferita-effettua il corso di giardinaggio pensile ed allenamento dell'olfatto con il grande scienziato austroungarico Gustav La Patat, wodafone-telefonia mobile-ti offriamo un piano tariffario vantaggiosissimo tutto illimitato anche il prezzo,il tuo centro estetico di fiducia-ti depiliamo in maniera permanente (ovunque) con un semplicissimo prestito che prevede rata irrisoria di 39 euro al mese per 20 anni lunari, profumerie no Limoni-facci sapere cosa ti ha offerto limoni noi faremo certamente di più.

Erano tutte mail inviatemi da persone che mi chiamavano "caraSilvia" anzi, in realtà non erano neanche persone ma tasti, invii automatici, offerte speciali, anzi richieste speciali, affinché io spenda i pochi soldi che guadagno.
Neanche uno straccio di amico, la mail scottante di un amante focoso, la poesia di una sorella, l'abbraccio di una famiglia di Milano conosciuta tre estati fa.
Nessuna mail era davvero per me, allora mi sono chiesta quanto davvero avessi bisogno della quarta nuance di rosso per le mie labbra, del terzo paio di stivali, ma stavolta bassi-neri-scamosciati e non pelle-neri-con-tacco.
Mi sono domandata se il ventesimo completino intimo, peraltro piuttosto inusato direi, dovesse essere acquistato proprio in fretta e furia, se il jeans non aderente a sigaretta, ma scampanato e morbido, mancasse effettivamente nel mio armadio.
Quante e quali cose mi servono veramente?
Cosa mi fa felice davvero?
La sciarpa grigia regalata alla mia migliore amica, andava immediatamente sostituita o ne avrei serenamente potuto fare a meno ?
Ho lasciato che mi convincessero di avere bisogno e necessità della tal cosa nel tal momento, con attenzione chirurgica ho permesso che ciò che sceglievo fosse rintracciabile, monitorabile ed addirittura prevedibile, hanno anticipato i miei desideri e li hanno impacchettati con nastri luccicanti.
Ho creduto davvero fossero i miei, di quella CaraSilvia.
Ogni mese ci sono nuovi obiettivi che devo raggiungere, imbustare e scartare appena tornata a casa.
Poi, una volta ottenuti tali oggetti, dovrei sentirmi meglio.


Già, dovrei.

Fairytale Wedding Planner's Fan Box