lunedì 29 marzo 2010

La Mora in:"Il mio momento..."


Giorni fa,chiaccherando con un'amica,assisto inerme a questa confessione shock:"Io amo stirare,quando stiro mi rilasso,quando stiro è il mio momento..."
"Ah..."ho risposto.
"Ho capito..."ho balbettato.
"chiarissimo..."ho ripetuto.
Ma porca di quella miseriaccia nera putrida.
Il tuo momento?il tuo momento quando stai in piedi per ore,con un robo di dieci chili in mano,un trabiccolo rovente che sbuffa e sgocciola,la zona lombare polverizzata,i crampi ai bicipiti come se piovesse,montagne dolomitiche di panni arruffati e spiegazzati che ti guardano arcigni?
Il tuo momento quello?
Bè,allora,cara amica mia,ti racconto quale è il mio momento...stassentì:
Il mio momento è quando:
dormo fino al tramonto con la copertina di lana profumata al patchouli,
guardo un film strappa lacrime fino a mezzanotte in santa pace,mangiando croccantini al sesamo e bevendo tazze di tisana alla frutta
parlo con le mie amiche fitto fitto servendo biscotti e pettegolezzi
mi faccio massaggiare da due ragazzi grossi e svedesi come gli armadi dell'Ikea
posso leggere Mafalda appollaiata beatamente sul water senza che qualcuno mi chiami per fare la cacca,la pipì,per mangiare,per dormire,per bere,per fare capricci inutili su questioni futili
di domenica mattina posso stiracchiarmi,girare nuda per casa,fare colazione all'ora che più mi aggrada,
faccio sesso selvaggio senza riportare contusioni gravi
riprendo il libro esattamente da dove l'avevo interrotto,senza che in quest'intervallo di tempo,siano trascorsi trecentosessantacinque giorni,
vado al cinema,non un multisala ma un cinema,mi siedo sulla poltrona,respiro l'aria satura di pop corn e di attesa e mi tuffo senza zavorra in una nuova avventura
studio a fondo una materia che mi appassiona e scopro mille spunti,idee,collegamenti,pensieri,
faccio shopping con il sole ed il bancomat non a rischio di estinzione
nuoto in una piscina deserta
dopo una ceretta integrale,mi stendo nuda e liscia fra le lenzuola croccanti di pulito e profumate di bucato,
ascolto la mia musica ballando un pò in salone
prendo il treno senza una destinazione precisa
vado al mare a passeggiare sulla sabbia,una mattina di primavera,
respiro il vento fresco dal finestrino della macchina in corsa,
vado a comprare la torta alle visciole al ghetto
faccio yoga sul tappetino mentre un incenso brucia accanto a me e la musica mi attraversa l'anima nuda
mi rientrano le mutandine con i fiocchetti sui fianchi
resto a pelo d'acqua alle terme,con la pelle che fuma ed i lacci dentro ai muscoli,che si sciolgono lentamente,
preparo una cena accurata per parenti ed amici
posso scrivere tranquilla tutto quello che mi passa nella testa,

Ecco,amica cara,questo può essere un piccolo esempio di quale possa essere il mio momento.
Altro che stirare...tsè!

lunedì 22 marzo 2010

La bionda in "99 colombe"


Lo hanno fatto benissimo molte prima di me,lo hanno fatto in lungo e in largo,con dolcezza e con passione,l'idea è bellissima,il risultato sbalorditivo.
Io amo l'Abruzzo,non è un mistero,amo L'Aquila e tutte le sue 99 cannelle,da sempre,da quando mi innamoravo d'Agosto e non volevo altro che respirare quell'aria.
Per questo anche io,oggi,non posso far altro che partecipare.

Questo qui,il link alsito delle Sorelle Nurzia,dove potrete fare il vostro ordine,e contribuire a farla alzare di nuovo in volo,questa colomba,e qui,il del commovente blogaperto da meravigliose foodblogger,e appoggiato da tante altre firme.
Oggi giornata di link,e quindi prendetevi anche questo,e leggetevi la lettera da cui tutto è nato.Eccola qui

Mi raccomando,serve tutto il nostro impegno,perchè non si spenga mai,la voglia di reagire,di continuare,di rialzarsi,quando ci sono tante mani ad aspettare la tua.
Buona giornata,e quest'anno,ordinate le dolcezze di Pasqua da qui,nel blog troverete il listino e l'indirizzo mail dell'Azienda.

Passaparola!


colombe pè tutti!

lunedì 15 marzo 2010

La Mora in:"In culis medius stat virtus..."


Premessa:ad oggi ho smarrito 8 chili e novecento fastidiosi grammi che non voglio più ritrovare,attraverso strana dieta-non dieta che intendo prolungare all'incirca per altri 5 chili a volermi accontentare,10 a voler fare l'ambiziosa,pertanto ascoltate che nuova c'è...

Mio figlio grande,visto che il piccolo produce solo:"Ba bau,diccoda,pilico' e ma-mma ma-mma",mi dice,domenica mattina,osservandomi in slip sbrillentati, mentre mi aggiro per casa ancora sconvolta dalla sua serata di vomito e mal di pancia lancinante(non ci sono più i sabato sera di una volta):-Mamma,non hai più il culone grande,adesso hai un culo medio..."

mercoledì 10 marzo 2010

La bionda in "d'amore e morte.."


Un raggio di sole giallo si infiltra fra cataste di nuvoloni grossi e grigi,ascolto Nina Simone e mi vivo questo momento cosi,dopo giorni,di solitudine.
In pochi giorni ho cambiato il mio modo di vivere quel momento della vita cosi strano,che mi mette sempre cosi a disagio.
Ed è cambiato perchè stavolta è stato antico,affollato,unito.
Lunedi mattina,mentre un sole si preparava ad uscire prepotente e acceso,il mio Paolo,ha girato piano piano la testa,e s'è addormentato.
Da quel momento,siamo rimasti con lui,nella sua casa tutta diversa,senza un mobile uguale all'altro,nella sua camera cosi triste,la finestra aperta e Paolo sotto le sue coperte,che stavolta riposava senza dolore.
Siamo rimasti notte e giorno,a tenergli compagnia,in un susseguirsi di tisane,tè caldi,caffè,come si usava un tempo.
Con gli altri suoi amici,e fratelli,qui,fra le case occupate,in questo gruppo nato dalla voglia di lottare per un diritto fondamentale,proprio qui,s'è stretto un cerchio intorno al suo letto,nella sua casa,e abbiamo vegliato insieme,parlando,ridendo,piangendo,scegliendo i suoi vestiti,sistemandogli il ciondolo del Che al collo,quello che gli avevamo regalato noi tre anni fa,quando Paolo il forte s'era commosso,per la nostra festa a sorpresa,pure se ci prendeva a parolacce.
Nel suo balcone la sua pianta di peperoncini,e ce n'era ancora uno,non ha fatto in tempo a mangiarselo,e allora gliel'ho messo nel taschino della giacca,cosi glelo farà vedere lui,chi è che mangia più piccante al mondo.
Queste ore cosi catartiche,che abbiamo passato insieme,tutti insieme,tenendoci compagnia,sussurrando nel cuore della notte,giocando a prenderci in giro e sbrigando tutte le cose pratiche,che mai m'era capitato.Scegliere una bella foto,e tutti a tirare fuori momenti e serate,stirare i suoi vestiti,trovare la chiesa,anche se probabilmente ci farà un sacco di dispetti per questo,che lui proprio cattolico non è,accolto chi veniva a salutarlo...è stato bello,intenso,di sapore d'altri tempi,pieno d'amore.

Paolè,si è vero,era una Chiesa,ma t'abbiamo avvolto tutto in una bandiera rossa,t'abbiamo comprato i fiori rossi,e mentre tutti i tuoi fratelli ti accompagnavano fuori portandoti in spalla,si sono alzati lentamente dei fischi,t'abbiamo suonato l'internazionale,quando sei uscito,poi un grosso applauso,eri grosso,Paolo mio,e da grande ti abbiamo salutato.
Io,nel mio piccolo,ti ho scritto due parole,e te le ho fatte leggere in chiesa,t'ho voluto salutare un pò di più,e se ci fosse stata Camilla,la tua bambina preferita ti avrei fatto fare la "schiappetta",come ti faceva sempre,che ti faceva cosi ridere.
Neanche un mese fa,ti sei fatto venire il fiatone,per salire qui da me,e farti fare un bel the caldo,che lo sai che ho la fissa e li faccio con amore,e allora io una tazza calda te la faccio pure oggi,Paoletto mio,e me la bevo insieme a te.

"All'ombra dell'ultimo sole,s'era assopito un pescatore,e aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso"
per te

giovedì 4 marzo 2010

La Mora in:"Tracce..."


La chiave gira nella toppa,la porta fa uno strano cigolio,ancora non lo riconosco come familiare,è tutto buio,arranco per alzare le serrande, la luce inonda il pavimento color miele,batte sulle finestre bianche,sulla polvere e le briciole sparse ovunque.
Un bambino Gesù di plastica con una coroncina azzurra,la fotografia di lui con le maniche corte,forse un'estate di qualche anno fa,lo sguardo sciocco e sorridente,la postura da bullo,i jeans sdruciti,la cassettiera della bambina con i cassetti spezzati,i suoi disegni testoni sul muro con il pennarello verde.
La camera da letto con il loro odore ostinato e sgradevole.qualche capello vicino alle porte chiare,il portasapone di legno scolorito in bagno,un vecchio lampadario di ceramica,sotto al quale sua madre è morta molti anni fa,lasciandolo bambino e solo.
Un tronco scolpito da lui sul balcone arruginito,due mani che si stringono con ali di rapace,una gomma per cancellare,una bottiglia di grappa vuota di vetro pesante,le chiavi della cassetta della posta,gli stop per tenere agganciata la loro cucina sbilenca,tentativo di aggrappare le loro vite disordinate.
Ho chiuso la porta alle mie spalle,sola,per la prima volta dentro casa mia-nostra,ancora casa di qualcun altro,conosciuto per pochi attimi,poche parole,informazioni raccolte dai vicini di casa.
Dentro questa casa nuova,cercata da cinque anni,non ho ancora ricordi,non ci sono nati i miei bambini,non ci ho fatto l'amore e non ci ho mai vomitato.
Una casa di qualcun altro,che respira la sua storia,le sue cene,i suoi programmi alla tivvù,i suoi cibi preferiti,i pranzi con gli amici,le liti con la moglie,i primi vagiti della sua bambina,un filo,un battito,una traccia che non riconosco.
Ora hanno iniziato i lavori,hanno spalato via tutto,polvere ed intonaco,muri e pareti,il loro odore è scomparso,ci sono solo calcinacci e parquet da ripulire,punti luce da scegliere,mattonelle da cercare,arredamento da decidere.
Oggi è una terra di nessuno,niente più tracce,poche ore fa Giacomo ha trovato un braccialetto di perle rosa della bambina che prima abitava qui e se l'è custodito nella tasca,ho allattato Filippo seduta sui sacchetti di stucco e Marco si è aggirato con il metro in mano per tutte le stanze.
La nuova casa,sta iniziando ad essere la Nostra casa,una nuova avventura comincia ed i fili della vita degli altri,vengono calpestati dai nostri piedi prepotenti ed indaffarati,è buoi adesso ed un pò mi si stringe il cuore.
E' ora il momento per essere felici.

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