Il tuo collo



Mi capita da anni ormai, mi sembra di vedere il tuo collo fra la gente, provo un trasalimento, un brivido, penso "è lui, eccolo", poi salgo su con gli occhi, mi arrampico su quel collo sconosciuto con lo sguardo e poi scopro che no, non sei tu.
Mi è successo in mezzo a mille persone sui marciapiedi, in paesini piccoli in vacanza, sull'autobus, in spiaggia davanti al mare, incrociando una macchina e pensando che alla guida ci fossi tu, che fosse proprio il tuo collo quello che stava dritto sopra al volante.
Un giorno prima aveva la foga del ritrovarsi, un giorno prima conteneva tutta la premura di un nuovo incontro, l'urgenza di una mancanza protratta, sfuggita ad un controllo vacillante e rassegnato.
Un giorno prima era raggiungere il tuo collo e starci, senza rumori intorno, senza nessuno, neanche nei sogni riesco a stare sola con te.
Un giorno prima è la follia di svegliarsi nel buio ed iniziare a mangiare i chilometri per arrivare da te.
Il tuo collo è tana per i miei respiri, spazio per i miei capelli, calore per le mie mani, buca per la mia testa, bersaglio per le mie labbra, custodia per i miei baci.
Il tuo collo mi lascia un profumo addosso che mi impedisce di muovermi per non sciuparlo.
Il tuo collo mi sembra casa, è per questo forse, che me lo invento in mezzo al mondo.

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