domenica 31 dicembre 2017

Fosse per me




Fosse per me spegnerei tutte le luci, chiuderei la porta ed andrei lontano.
Fosse per me raggiungerei un posto praticamente deserto, silenzioso, un luogo con il cielo pulito, con le persone che lo abitano da sempre, sincere e schiette.
Fosse per me non vorrei sentire nè vedere i fuochi d'artificio, smetterei di ricevere video e foto piene di auguri e bottiglie di spumante, indosserei un jeans ed un paio di scarpe calde e comode e camminerei, soffiando fuori di me l'aria fredda.
Fosse per me ti preparerei una minestra, ti verserei del vino rosso, abbrustolirei del pane nel grande camino, passerei ore ad ascoltare le tue storie ed a raccontarti le mie, fosse per me porterei i miei figli in montagna, fra le mucche e l'erba, le rocce ed i ruscelli, proietterei i super otto di quando eravamo bambini noi e comincerei a narrare le storie di una volta.
Se fosse per me rallenterei ogni corsa dell'anno che sta finendo, per rivedere ciò che è successo e capire come mi sono sentita davvero.
E' una convenzione che domani sia un nuovo anno, è solo un patto fra noi, domani sarà solo il giorno che seguirà ad oggi e non ci sarà alcuna differenza se non gliela imporremo noi.
Fosse per me guarderei fino allo sfinimento le stelle, cancellando i cenoni ed i tovagliati scintillanti, parlerei con gli anziani per chiedere loro dove stiamo andando.
Fosse per me farei un falò di tablet cellulari e social network, inviterei amici a mangiare insieme, a fotografare con le macchine fotografiche, a fare spedizioni dentro ai boschi con le torce e gli zaini.
Fosse per me, faremmo l'amore come ci piace di più, fino a che non crolleremmo stanchi, giocheremmo a carte e rideremmo litigando sulle regole.
Fosse per me vedremmo film fino all'alba e poi usciremmo a comprare pane e formaggio per pranzo.
Fosse per me ti regalerei solo libri per onorare una notte nuova e diversa ed accarezzerei la cagnolina e poi guarderei come giochi con lei, ascolterei le cose buffe che sai dirle.

Fosse per me oggi non festeggerei il capodanno, ma la nostra gioia di vivere nonostante.

2 commenti:

Emme ha detto...

Fosse per me, buche per altri. Ognuno ha davanti i suoi ostacoli. Re e Sultano esultano, le principesse rimangono salde ai sani principi, che di eredi al trono malati non sanno che farsene. Amm lieto, mangia contento bimbo mio. Ma c’è del marcio in tale marca. Pellegrini marci a piedi, pieni di cartacce gettate, bottiglie, voti a rendere, che nemmeno una suora prenderebbe. Chi porta rispetto, chi porta il dolce. Scrivere sotto le lenzuola con la tastiera del letto. La luce dello scherno collegato alla presa in giro. Sorella e fratello, la linea retta, il punto croce dei suoi genitori. Eppure li abbiamo educati allo stresso mondo, i dentici come pesci. Inani come alla vista di Biancaneve. Mi chiedo cosa ho fatto di mare. Una frittura esposta. Un branzino, una cenetta, une petit dejeuner. Olio scadente, aceto divino. Se sia più nobile fare i conti col passato, o essere duchi di comprendonio. Sasso, forbici, carta o bancomat. Me ne lavo le mani. Sapone di sale, sapone di mare. Fosse per me, piene di senno di poi, a pois. Fosse piene di buone intenzioni, chissà se vive o se polte. Scritte ovunque. La vagna, qua derno. Li, come animali senza anima. Passare il panno, per chi non cera. E non scivola nel ridicolo. Mentori appiccicosi, mastri adesivi, che ti offrono due dita di scotch. Resistere, esistere, sistere (ctomia, il separarsi tra sorelle), istere, stere (o fonia), tere, ere, re, e.

Non ti trovo più, ho perso le tue trecce, ti dedico questo rap unzel.
Sei Florida ma non miami.
Non fare l’Indiana, non sei Geronimo ma un acronimo.
Senti Intensa La Voglia In Amore.
Non ho altri da dirti, dancing.

Il tuo amico di penna

Emme

silvia ha detto...

Wow Emme che rientro in grande stile, ho letto a bou de soufflè e mi è venuto il patè d'animo.
Il fois g.r.a che qui a Roma è sempre pesante, ad ogni ora si rischia la congestione della viabilità.
Sei un portento.

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