sabato 13 novembre 2010

Io in:"Differenze seconda parte"


Domenica mattina ore 11.00 circa,casa italiana media,stipendi da fame nera:
Lei ha già: sconvolto i letti,aperto le finestre,messo cuscini, piumoni e lenzuola sul davanzale in bocca al sole,preparato la colazione,messo sù il caffè,imburrato il pane,reciso due fiori dal vaso del balcone e messi al centro della tavola,cambiato pannolini,tolto i pigiami,lavato i bambini,spolverato la libreria,avviato il sugo e l'arrosto per il pranzo con la suocera,steso una lavatrice di panni bianchi,caricata con pretrattamento,una colorata,sprimacciato i cuscini del divano,passato l'aspirapolvere,lavato le tazze,rinfrescato i pavimenti con straccio umido ed essenza di lavanda,cantato una canzoncina ai bambini irrequieti,si è lavata,vestita e pettinata,ed ora sta annaffiando le piante.
Lui ha già:fatto la cacca ed ha appena terminato di farsi la barba,sfregiandosi le guance come al solito.

144 commenti:

Micaela ha detto...

Mi hai fatto letteralmente morire dalle risate! Anche a casa nostra si ripete questa scena tutte le sante domeniche! E' fuori discussione, il sesso debole sono loro!

sabrina ha detto...

Ciao, sono Sabrina, da me la scenetta vianellomondainiana ha luogo di solito il sabato pomeriggio, quando io:
-faccio letti,cambio lenzuola, lavo i pavimenti, passo i mobili della cucina e i vetri delle finestre, ammanisco le solite due ore di ripetizione al figlio dei vicini per integrare lo stipendio part-time, scopo la veranda, tolgo le erbacce e trovo il tempo di giocare con il nostro 5enne, o almeno arrivo in soccorso a seguito di urla disperate e richieste di aiuto,preparo la cena "della festa" e mio marito:
- lava il bagno

La sera, tutto orgoglioso, dichiara agli amici venuti a cena che "noi ci dividiamo a metà i lavori di casa, eeeeh, il tuo maritino...."
L'ha detto talmente convinto, che non ho nemmeno avuto il coraggio di mandarlo a quel paese

Io ha detto...

No,come se fa'a mandarli a quel paese?sono talmente pacifici da essere inattaccabili,e poi forse,c'hanno ragione loro...un pò di relax ogni tanto.
Seguite la saga di "Differenze"ne ho in serbo delle belle.
baci femminili ed indaffarati.

Emme ha detto...

Tutto vero.
Anzi, da quando mi sono fatto crescere la barba e sono stitico riesco a fare ancora meno.

Emme ha detto...

LUI: aspetta il 27 per visualizzare lo stipendio con home banking sbavando sulla tastiera, si reca in banca a firmare tutte le informative del mondo, a contrattare il mutuo, sposta i titoli da un fondo che perde il 300% ad uno che è sotto del 280%,cosa vuole sono tempi duri firmi qui la perdita secca, paga i contributi della colf, le tasse scolastiche uniche al mondo con coda in posta coi vecchini che ritirano la pensione e si fanno compilare i moduli che oggi non ho portato gli occhiali, bonifico per spese condominio ordinarie e (è il caso di dirlo) straordinarie, la tassa rifiuti, il fondo pensione, l'iscrizione alla professione, la rai, le assicurazioni professionali e infortuni e caso morte e caso vita, il bollo ed rc auto. Il commercialista (cosa vuole, sono entrati adesso escono).

LEI: quanto c'è in banca?

silvia ha detto...

Emme, mi dispiace per la tua stichezza, ma appoggio la barba incolta (a volte).
La domanda di lei, mi sembra congura, pragmatica ed appropriata.
Elimina la colf, non per lei, ma per la spending review.
Chissà chissà chi sei, chissà che farai...

Emme ha detto...

Cara Mor, è la tua risposta a non essere congura (senti un buon logopedista o iscriviti ad un gruppo vocale e ad uno consonante così le incaselli bene). Mi proponi di licenziare una madre di famiglia e di caricare Lei di lavori domestici (io tra campionato e coppe non ho un attimo libero) La tua misoginia non ha limiti. Potresti diventare il mio migliore amico.

silvia ha detto...

Caro emme, mi sono accorta del congura dopo la pubblicazione, ma ho sperato nella tua clemenza, che meno male non è arrivata (adoro i cattivi sono sempre più interessanti e multisfaccettati dei buoni).
Conosco degli ottimi logopedisti, soprattutto una, ha una dizione perfetta specie per il suono sibilante.
Sentissi come pronuncia Sassari.
La contatterò presto, ma credo che il venerdì mattina sia piacevolmente impegnata (mio unico giorno libero).Peccato per me e buon per lei.
Madre di famiglia da licenziare?non sia mai.
Aumentale le ore retribuendogliele però, sai, ho sentito parlare di lavoratori ai quali viene chiesto un plus orario di 120 ore annue, non retribuite, terribile.
Chissà cosa farebbero in quelle 120 ore di libertà.
Leggo fra le righe che sei un grande sportivo, quasi un miracolato del calcio.
Attento emme, mi sà che siamo già migliori amici.

emme ha detto...

Cara mora, non capita tutti i giorni di leggere multisfaccettati e retribuendogliele , le conserverò tra le mie migliori parole con 6 sillabe. Se adori i cattivi sappi che ho un ripostiglio in azienda dove tengo un panda che bastono quando sono nervoso. E come antistress tengo in tasca dei pulcini veri. Non durano molto ma funziona. Soprattutto adesso che il mio settore è in fase di stanca.

Donna Moderna ha detto...

Caro Emme, trovo irritante il tuo maschilismo appena velato da un umorismo da quarta ginnasio. Spiace anche che una persona colta e sensibile come la mia amica Silvia ci trovi del fascino. Ennesima conferma che l'uomo mascalzone intriga.

Emme ha detto...

Cara Donna Moderna, il tuo nick la dice tutta su quale sia il tuo standard in fatto di letture. E già ti sarà sembrata un'elevazione di livello rispetto ai Cronaca Vera che sicuramente tieni sul comodino. Ti ringrazio per avere definito "da quarta ginnasio" il mio stile,ma purtroppo io non ho potuto studiare perchè a causa della forfora non sono uscito di casa dai 14 ai 18 anni, e i miei non potevano permettersi un precettore. E' lo stesso motivo per cui non svolgo un lavoro all'altezza delle mie aspirazioni (e non sto parlando del Folletto)

Donna Moderna ha detto...

Caro Emme, evidentemente sembri pensarla come Borat, che ritiene il cervello delle donne simile a quallo di uno scoiattolo come dimensioni.
Se è vero mi spiace per te e per chi ti sta accanto.
Ma ci conosciamo? Sei amico di Silvia? Sei anche tu di Roma?

Emme ha detto...

Cara Donna Moderna, evito di farti pesare il basso profilo cinefilo della tua citazione, dato che già mi hai preso male dall'inizio. Forse stai sottostimando il mio intento paradossale e tutto sommato scherzoso. Probabilmente perchè credo tu non mi conosca personalmente. O forse non mi hai mai visto veramente in faccia come io sono davvero. Inizio subito col dirti che sono un fotomodello di 22 anni di colore. Ciò in primo luogo in quanto ogni critica mi venga d'ora in poi rivolta sia tacciabile di razzismo o di scarsa comprensione per la mia giovane età. Sono appassioato di Garibaldi, sono di Roma ma non posso definirmi amico di Silvia, nella vita quotidiana non mi vede nemmeno.

silvia ha detto...

Cari donna moderna ed emme, siete bellissimi, quasi commoventi.
Non ho capito da dove si sia scaturta la scintilla, visto che eravamo tutti nel pieno del lusco e del brusco.
Non ho idea di chi si celi dietro ad emme nè tanto meno a donna moderna (mondadori aaaaargh!)ma vorrei continuare a leggervi.
Mi dispiace molto per il panda picchiato, meno per i pulcini, chissà perchè.
Bellissimo quel Lei con la maiuscola, racconta molto.
Un modello nero di 22 anni, con un'azienda sua.
Il mistero si infittisce.
Vorrei incontrarvi fuori dalla fabbrica.
Vi stringo in un abbraccio caloroso in questo giorno santo nel quale compio 38 anni e fuori imperversa la bufera.

silvia ha detto...

Scaturita.

Donna Moderna ha detto...

Cara Silvia, AUGURI! Chè età meravigliosa. Io cerco di trattenere la mia giovinezza anche se comincio a confondere le mie amate letture l'una con l'altra. Nell'Alcesti di Euripide (Emme tiè!)c'è una scena commovente in cui Alcesti di fronte alla lacerante scelta di donare la propria vita per salvare quella dell'amato Admeto si prende una pausa riflessiva: inserisce due Dracme nella macchinetta delle merendine ma il sacchetto dei taralli rimane incastrato. La maggior parte delle mie amiche del gruppo Avon (humour, Emme!) si commuove per la sorte della sventurata, mentre io mi identifico con il sacchetto dello snack, sospesa tra il passato ed il futuro.
Caro Emme, il colore della tua pelle non costituisce un problema per me, e nemmeno la tua giovane età ed il tuo aspetto fisico. Spero tu non ci stia in alcun modo mentendo. Non sopporterei di sapere che hai 23 anni e che non ti guadagni da vivere nel mondo della moda intima maschile.
Il motto di spirito denota un'intelligenza vivace, ma spesso è vissuto come una maschera, una cortina fumogena dietro alla quale si celano problemi di comunicabilità. Parlane con il tuo analista.

silvia ha detto...

Cara Donna moderna, mi leggi su fb, evidentemente, mmmmh, sono curiosa anche se forse mi piace mantenervi nel mistero.
Siete splendidi, attenti, potreste diventare migliori amici.
Ho conosciuto età migliori, ma non commentatori migliori.
Sono pazza di voi a trentotto anni suonati ora.Diiin!

Emme ha detto...

Cara Silvia (dovrei chiamarti...Mora solo se ti facessi gli auguri in ritardo) AUGURI! Così come te, che scrivi meravigliosamente, anche Donna Moderna citando i classici si autoesclude da una potenziale candidatura a mia donna ideale.
Spero per lei (per te Silvia fa fede la tua fotografia) che sia avvenente, in modo da avere almeno uno dei due requisiti: bella e scema. Il mio analista dopo dodici anni che gli confidavo tutte le mie insicurezze mi ha detto una cosa che mi ha distrutto: "Me no capisce bene Taliano". Spero di trovare tempo di parlarvi di me, della mia infanzia, del mio lavoro, ma qui in slip all'ingresso di Abercrombie le ragazzine mi assillano dalla mattina alla sera per avere la loro Polaroid, ed il tempo mi è tiranno.

Donna Moderna ha detto...

Caro bella-e-scema Emme, aumenterò il mio livello di citazione cinefila: evidentemente, al pari di Diane Keaton - Annie Hall, tu "adori essere ridotto ad uno stereotipo culturale". Comunque, si, sono bellissima. Ma parliamo di te, e delle tue infinite contraddizioni: dici che il tuo lavoro è in fase di stanca e poi asserisci di non avere tempo per colpa del lavoro.
Quale è la tua reale occupazione?
Ma soprattutto, renditi conto che il tuo lavoro non ti impedisce di scrivere su un blog al femminile. Considera quanto di cripto-gay c'è in te.

silvia ha detto...

Vi supplico emme and modern woman, continuate, non smettete mai, credo di essermi perdutamente innamorata di entrambi.
E credo vi siate innamorati anche voi uno dell'altra.
Immaginatevi uno di fronte all'altra, una sera, con un buon vino rosso davanti e la vostra tonica capacità di scrittura e di scambio comunicativo.
Vi ascolterei ed osserverei per ore.
Il riassunto mi pare comunque questo, siamo tutti molto belli e per niente scemi.
Meno male.

silvia ha detto...

"me no capire bene taliano", non riesco a smettere di ridere.
A dir poco meraviglioso.

Emme ha detto...

Carissime, a questo punto se fossi un progressista dovrei rispondere "io non sono gay, ma non ho nulla contro di loro, alcuni miei ottimi amci sono gay e la cosa non mi crea alcun problema". Se fossi invece più sanguigno dovrei rispondere con il più classico (ma non scevro di una certa eccessiva rabbia che denota paura incoscia del gay che potrebbe essere in te sia in senso metaforico che non): "portami tua sorella". Non do se Donna (posso chiamarti così?) abbia sorelle, per certo credo farei un affarone se Silvia mi portasse la virginale Miss Fairytales. Attenta, D.M. (anche chiamarti così non è male) alle facili ironie sulla mia disponibilità di tempo: potrei essere malato grave ed immobilizzato a letto (non molto allettante come prospettiva invero). Oppure, più semplicemente, potrei essere un ragazzino delle medie, come nel film Viol@ con Stefania Rocca. Oppure potrei essere una personalità alternativa maschile di Silvia, che si libera quando lei dorme come nel film Il Gorilla con Bisio, in un tripudio narcisistico-schizofrenico-onanistico-incestuoso da autoinvidia del pene. Oppure potrei essere frutto della scrittura automatica di un medium guidato da un ectoplasma. Di sicuro non sono un robot come fastidiosamente questo blog mi richiede di dimostrare ogni volta.

silvia ha detto...

Personalità alternativa maschile alla mia, impossibile, perchè a mezzogiorno e trenta (che puntualità, neanche al pranzo è servito del compianto Corrado), io non dormo, magari.
Che bello riaddormentarsi a metà mattina. ti svegli con quei rumori dei vicini che preparano il pranzo, una fame sana e potente, le membra molli.
Mia sorella virginale, è un predicato che stenta a reggersi sintatticamente ormai da lustri.
Un modello di colore immobilizzato ed allettato (poco allettante perchè il letto alletta ma non alletta)cosa pubblicizza, un materasso antidecubito?
Non ho mai avuto invidia del pene ma tanta invidia di assenza di ciclo e cellulite.
Al massimo ho avuto nostalgia del pene, un periodo davvero oscuro e triste.
E siccome neanche l'ambasciator porta pene quando ne hai bisogno, ho dovuto fingere di non averne.
Non ho mai capito cosa diavolo significhi, dimostra di non essere un robot, ma perchè, i robot leggono il mio blog?
Mah.
Non ci sono più i robot di una volta.

Donna Moderna ha detto...

Cara Silvia, io innamorata di Emme? Che romantica visione, da parte tua. Nel caso fosse vero, vorrebbe dire che ho riscritto una pagina del manuale della quasi giovane corteggiatrice dalle fondamenta, sul modello di Teorema di Ferradini: "prendi un uomo, trattalo male, dagli del gay, del mascalzone, del incomunicabile,del ginnasiale fuori tempo massimo, dello sciovinista, e stai sicura che ti amerà". E poi non sono una rovinafamiglie, lui stesso ha ammesso l'esistenza di una sia pur lapidaria "lei". Aggiungi che il mio uomo avrà mille difetti, ma proprio per come ormai lo conosco sono sicura che non ha in serbo il milleunesimo. Considera anche che una meraviglia come Emme avrà stuoli di donne ai suoi piedi, e che sicuramente preferisce un bel puledro come te piuttosto che una protofemminista disillusa. Ti direi che forse non mi merito più di sognare, ma Emme mi chiederebbe su quale linea, ross o viola, di Harmony l'ho letto.

Emme ha detto...

Dunque, caro Watson, considerando il richiamo alla omosessualità repressa, alla incomunicabilità, ai classici greci (che contengono gli archetipi della psicanalisi moderna) direi che la nostra D.M. è una psicologa, o quantomeno un'insegnante con una formazione ellenistica o classica. Io ancora non mi spiego come si fa ad andare in quarta ginnasio senza avere fatto la terza ginnasio. Comunque, eccoti del materiale che può spiegare i miei attuali disagi: sono stato allevato come quinto di quattro figli. Quando ho scoperto che in realtà erano solo i miei genitori ad essere scarsissimi in matematica avevo ormai interiorizzato la mancanza di questa fantomatica ed idealizzata quarta soella che non ho mai avuto. Ancora oggi, nelle innumerevoli donne che ho avuto, cerco sempre una figura di sorella perfetta. Beata te Silvia che hai interiorizzato tua sorella in un link nel tuo blog in un simulacro di controllo-protezione-desiderio di emulazione.

silvia ha detto...

Parlavo di un innamoramento "speciale", quello di due cervelli frizzanti, caustici, di due fioretti della scrittura sagace.
Un coup de foudre fra una emme piena di misteri ed una donna moderna piena di rabbia e visioni interessanti del mondo che la circonda.
Parlavo di un incontro piccante fra due lingue veloci,di due lettori misteriosi ed affascinanti.
La sua lei non è una semplice lei, è una Lei, come lui ha inconsciamente puntualizzato scegliendo una maiuscola, però poi così mi spavento perchè assomiglio alla Boralevi che scrive su Donna Moderna.
Mia nonna leggeva Harmony, ma la cosa più bella è che li custodiva segretamente nel suo armadio perchè immagino li ritenesse "proibiti".
Che bei ricordi.
Vogliatevi bene emme e postfemministe deluse, avete un'immensa potenzialità.

P.S.
Da quando commentate qui, mi scopro a cercarvi, che bello.

La puledra selvaggia.(nessuno mi aveva mai chiamata così)che bello pure questo.

silvia ha detto...

Oddio, scrivevo e commentavo insieme ad emme, cavoli, questa sì che è sintonia.
Forse lei sarà una psicologa od una insegnante, ma tu mi fai venire in mente un medico pieno di passioni, magari un pediatra bravo a manipolare la lingua italiana, facendo rocamboleschi giochi metalinguistici, chissà.

Comunque non te ne sarai accorto ma ora la stimi molto di più mi par di capire.

Anche io da piccola non capivo sta' storia del ginnasio ed ho scelto il classico proprio per svelare il mistero insito.
Inoltre non capivo come uno nato in un anno numericamente più alto, potesse avere meno anni di uno nato in un anno numericamente più basso.
Al ginnasio il professore di matematica mi pregava di copiare i compiti in classe:"ho solo due ore a settimana De Marco, copia ti prego, non ho intenzione di rimandarti, mi rovini il mese di settembre, copia stolida creatura", ed io mi ostinavo a consegnare in bianco mentre lui usciva strategicamente a fumare una sigaretta per lasciarmi campo libero.

Un abbraccio.
La giumenta.(ormai ho 38 anni, l'epoca della puledra è tristemente terminata).

silvia ha detto...

Ah, mia sorella...guai a chi me la tocca, e la toccano assai.

Emme ha detto...

E' dai tempi di Jack the ripper che il sospettato è un medico, ma sono sempre e solo illazioni. Dato che insinui il dubbio in D.M. che io non sia quello che affermo di essere, beh....se lo scopo del tuo blog è infrangere le aspettative delle tue followers tarpando le ali dei loro sogni che già faticano a dispiegarsi, allora ci sei riuscita, complimenti. Ma, dopo tante cose supposte (...) mi vedo cotretto a scoprire le carte riguardo alla mia vera occupazione.
Con la mia impresa organizzo festeggiamenti natalizi, in particolar modo presso le case di riposo. Lo scorso Natale abbiamo organizzato con i lungodegenti della quarta età un bellissimo presepe morente. Se penso a quando glu ultranovantenni hanno cantato una inconsapevolmente allusiva "Last Christmas " degli Wham ho ancora la pelle d'oca, come peraltro avevano loro quando abbiamo spento il riscaldamento per accendere le lucine dell'albero. Come puoi ben comprendere, una occupazione come la mia è prettamente stagionale, a marzo la richiesta di feste natalizie cala drasticamente, ed il mio tempo libero contestualmente si dilata. Adesso grazie a te D.M. non mi troverà più interessante come se fossi stato un modello, ma forse mi apprezzerà come persona e non solo in base al mio aspetto fisico.
Altrimenti come sono comparso ad illuminare questo vecchio post, me ne tornerò tra i miei addobbi in silenzio.

silvia ha detto...

Solo uno può farmi ridere così a lungo fissando uno schermo, mi fanno male le ganasce.
A Marzo calano drasticamente.sei incommentabile.
Dottore.
Se non sei il pediatra, allora sei il maggiordomo.
Last christmas,incomparabile, mi sarebbe piaciuto averti come compagno al ginnasio.
Guai a te se abbandoni queste paginette verdi come le colline di Marcella.Bella.

silvia ha detto...

E poi hai detto supposte, i pediatri sono fissati con le supposte, anche se secondo me il granplus è completamente inutile, non lo prescrivete più.
Grazie.

Donna Moderna ha detto...

Ah allora Silvia conosci Emme, vi immagino voi si giovani e belli davanti ad un bicchiere, magari a ridere di me e della mia irruenza fuori luogo. Ancora una volta il ruolo di Amelie mi si cuce addosso. Emme, tra qualche lustro, quando tu sarai un modello di colore di mezz'età abbondante, ti aspetto a Natale nella casa di riposo dove sarò lungodegente. Posso fare la pastorella? E non preoccuparti per il riscaldamento spento, il mio cuore vive già al freddo da un pò. (Harmony, collezione verde, numero 186, "Se mi amassi mi rapissi".

Emme ha detto...

Cara Silvia, mi ero perso "metalinguistico", ancora 6 sillabe, perbacco sei sprecata dove lavori ora: ti vedrei benissimo ballerina di lap dance in un nerd-bar: tu che danzi voluttuosamente (6 sillabe) intorno ad un palo e loro che ti infilano nelle mutandine buoni sconto per l'acquisto di prolunghe multiporta USB.
Cara D.M. quelle di Silvia sono vaneggiamenti di chi cerca una soluzione a portata di mouse. Io non sono nè medico nè laureato, non ho studiato. Ancora adesso leggo con il dito sulla pagina e muovendo le labbra. Non demordere, sono un ragazzo facile.

Emme ha detto...

Cara D.M. vedo che hai demorso.
Peccato, volevo arrivare almeno al punto in cui tu dici: "Non giocare coi miei sentimenti, sono già stata ferita in passato".

Donna Moderna ha detto...

Non giocare con i miei sentimenti. Sono già stata ferita in passato.

elle ha detto...

Cara Slvia, leggo da tempo il tuo bellissimo, emotivamente coinvolgente blog, ma non ti ho mai postato un commento, credo sbagliando. Lo faccio ora, e mi spiace se lo faccio con intento non bonario: "Emme sei un freddo bastardo!"

Emme ha detto...

cara elle, il tuo nick è solidale con D.M. data la rivista omonima, oppure è lettera alfabetica direttamente in risposta al mio Emme, oppure dato il suo significato francese ti permette di assurgere a portavoce di tutte le "lei?"
In questo abbiamo qualcosa in comune.
Ventotto mesi fa, in seguito all'attacco perpetrato da Silvia al mio genere, noi tutti maschi della terra ci siamo riuniti, abbiamo discusso, votato, e, finalmente (e capisci perchè ci è voluto tanto tempo)sono stato eletto a difendere enegicamente la categoria. Sarebbe stato troppo comodo da parte vostra non avere una controparte, un contraddittorio. Il tempo che scorre, le attese disilluse, il carovita, il girovita, la folle routine non si possono difendere. Gli uomini al risveglio si.

silvia ha detto...

Benvenuta Elle, fra i miei commentatori, anche se in una occasione tanto dolorosa, come quella di attaccare il povero emme, che secondo me è tutto forchè un bastardo.
Ho scritto delle banalità sugli uomini e sulle donne, è chiaro che esistono donne che la domenica mattina riescono solo a farsi la barba ed a defecare, mentre il loro uomo sprimaccia cuscini e soffrigge sughi rosolando arrosti.
E' ovvio che sono stata scontata e noiosetta, mi sono comportata come le lavandaie (come si intendeva una volta)in accezione ciarlesca e gossippara.
Volevo solo farvi sorridere su certi stereotipi.
Però ne sono molto felice perchè ho potuto leggere e conoscere voi, sorridere delle vostre liti mediatiche e crogiolarmi nella vostra incredibile capacità di dire cose, di emozionarmi e stupirmi.
Siete belli come il sole che anche oggi si è negato ai miei occhi vogliosi di luce.

Statemi ancora vicini vicini.

Emme ha detto...


Cara Silvia, forse elle e D.M. non sarebbero così dure con me se sapessere queli e quante lacerazioni mi porto dentro, e se sapessero che di queste ferite la causa sei tu. Tu, che ti sforzi di apparire virtuosa e creativa ed affabile padrona di casa in questo blog, così diversa dalla Silvia con cui ho vissuto l'unica grande storia d'amore della mia vita. Dopo anni di analisi ho trovato il coraggio di venirti a cercare qui su queste verdi pagine, dove hai fatto finta di non riconoscermi depistando le tue followers attribuendomi identità che non mi appartengono. Ad uso delle tue lettrici ma anche per non dimenticarti chi eri, e chi sono, questa è la fedele trascrizione dell’audio di un filmato proveniente dalla telecamera di sicurezza del tuo portagioie: il periodo lo sai.

"IO: Silvietininina, amore, sono a casa! Scusa il ritardo sono imperdonabile.
S: Ti sembra l’ora di presentarsi?
IO: In miniera c’è stata una fuga di grisù, un’esplosione, abbiamo dovuto ricomporre corpi, consolare vedove ed orfani, donare sangue, e non ho guardato l’orologio, paperella mia.
S: Mi si sta asciugando lo smalto, portami un tamarindo, e mettiti le pattine che fai schifo.
IO: Ma io ho fame, cavalluccio marino mio!
S: la Simmenthal se la fai raffreddare è immangiabile, ho buttato tutto via. E in casa non c’è più niente.
IO: ma non mangio da ventisette ore, fochina monaca del mio cuore!
S: e stai sempre a lavorare, accidenti a te!
IO: ma tesoro, se abbiamo estinto il mutuo sulla terza casa di tua madre è perché ho accettato il turno di venticinque ore al giorno, santa donna.
S: estinto, ma come parli, sei lugubre, ma ti senti? Che palloso che sei!
IO: scusami, scusami cavalluccio marino mio. Certe volte penso però a mia mamma, che vive in una cantina mansardata e deve farsi sei piani di scale in salita per arrivare in strada: da quando le hanno amputato il piede e rubato la gruccia, poi….
S: spostati che non vedo Ballando con le stelle.
IO: a questo proposito, vita mia, ci sarebbe la finale di Champions Lazio Barcellona, ho sentito alla radio che adesso ci sono i rigori….
S: scordatelo, adesso balla Vieri con la Belen.
IO: hai ragione. Andrò in camera a leggermi la preziosissima copia di famiglia del De Bello Gallico. Era qui, strano, sai dov’è?
S: quel libro vecchio e maleodorante? L’ho buttato. Poi era tutto scarabocchiato…
IO: era autografato da Cesare!
S: il macellaio?
IO: Giulio!
S: mio cugino?
Zitto che comincia.
IO: lascia perdere, mi farò una doccia. Conigliettina rosa, Come mai nel mio cassetto della biancheria ci sono queste mutande due misure più delle mie, rinforzate davanti, e con il logo del nostro idraulico?
S: Mistero! Come quello di Italia……UNO!
IO: hai ragione, trottolina, con te mi accadono sempre cose meravigliose. Se pensi che sono sterile, che mi hai fatto vasectomizzare per sicurezza, che non fai l’amore con me da 2 anni e che adesso aspetti un bimbo è un miracolo, un miracolo! Io ti amo, io ti adoro, io ti venero….
S: Io, io, io, non sai parlare d’altro che di te stesso. Sei un mostro, un ago….egocan, egocen…trista, insomma mi sento trascurata.
IO: domani accetto il turno di ventotto ore così avrò i soldi per passare tutto un weekend al mare insieme a te.
S: lo vedi, mi soffochi, ho bisogno dei miei spazi. Sparisci!
(rumore di porta del bagno che sbatte, lo scroscio della doccia copre a malapena un pianto sconsolato, dalla televisione le note di Baila Morena. Dal ripostiglio il rumore di una gruccia male nascosta che cade a terra)"

Silvia ha detto...

Nego.mai avuto un portagioie.ignoro cosa sia il grisu'...un animale della savana? Si, ho visto qualche puntata di Ballando, ma se ci fossero stati i rigori li avremmo visti insieme leccandoci i lobi delle orecchie (i rigori mi eccitano).Se mi avessi chiamata davvero coniglietta rosa o cavalluccio marino, ti avrei amato per il resto dei miei giorni.Sei uno spettacolo.

Donna Moderna ha detto...

Cara Silvia, questa fedele trascrizione mette in tutt'altra luce il buon Emme. Dispiace (per te) tu ti sia fatta sfuggire una tale meravigliosa persona. E' chiaro che il suo attuale cinismo è interamente da attribuite ai vostri per lui traumatici trascorsi. Fotomodello di colore, rappresentante unico della prima metà del cielo, medico, animatore gerontofilo, minatore, sono solo i tentativi disperati della sua traumatizzata psiche per trovare una personalità che tu possa trovare in qualche modo attraente, o per lo meno non repellente. E' evidente che Emme non è stato ancora amato in questa vita, ma forse non è ancora troppo tardi,io posso......si, io posso salvarti Emme, io posso amarti come mai nessuna. Da domani lascerò il mio uomo, i miei figli, il mio lavoro e ti cercherò, ti troverò, ti salverò dalla passiva aggressiva Silvia. Anche io sono tifosa laziale. Sono disposta a polverizzare anni di militanza femminista in cambio del privilegio di poter lavare i tuoi calzini sporchi di miniera. Anelo di lavarli.

silvia ha detto...

Primo:chi ha detto che emme sia laziale?
Secondo:chi ha detto che io sia passiva-aggressiva?
Terzo:chi disprezza compra vedi?prima me lo demolisci, io me lo coccolo e difendo ed ora tu, toma toma cacchia cacchia, mi rubi sotto il naso i suoi calzini?(un certo sollievo per le mie nari, non lo nego).
Eh no donna moderna, tutte così voi post-femministe, prima vi analberate per difendere oscuri diritti e tragiche offese, e poi vi inchinate a lavare nell'acquaio.
Io, che nasco gheisa, ho lo ius prime noctis, e non aggiungo altro.
Emme, che lettera morbida ed accogliente...
E piantala di anelare, anelare mi viene bene da anni, ho fatto anche del tirocinio di anelamento, ero la più dotata di tutte.

Emme ha detto...

Io sono il Signore degli aneli...

Emme ha detto...

Cara Silvia, il tuo nuovo e recente interesse nei miei confronti deriva temo principalmente dal fatto che intravedi all'orizzonte possibili concorrenti alle mie attenzioni. Voglio ricordare a chi ci legge quel triste pomeriggio in cui, dopo avere cambiato le serrature, scrostato "Emme" dal citofono, fattoti (?) intestare tutti i miei miseri averi ed effetti personali, e dopo avermi fatto firmare una polizza "caso vita-caso morte-caso mai ti smarrisca" con te unica beneficiaria, mi portasti "a fare una gita rupestre". Guidasti per ore ed ore , poi ci fermammo, tu mi dicesti scendere, sedere su un guard rail, e dopo avermi detto: "stai fermo qui sennò guai a te, torno subito" ripartisti sgommando. Dopo alcuni giorni ed alcune notti, osai sbirciare nel sacchetto di sopravvivenza che mi avevi lasciato: conteneva nove euro in biglietti da tre, un pollo di gomma, ed un navigatore Tum Tum preimpostsato su Dusseldorf und provinzen. Ci misi mesi a ritrovare la strada di casa, e quando infine vi giunsi ti trovai che ti eri rifatta una vita, che stavi allevando il foglio dell'idraulico accanto ad un altro uomo, un uomo cui avevi fatto credere che il figlio era suo, nato di tre chili e otto alla sedicesima settimana.

silvia ha detto...

Un foglio nato alla sedicesima settimana di tre chili ed otto, quale orrore.
Avevo un idraulico all'epoca che mi concupiva, ma aveva problemi alle vie spermatiche, dotti chiusi, insomma problemi idraulici, non può essere certo lui il padre di mio foglio.
Nel frattempo i figli sono diventati due ma sono tuoi,avevo criocongelato (ridondanza refrigerata)i tuoi vivaci spermatozooi, per averti sempre con me, ti assomigliano sai?infatti sono di colore, hanno gli addominali scolpiti, e cantano "last christmas" ad ogni piè sospinto, facendomi venire la pelle d'oca.

Bugiardo patentato, il pollo non era di gomma, bensì ripieno con funghi porcini e castagne con il riccio.

Ti ho sempre amato, specie se una come donna moderna ti ronza intorno.
Si sà, l'Uomo filosofico ha la smania del possesso quando una cosa non gli appartiene più, mentre quando gli appartiene, la lascia sull'autostrada, incustodita.
Come hai trovato la provincia di Dusserdolf? a me è sembrata grigia, spenta ma romantica.
Mi manchi in maniera esagerata.

Donna Moderna ha detto...

Cara Silvia, ora capisco come mai ti definisci bugiarda nella tua autodescrizione. Tre chili e otto, dopo una gestazione così breve, sei stata davvero convincente con chi ha sostituito Emme nel tuo citofono.
Ho letto del tuo compleanno rupestre. Non hai bisogno di Emme. Hai una famiglia stupenda.
Io invece, che non ho pesciolini Leone, accetterò caramelle da uno sconosciuto. Chi, se non un laziale, può ipotizzare Lazio-Barcellona come finale di Champions?
Lo jus primae noctis da quanto arguisco l'hai già esercitato, ora sono disposta a lottare nel fango con te per un appuntamento con lui. Il Signore degli Aneli.

silvia ha detto...

Arguisci male carina, mai esercitato lo jus con un uomo di siffatta magnificenza culturale/umoristica...me tapina.
Attenta perchè nel fango sono imbattibile, peggio di Peppa pig.
Ti invio io qualche pesciolino Leone, sono superlativi e ti terranno lontana dalle caramelle di emme, almeno per un pò...speriamo.

Emme ha detto...

Cara Silvia, è il tuo allusivo e diffamatorio "non detto" a spingermi tra le braccia della tua (ex?) amica D.M..
Il verbo ronzare che hai utilizzato visualizza D.M. come una mosca, e si sa a cosa ronzano intorno le mosche di consueto.
Cara D.M., le pagine verdi cominciano ad essere troppo strette per noi, credo sia giunto il momento di vederci di persona.
La settimana prossima, però. Martedi sera?
La bella notizia infatti è che sono riuscito a strappare un incarico per festeggiare la Pasqua presso il ricovero "Salus Te Salutus" di Ponte Milvio, via Biliare 69. Approfittando della forte diffusione di demenza, disorientamento temporale e deprivazione sensoriale tra lungodegenti, ho ottenuto un 3 al prezzo di due: festeggeremo la Pasqua Sabato, Domenica e Lunedì. Per contenere i costi le colombe saranno ottenute a partire da vecchi panettoni abilmente modellati, ed al posto dell'agnello, difficilmente masticabile, offriremo una mousse di carne di roditori misti di mia invenzione, che ho chiamato Mickey Mousse.
Le sorprese nelle uova derivano direttamente da oggetti sottratti dai comodini: dentiere parziali, grissini già aperti, Kleenex seminuovi, radioline a transistors.
Per i canti ho messo insieme un coro tra i pazienti psichiatrici, cui ho dato il nome di Easter Ia Collettiva. Coro di riserva le Easter Ectomia da ostetricia.
PS: scusa Silvia gli strafalcioni, foglio in primis, ma scrivo di getto, col quore.

Anonimo ha detto...

mi auguro tu non abbia intenzione di accettare davvero!

kia74 ha detto...

siete strepitosi.... scrivete un libro!!

silvia ha detto...

Buongiorno, piove su queste pagine anacronisticamente (otto sillabe emme?)verdi.
Rispondo prima ad anonimo che si augura che D.M.non accetti davvero l'appuntamento di Emme, ma come si fà a non mettersi in contatto con lo spirito goliardico con il quale ci si scrive, si ride parallelamente davanti ad uno schermo, per il solo fatto di aver intravisto cose belle in un altro da noi?E' un gioco, una cosa bella, perchè si perde questa capacità da grandi (se mai la si abbia avuta)e si diventa...anonimi?
Poi risponderò a Kia che mi ricorda la macchina nord-coreana che aveva mia madre:sarebbe una bella idea, ce l'hanno suggerita in molti (verbalmente), chissà che un giorno, sei mani non si dedicheranno al cazzeggio su carta stampata.
E poi emme, cosa posso aggiungere, se non del rispettoso silenzio per in risposta al tuo ultimo commento?Mickey mousse è un prodigio di fantasia e metalinguaggio (e aridaje), è l'esemplificazione di un rapporto superiore con le lingue, tu hai una prospettiva alta di ciò che manipoli dal punto di vista narrativo, sei come quello di art attak che realizza figure perfette e gigantesche come se le avesse già studiate dall'alto, utilizzando, stracci ed oggetti vari.
Non posso far altro che tacere per un pò, prendermi un periodo sabatico anche se oggi è giovedì ed osservarvi da lontano, tu e D.M.siete meravigliosi e mi accontenterei di guardarvi, martedì verrò anche io, a due metri di distanza, non vi darò fastidio.Non mi dite di no e non seminatemi nascondendovi nei vicoli romani.
Buona pasqua ragazzi.
Isteria, è un film spumeggiante, lo avete visto?la signora con il cappellino che gorgheggia...meraviglia.
Siete una cosa bella.

Emme ha detto...

Cara kia74, ti ringrazio per l'apprezzamento.
Mi auguro che il tuo nick contenga il tuo anno di nascita e non il numero che segnavano le candeline sulla tua ultima torta di compleanno.
Chi sei? Cosa fai? Dove sei?
In una ipotetica frazione, ponendo al numeratore la tua misura di Playtex ed al denominatore il numero tre, il numero che si ottiene è maggiore di uno?
Sarebbe molto importante moralmente per me.
Il mio mandato prevedeva, da buon predatore, di identificare il membro più debole del blog, isolarlo dal resto del branco e divorarlo con il mio fascino.
Finora ho ottenuto una virago, un'anonima, la sorella di Re Tentenna e la padrona di casa che cerca di farmi terra bruciata intorno.
Tu cara kia potresti essere una buona seconda o terza scelta.
Cara D.M., facciamo martedi alle 18? Ti farò sapere come farmi riconoscere e come identificarti.
Direi di fianco alla fontana di Trevi sotto la scritta Segatori.
Cara Silvia, a proposito di srtrafalcioni, foglio in primis, anche il tuo analberare non scherza, evocando un'immagine tanto suggestiva quanto dolorosa.

Emme ha detto...

Cara DM, conto le ore.
Fatti trovare puntuale, ed alle 17.59 in punto alza il braccio sinistro con l'indice puntato verso l'alto come se dovessi saggiare la controsoffittatura del cielo, o come se dovessi chiedere il permesso di essere, finalmente, felice. E' il tuo turno.
Fai in modo di indossare un golfino o qualche indumento visibile indaco. Anche la biancheria, basta che la indossi sopra i vestiti. Solo ti chiedo di apporre un bigliettino con la scritta "indaco" sul capo di abbigliamnto in questione: sono daltonico.
Cara Silvia, spero ti renderai conto che questo è un addio. Io e DM fuggiremo insieme, ci rifaremo una vita lontano dai suoi pazienti disturbati o alunni disturbanti e dalle mie feste comandate.
E comunque non c'era posto per me nella tua festa rupestre.
Siamo abituati troppo diveramente. Io alla mia festa di compleanno per non restare ancora una volta solo ho invitato la mia maestra di presepe specializzata in gregge & pastori. Sia io che lei abbiamo un amico immaginario, e la cosa si prospettava divertente ed affollata. Anche io ho voluto fare una scritta con i nostri corpi, ma il suo amico immaginario è gay e anziche LOVE ha voluto a tutti costi comporre la parola YMCA. Quando la mia maestra di presepe ha scattato la fotografia ci si vede solo io che tento una M.
Da qui il mio nick, ora lo sapete.

Donna Moderna ha detto...

Cara Silvia, caro Emme, mi sento stupida già a rispondere, ma sappiate che non verrò.
Volevo venire, confondermi tra le decine di occhi a mandorla e cercare Emme con lo sguardo, unico spalle alla fontana. E nel contempo, lo so, sarei stata combattuta (che novità) tra lo sperare di vederlo e la quasi certezza di essere la vittima di una burla da parte di voi due.
Nel primo caso non mi sarei comunque fatta avanti, e non solo perchè non credo di avere niente di indaco nell'armadio, ma perchè avrebbe voluto dire che questa cosa sta andando troppo avanti. Non sono pronta.
Mi sembra di essere tornata ai tempi in cui affidavo i miei pensieri personali ad un Tratto Clip verde, e la radio adesso trasmette Vacanze Romane dei Matia Bazar. Sta a vedere che mi sto commuovendo, maledetta primavera.
Grazie Silvia. Grazie per il tuo blog. Emme, anche se so che questo appuntamento è uno scherzo assurdo e surreale, sappi che mi sento davvero male a non venire. Devo smetterla di introiettare tutti i mali del mondo, sono più spiaciuta per te che per me quasi. Qualcuna ha un Kleenex? kia?

Anonimo ha detto...

...E quindi? Finisce qui?

silvia ha detto...

Io ho un body anni ottanta color indaco, ci ballavo la colonna sonora di Flashdance.
Non ho mai scritto analberare.
Mi dolgo e mi dispiaccio per il vostro mancato appuntamento delle sei meno un minuto, secondo me sarebbe stato il momento esatto per iniziare ad essere felici.
Spero non sia un addio definitivo emme, per me e te, c'è sempre un'altra possibilità.Credo.
Amore che vieni amore che vai.
Un giorno qualunque scordate le avrai, amore che fuggi, da me tornerai.
Tutto è in divenire, chissà che un giorno non possa io scriverti biglietti per indicarti i colori del mondo e guidarti verso il mio neo, sovrastante il labbro sinistro, è color cappuccino, ci metterò una freccetta lampeggiante affinchè tu non possa ingannarti con altri nei, localizzati in luoghi più nascosti, addo' non coce o' sole.
Non ho mai avuto kleenex in vita mia, fa molto femmina ma non li frequento, come non frequento orologi, borselli ed ombrelli.
La rima è stata casuale.
Uso solo rotoloni simil scottex, li prendo da Lidl, si chiamano asciugadora de lacrimas para dispiaceros multipli, assorbono qualsiasi dolore, anche molto forte, in fondo è un hard discount.
Non ho mai avuto una maestra di presepe, ma solo uno di teatro, un pennellone con il nome Giorgio Giorgioni, affibiatogli da una madre ridondante o distratta.
Giorgio il pennellone diceva che ero una promessa per il teatro italiano.
Adoro non mantenere le promesse, e se è vero che ogni promessa è un debito, io sto affogando in mano agli strozzini.
La mano degli strozzini, sta salendo pericolosamente verso il mio collo.
La Pasqua è finita, andiamo in pace.
Certo che ci sarebbe stato posto per te nella mia festa rupestre, sarebbe stato esattamente al mio fianco, a destra del rosmarino ed a sinistra della lavanda.
La lavanda significa "da lavare" così come mutanda significa "da cambiare", concetto che numerosi ignorano, sbagliando di grosso.
L'aria è diventata irrespirabile ed io vi amo sempre di più, giorno dopo giorno.

Non finisce così.
Se stiamo insieme ci sarà un perchè.

Emme ha detto...

Non sei venuta.
E' una frase già brutta se detta dopo un rapporto sessuale, figuriamoci se detta "invece" di un rapporto.
Sono stanco di aspettarti, mi è sembrato di scorgerti ad un certo punto, una ragazza alzava la mano, ma veniva inghiottita da un Taxi. Se eri tu, sappi che non ero il il tassista, Dio t'assista.
Fino all'ultimo ho sperato che la tua ritrosia fosse una cortina fumogena, un modo per sviare Silvia, che ci avrebbe tampinati per estorcerci la liberatoria alla pubblicazione della nostra storia a fumetti.
La vedrei meglio in un romanzo rosa: adesso capisco perchè si chiamano d'appendice, ho il mal di pancia.
Il mio cuore è tenebroso e chiuso, e freddo come il ghiaccio del polo: un tetro-pack.
Tu avresti dovuto essere il succo che lo addolciva e lo riempiva.
Pur ottenebrato dal dolore, una chiosa per Silvia: "analberate", 26 marzo ore 10.30, riga 6.
Cara Silvia, forse potremmo ricominciare, chissà. Non so se avrò ancora il coraggio di scrivere sul tuo blog. So di essere un'anomalia.
Nei rapporti sadomasochistici ad un certo punto quando le cose si spingono troppo in là, nelle coppie vige una parola d'ordine che interrompe il gioco.
Nel nostro caso, se sono di peso in queste pagine, mi dirai una cosa che capirò solo io, una frase ricca di sottili sottintesi, ad esempio "Emme hai rotto i coglioni". Io capirò.
Passerò i giorni a capire dove ho sbagliato con Donna Moderna. Ho come l'impressione che mi consideri inspiegabilmente bugiardo ed inaffidabile.
Eppure le avevo aperto il mio cuore, raccontato la mia storia...
Riprendo la metropolitana. Da solo. Avevo preso un Viagra e dieci Lexotan. Adesso ho un'erezione ma non ricordo perchè.

Donna Moderna ha detto...

Caro (?) Emme, la mia decisione di mancare all'appuntamento si è rivelata quantomai opportuna.
Pensavo di essermi persa un aperitivo a Roma, una cena a Firenze, una notte a Venezia, una colazione da Tiffany.
Invece ciò che avevi in mente era di soddisfare i tuoi più bassi istinti in una cameretta senza finestre al motel Salaria.
Con supporto farmacologico, per giunta!
Ti vedo inoltre già pronto a riallacciare con Silvia, ad essere riaccolto tra le sue già fin troppo generose braccia.
Braccia che già più di un fidanzatino mi sottrassero quando frequentavamo il Liceo Classico Statale Principe Giannini.
Mi hai illusa poi delusa.

silvia ha detto...

Non sono venuta neanche io.però non ero stata invitata.è diverso.io sarei stata lì emme, con il mio body anni ottanta color indaco, un pò slabbrato, un pò appiccicato sulle cosce, perchè l'elastico è liquefatto da tempo, più o meno dagli anni novanta, quando ballai per l'ultima volta Flashdance.
Sarei stata lì con la mia totale incapacità ad essere strategica,a farmi desiderare, attendere.
Io sarei stata esattamente con le spalle alla fontana, alzando la mia manina bianca, cercandoti ovunque, pur ignorando le tue fattezze (un modello nero con intimo griffato, non è facile da distinguere nella folla).
Sarei stata lì con i miei bigliettini simil-cane guida per orientarti verso di me medesima.
Ti avrei abbracciato perchè adoro le anomalie, amo il papavero rosso in mezzo a tutti quelli gialli e viceversa.
Ti avrei chiesto se il daltonismo comprende anche l'incapacità di distinguere l'indaco perchè non ne sono troppo sicura.
Avrei preso il tuo cuore surgelato e lo avrei scongelato con il mio fiato caldo e con il mio reflusso gastroesofageo meritevole di approfondimento diagnostico con manometria.
Mi sarei presa cura della tua personalità multisfaccettata, non facendo differenze fra una faccia e l'altra, sono pur sempre le diverse facce di una stessa medaglia.
Ti avrei condotto per mano a bere un caffè bollente vicino al pantheon ed avrei guardato la mia meravigliosa città direttamente dai tuoi occhi.
Sarebbe stato bellissimo credo.
Tu non hai invitato me però ed è andata diversamente.
Ho trascorso il minuto prima delle sei, a guardare la pioggia noiosa ed a pensare a te, piccolo emme, in una città grande e sconosciuta, senza di me.
Donna moderna ti cercherà ancora, non sei un tipo che si dimentica facilmente, lo si lascia solo davanti alla fontana di Trevi, ma non lo si dimentica.
Controllerò analberare, che però mi sembra un simpatico neologismo, quasi una licenza poetica.
Qualcosa però mi dice che hai certamente ragione.
Ho una personalità debole, fragile come i capellini d'angelo che restano troppo a mollo nel brodo, non riesco a difendermi bene bene,
Mi impappo, mi scuocio, mi deflagro con poco.
La parola d'ordine mi sembra di sicuro impatto semantico, dubito però che la userò, questo rapporto sado-maso mi attrae come una calamita e ti vengo a cercare fra i commenti, ogni giorno.
Oggi sullo schermo verde batte un raggio di sole.
Chissà, fra poco sarà davvero primavera?

manu ha detto...

no dai basta, cioè, Silvia, non ti chiedo di rovinare questa magica storia, ma io e la mia amica ci siamo appassionate e facciamo scommesse: verrà? chi verrà?
ma soprattutto tra emme donna moderna e te chi conosce davvero chi? dove inizia lo scherzo?
siete tre amici? cosa c'è di vero nelle vostre storie?

PS complimenti per il blog, tutto quanto.

silvia ha detto...

Manu carissima, benvenuta, capisco le domande ma giuro e spergiuro che è tutto vero, nato assolutamente per caso, non è uno scherzo, è piuttosto uno scherzare, avevo un sospetto su emme ma lui nega (continuo ad averlo ma è bello così no?), per quanto riguarda Donna moderna invece, brancolo nel buio.
Ho paura che possa finire e so' che finirà, ma come si dice...finchè dura...

Grazie per i complimenti, li adoro.
Tu e la tua amica continuate a seguire queste rocambolesche avventure.

Emme ha detto...

Cara D.M., forse è vero quello che dici, ma è altresì vero che mi hai mandato segnali inequivocabili di disponibilità a formare con me la Shakespeariana bestia a due schiene. Quando tu scrivi "introiettare" è chiaro che, dato che ti mi consideri un individuo senza capo nè coda, ti aspetti che io tolga da quel termine psicanalitico le prime e le ultime due lettere. E' quello che ho fatto, e ciò che rimane mi aveva tratto in errore. Ora ti ho persa, lo sento.
Cara Silvia, non etichettare la tua sensibilità e la tua intelligenza come debolezze. So di te solo quel che ho letto qui, ma mi sento di dirti che sei una ragazza di spessore. Guardati intorno, quanta desolazione umana ci circonda. Rileggiti. Riconsiderati. Nella tua professione, nel tuo essere mamma, nel tuo essere donna, nel tuo essere compagna di vita. Essere "è" avere, Fromm aveva dimenticato un accento e invertito i verbi.
Ah scusa, non ti avevo ancora scritto niente di buffo oggi: Cacca Molle.

Donna Moderna ha detto...

Caro Emme, non potevi sbagliarti di più nel cogliere i miei segnali.
Chi di telecamera ferisce.....beh anch'io, in quanto faccio Trevi di cognome, ho potuto visionare la telecamera di sicurezza della fontana: ti ho identificato: non sei un ventiduenne, non sei di colore (scuro), e non ho visto addominali scolpiti. Per me la fiducia in un rapporto è tutto.
Posso solo metterti in guardia in questo tuo ritorno di fiamma verso Silvia: non sei l'unico a conoscerne il passato inquietante.
Al liceo eravamo le finaliste del concorso di bellezza: fu lei a suggerirmi prima della sfilata finale a usare il Viakal per lo scrub, a piastrare i capelli con la bistecchiera, e a strinare le ciglia con la fiamma ossidrica. Lei vinse la fascia, io inagurai il reparto grandi ustionati dell'Umberto I.
Anni dopo, fresche di laurea, partecipammo ad un bando per un posto di lavoro come logopediste: lei mi disse: guardo io i termini, rilassati, vai al mare, sei stanca, ti chiamo io quando ho la certezza della data della prova scritta. Io vado al mare, dopo una settimana lei mi telefona: "so la data certa: era ieri". Adesso lei è assunta, io sono psicanalista insegnante precaria in un istituto di suore.

Manu ha detto...

questo blog dovrebbe essere pubblicizzato di più, vengono pubblicate cose e corrispondenze molto più brutte di questa.
Vi adoro.
Mi piacerebbe scrivere bene per partecipare anch'io.

silvia ha detto...

Prima di tutto Manu, partecipa, buttati nella mischia, vai (però se vuoi fare un complimento, ti suggerisco di non usare il termine:"molto più brutte di queste", perchè così si da per scontato che anche il nostro sia parecchio brutto, sembra quando qualcuno ti guarda e ti dice:"no, non stai male" cacchio di complimento eh?).
Secondo di tutto DM, io ancora piastro i capelli con la bistecchiera, peraltro, dopo averci arrostito le fettine di pancetta, vengono lucidi, dritti e brillanti.
Terzo poi, carissima, ti chiamai il giorno prima di ieri, prima dell'esame di ammissione, ho ancora registrate 32 chiamate effettuate verso di te (Trevi l'amica), nel mio cellulare, tu nuotavi a dorso nel mare di Sardegna, rinfrancandoti lo spirito e non mi richiamasti mai, la interpretai come una scarsa motivazione a logopedizzare i bambini con difficoltà di favella ed allora lasciai che andassi incontro al tuo destino professionale.
Peraltro il mio sogno è psicoanalizzare le suore, perciò sono io ad essere invidiosa di te.
Scavare nell'es represso di una donna votata alla castità, analizzarne i contenuti latenti dei prodotti onirici,prendermi cura della figura materna della suora (la famosa madre superiora)portando a termine ciò che Freud lasciò incompiuto (il complesso di Elettra con velo nero e bianco)restano le mie aspirazioni più profonde.
Ho sublimato tutto questo in un lavoro con i bambini bisognosi della mia accoglienza, ripiegando su uno stipendio molto più misero del tuo e rinunciando per sempre alla quattordicesima.
Presi quella fascia perchè ero più adatta, possedevo le fisic du role, il concorso si intitolava:"miss denti da roditore", e tu li hai perfetti, i denti.
Emme, mi manchi come l'acqua al beduino smarrito fra le dune, ci sarà qualcheDuna che me lo riporterà...

Emme ha detto...

Cara Manu, quello che Silvia dall'alto delle sue parole polisillabiche ha voluto dirti è vero: scrivi male. Lo hai premesso, lo hai dimostrato. Apprezzo questa tua coerenza. Rimani con noi. Continua a scriverci male. Alla lotteria delle caste sei stata sorteggiata tra gli ultimi, ovvero sei di bassa.....estrazione sociale? Anch'io. Per questo D.M. mi ha dato buca. Parlaci di te, chi sei, cosa fai, dove sei, quanto mi adori? Cosa saresti disposta a fare per me?

Manu ha detto...

Cara Silvia, hai ragione, la mia frase come era messa faceva ridere. Era a suo modo un sincero complimento.
Caro Emme, dopo due donne molto intelligenti, molto preparate e dalla scrittura impeccabile, eccomi qui. Certo, non hai gli addominali scolpiti e questo è un problema, e credo tu sia innamorato più di Silvia (scoop?)ma forse una ragazza semplice come me potresti apprezzarla. Faccio come ha detto Silvia, mi butto nella mischia.

Donna Moderna ha detto...

Ma bravo il mio Emme,
faccio appena in tempo a scrostare i capelli di kia74 dal mio paraurti, torno qui e ti ritrovo a flirtare con questa Manu, che scommetto essere giovane, bionda e magra.
E se comunque come dice lei ami Silvia e noialtre serviamo solo a farla ingelosire, diccelo subito che di blog pieni di fotomodelli senza addominali è pieno il web.

Silvia ha detto...

Brava Manu ti sei tuffata.avevo capito perfettamente le tue intenzioni bonarie in fatto di complimenti.io però non desideravo un' altra rivale per di più bionda magra e chissà quale altra scorrettezza estetica.Ecco che fine aveva fatto la povera Kia...come la macchina di mia madre: demolita.Forse emme non ama neanche me.D M per favore indicami quale parte del web bazzichi grazie.

Emme ha detto...

Cara Manu, ieri ho provato a scolpirmi gli addominali ma alla terza scalpellata non sono più riuscito a fermare l'emorragia.
Ben mi sta, tentare di assecondare i desideri di una ragazza come te, maledicente e superficiale. Una ragazza fatwa.
Cara Silvia, so di esporti al rischio di qualche "incidente" nella cui circostanza D.M. guidi un auto, lasci cadere un vaso dal balcone, liberi i rotweiler o lasci cadere una fiala di gas nervino nel tuo ascensore che si sta chiudendo, ma sappi che forse Emme non ha del tutto sbagliato lo scoop.
Ricomiciamo. Sei il tipo di ragazza con cui passerei un'intera serata senza mai staccare il naso dal tuo ombelico. I tuoi borborigmi peristaltici sarebbero l'unica cosa vera nel mio stato di deprivazione sensoriale estatica, unica vibrazione primordiale tra me e l'infinito, tra capo e colon.
Adesso che la bionda non scrive più qui(perchè?) permettimi di dividere con te queste pagine virate al verde, al verde speranza, al verde come il mio conto corrente. Amami per quello che sono, non per quello che ho; ragazza bugiarda con la macchia da puledro, lasciati domare. Del domar non v'è certezza.

Emme ha detto...

volevo scrivere Manu non ha sbagliato lo scoop

silvia ha detto...

Ti amo per quello che sei, non conosco ciò che hai, ma se è vero che siamo quel che mangiamo...
Ho un'ernia ombelicale post partum, pertanto dovrai andarci piano, essere delicato ed accudente con il mio forellino tortellino, per quanto riguarda i borgorigmi vai sereno perchè ne produco a iosa, sembra la tangenziale nell'ora di punta.
Vorrei fermare la tua emorragia con le mie mani, toglierti lo scalpello dalle grinfie e dirti che mi piaci così:molliccio e bianco come una mozzarella di bufala (non ci ho mai creduto alla storia del modello di colore scuro).
Per fortuna non ho l'ascensore, ed anche per il gas nervino non temo nulla, sono astemia.
Ho riletto tre volte emme non si sbagliava, per poi approdare all'errata corrige sottostante.
Perdite di tempo...
La bionda si è autoeliminata perchè questo blog l'annoiava, io lo amo ancora parecchio.
Stamattina ho le mani gelate ed il cuore in fase di sbrinamento, vorrei fossi il mio microonde.
Scvivimi scvivimi, quando il cielo sembvevà più limpido, le giovnate ovmai si allungano...

silvia ha detto...

P.S.
Amo essere domata, il domatore però deve essere in grado di farmi percepire la sua superiorità, il suo rispetto profondo e silenzioso per l'ordine e la disciplina, io sono una ragazza senza regole, cresciuta nell'allevamento dell'Es allo stato puro, pochissimo spazio per la cultura del super-io.
Necessito di essere domata, non sono neanche bisbetica.
Amo vivere allo stato ebraico (citazione di una donna incontrata anni fa, la trovo bellissima).

Emme ha detto...

Cara Silvia, con me caschi bene, il mio super-Io è strapotente. Se sapesse che scrivo qui..lo faccio di nascosto.
Pensa che se la sera sto fuori oltre le undici mi telefona, e dove sei e con chi sei e ogni ambulanza che passa sarà lui....poi quando rientro mi tiene il muso. Al contrario il mio Es si può definire un Ex.
Siamo complementari, come il foglio.
Non mi importa della tua protrusione ombelicale: vedi, stiamo entrando in confidenza e ci confessiamo le reciproche magagne corporee. Speravo arrivassimo ad essere tanto intimi da indurti a confessare anche quell'altro tuo difetto fisico, di cui la Bionda sparla in giro: so che hai un terzo capezzolo.
Sul palato.
Al liceo dovevi essere popolarissima.
PS bellissima la battuta sul gas nervino.

Anonimo ha detto...

Cara Silvia, tutto molto bello, forse troppo.
scrivete bene, ma credo concordiate i testi, e la trama (su facebook? di persona?)
vi lanciate l'un l'altra, siete un minuetto.
Ho un dubbio, anche se è vero non lo dirai mai ma credo che tu ed Enmme siate la stessa persona. Scrivete troppo bene e con uno stile analogo.
Questo post è un esperimento per un libro o qualcosa del genere.

silvia ha detto...

Che bello scoprire che l'umanità è tanto variegata e piena di fantasie bellissime ma troppo complesse per una come me.
Caro anonimo, io non ho e non pianifico assolutamente nulla, non conosco nè emme nè dm,anche se avevo dei sospetti sul primo.
Questo non è un esperimento, è una cosa spontanea e bella come l'ortica o le erbe selvatiche in genere, e poi secondo me non sei molto attento, la mia scrittura, quella di emme, quella di Dm sono molto diverse, rileggi se ne hai voglia e facci caso.
Lui ha una struttura che io non avrò mai, una facilità di giocare con la lingua eccezionale,un impronta indiscutibilmente maschia, citazioni colte non alla mia altezza, io non ho queste caratteristiche, lei è amara, didascalica, meno prolissa, brillante.
E' successo questo, punto, tre persone che si incontrano qui.
Che peccato sospettare di una cosa tanto spontanea quanto piacevole (per me si intende), le fà perdere molto, anzi, ti dirò forse non le fà perdere nulla.
Un giorno, se ci fai caso abbiamo anche postato quasi contemporaneamente io ed emme, perciò dovrei essere un pianista come quelli che stanno al parlamento.
Scrivo su questo blog con amore e gioia e rispondo ai pochi e meravigliosi commentatori con altrettanto impeto e smisurata spontaneità, credo che nella vita non riuscirei mai a pianificare nulla di tanto arzigogolato e diabolico, se ne fossi stata capace, avrei avuto un altro destino.
Vi abbraccio tutti con l'occasione.
Sia quelli in buona che quelli in cattiva fede.

Emme, DM, aspetto un vostro segnale, è un pò che non vi leggo e mi mancate già.

silvia ha detto...

Un'impronta, ovviamente, con l'apostrofo.
Ad emme non sarebbe mai sfuggito.

Donna Moderna ha detto...

Accidenti cara Silvia, ti confesso che ho vacillato. L'ipotesi di Anonimus mi è parsa per un attimo suggestiva.
Lo stesso Emme ne aveva parlato all'inizio, tra le sue possibili identità.
Sarebbe da parte tua geniale. Un tuo alter ego maschile, con uno stile ed una personalità propria.
Per un attimo ho voluto crederci, forse per il brivido proibito di un'avventura saffica sfiorata, chissà.
Sono messa male se questi sono i miei brividi, vabbè.
Ma non ci credo, in effetti sarebbe contorto e difficile per te tenere il gioco.
A che pro poi?
E comunque, la vita è bella perchè ognuno dice la sua e questo post è sempre più intrigante ed intelligente.
E comunque non essere ansiosa Silvia, il mio ultimo post era di due giorni fa soltanto, e l'ultimo di Emme solo di ieri (terzo capezzolo? davvero?).
E comunque se vuoi più post di Emme......scriviteli (ha ha ha)

Emme, non Silvia ha detto...

Caro Anonimo,
che cosa ti salta in mente, io e Silvia la stessa persona?
Io sono un uomo, mi piacciono le tette, non tiro su la tavoletta del water quando....
Filippo, Giacomo, stateve bboni che mamma sta a scrive!
Poi sono un non romano che a volte finge di essere romano: ciaparat, la Silvia, la Donna Moderna, un giro di Rolex e taaaac da casello a casello, la cadrega, visto?
A Marco, t'o dissi mo, abbassemme er foco sotto l'abbacchio che s'abbrucia.
E sono colto: tra i principi fondamentali dell'analisi transazionale si pongono...
Ammmerda, me se chiude Wikipedia.
E faccio giochi di parole: come è grosso questo burro, è un burrone. Burrone, capita?
Marco, ste mano, abbozza, che sto affà er maschio me passi puro da frocio.
Insomma, non sono Silvia.
Convinto? Se fossi Silvia vi parlerei dei miei figli commuovendomi
Pezzi de core, venite da mamma vostra che piagne si nun ve vede pè dièci minuti.
Emme. Uomo. Virile. Misterioso.
Li mortacci me s'è spezzata un unghia. E sto ciclo poi...proprio oggi.
Silvia ti amo sei bellissima sei perfetta. Donna Moderna ti amo sei bellissima sei perfetta. Manu parliamone.
A Maaaaaaaa li regazzini piangheno famme finì.
Ciao bellissime, sapete che
Maaaaaaaaaaaa li regazzini
Ciao bellissime sape
L'abbacchio!

silvia ha detto...

Carissima Donna Moderna, non sei messa male a causa dei tuoi brividi saffici, anche io li condivido da un paio di anni, penso che non voglio morire prima di aver amato anche una donna, è un pensiero sempre più ricorrente ma rimasto ancora tale, chissà che fra i due litiganti il terzo non goda?Le terze semmai.
E' vero sono ansiosa, perdonatemi, ma poi mi passa.
Caro emme mi hai fatto morire dalle risate, però, non volendo hai testimoniato la tua totale estraneità alla lingua romana:io non direi mai "s'abbrucia" bensì:"se bruscia" dove la dizione della "C" deve essere trascinata e sibilante,"t'o dissi mo" non esiste proprio, l'abbacchio è giusto perchè denominiamo così l'agnello di Dio.
Quarto indizio a sfavore della doppia identità yin e yang, maschio-femmina, eros e thanatos, è che due giorni fà non avevo il ciclo, ero in ovulazione.
Che bello questo incontro a truà.
Se dice truà? macchenesò io so' romana, zona quarticciolo alessandrino, anzi qualche vecchietto dice:alesandrino (i romani sono gente stramba, raddoppiano ove non ce n'è bisogno e levano quando meno te lo aspetti).
Commentate gente commentate, venghino siori venghino.

Emme ha detto...

Cara Silvia,
"Roma è colà dove noi saremo" disse Garibaldi in fuga daopo la resa della Repubblica romana.
Quindi anche qui è Roma....
E comunque io sò Romano de Roma.
Solo che vivo lontano dagli agi e dai lussi dell'Urbe. Io vivo in un quartiere periferico, disagiato, degradato.
Viverci è una tale tortura che l'hanno chiamato Tor Quemada.
Se vedemio.

E te lo vojo diiiiii' che so' stato iiiioooo
E so' quattr'anni cheeee me tengo 'sto segreeeetooo
E Te lo vojo diiii' ma nun lo fa sape'
Nun lo di' a nessuuuuno tiettelo pe' teee.....

silvia ha detto...

Conosco i problemi periferici, mi si addormentano spesso le mani ed i piedi, un formicolìo odioso.
Vivo da anni in periferia lontana dagli agi,(a Roma si dice "aggi)infatti il mio nome indiano è:"nata ai bordi di periferia dove l'aria è un pò polare" (un freddo che non ti dico, lontani dal Colosseo che blocca la tramontana.
Se è vero che sei romano supera questo quiz:"dove si mangia la miglior pizza bianca coamortadella?"
Coamortadella è tutto un predicato nominale unico.
E poi:"come si dice vigile in romano?"
Ancora:"come si pronunciano le parole:cabaret, sigarette, ed il nome proprio di persona Barbara?"
Se devi porre un quesito ad un passante uomo, come richiami la usa attenzione?
Ultimo item:"quando rivedi un caro amico dopo tanto tempo, cosa gli dici abbracciandolo?"
DM, tu sei di Roma mi pare di aver capito, se così fosse rispondi dopo emme, potrebbe copiarti.

Kia, Manu, anonimi sospettosi e malpensanti, dove siete?o meglio...n'do state?

LucyLeave ha detto...

Un bellissimo siparietto.
Appassionante.
Me piace.

Attendo con ansia le risposte ai quesiti fatti ad Emme.
Ah..io sono la Bionda, e non ho mai detto null sul tuo terzo capezzolo.

Non smettete..soltanto..trovate un posto comodo, tra i commenti siete limitati.
Non tarpatevi le ali..che poi non ce sentite.

Emme tuo ha detto...

A Silviè,
proprio ieri me stavo annà a magnà 'na pizza coamortazza da Roscioli a Termini, un pizzardone me fa: "Capo, na ciospa?"
Me giro "li mortacci tua Ninè", nun te riconoscevo dietro quer cabbarè de paste. Come sta Barbarè?

Donna Moderna ha detto...

Cara Silvia, glie la darei buona. "me ne stavo annà a magnà" insomma insomma, ma corretto direi.
Cara Bionda, io qui ci sto bene, a lato: chi vuole partecipa. Chi si stufa legge le prime pagine nuove man mano che Silvia le scrive. E poi dove potremmo andare? Anzi grazie per l'ospitalità a Silvia, e grazie per un punto di vista maschile a Emme (Anonimo tsk tsk tsk)anche se come da proverbio tra due dame rischia di....

silvia ha detto...

Allora, apprezzo la buona volontà di emme, ma mi duole dirgli che non ha superato che il 50%delle risposte (credo che abiti non più a sud di Milano), Roscioli non regge il paragone con lo zozzone di via del governo vecchio, capo è giusto ma ciospa è troppo underground, la pronuncia esatta è la codesta:"sigheretta, gabbarè, Barbera (così come per preciutto-prosciutto).
"Li mortacci tua Ninè" è perfetta, ma spesso usiamo:"li mortacci tua chi nun more se rivede" e giù colpi con mano aperte, strizzate di testicoli, scompigliamento di capelli seguiti ancora da un'altra serie di improperi benevoli.
Scusa capo, mo' devo annà a lavorà,se vedemio (l'ultimo che ha pronunciato "se vedemio" è stato Romeo, er mejo gatto der Colosseo).
Donna Moderna, o anche tu non sei di Roma, o sei troppo buona.

Il mio terzo capezzolo?ormai è di dominio pubblico, mi ha regalato tante soddisfazioni, ma non sapete che fatica durante gli allattamenti, mi strozzavo ogni due per tre.
Se lo avessi avuto sulle rotule avrei preferito...è famoso il latte alle ginocchia.

Emme ha detto...

Cara Silvia, se vedemio E' una citazione dagli Aristogatti.
Quanta diffidenza, quanta dietrologia, quanto complottismo dietro questi tuoi soliti sospetti. Degni di un Anonimo. Cattiva maestra, sei la madre di tutti gli Anonimi.
Il mio Romanesco di Tor Quemada è contaminato, qui vivono molte famiglie immigrate dal Canton Ticino in cerca di un lavoro serio, stufi di produrre cioccolato e Swatch.
Ma non ti serbo rancore. Forse tirare avanti per anni un blog poderoso e creativo come questo ti ha tolto la tua primigena innocenza.
Cara Silvia, il tuo subliminale grido d'allarme non resterà inascoltato. Innanzitutto grazie per l’ospitalità. Ho provato ad uscire da questo post come hai visto. Non mi è successo niente di brutto. Su queste pagine verdi mi trovo bene.
In cambio della tua ospitalità ti do lì opportunità di avere un blog unico forse al mondo: un blog PARASSITATO.
Dai, ammettilo, tutto bello ma si vedeva la mancanza della mano di un uomo. "E sei bravissima a scrivere, e anche a casa mia è lo stesso, ma come fai a far tutto, che bei bambini, coraggio è successo anche a me, che stronzi quelli delle banche, gli uomini non fanno mai un cazzo ma almeno sono stupidi" …..contributi essenziali, certo, ma è giunto il momento di andare avanti, di andare oltre.
Di ballare la danza del mentre, come faceva Jimmy Durante.
Come avrai capito non posso permettermi un blog tutto mio, così avrei pensato di accasarmi in questo post a mo di cuculo, e di riorganizzarlo un po’.
Avrei pensato ad un numero zero con tante rubriche, tematiche, interviste, inchieste, pensato per le desperate sisters del terzo milennio. Ci sto lavorando a tempo pieno. Ti allegherò una bozza di lancio appena possibile.
Rimani con noi Silvia.
Continua a leggerci e a scrivere.

silvia ha detto...

Certo che è una citazione degli Aristogatti, altrimenti Romeo chi sarebbe?non te lo ricordi più che il gatto rosso mal pelo (a Roma detto Roscio)si intitolava Romeo?
Par bleu invece è vert.
Da poco, prima questo blog era marron.
Necessito della tua contaminazione testosteronica, spazia sulle altre pagine, ti proteggerò con devozione.
Desidero la tua bozza di lancio, mi posiziono davanti alla rampa, sparaaaa!
Molti mi tacciano di dietrologia che peccato, non ho però possibilità di difendermi, sono rea confessa.
Dura lex sed lex (conosco pochissime citazioni latine, ma appena me ne parte una, snocciolo le altre è inevitabile).
Cara bionda con ciuffo azzurro turchino e nuovo nome nick, anche io avevo pensato di trasformare questi scambi energici in un post dove poterci sentire più comodi, ma poi cosa avrebbe detto anonimo?che è tutto un complotto, che lo sapevo fin dall'inizio, che qui gatta ci cova e tanto va a largo che ci lascia lo zampino.
E'arrivato il sole, non ci sono più le mezze stagioni.

Donna Moderna ha detto...

Cara Silvia, forse hai ragione, sono troppo buona.
Però ieri ho iniziato le pulizie di primavera e non mi andava di applicare a Emme la pulizia etnica, con tutti i soprusi che ha subito, compreso il mio "pacco".
Per la serie chi lo ama lo segua, sto pensando di uscire anch'io da questo post.
Infatti sto anch'io scrivendo motivi per sentirmi vecchia, e, anche non sarò brava e brillante come voi, la lista si sta allungando.
Meno male Emme non ha scritto i motivi per cui si sente giovane, altrimenti non so se avrei potuto dare il mio contributo.

silvia ha detto...

No, donna moderna, ho capito, non puoi essere di Roma, hai detto "pacco" della serie: "tirare un pacco" a Roma si dice "dato buca", il termine pacco lo usiamo per indicare il rigonfiamento auspicabilmente "pieno" delle zone erogene maschili.
Anche tu, mi sa' tanto che sei seduta su una cadrega adesso.
Va' là polentoni.
El panettun, el culega, el magun.

Donna Moderna ha detto...

Cara Silvia, se volessi fare colpo su Emme, che evidentemente dalle tue parole e dai tuoi sospetti pare essere milanese, direi che ho usato il termine pacco per far colpo su di lui ed essere considerata una padana d.o.c.. In realtà il termine pacco credo abbia origine dalla truffa napoletana del finto pacco pieno di carta venduto ad ignari acquirenti di sigarette o autoradio. Ma allora, Emme, sta fontana di Trevi era uno specchietto per le allocche, altro che fare colpo su di te, in questo momento ti detesto. E se fossi venuta sotto Segatori?
Cara Silvia, cucino così male che non mi ci metto a risponderti sui piatti tipici.
E poi sennò che donna del mistero sarei?
I taralli...altro divertente autentico mistero, di facile soluzione a saperla. Scusami ma mi diverto a non svelartelo.
Emme ti levo il saluto.
E anzi, non provare a snaturare questo blog di delizioso carattere femminile parassitandolo in maniera invadente.
Fatti un blog tuo e al limite invitaci a seguirlo.

silvia ha detto...

Questa cosa del pacco mi ha ricordato una mia amica che anni fa, ad un mercato napoletano, acquistò un'autoradio che aveva solo il frontalino visibile dal pacco cartonato, e dietro un foratino.
Geniali.
Sei stata elegantemente in grado di nicchiare le mie domande, hai evitato di nominarmi la coda alla vaccinara, la trippa con la mentuccia, la coratella con i carciofi, hai evitato di confessarmi la storia dei taralli, hai una condotta evitante, e questo non è bello per una sospetta psicologa.
Lo sei?che fai?n'do vai?
Cosa vedi di fronte a te se superi lo schermo del computer?c'è una montagna rocciosa dentro al tuo colpo d'occhio?si sente odore di mare da casa tua, affacci su una strada ad alta percorrenza?raccontami di te.
Giro la stessa domanda ad emme ed a tutta la truppa che ci segue.
C'è una truppa?a Roma, quando si impatta contro spigoli, oggetti o persone si dice:"scusate ho intruppato"è un verbo quasi onomatopeico.
Vostra intruppona.

Emme ha detto...

Cosa vedo, cosa vedo.
Mi chiedi cosa vedo.
Cosa mi circonda, piuttosto. Cosa mi racchiude.
Se chiudo gli occhi, se li chiudo gli occhi, allora vedo.
Non lo faccio mai.
Lascio che si chiudano da soli, al termine del ciclo di veglia.
Stavo per dire del giorno, ma non ha il senso, non è il senso.
Non di ciò che vivo nel mio tempo.
Non posso nemmeno dire ogni giorno, non posso nemmeno definire la notte.
Qui la luce viene solo attenuata ogni tanto, a intervalli nemmeno regolari.
Dipende da loro.
Dipende quando serve. Dipende quando servo. Servo. Servo.
Non lo faccio mai.
Non voglio vedere. Non voglio ricordare. Quello che per un tempo infinito è stata la mia unica consolazione, da un tempo infinito è la mia ennesima sofferenza.
Ricordare. Vedere dentro
di me. Recuperare immagini,voci,facce, persone, persone diverse da me.
Esistono ancora? Sono mai esistite? Ho solo letto di loro? In quale blog?
Cosa facevo prima? Prima di questo?
Cosa vedo? Pareti. Umide. Gocciolanti. Il mio sacco a pelo. Sempre lo stesso. Il buco in terra, la turca. La grata per il vassoio: cibo, acqua, medicine.
Gli schermi. Tanti. Sempre accesi.
Schermi verdi, viola, a fiori, a nuvolette, rosa, tanto rosa, troppo rosa. Immagini. Piatti appetitosi. Bambini. Vestiti. Interni. Bambini. Giardini. Bambini.
Nomi. Nick.
Tanti nick.
Tutti nick.
Il MIO nick. O forse è il mio nome. Non ricordo. Me l'ha dato mia madre, o l'ho avuto qui. Non so più.
Come mi hanno portato qui? Come mi hanno preso? Chi mi ha preso?
Qualche flah ogni tanto.
2013.
Mille anni fa. Ultimo anno che ho....vissuto, che ho contato, che sono stato. Roma. Fontana di Trevi. Una donna. L'ultima donna. L'ultima che ho visto. Il braccio alzato.
No, non l'ultima. Alle mie spalle. Una voce. Il mio nome. EMME. L'ultima voce che ho sentito.
Un tocco. Io che mi giro. Due splendidi occhi. Una voce. Sei di Roma?
Buio.
Risveglio.
Qui.
Qui per sempre.
Io. I blog. Niente altro. Nessun altro.
La grata. Una volta ogni tsnto cercavo di guardarci attraverso, sdraiato a terra. Altra luce fioca. Altre pareti. Passi. Ogni tanto. Tacchi.
Mille anni fa ho rotto uno schermo. Vetro. Legato al manico del cucchiaio. Attraverso la grata, immagine riflessa. Targhetta subito sopra la grata.
Due parole. Lingua aliena. Cos'altro?
OMOU EROTATNEMMOC.

Manu ha detto...

Emme tu sei uno scrittore che scrive anche qui nel tempo libero? Se si, dimmi cosa hai scritto.
Cara Silvia, qui dall'ufficio si vede il mare, Adriatico.
Siamo in alto.
Una tortura nei giorni belli come oggi.
Dentro l'ufficio le solite facce: il Capo, anzi la capa, il collega sposato che ci prova, l'amica che per affetto ma anche per convivenza quotidiana è diventata amica del cuore, che mi aiuta a tenere a bada quello sposato che ci prova.
La collega anziana che sa tutto del lavoro. Il collega anziano che sa tutto di tutto. Quella giovane precaria invidiosa. Quelli delle vendite e delle consegne che vanno e vengono. Quelli dell'assistenza tecnica, quello bello e quello brutto. Un lavoro non molto interessante, ma averne uno è già come dicevo prima fonte di invidia al giorno d'oggi. In futuro chissà, magari un altro posto, un altro paese. Il mio ragazzo mi dice sempre che mi porterà via ma per adesso anche lui fa quello che ha trovato. Intanto guardo il mare. E ti leggo, e vedo la tua bella famiglia (anch'io vorrei due figli ma un maschio ed una femmina)e capisco che con una laurea si scrive meglio che con un diploma. Per questo leggo molto scrivo poco.
Ciao!

silvia ha detto...

A volte hai visto emme,certo che hai visto, e quel che hai visto ti è piaciuto, poi hai visto ancora, avvicinandoti di più e ti sei spaventato.
A volte hai seguito tutte le trame monotone e sempre identiche della tua grata che ti separa dall'aria libera, e sei morto di noia ma pieno di precisione.
Ciò che ti racchiude ti espone e ti protegge, odora di te, della tua pelle nascosta, della tua pelle prigioniera.
Servo, talvolta lo sarai stato anche tu, serve a tutti noi fare i servi, anche Tu lo sei stato, serviTu'.
Nick, tua madre ti battezzò con un altro nome ma poco importa, non ti piace comandare, ma essere bravo, capace, sei nato e diventato arguto e curioso e la fontana di Trevi l'hai immaginata e ricordata con quella potenza che solo i ricordi belli posseggono, gli occhi azzurri ti hanno attraversato ma erano dentro uno schermo, piccolo come un acquario, e la donna pesci a volte ci sta piccola dentro quest'acquario, si sente una donna pesce fuor d'acqua.
E davvero lei con i suoi occhi vorrebbe correre a bussarti sulla spalla per chiederti:"come sei diventato così, uomo commentatore?"
Come è successo che i tuoi commenti, in questi giorni hanno iniziato a prendermi per mano e come mai hanno un colore, un'energia contagiosa, una vibrazione che sento ronzare fra le parole?
I tuoi commenti ronzano come la luce ad intermittenza che loro decidono per te, una luce che ti allucìna, e dalla quale cerchi riposo e pace.
Hai rotto lo specchio, ne porti i pezzi attaccati al cucchiaio, i miei tacchi passeggiano sopra ai tuoi pensieri e talvolta ti battono nelle tempie come un mal di testa sordo e sotterraneo, come di grotta, come di nascosto e fuga, come di tana e buco.
La mia lingua la conosci, non ti è più straniera,la stai leggendo, ascoltando da un pò, inizi a masticare il suo movimento, il suono che produce, la voce che ne esce fuori.
Uomo commentatore, i flash ti attraversano come luce pulsata che estirpa peli e lascia la pelle scoperta, più pronta, più sensibile al tocco.
Uomo commentatore Manu vede il mare, una donna invidiosa, un collega che ci prova e che la lusinga, colleghi vecchi un pò noiosi, un posto di lavoro piuttosto pedante ma rassicurante, un fidanzato che promette di rapirla ma poi la lascia davanti al mare a torturarsi nelle giornate limpide come quella di oggi.
Manu crede che sia la laurea a guidare la penna.
Spiegale che non è così, io sono stanca ora, davanti a me, oltre lo schermo, una tenda bianca con i nodini, piccoli e fastidiosi come i miei dolori accumulati negli anni, una finestra ampia ma un muro troppo vicino incastrato dentro.
Sono qui.
La mia prigione, la mia gabbia, il mio incidente, le mie radici, ciò che sono, quello che ho creduto di saper costruire, il luogo che mi scalda, che mi fa sentire dentro, al riparo.ma non è vero.non è mai vero.anche una casa con un muro davanti può essere pericolosa.

Silvia ha detto...

Abbiano.

Donna Moderna ha detto...

Cara Silvia, cosa vedo quando scrivo?
A volte casa, a volte lavoro.
Quando sono al lavoro vorrei essere a casa, quando sono a casa qualche volta vorrei essere al lavoro.
Casa, che mi da gioia ma anche un immenso da fare quando è piena; che mi attrae e un pò mi spaventa quando è vuota.
Cara Manu, sul posto di lavoro anche se non sono anziana sono considerata quella che sa tutto (del lavoro almeno): questo non mi salva dal sorbirmi chi sa tutto di tutto e di tutti.
Sento l'invidia di chi è meno stabile, invidio che allaccia vere amicizie.
Mare mare, qui non viene mai nessuno a trascinarmi via (Bertè non Ruggeri) cara Manu. Nessuno che me lo promette nemmeno.
Meno male che non vedo l'Adriatico da qui, altrimenti ti cercherei con lo sguardo Manu.
Speravo Emme mi trascinasse via, ma adesso so che è solo uno dei nick del Commentatore Uomo che ognuna di noi ha imprigionato nelle sue segrete (speranze). Un uomo a cui importa ciò che dici e scrivi. Senza calzini da lavare. Senza il suo nome sul tuo bancomat, sulle tue bollette, sulle tue rate, sui tuoi figli, sul tuo citofono. Un uomo che puoi lasciare chiudendo in due il portatile, e ritrovare riaprendolo. Un uomo che da buon milanese da grande voleva essere Commendatore e si ritrova commentatore, servo di un server.

Emme ha detto...

Cara Silvia, come promesso eccoti un sapido anticipo del contenuto del numero zero del Desperate Sisters Magazine, DSM (con un nemnmeno tanto velato riferimento al DSM inteso tu mi insegni Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders):

- La Posta del Cuore: “Tradire e il fare” come ti frego il fedifrago, con il nuovo sensore prepuziale Erectdol.

- L’Angolo della cucina: “Cento ricette con i lemmings” - non vanificare il loro suicidio di massa, assapora appieno questi simpatici roditori in tante elaborate ricette per tutta la famiglia o gustali così, semplicemente, appena buttati in mare dalla rupe, allo scoglio.

- Sesso: “Ho il punto G sul tallone, vado e vengo” Il toccante caso di Loretta F.: tormento ed estasi ad ogni passeggiata sull’acciottolato.

- Coppia: “Mio marito finge gli orgasmi” – espediente per tagliare corto o delicatezza per non deludere la partner? Abbiamo intervistato per voi sul tema più di mille logopediste.

- Moda: “Dalla Cina tornano i piedi fasciati” – Ma dove vai, bellezza in bicicletta? Da nessuna parte. Post post femminismo: la nuova libertà passa attraverso la sottomissione.

- Storie di donne: “Margaret Thatcher: mai stata meglio”- notizie fresche fresche dal Regno Unito sul immarcescibile Lady di ferro.

NEI PROSSIMI NUMERI!!!:

I Grandi Temi Femminili del terzo millennio: “Lavastoviglie: pastiglia o polvere?”
Salute: “Ragadi anali: vantaggi e svantaggi”
Animali: “a che età castrarli?”
Figli: “a che età castrarli?”
Oroscopo: “Vergine: ma fammi il piacere!”
Occulto e misteri: “Perché l’insalata russa vomitata ritorna su uguale?”

Ovviamente ogni tuo ulteriore contributo è ben accetto.

silvia ha detto...

Emme, ho i brividi da eccitazione editoriale-creativa, dopo aver letto il tuo piccolo brainstorming.
Sul DSM IV° noi tre non siamo ancora menzionati ma conto nel V°.
Ovviamente ho molti contribuiti per questo nuovo magazine, proposte, idee, spunti e spuntini, ma aspetterei prima di proporteli, devo assolutamente smettere di ridere per colpa dei tuoi, sono spettacolari.
Preferirei il punto G sul tallone che il terzo capezzolo sul palato,ogivale per giunta.
Per le ragadi non sono sicura, ma i pro delle emorroidi, ti assicuro che non esistono.
Non vedo l'ora di fare un breefing con coffee break con voi in redazione.

Donna Moderna ha detto...

Cara Silvia, entro indegnamente ed in punta di piedi nel commento numero 100 di questo post per dire che ho apprezzato i contenuti di interesse generale e particolare del numero zero del vostro Magazine. Aspetto con ansia il numero uno. Consideratemi abbonata. E magari anche utente della posta del cuore, tu ed Emme mi sembrate delle autorità nel campo.

silvia ha detto...

100 commenti!non era mai accaduto.
No donna moderna, TU, sarai con noi, per forza, non puoi esimerti, non sognare di esimerti, non fare l'esimia.
Aspettiamo le tue bozze.
Il nostro magazine andrà a ruba, ho già alcune idee, del tipo:
Flora:"origini del pollice verde e della lingua gialla, è un problema di bilirubina o di innesti sbagliati?"
Fauna:"scoperto che i tonni cantano divinamente, sono risultati molto intonnati"
Sesso:"il mio Lui si addormenta fumando una sigaretta, prima del coito, è narcolessia o sono troppo noiosa, devo comprare una lingerìe hot od un portacenere da letto?"
Linguaggio e logopedia:"mio figlio ha otto anni ed ancora non parla, avrà i suoi buoni motivi risponde la logopedista on line (è stata a dieta ed ora è on line).
Famiglia:"siamo una famiglia molto allargata, ed io non ricordo più le parentele, per la nipote del mio secondo marito, sono una pro-zia o cosa?"
Moda:"se la prova costume la supera solo il costume, che faccio, prenoto la vacanza in Trentino?"
Costume e Società:"vorrei comprendere le regole della mise en plate, ad esempio, se ho ospiti astemi a cena, devo metterli i bicchieri da vino?"
Salute:"L'indiscussa capacità dei bambini, di ammalarsi esattamente quando non dovrebbero, storia di una telefonata da parte della bidella, verso una madre in ferie"
Coppia:"mio marito mi tradisce, ma la sua amante mi è molto simpatica, posso considerarla un'amica?"

Questi ed altri dubbi su:"il nuovo magazine a sei mani:a cena da mamma stasera siamo in tanti"
Stay tuned.

Emme ha detto...

Esilarante, cara Silvia: vedo che sei entrata perfettamente nello spirito DSM giusto.
In effetti i tempi erano maturi per un magazine per Donne, dalla parte delle Donne, scritto da Donne e da un emulo di John Donne (1572-1631), cioè io, che mi rifaccio alla sua idea di rivista femminile preconizzata nel sermone Nessun uomo è un'isola.

Ma non riposiamo sugli allori del clamoroso successo editoriale del numero zero (UN abbonato) bensì cerchiamo di raddoppiare i lettori (altrimenti fondo una rivista per l'uomo ecc ecc sul blog di Manu) con il numero UNO, di cui anticiperei alcuni temi:

Occulto e misteri: “Perché l’insalata russa vomitata ritorna su uguale?” Abbiamo fatto assaggiare ad un campione di 5000 assistenti sociali l’insalata russa prima e dopo il transito gastrico: il 67% delle intervistate non ha colto la differenza, il 29% ha notato qualche impercettibile alterazione, solo il 4% delle intervistate è stato colto da una crisi isterica.

Drammi Famigliari: “Mia suocera è abruzzese”- Loretta F e la sua drammatica testimonianza: dopo il primo agnello cacio e uova avevo avuto qualche dubbio, ma poi, alla fine, quando meno me lo aspettavo, ha invitato i miei a cena a base di maccheroni con le ceppe. Lì ho avuto la certezza che non fosse valdostana.

Arredamento: “La bara in casa: utile e dilettevole” – eterni riposini quando vuoi direttamente nel tinello buono di casa tua. Trasforma ogni ora nella tua ultima ora, ogni minuto nel tuo last minute!

Drammi al femminile: “Ennesima vittima del maniaco gentile”: Loretta F racconta, la voce rotta a tratti, il suo racconto frammentario per lo choc ancora recente: “L’ho conosciuto su internet, ho accettato di vederlo; quella sera mi ha offerto un anello, una cena in un ristorante romantico, ma poi quando mi ha accompagnata a casa ho commesso l’errore di farlo entrare e ha mostrato il suo vero volto: non mi ha costretto a nessun rapporto sessuale, e al mattino quando sono rinvenuta mi ha portato la colazione a letto con una poesia scritta da lui per me, un fiore in un bicchiere. Quando se ne è finalmente andato ho aperto la borsetta e ho trovato un’amara sorpresa: nel portafoglio ho trovato 500 euro in più”.

Televisione: a breve il primo canale per non vedenti: RAI Charles, con sottotitoli in Braille.

NEI PROSSIMI NUMERI, SE CI SARANNO!:
Cronaca: “Uccisa ai saldi per l’ultima Balenciaga”
Design: “La lampada radioattiva Curie”
Coppia: “Come troncare quando lei è logopedista”
Contraccezione: “Il feto inconcepibile”
Drammi al femminile: “Il ritorno del maniaco gentile”


Manu ha detto...

Bravissimi!
Contate un altro abbonamento!

silvia ha detto...

Carissimi emme, donna moderna, manu e seguaci.
Innanzitutto devo confessare che Rai Charles, mi ha provocato una seconda rottura dei retti addominali, dopo il parto del mio secondo figlio pesante 4 chili alla nascita, causa risate moleste senza sosta.
Riprendendomi da quello ed altre formidabili battute, vi anticipo solo che il prossimo numero tratterà un tema molto delicato e sentito da numerose donne, il titolo esplicativo sarà più o meno questo:"mio marito mi trascurava, mi sono trovata un amante, mi trascura anche lui.Che faccio, applico la filosofia romana:"Peppe pe' Peppe me tengo Peppe mio?" o continuo a farmi trascurare da entrambi?"
Non disperdetevi, se vi abbonerete riceverete in regalo:miniature dal mondo, tutte le opere incomplete, rinvenute sul nostro pianeta (compreso il delicato caso di Brunetta, l'uomo complesso dei giorni d'oggi).Se sarete fortunati avrete in premio lunghi tratti della Salerno Reggio Calabria durante le partenze intelligenti.

Vi aspetto in...edicola?
O sul web?
O sul mercatino sotto casa come quando vendevo o Tex di mio padre che lui puntualmente si ricomprava per pietà paterna?
P.S.
Non sapete quanto gli è costata quella collezione al babbo...

Vi amo molto.

Donna Moderna ha detto...



Carissimi,
in questi giorni spezzati da feste che frammentano la routine, in questi giorni in cui i contatti familiari sono forzatamente e dannatamente intensi, ecco in questi giorni ho maturato il desiderio e la decisione di dare ad Emme e di darmi una seconda opportunità: è tempo del nostro primo (secondo?) appuntamento.
Adesso che hai il fascino del caporedattore ed adesso che ho capito che comprendi davvero quali siano le cose che interessa davvero leggere e sapere alle donne, penso tu sia l’unico che può davvero esermi accanto fino alla fine dei tuoi giorni (ha ha ha sto imparando).
Emme, ti do una imperdibile occasione di gustare un’amatriciana, abbacchio, puntarelle, carciofi alla giudea da Gabriele, via Trionfale.
Eh?

Emme ha detto...

Cara D.M., il tuo invito mi giunge inaspettato con un fragore che sovrasta quello delle rotative che stavano per dare alle stampe il numero due di DSM, dopo il grande successo dei numeri zero ed uno.
Accetto, ovviamente. Spero tu ti sia resa conto nel tempo dell’autenticità dei miei sentimenti, e conseguentemente tu venga all’appuntamento portando con te quanti più contanti e gioielli possibili.
Conto le ore. Anche se non so quante.

Donna Moderna ha detto...

Soldi, gioielli…..come sei materialista. Ma immagino tu abbia un buon motivo disinteressato per chiedermelo. Almeno lo spero. Ho qualche piccolo residuo dubbio sulla tua integrità morale, non so perché.
Credo sia meglio metterci prima alla prova con un appuntamento virtuale. Ti va?
Così ci diamo reciprocamente un'idea di quello che potrebbe succedere.
Le sorprese sono sopravvalutate (Harry ti presento Sally).

silvia ha detto...

Oggi diluvia, è maggio su coraggio un corno.
Ecco, corno è un termine adatto per spiegare lo sconforto che ho provato, quando, baldanzosa, aprìì testè, codesta pagina per scrivervi le anteprime di stampa del numero due del magazine.
Voi due mi avete fatto male con questo ritorno di fiamma, è stato come assistere ad un barbecue e ritrovarsi peggio delle costolette.
Meno male che emme si è dimostrato un materialista opportunista, anche se io credo nella sua integrità morale come credo nella dieta senza lieviti, spero abbia deluso almeno la donna moderna.
Io ci metto una vita a deludermi.

Non sono gelosa di solito, ma questo vostro feeling oggi mi duole, chissà perchè, vorrei essere per una volta, l'unica, indiscutibile, la principessina di emme.Ecco. Oh.

Caro emme, già non sono più arrabbiata con te, sono un segno d'acqua, mi passa subito, il tempo di invertire l'onda, quindi esplicherò a te ed ai lettori alcuni spunti per il numero due:

Posta del cuore:"ho chiesto al mio compagno di sposarmi, lui alla fine ha ceduto dicendomi:"va bene ma al comune" ed io timorosa mi chiedo:ma al comune mezzo gaudio?perchè altrimenti preferisco la chiesa.

Società e dubbi linguistici:"quando si vuole fare un complimento ad un professionista si usa dire:tanto di cappello, ma
nel caso si tratti di una meretrice, è più corretto dire:tanto di cappella?".

Medicina:"mia nonna ha i miceti alti, possibile che le sia accaduto anche se ha solo cani in casa?"

Economia:"Quando la suocera non muore e nessuno ti aiuta a pagare il mutuo, piccole strategie per accompagnarla dolcemente verso nuovi lidi ed appozzare finalmente al suo conto in banca".

Psicologia:"come superare l'invidia del pene in quattro mosse ardimentose e catapultarsi direttamente nella soddisfazione clitoridea".

Giochi:"riscoprire il fascino di giochi come la corda, la campana, i quattro cantoni, pizzicorampichino e chi sputa più lontano, in barba alla play station"

Abbonatevi, è cosa buona e giusta.

Emme ha detto...

Cara D.M., restiamo intesi che dobbiamo immaginare la nostra prima serata insieme. Ok per una cena al ristorante. Facciamo domani sera. Dato che è un appuntamento virtuale almeno posso risparmiarmi la doccia e i fiori, nonchè di fare lo sforzo di dividere la cifra del conto in due, come facciamo noi nella Capitale quando paghiamo alla romana.

Cara Silvia
ho i miei informatori su facebook.
Non potevi pensare che lo sdilinguirti in profusioni d'amore per un altro uomo (che a parte una casa, due figli e tutto se stesso non ti ha mai dato nulla) non avesse avuto l'esito di buttarmi tra i mouse e i tasti di altre donne.
Io su internet non ti ho mai tradito.

Per ora rimaniamo solo colleghi giornalisti, e a tale proposito oltre alle tue succose ed inestimabili anticipazioni aggiungerei le mie per il numero DUE:

Il ritorno del maniaco gentile: Loretta F racconta: “l’ho conosciuto in un sito di beneficenza, mi ha carpito con uno stratagemma i numeri del mio iban, poi prima che potessi bloccare i conti mi ha pagato di tasca sua tre bollette, due rate di mutuo, MySky, e mi ha prenotato pagandolo un viaggio per me e un’amica a scelta a Venezia una settimana alta stagione. Ma il peggio doveva ancora venire: un giorno suonano alla porta, era il corriere: una fornitura di te alle rose per un anno già pagata. Ma l’incubo non è mai finito: un abbonamento a teatro oggi, un buono di mille euro in boutique domani, ormai sono rassegnata.”

Accessori: “Gioie e dolori: gli orecchini incandescenti di Bvlgari” – in omaggio il tubo famiglia di Foille.

Giochi e quiz: “Associa vittima e killer” – un simpatico ed avvincente chi-ha-ucciso-chi per esilaranti serate in famiglia. In regalo il poster della villetta di Cogne.

Delitti efferati: “Ho ucciso mia cognata col Minipimer”- Loretta F confessa: c’è voluto del tempo ma avevo preso la mattina libera in ufficio.

Hobby: “Impaglia i tuoi criceti da sola” – anche oggi tuo figlio ha fatto morire di fame e sete il suo criceto, e vuole impagliarlo per metterlo vicino agli altri? Risparmia i soldi del tassidermista con il semplice kit Easyhamster.

NEI PROSSIMI NUMERI!:

Drammi al femminile: “Il maniaco gentile colpisce ancora!”
Dieta: “perdi 13 kg in un ora: una diarrea esplosiva!”
Casa: “piastrelle: cotto o crudo?”
Viaggi: “La Svizzera: come uscirne”
Pubblicità Progresso: “Adotta un vecchio”

Emme ha detto...

Cara Donna Moderna,
non posso fare a meno di ringraziarti per la splendida serata.
Quando ti ho vista lì, nella tua tutina aderente di Emma Peel, i capelli cotonati, preceduta da tuo inebriante profumo “masterizzami a mezzanotte” avevo già capito che sarebbe stato un appuntamento indimenticabile.
Quel modo tutto tuo di fischiare con le dita per attrarre l’attenzione del cameriere.
Quel tuo storpiare i termini francesi del menu in romanesco.
Quel tuo giocherellare con il tuo portachiavi della Lazio con il teschio e i pugnali.
Ti ho chiesto il tuo numero di cellulare. Me l’hai dato subito. Ho provato a comporlo: mi ha risposto un call center in India.. Te l’ho chiesto di nuovo. Mi hai detto scusa avevo sbagliato a darti una cifra (in realtà mi hai dato un numero del tutto diverso). L’ho ricomposto. Ho sentito la vibrazione del tuo cellulare nella mia tasca. Un vecchio vizio. Sono cleptomane.
Ti prego di ricambiare le tue impressioni sulla serata.
Non tenere ti prego conto del fatto che ho dimenticato a casa il portafoglio, la prossima cena è mia.
E davvero, ti prego di credermi, la collana di perle quando sei arrivata già non ce l’avevi.

Donna Moderna ha detto...

Caro, Emme,
Emma Peel? Vedo che il tuo immaginario erotico è in bianco e nero! Mi sa che sei over 25....
Ma come dimenticarmi…..
Quel tuo commentare a voce alta i prezzi delle portate.
Quella tua richiesta urlata sull’ubicazione dei gabinetti.
La tua cravatta di Penthouse.
I tuoi malcelati ruttini bitonali a quattro sillabe.
Quel tuo modo di toglierti le scarpe sotto il tavolo appena seduti seguito da un ahhhhhh!
Quel tuo rimestare nella mia borsetta quando sono andata a rifarmi il trucco.
Quel tuo parlare per un’ora delle tue ex.
Il tuo tentativo di pagare il conto con la tessera Ikea Family prima e Feltrinelli poi.
Il tuo richiedere a fine cena la doggy bag con gli avanzi anche dei tavoli vicini.
Ti chiedo: dove sei stato finora?
Tu scherzi (spero) e mi rispondi: in carcere.

silvia ha detto...

Cari emme e d.m., vanno bene tutte le vostre recriminazioni, le capisco e comprendo nel profondo.
Meno facile è per me comprendere il fatto che mi abbiate chiamata all'ultimo, incontrata in piazza Esedra, salutata con scarso slancio mentre voi vi avvinghiavate come viti al traliccio, e lasciata nell'auto di d.m. con un dito di finestrino aperto per lasciarmi respirare.
La doggy bag era per me, almeno questo pensiero lo avete avuto.
Mi è rimasto un osso di anatra all'arancia, incastrato di traverso nella trachea.
Sono sbigottita.
Vi volevo bene.

Emme ha detto...

Cara Silvia, ecco pronto un sapido assaggio del prossimo numero del Desperate Sisters Magazine, il numero:

TRE
Il maniaco gentile colpisce ancora: Loretta F racconta la sua più recente terribile esperienza: “L’ho conosciuto in parrocchia, siamo usciti insieme qualche volta, sembrava un bravo tipo….un giorno mi chiama la banca, deve venire a firmare, di qua e di là…..vado, con il cuore in gola, e scopro che mi ha intestato una villa in Sardegna. Pensi che (trattiene le lacrime a stento) sono allergica al mirto. Accetto, non ho scelta, sono in trappola. Adesso passo lì i weekend, i ponti, a contemplare il mare dalla terrazza. Quel mostro mi ha anche riempito la casa di fiori e champagne. Sono terrorizzata all’idea della vacanze estive: come farò a non andarci?”

Pubblicità Progresso: “Adotta un vecchio” – maschio, femmina, scegli tu il tuo vecchio. Se la TV si rompe puoi chiedergli della guerra: parlerà per ore rompendo il silenzio di certe serate vuote o di certi primi pomeriggi in cui hai finito il Petrus.

Fiere e sagre: A Colpo sul Mento terza edizione del Carnevale delle varici – sono stata in piedi per otto ore ore per vincere, dichiara con orgoglio Loretta F.

Loretta F. lancia un appello: Abate, Accardi, Bastianoni, Brizzi, Cardarello, Dossi….”

Religione e culto: La curia di Teramo lancia un nuovo tipo di sacramento accattivante per i giovani: di sera tardi, in discoteca, a ritmo di hip hop, ecco la Crazyma!.


SUI PROSSIMI NUMERI!!!!:

Inchiesta: Toy-Boy: dove si infilano le batterie?”
Misticismo: “Da Padre Pio al pulcino Pio: omelie o omelette?”
Psicologia: “Azzera la tua indole in una settimana”
Drammi al femminile: “La vendetta del maniaco gentile”
Libri: “Il buio oltre la senape”

silvia ha detto...

Caro emme, mi rallegro molto della sua collaborazione con me medesima, trovo le sue idee editoriali davvero geniali e brillanti, rido di gran gusto nel leggerle ed a volte rido così tanto a causa loro, che espettoro del catarro bronchiale...una mano santa perciò.
Avevo qualche ideuzza anche io, la esplicito or ora:

Storie di santi:" La vita del santo protettore dei calzolai:San dalo, scoop e segreti di un uomo profumato"

Storie di donne in gravidanza: "Troppe donne vivono minacce d'aborto, minacce di parto prematuro, è ora di dire basta e smascherare i minacciatori"

Cronaca: "La storia rocambolesca di un logopedista balbuziente, a Roma ribattezzato come:il dottor Tartaglia"

Radio:" nasce una nuova radio su frequenze ancora da sintonizzare, è dedicata ai fisiatri, ortopedici nonché ad i fisioterapisti, si chiamerà: Radio Ulna.

Medicina: Lettera accorata di una lettrice ipotiroidea "Soffro della sindrome di Hashimoto, devo indossare il casco?"

Mamma oggi: Lettera accorata di una madre stanca:" in un attacco d'ira ho distrutto lo scatolone fabbricone di mio figlio piccolo ed appiccato un falò gettandoci dentro: Bakugan, bay blade, skifidol e Pokemon, adesso non mi sento neanche in colpa, è grave?"

Sesso e temperatura: Mio marito non si spoglia quando facciamo l'amore, dice che sente freddo, ma abitiamo a Palermo e ci vediamo solo in estate a causa del suo lavoro all'estero, devo farmi venire qualche dubbio?

Povera Loretta, la villa in Sardegna, io non ce l'avrei fatta, sarei caduta in depressione.

Emme ha detto...

Qui la redazione, grazie forse anche all'astinenza sessuale prolungata, ferve, è sempre costantemente sul pezzo: ecco l'anticipazione del numero

QUATTRO

Psicologia: “azzera la tua indole in una settimana” – che bel carattere che hai, che brutto carattere che hai: quante volte adulatori senza scrupoli o persone che non ti sopportano ti hanno rivolto queste frasi? Risolvi il problema alla radice.

Musica: Carmina burina, Lando Fiorini incontra Carl Orff. Più che inno sacro, un inno coccige.

Viaggi e vacanze: : “Esiste il Molise?” La delirante dichiarazione di Loretta F: si, è vero, esiste, ci sono stata in campeggio libero.

Libri: “Il buio oltre la senape” – un black out da Mc Donald, un efferato omicidio nel profondo sud razzista degli Stati Uniti degli anni 60. Il capolavoro senza tempo di Harper Lee Oswald, la scrittrice assassina di JFK.

La vendetta del maniaco gentile: Loretta F si confida: “ l’ho conosciuto ad una riunione sulle adozioni a distanza, mi ha offerto una cedrata per sciogliermi la lingua e parlando parlando gli ho confidato quali sono i miei negozi preferiti. Da allora non posso entrare da Max Mara che trovo tutto già pagato alla cassa, non posso mangiare in un ristorante di lusso che il maitre mi sussurra quelle orrende parole al momento del conto “lasci signora, è tutto a posto”: queste parole mi risuonano durante le mie notti insonni, come quando vado dal gioielliere e lui mi dice “scelga quello che vuole, lei ha un conto aperto e illimitato”. Capisce? Mi ha tolto la libertà di pagare! Non riesco a cacciare un soldo di tasca mia nemmeno volendo!”


NEI PROSSIMI NUMERI!!!!!:

Economia domestica: “Tira la cinghia: fai economia e ginnastica allo stesso tempo!”
Gite fuori porca: “Il Monte di Venere”
Nuovi mestieri: “Io, Scovolino umano”
Capelli: doppie punte e altre tragedie
Drammi al femminile: “Scoop! Finalmente svelata la vera identità di Loretta F!”

Emme ha detto...


Milioni di giovane e belle donne ci scrivono: ma come, proprio adesso che stiamo per invadere in topless tutte le spiaggie della penisola non ci date niente di divertente e culturale da leggere?

Per cui ecco a voi alcuni contenuti del DSM NUMERO

CINQUE

Capelli: Ho fatto di tutto per le mie doppie punte: shampoo, ogni tipo di balsamo, impacchi, extensions, tagli, ma niente da fare: alla fine ho scoperto di essere diplopica”

Drammi al femminile: abbiamo scoperto la vera identità di Loretta F, ma non ve lo diciamo, per tirarla in lungo almeno un altro numero!

Parapsicologia: Loretta F: “parlo con i morti, solo che non mi rispondono!”

Cani & gatti: Il mio cane è un incrocio, ha un semaforo sulla schiena.

Fai-da-te: Un pratico borsone da spiaggia? Ricavalo da 37 presine da forno unte che non usi più.

False perversioni: “Ho sposato un pastore tedesco: abbaia, dice messa, legge Schiller e tiene in ordine il gregge, ma non sono felice”

Vere perversioni: amo mio marito ma lo tradisco con ogni elettrodomestico.

Psicologia: mio marito mi tradisce con il suo amico immaginario, nel mio letto! E quando ci sono anch’io!

NEI PROSSIMI NUMERI!:
Cinema: Troy story 3, Omero incontra la Pixar.
Musica: “Cori adenoidei del basso Lazio”
Natura e ambiente: “Humus dai canarini morti?”
Dieta: “Perdi peso morendo”
Scuola: il tuo titolo di studio è il battesimo? Recupera gli anni perduti.

silvia ha detto...

Mio adorato emme, mon amour, bello de casa, tu sei un fiume in piena, una piena piena di cose bellissime, meno male che ci sei, altrimenti non sarei stata in grado di inventarti.
Tu sei il mio traino editoriale, e senza di te, il nostro virtual mensile (è un mensile il nostro pocket?)non avrebbe molto senso.
Ho riletto più volte il tuo lancio e lo trovo irresistibile, io non potrei non abbonarmi.
Volevo focalizzare un secondo la tua attenzione su un fatto spiacevole anzichenò: che fine ha fatto donna modernaaaaaa? l'abbiamo persa, smarrita, annoiata, tediata?
Io la rivoglio, rivoglio voi, rivoglio noi.

Alcuni modeste, imparagonabili proposte per il numero di Luglio:

-Dieta e dubbi: con il sesso si riescono a bruciare fino a 500 calorie, vale anche se io e mio marito lo facciamo da seduti mentre vediamo Ballarò?
-Dieta e certezze: pure oggi ho mangiato anche la dieta, ora sono sazia
-Dieta e sostanze nuove: caffè verde, tè rosso, vino viola, latte blu, distruggono il grasso in eccesso e regalano incredibili sensazioni vivide.
-Dieta e consigli: come coordinare il collarino per la cervicale con il bikini più trendy?
-Dieta e solarium: non entro nella doccia solare, ultimamente sono ingrassata un po', che faccio, prima un lato e poi l'altro come d'uopo per la bistecca fiorentina?
-Dieta e sesso:mi sono un po' appesantita dopo i parti, adoro la posizione dello smorzacandela, ma così facendo ho incrinato tre costole a mio marito e creatogli un pneumotorace negli ultimi incontri, cosa fare ora?riabilitazione motoria o drastico cambio di posizione?
Dieta e misteri: svelato il caso di Loretta F. e del suo obeso maniaco gentile.
Dieta ed allergie: sono sempre stato grasso ma ho finalmente scoperto di essere intollerante alle posate in acciaio inox, ora dimagrirò mangiando con bacchette di legno.
Dieta e narrativa: la mia enorme pancia è comodissima sotto all'ombrellone, ci piazzo il libro ed una limonata fresca senza dover allungare le mani.
Dubbi culturali: Sophie Kinsella ed il suo inspiegabile caso letterario.
Vi aspettiamo in...qui!

Donna Moderna ha detto...

Mia adorata Silvia,
raccolgo il tuo appello e mi faccio viva, con tutto l'amaro controsenso di tale affermazione.
Nelle ultime settimane ho cercato di farmi dimenticare, di uscire di scena, di togliere il disturbo, insomma fare ciò che per mia stessa natura dovrebbe riuscirmi meglio: non esserci.
Questo perchè, cara Amica mia, io non esisto.
Ho riflettuto a lungo se dirtelo o no, perchè il confessartelo sapevo avrebbe inevitabilmente messo fine a questo mio breve periodo di esistenza virtuale.
Io sono soltanto frutto della fantasia di Emme. Mi pesa dirlo. E brutto non avere un passato o sogni propri.
A lui non ho detto che ti avrei scritto questa lettera, forse avrebbe voluto che io abitassi ancora un pò queste pagine verdi, che sono le uniche in cui ha mai permesso io lasciassi traccia di me.
Ma ora, quando mi cercherà nella sua mente, non mi potrà più trovare, perchè per te io da ora cesso di esistere.
Mi mancherai.
Non essere severa e troppo arrabbiata con Emme. E' un uomo che vede più lacrime che sorrisi. E' un uomo che si sta mettendo in discussione dalle fondamenta. Purtroppo, come da primo post iniziale, è un uomo, solo un uomo.
Ma non ha mai considerato la mia creazione un mero esercizio di stile, nè tantomeno una mancanza di rispetto nei tuoi confronti.
E giunto il mio tempo:
ora smetterò di scrivere, mi asciugherò le lacrime sul trucco leggero, chiuderò il computer e mi sdraierò sul mio letto, dove dormirò per sempre.
Addio Silvia.
Ti voglio bene.

silvia ha detto...

Carissima Donna moderna, ci ho messo poco a legegrti e molto a risponderti, ho lasciato decantare un pò la notizia come si fà con il vino, per lasciarla ossigenare, prendere aria ed una forma specifica.
Mi verrebbe da dire che non ci credo, che siete così diversi, che avete un colore che si origina da posti lontani, che ti sei annoiata ed era normale che accadesse.
Mi verrebbe da dire che anche io vedo pochi sorrisi, ma infondo non sarebbe del tutto vero.
Mi verrebbe da dire "ritorna quando vuoi", ma poi credo che tanto non lo faresti.
Mi verrebbe da dire che se fosse davvero così, questo emme, è ancora più geniale e multisfaccettato di quanto non avessi già intuito in precedenza.
Mi verrebbe da chiederti "continua a leggere fra le pagine verdi"ma forse stai già dormendo con il rimmel colato sulle guance.
Mi verrebbe da dirti che ti voglio bene anche io e che la vita è buffa e piena di soprese.
Allora te lo dirò:ti voglio bene anche io, la vita è buffa e piena di sorprese.

Ciao Donna

Manu ha detto...

Allora, è arrivato il momento dei saluti.
Anche per me.
Insomma, Donna Moderna era intelligente, forse insegnante forse psicologa.
Per usare le parole di Emme, "un' intelligenza vivace pervasa da una perenne insoddisfazione che le scorreva carsicamente dentro corrodendola e dandole forma interna. Una bella scrittura che rivelava in traslucenza un'amarezza di fondo. Una gran voglia di volare."
A me invece creandomi Emme ha dato "una sintassi approssimativa, una certa goffaggine di contenuti; un lavoro impiegatizio di medio basso livello, una relazione setimentale più ricca di aspettative che di soddisfazioni".
Aggiungi cara Silvia che Emme ci aveva proibito di uscire da questo post, "per non disturbare la spontaneità e la bellezza del blog nella sua totalità".
Non è quindi con eccessivi rimpianti che lascio questo ruolo subalterno da novella Guildestern.
Per essere in tono con il mio personaggio, mi addormenterò per sempre con la testa reclinata sulle braccia incrociate poggiate sulla mia scrivania d'angolo.
Orario corto oggi.
Niente più vista mare per me.
Addio Silvia, continua a scrivere bene.

Emme ha detto...


DSM SPECIALE ESTATE:
RACCONTO SOTTO L'OMBRELLONE


"LA NOTTE CHE IL MONDO NON FINI’"


ROMA, 30 GIUGNO 2013
Stanca. Un aggettivo che negli ultimi anni Silvia si è cucito addosso, modellandolo con i suoi movimenti giorno dopo giorno. Adesso questa stanchezza su misura è solo sua. Forse è per questo che non sempre la sua stanchezza non viene capita appieno. Ognuno ha la sua.
Ma questa sera sembra diversa.
Razionalmente, certo, il sole, il cibo freddo consumato all’aperto, lo sguardo della mamma che non è mai completamente rilassato, il campo visivo o uditivo che inconsciamente non possono mai escludere i nani, quello piccolo e quello più piccolo.
Ma sotto la stanchezza una strana inquietudine.
Per tutto il pomeriggio aveva avuto l’impressione che sua sorella avesse voluto parlarle. Di qualcosa di importante. Aveva cercato di rimanere sola con lei ma i ragazzi, gli uomini, i genitori, sua cugina, sembravano darsi il cambio nei loro possibili momenti, nei loro discorsi.
E quelli sguardi, continui, complici e preoccupati, tra madre e figlia, Bionda e Rouge.
E il suo istinto, quello che non sbaglia mai, andava chissà perché a quel giorno di più di sei mesi prima.
Nessuno ne aveva più parlato. E lei aveva capito che era meglio non chiedere. La Bionda al tempo si era chiusa a riccio. La Mora si era sforzata di rispettare questa scelta.
Ma adesso ripensava con insistenza a quel giorno prima di Natale. Proprio in questa Domenica di pace familiare. Ma oggi come in quei giorni un segreto sembrava unire Janis e Cami, e, maledetto inopportuno egoista amor proprio, escludere lei, a parziale consolazione come chiunque altro.


LUNATICS, ROMA 21.12.2012
La bambina sale i quattro piani di scale.
Nonostante si sia annunciata al citofono, trova la porta chiusa.
Bussa.
Una voce dall’interno: “è aperto”.
La bimba entra. Musica a volume bassissimo.
La stessa voce dal fondo dell’ampia stanza: “è sempre aperto, qui”.
Bimba: Posso accendere la luce?
Vecchio: Si, scusa, l’abitudine.
Hai fatto presto. Brava.
Bimba: il Taxi mi aspettava sotto casa.
Vecchio: Nessuno ti ha fatto domande?
Bimba: la mamma non era in casa, e mio fratello…
Vecchio: perfetto. Ascolta.
Bimba: che bella musica.
Vecchio: Embryo.
Bimba: lo so.
Vecchio: adesso ascolta me.

ROMA 21.12.2012
L’Uomo cammina con le mani in tasca, lo sguardo sempre fisso a terra. Come se cercasse qualcosa. Fa sempre così quando è nervoso. Come se trovare una monetina in terra lo compensasse. In realtà sta cercando qualcosa. Una risposta. Anche se forse non ha la domanda giusta. Arriva al numero civico che cercava. Sulla grossa pulsantiera del citofono cerca il nome. Se è in basso a destra andrà tutto bene. Se è in basso a destra tutto avrà un senso.


CASA PSICHEDELICA 21.12.2012
Valentina: (apre la porta) Janis….
Janis: (entra correndo). DOV’E?
Valentina: calmati, è già abbastanza…
Janis: JO!
Valentina: è in camera con
Jo: mamma!
Uomo: buongiorno signora
Janis: lei chi è?
Uomo: sono qui per aiutarvi
Janis: aiutare chi?
Uomo: Innogen.
Janis: dove cazzo è mia figlia?

Emme ha detto...

CONTINUA...

silvia ha detto...

Or dunque, in questi ultimi giorni ho smarrito due lettrici commentatrici, stavo tentando di abituarmi alla loro assenza, a dire addio a queste donne multiformi (Kia?)ed ora mi ritrovo una storia.
Una storia tutta per me, tutta per noi, una storia che non vedo l'ora di leggere durante la mia stanchezza quotidiana.
Un po' triste, un po' ammirata da tanta poliedricità e sagacia, un po' eccitata da questo mistero, ti ringrazio emme.

Emme ha detto...

ROMA 30 GIUGNO 2013
Per sciogliere l’ansia che aleggiava sul prato come un odore estraneo di cui non si capisce la provenienza aveva portato il discorso sul loro blog di sorellanza sempre meno condivisa, sui social network. Su Emme, quello strano tipo che irritava sua cugina solo a a sentirne parlare, e che scriveva quelle cose buffe ed improbabili. Massima sorpresa, sua sorella aveva subito cambiato discorso e si era ancora di più chiusa in pensieri negativi.
Poi i saluti, il ritorno a casa con troppo traffico. Le cose che in casa non si sono messe a posto da sole durante la sua assenza, una cena leggerissima come la conversazione con Marco.
I ragazzi a nanna presto, esausti, l’odore di erba lavato via.
Una doccia. Uno sguardo ai suoi blog preferiti. Nausea in tutte le visite. Per la digestione cattiva in quelli sui manicaretti, per l’overdose di cure in quelli sull’essere mamma, per un certo disordine rimandato a domani in quelli su case da sogno, per la sensazione di meritarseli tutti in quelli sui regali possibili.

21.12.2012 ROMA, CASA PSICHEDELICA (qualche ora prima)
Bimba: telefono!
Jo: rispondi tu? Non si interrompe Live Killers.
Bimba: ooook
Jo: chi era?
Bimba: per me.
Jo: ma smettila, chi era?
Bimba: nessuno, hanno sbagliato.


21.12.2012 ROMA, CASA PSICHEDELICA:
Uomo: ascolta, Jo, cosa ha fatto la tua sorellina dopo che ha risposto al telefono?
Jo: è andata in camera a disegnare. Dopo un po’ sono andato di la ma lei non c’era più. Era uscita. Di casa. Non ha nemmeno chiuso bene la porta.
Uomo: signora, posso vedere la camera?
Janis: si, certo………
Entrano nella camera, sul letto matite sparse ed un disegno: corvi, una farfalla, foglie, un treno.

Uomo: le devo delle spiegazioni
Valentina: Janis, c’è Tommy al telefono.
(risponde; tutto attorno si fa silenzio. Poi esce improvvisamente sul pianerottolo)
Uomo: ma dove corre?
Janis: so dov’è mia figlia. Tommy l’ha…..veduta. Venga con me, parleremo dopo.


21.12.2012 LUNATICS
Janis: (sale di corsa quattro piani, spalanca una porta che sa aperta): dov’è mia figlia?
Uomo: non si bussa?
Janis: Mister Pinky, ti strappo i tuoi inutili occhi se non mi dici dov’è!
Uomo: non trovi tua figlia?
Janis: afferra un vinile tra le migliaia che coprono letteralmente tutte le pareti della stanza e lo scaglia a terra, distruggendolo.
Pinky: Live Glanstonsbury 1967, hai appena commesso un crimine!
Janis: come……
Pinky: è come se li vedessi, è come se li sentissi, ognuno ha un’anima.. Ora sento che questo si è spento.
Janis: se do fuoco a tutto non vivrai abbastanza per sentirli, né accesi né spenti! Dove è mia figlia?
Pinky: non lo so dov’è.
Janis: è venuta qui.
Pinky: si
Janis: non te lo ripeto: dimmi tutto quello che sai. Lei è innocente.
Pinky: certo che lo è. Innogen.

CONTINUA...

Emme ha detto...

ROMA 30 GIUGNO 2013
Il sonno. Che giunge presto, come necessario, propedeutico.
Ricco di sogni. La sensazione della comodità odorosa del sedile posteriore della macchina di suo padre da bimba. Il timore di doversi alzare a metà di un film per preparare il caffè, lasciando il divano familiare. Il falso ricordo di essersi addormentata in una vasca circondata di candele. La sensazione fisica di avere ancora il gesso alla gamba come a 19 anni.

Pinky: come hai saputo che era venuta da me?
Janis: me lo ha detto Tommy.
Pinky: il Ricordante.
Janis: si, dopo l’incidente in cambio di parte dei suoi ricordi ha acquisito la capacità di ritenere alcuni dei ricordi delle persone cui vuole bene. E lui adora mia figlia. La ha “vista” qui. Oggi.
Pinky: cos’altro ti ha detto?
Janis: una cosa che non ho capito: “Forse ora non è innocente, è fedele”
Pinky: mi spiace, non so cosa significhi.
Cercala al Wonderous stories, in Orthenthian Street


16 AGOSTO 1967
Un bambino con i pantaloncini corti corre in un prato, alla periferia di una cittadina dell’hinterland milanese. E’ l’ultima estate prima della scuola. E’ felice perchè suo papà, che non vede mai perchè lavora sempre, l’ha portato a fare una passeggiata tra i campi. Lo osserva, gli parla, lui ha la giacca e la cravatta e sta seduto su un palo telegrafico abbattuto proprio in mezzo al prato.
“E’ ora”
Si gira.
Una bimba più grande di lui ha parlato alle sue spalle.
Solo lui l’ha vista e sentita, lo sa.
In fondo al prato, la fabbrica che da tanto lavoro al paese: Cimbali - Macchine per caffè.
Il caffè. Un odore da grandi.
La bimba parla, il bimbo tace ed ascolta.


21.12.2012 ROMA, ORTHENTIAN STREET
Uomo: eccoci qua, ho brividi ad entrare in questo locale. Pensi che qui hanno suonato i mitici Naif!
Janis: adesso, prima di entrare, mi dica cosa c’entra lei in questa faccenda.
Uomo: oggi ho incontrato sua figlia, o meglio lei ha incontrato me.
La cosa inquietante è che io la ho riconosciuta subito. L’avevo già vista, quando ero piccolo, mentre giocavo in un prato con il mio povero papà.
Janis: ma lei è vecchissimo, è impossibile! L’avevo capito subito che lei è un pazzo. Adesso mi dica tutto quello che sa su mia figlia prima che chiami la polizia.
Uomo: è venuta nel mio studio. Era sola. Per questo l’ho fatta entrare ma ho tenuto la porta aperta sulla postazione della mia infermiera.
Janis: un medico pazzo. Di bene in meglio.
Uomo: mi ha fissato, mi ha detto ” io sono Innogen” poi mi ha guardato come se avesse sbagliato persona. E’ corsa fuori prima che potessi dirle nulla. Ma aveva detto il suo nome all’infermiera prima di entrare. Tramite il SISS ho trovato l’indirizzo.
Janis: SISS?
Uomo: Servizio Informatico Socio Sanitario.
Allora sono venuto a casa sua.
Entriamo, ora.

CONTINUA...

Emme ha detto...

ROMA 1 LUGLIO 2013
Il risveglio. Quei primi secondi in cui non si è ancora realizzato che è lunedì.
L’uomo che ha preferito il suo letto giapponese ad un bagno caldo tanti anni prima si è già alzato, lo sente in cucina. Allora chi era quella figura curva sul tecnigrafo che le è parso intravedere con gli occhi sfuocati semiaperti in controluce alla finestra?
La telefonata insolitamente mattiniera di Janis. Un motivo pretestuoso, la restituzione di alcuni Tupperware; un tono allegro, rassicurante, una serenità come ritrovata. Uno scampato pericolo?
Al lavoro. L’agenda. Ha lasciato a casa l’agenda. I corridoi dell’Opera. Dietro il vetro di una postazione di accettazione il volto rigato dalle lacrime di Fabiana la fissa prima di rivelarsi frutto della necessità di un secondo caffè. Alla nocciola, magari.


IDIOFONI – 17 Agosto 1987
Gli piace la musica. Ma non ha mai studiato musica. Non sa suonare niente. E non sa nemmeno dire di no ad un amico. All’inizio aveva pensato lo stessero insultando. Io perfetto idiofono? A chi? Poi si era trovato a sostituire all’ultimo momento il percussionista disperso la sera prima dopo un bicchiere di troppo. E ora era sul palco a creare il suo muretto del suono percuotendo e strofinando tra loro due dischetti di bronzo Zildjan. Vorrebbe morire.
Nessuna ragazza lo guarda dal pubblico. Solo una bambina. Dal labiale gli sta dicendo: “è ora”


21.12.2012 ROMA, WONDEROUS STORIES
Janis: Avete visto oggi una bambina, con i capelli rossi, una felpa azzurra con la bandiera canadese…
Barista: qualche ora fa, parlava con Mike Oldfield.
Janis: chi?
Barista: lo chiamiamo così perché suona tutti gli strumenti allo stesso modo, cioè di merda. Pardon…. insomma…..non è portatissimo, diciamo. Mike! Questa ragazza cerca la bambina!
Mike: buongiorno, lei è la madre, vero? Così giovane…
Janis: si ce l’ho, non ci provi nemmeno.
Mike: prego?
Janis: prima che mi chieda se ho il porto d’armi per questi occhioni le dico subito che ce l’ho. Smetta di fare il cretino e mi dica quello che sa.
Mike: quando ho visto sua figlia che mi avvicinava mi è venuto un colpo. Io sua figlia l’avevo già vista, venticinque anni fa, il primo concerto cui suonai mio malgrado trascinato dagli amici, le percussioni. Ora suono un po’ di tutto.
Barista: ha ha ha ha che le dicevo?
Janis: zitto! Mike, cosa le ha detto?
Mike: una cosa che non ho capito: “Io sono Innogen”. Poi forse si aspettava una risposta, è rimasta delusa ed è corsa via.
Posso aiutarvi a cercarla?


CONTINUA...

Emme ha detto...

ROMA 1 LUGLIO 2013
Quegli ambienti, che hanno visto amori taciuti.
La sua scrivania, le immancabili caramelle Leone. Il suo mug.
Le Saila spice alla cannella. Il sacchetto del pane vuoto di Eataly.
Uno sguardo veloce a facebook.
Al suo blog. Deve una risposta a Sabrina.
Deve decidersi ad accettare quella rubrica su il Caffè Vitruviano, se tutti le dicono che scrive bene qualcosa di vero ci deve pur essere.

Senza agenda va a memoria.
Il primo appuntamento il suo tesoro di bimba Down.
Poi quella mamma che cerca di correggere il lieve difetto del figlio mostrando di esserne affetta lei stessa in modo devastante e di non rendersene conto. Che difficile non ridere la prima volta!
Terzo appuntamento, non ricorda chi sia previsto. Ma è quasi sicura di avere un buco.
Invece entra una bambina, da sola. Mai vista prima. Non è prassi consueta se non in terapie avanzate che un genitore non entri in studio.

LONDRA, Globe Theatre, 17 AGOSTO 1607
Ben Jonson: allora William, non vediamo l’ora di vedere la vostra nuova opera rappresentata.
William: anche io, caro amico, anche io. La trama è molto complessa, speriamo bene….
Ben Jonson: è vostra figlia quella bambina?
William: no, ma era presente alle prove…..strano invero. Si era travestita da maschio per potere entrare in teatro dietro le quinte. Come Innogen si traveste da Fedele per non farsi riconoscere, a ben pensarci.
“Overhead the Albatross….”
Ben Jonson: cosa?
William: la canticchiava lei, mi è rimasta impressa….

LONDRA, 1969 Abbey Road Studios
Roger Waters: ciao. Chi ti ha fatto entrare? Tra un po’ proviamo, non puoi stare qui. Alan!
Bimba: aspetta. Devo parlarti. Mi manda Pinky.


21.12.2012 ROMA, NEW GLOBE THEATRE.
Uomo: Dobbiamo entrare!
Usciere: Le prove sono state interrotte, mi spiace.
Janis: Non ci interessa delle prove.
Usciere: Ah siete i medici?
Uomo: Quali medici?
Usciere: Quelli del 118. Li abbiamo chiamati per la bambina quando è stata male.
Janis: DOVE?
Uomo: Nei camerini della protagonista. Innogen.
Janis corre dentro il teatro, il cuore fermo. Scorge subito la piccola folla davanti ad una porta aperta in fondo al corridoio. Entra nel camerino.


Janis: tu? Qui?
Cami, è……..
Pinky: Cami starà benissimo, non ti preoccupare.
Janis: perché dorme? Qui?
Pinky: stai calma, ti spiego tutto.


CONTINUA...

Emme ha detto...

ROMA 1 LUGLIO 2013
Ciao, non ci conosciamo. Io sono Silvia. Tu come ti chiami?
Laura.
La mamma sta arrivando?
…Si…sta arrivando.
Sta parcheggiando, vero?
Tu sei la zia di Cami
La conosci? La mia adorata rouge.
Fino a stamattina non la conoscevo.
Adesso so che devo riprendere da dove lei si è fermata.
Perché Silvia era allo stesso tempo confusa, ma pienamente consapevole che la bambina non stava parlando a sproposito? E dire che di bimbi strani ne aveva accolti, in quella stanza…
Aspettiamo la mamma, vuoi? Nel frattempo vuoi dare un’occhiata a questi libri?
Non sono venuta qui per leggere storie, Silvia, ma per raccontarti quella di Cami, la mia. E la tua.

21.12.2012 ROMA, NEW GLOBE THEATRE
Pinky: Cami è una bimba indaco. E’ il Tramite. Uno dei Tramiti. La migliore.
Il 16 e 17 Agosto 1987 si è verificata la Convergenza Armonica, che sfocerà entro il 2012 in una nuova Era di Armonia Universale. Altro che fine del mondo, inversione dei poli terrestri, invasioni aliene….Ma la lunga sequela di eventi che hanno portato ad oggi parte ancora più da lontano. Dai Sacerdoti che operano dai tempi dei Maya. Nel 1607 uno dei Sacerdoti ha messo in scena un’opera dall’apparente significato contorto e pseudo storico, ma dall’imprescindibile significato simbolico: CYMBELINE. L’ultimo dei Sacerdoti di questa stirpe, Roger Waters dei Pink Floyd, componendo una canzone per molti versi oscura ma non meno profetica, CYMBELINE, ha dato lo slancio finale per la realizzazione della Profezia.
Ma tutto questo ha avuto bisogno di un Tramite.

Janis: La mia bambina.

Pinky: Tua biologicamente, ma Nostra dalla nascita. Continui nostri interventi indiretti sulla sua educazione. Nostri i suoi insegnanti, e alcuni dei tuoi migliori amici Janis. Nostro Woodstone, il Rito Preparatorio.
Il Tramite era stato negli anni condizionato per riconoscere un particolare testo, che le ho letto io
stamattina con una semplice telefonata . Cymbeline, per l’appunto. Questo testo è come se avesse attivato il nostro “agente in sonno”.

Uomo: Adesso capisco i disegni in camera sua….

Pinky: Da quel momento Cami ha iniziato la ricerca dei Segnali che ne completassero la trasformazioni nel nostro nuovo Messia. Era necessario che li trovasse da sola. Ma è pur sempre una bimba, e la sua percezione dei segnali è passata attraverso passaggi plausibili ma errati.

Uomo: Mi ha letto nella mente il mio ricordo e vi si è inserita, la data era giusta ma Cimbali le deve essere sembrato un messaggio solo incompiuto, poi ha capito l’errore e se ne andata.

Mike Oldfield: Anche nel mio caso la data era giusta, anche l’anno, ma il ricordo riguardava solo i Cimbalini che suonavo quella sera.

Poi è giunta qui, dove Cimbalino stava per essere rappresentato. Non a caso oggi, aggiungo io.
Qui la sua mente si è messa a contatto con il passato dei Sacerdoti, Shakespeare e Waters.
Adesso è in uno stato di animazione sospesa, come la vera Innogen, e dal quale uscirà come nostro nuovo Messia, totalmente cambiata. Evoluta.

Janis: questo è il più orrendo minestrone di New Age e fanatismo religioso che io abbia mai sentito.
CAMI! CAMI!

Pinky: inutile. Solo io posso risvegliarla.

Janis: fallo allora! Io rivoglio la mia bambina come era, non un Messia di nessuna cosa!

Pinky: e rinunceresti ad un mondo perfetto?

Janis: e tu accetteresti di vivere in un mondo perfetto senza i tuoi dischi?

Pinky: non sarà necessario rinunciarvi.

Janis: sapevo che tu c’entravi in qualche modo con questa brutta faccenda, e mi sono preparata. In questo momento Clive è nel tuo antro, pronto, con le lacrime agli occhi ma pronto, a dare fuoco a tutto. Sei disposto veramente a tutto? Anche a perdere le tue settecento copie di The Dark side of the moon?

Pinky: Settecentonovantadue.
Va bene, hai vinto.
CAMI, THERE IS NO DARK SIDE OF THE MOON, REALLY!

Cami: mamma!

Janis: Cami!

Mike Oldfield: che bel momento, posso suonarvi qualcosa?

Uomo: no, per carità, ora siamo arrivati alla

FINE?


NO, CONTINUA...

silvia ha detto...

Continua?allora attendo, sono in apprensione...

Emme ha detto...

ROMA 1 LUGLIO 2013
Ed inizia una interminabile storia di bimbi indaco, di tramiti, di convergenza armonica, di bardi, di Re, di convergenze armoniche, di canzoni magiche, di nuove ere, di apocalisse, di nuovi Messia…
Silvia ascolta incantata, gli occhioni sognanti, il tempo si perde nelle sue pieghe.
Ascolta la storia più grande del mondo racchiudersi attorno al suo mondo, il microcosmo che ingloba il macrocosmo. Janis, Cami. Cami!
La bimba troppo piccola termina il suo racconto troppo grande.
Adesso gli avvenimenti di dicembre per Silvia appaono chiari, così come il malumore ed i timori della Bionda e di Rouge al pic nic per la ricalcolata data fatidica in arrivo.



22 DICEMBRE 2012, CORRIERE DELLA SERA
“Ricalcolata la data della fine del mondo secondo i Maya, sarebbe il 1 LUGLIO 2013


ROMA, 1 LUGLIO 2013
Donna: pronto? …….Si, certo. Laura, è per te! Disney Channel, ti fanno qualche domanda e poi ti arriva un premio.

Laura: che bello mamma! Pronto?

Voce:
The path you tread is narrow and the drop is shear and very high
The ravens all are watching from a vantage point near by
Apprehension creeping like a choo-train up your spine
Will the tightrope reach the end; will the final cuplet rhyme
And it's high time
Cymbaline
It's high time
Cymbaline
Please wake me
Butterfly with broken wings is falling by your side
The ravens all are closing in there's no where you can hide
Your manager and agent are both busy on the phone
Selling colored photographs to magazines back home
And it's high time
Cymbaline
It's high time
Cymbaline
Please wake me The lines converging where you stand they must have moved the picture plane
The leaves are heavy around your feet you hear the thunder of the train
Suddenly it strikes you that they're moving into range
Doctor Strange is always changing size
And it's high time
Cymbaline
It's high time
Cymbaline
Please wake me And it's high time
Cymbaline
It's high time
Cymbaline
Please wake me

Donna: Laura, chi era? Laura? Laura? Laura!!!!!

CONTINUA....

Emme ha detto...


ROMA, 1 LUGLIO 2013
Allora, Laura, tu sei il nuovo tramite?

No Silvia, e nemmeno Cami lo era. Pinky e i suoi hanno capito dove hanno fallito.
Il nostro ruolo era solo quello di arrivare a te.
Sei tu il tramite.
Emme l’ha sempre saputo. Lui è uno di loro, e Simona l’aveva intuito.
Hai ricevuto la formula del rituale in attesa di questo giorno. Sotto la forma di un biglietto di auguri di Natale, da leggere allo specchio, al contrario ad alta voce, a mezzanotte in punto.
Adesso devo andare, la mamma si starà preoccupando.

Il resto della giornata Silvia lo affronta come con il pilota automatico inserito. Gli altri appuntamenti, lo spuntino per pranzo (carote, maledetta bilancia), gli accompagnamenti dei nani. La cena.

Quasi mezzanotte. Tutti dormono, Silvia toglie da un cassetto un brutto e sgrammaticato biglietto di auguri.
Convergenza armonica. Nuova rinascita. Addio ventisette anni di mutuo restanti, addio stipendio non proporzionato all’impegno. Addio Tachipirina. Addio Calprotectina.
Passa in rassegna le sue cose, le sue fotografie nelle cornici, la sua casa, il respiro nell’altra metà del lettone, le camerette finalmente silenziose.
La sua cucina, fonte inesauribile di cibo vita. I regali hand made appesi alle pareti. I libri. Quelli letti e quelli nel cassetto. I ricordi di Cà Paravento.
Il certo per l’incerto.
Va in bagno, prende il biglietto tra le mani, lo apre, si posiziona con il biglietto aperto davanti allo specchio.
Prende fiato.
Lo straccia.
In due. In quattro. In otto.
Fa per buttarlo nel water.
Poi l’errore enorme le si manifesta.
La differenziata, perbacco, la differenziata!


THE END


(PIACIUTO?)

silvia ha detto...

Emme carerrimo, io amo tutto ciò che fai, non sono obiettiva, trovo noiosissima l'obiettività.
Mi piace tutto ciò che provenga da te, anche uno sputo in favore di vento.
Ho esagerato?
Trovo molto meno noiosa l'esagerazione.

Emme ha detto...

Carissima Silvia, il tuo post sulla morte, e l'interesse che ha suscitato (resuscitato sarebbe uno sgarbo alla nera signora) confermano il potere evocativo del cupo mietitore, e mi danno l'occasione di proporre un altro racconto da ombrellone.
Spero che ti piaccia anche obiettivamente, insomma che ti piaccia.
Lo divido in due parti perchè il tuo blog non lo accetta intero.
E' un racconto rigorosamente autobiografico, e si intitola, per restare in tema:

MORTE IN VALSESIA

Una Domenica sera di fine Settembre, tanti anni fa.

Una bella estate passata insieme agli amici, poi, a suggellarne la fine, una rimpatriata un mese dopo gli ultimi giorni passati insieme.. Un week end in montagna. Paese di 62 anime, al netto dei turisti.

Domenica sera. Domani lavoro, mi devo alzare presto, ma cerchiamo di prolungare il tempo passato insieme. Per alcuni è più facile, ancora studiano. Domani mattina possono rientrare in città con comodo.

Soffitta mansardata e riattata, birre, niente di solido nello stomaco se non la frugale cena di qualche ora prima.

In montagna fa freddo già a fine estate. Freddo, birra, musica dark, inevitabilmente il discorso va sui fantasmi, le sedute spiritiche, i fenomeni soprannaturali.

Una coppia, gli unici tra noi sposati, o comunque conviventi, racconta di quando avevano fatto a casa loro una seduta spiritica, per gioco.
Non era successo nulla quella sera, ma il mattino dopo avevano trovato sulle pareti della cucina lunghe righe orizzontali tracciate a matita.
Le avevano cancellate, ma il mattino dopo erano ricomparse.
La stessa cosa era successa per diverse altre volte, finchè non avevano fatto benedire la casa ed allora le righe non erano più tornate.

La tristezza dell’autunno incombente, della musica dei Cure e di Siouxsie, complice la birra, rendono il racconto verosimile, anzi plausibile, anzi oro colato.

Viene l’ora, tarda, dei saluti.
Rientro a casa, percorrendo da solo una stretta stradina in salita. Buio. Silenzio. Nuvole basse.
I discorsi appena interrotti mi lasciano addosso una certa inquietudine.
Ogni ombra è un mostro, ogni buio nasconde un pericolo, ogni opacità nebbiosa un fantasma.
Ogni pipistrello è un vampiro. Ogni barlume un fuoco fatuo.

Faccio la borsa.
Chiudo la casa.
Stacco la corrente.
Apro una botola nel vicolo, infilo la mano nel buio alla ricerca della valvola, per svuotare i tubi in vista delle gelate dell’inverno. Con mia meraviglia nessuno mi afferra la mano dal sottosuolo.

Salgo in macchina, e i 5 chilometri di tornanti mettono a dura prova i miei riflessi appannati.
La cassetta nell’autoradio è U-vox, degli Ultravox.
Più giù, a valle, la strada si fa sempre più dolce, attraversa paesini poi si apre nell’interminabile rettilineo della strada provinciale, una corsia per senso di marcia, doppio senso di circolazione, vietato distrarsi pena frontale, luci rosse davanti e luci bianche che mi incrociano.

Il tutto è reso ancora più ipnotico dalla nebbia. Qui non c’è la scusa delle nuvole basse come in montagna, è proprio ottobre che incombe.

Noto che la regolarità delle luci bianche che incrocio rallenta, poi si interrompe.

All’orizzonte, limitato dalla foschia, luci lampeggianti.
Un semaforo, o, più probabilmente, un incidente.
Perfetto.

Emme ha detto...


Rallento, mi fermo, in coda.
Diverse macchine davanti a me tutto irrealmente fermo, nebbia bianca per i fari e rossa/blu alternativamente per i lampeggianti.

Guardo l’adesivo in alto a destra sul mio parabrezza, come per averne la conferma.
Sono un medico.
Esperienza sul campo poca e quasi tutta maturata in ematologia.
Va bè, mi dico, se uno dei feriti è policitemico posso fargli un salasso (ha ha ha).
L’adesivo mi spinge giù dalla macchina. Chiudo la portiera, a chiave, lo stress non cura la paranoia, metti che qualcuno mi rubi gli Ultravox.

Inizio a risalire la fila di auto ferme.
Nessun altro scende dall’auto. Pochi adesivi in queste valli.
Spero che non ci siano feriti, o che i soccorsi siano già arrivati.

Cammino per alcuni metri poi visualizzo nell’area critica due macchine della polizia.
Nessuna ambulanza. Cacchio. Mi tocca.

Qualche metro ancora e vedo il corpo. Appare già pietosamente ricoperto, bianco.
Scopro che si può sudare freddo sotto un piumino Ciesse.
Spero che la birra mi abbia lasciato lucidità a sufficienza.

Qualche passo ancora e vedo il secondo corpo.
Poi il il terzo.
Spero che la birra non mi abbia lasciato lucidità a sufficienza.

Guardo le persone al volante delle macchine che supero, nessuno sembra interessarsi più di tanto.
Questo mi sconvolge ancora di più, e mi immerge ancora di più nell’atmosfera di irrealtà.
Sento i miei passi rimbalzarmi sulle carotidi, tese e pulsanti e ora rimbombanti.

Mi afferra un pensiero alla cui possibile concretezza mi aggrappo.
Non sono mai partito dalla montagna, non sono nemmeno uscito dalla mansarda, ho bevuto una birra di troppo e adesso sono sdraiato in un angolo semiincosciente a sorbirmi Adam Ant e a sognare questa tragedia.

Ovviamente non è vero.

Qualche passo ancora, e a pochi centimetri dalle mie scarpe ciò che mi era sembrato che fosse tre metri prima lo è: un intestino.

Non perdo i sensi e proseguo, fino ad avvicinarmi al punto in cui i corpi visibili sono, calcolando l’insieme dei pezzi, dieci o dodici.
Allora, attento a dove metto i piedi, mi avvicino all’agente di polizia.

“Posso essere d’aiuto?”

“Lei è un veterinario?”

“Mio padre lo era.”

“Come è successo?”

“Il cane è impazzito, o ha perso il controllo del gregge, che ha attraversato la statale di corsa in questo punto in cui le macchine vanno a più di cento all’ora. Aggiungiamo l’illuminazione assente, e il fatto che passava anche un camion a forte velocità, e il risultato è questo macello che vede. Oltre ai seri danni ai veicoli.
Tra poco finiamo i rilievi e sgombriamo la strada.”


Pecore.
Stupide pecore.
Stupide pecore morte.
Stendiamo un vello pietoso.
Calcolo la enorme quantità di patate che sarebbero necessarie come contorno.
Calcolo quanti golfini verrebbero.
Canticchio The lamb lies down on Broadway.
Penso che delle Fiat hanno travolto degli agnelli.
Penso che è tardissimo. Ho fatto le pec-ore piccole.
Ma non mi abbacchio.
Non faccio questioni di lana caprina.

Poteva andare peggio. La benzina, un incendio, le pecore flam-beeeeeeeeeh.


La mattina dopo.
Mi alzo.
Mi vesto.
Scelgo le calze.
Lana? Cotone?
Acrilico.
Le mandrie di acrilici non attraversano mai la strada.

silvia ha detto...

Mio affezionato lettore-commentatore, questo racconto è obbiettivamente meraviglioso.
Lo trovo geniale, divertente, eccitante, un crescendo di ilarità e tragedia fusi insieme in un mix piacevole e godibile.
L'altro, il precedente era solo più ostico per me che sono un animo semplice e parecchio ignorante, l'unica Cimbali che conosco è la macchina per caffè espresso.
Presto dovrò richiederti una cosa dalla quale già ti sei elegantemente, allontanato come un'anguilla unta.
Te lo richiederò e NO non sarà una risposta a tua disposizione.

Emme ha detto...

E PER SALUTARCI, UN NUMERO DOPPIO DI DSM CON IL SETTIMO ED OTTAVO NUMERO!


NUMERO SEI
Cinema: Troy Story 3: Troy Bolton (Zac Efron) è follemente innamorato di Achille (Brad Pitt) ma un brutto giorno quest’ultimo si invaghisce di un toy-boy (Buzz Lightyear)
Salute: la prostata: non più un esclusiva maschile con le nuove protesi in Goretex!
Lavoro: bando per numero due posti di esploratrice rettale presso la clinica Tersili. Requisiti: diploma scuola paterna, misura guanti sopra l’8 1/2 astenersi.
Scuola: il tuo titolo di studio è il battesimo? Al Fuffa Institute con il nostro percorso “dieci anni in uno” ma soprattutto l’offerta speciale “diciannove anni in due” potrai frequentare dalla prima asilo al master post laurea. Fai come Loretta F!
Case e giardini: famiglia troppo numerosa? Lo spazio in giardino per giocare non basta più? Allestisci un’area “sabbie mobili” e risolvi il tuo problema in modo rapido e divertente!
Fiction TV: iniziate le riprese di Centolatrine a Bagno di Romagna. Prima puntata: “La turca”, con esterni girati ad Ankara.

Loretta F: Sono una donna non sono una sarta!
Cosmesi: “stop agli inestetismi con il napalm”
Storie di donne: “Loreena Bobbitt: ho dato un taglio al passato”
Religioni: Gesù era gay? Amava Maddalena o Ponzio Pilates?
Filatelia: Penny Black: Regina Vittoria o Principe Pareggio?


NUMERO SETTE
Religioni: Gesù era gay? Dopo i Rotoli del Mar Morto venuti alla luce gli Asciugoni del Mar Tirio. L’ipotesi che Gesù fosse gay ruota intorno ad un equivoco: è infatti sorprendente simile come in Sanscrito siano simili i caratteri delle frasi “Dio mio perché mi hai abbandonato” e “Diiiiio queste tendine sono un amooooore!”
Filatelia: trecento anni fa il primo francobollo, il Penny Black. Il primo francobollo, recante l’effige della regina Vittoria, fu osteggiato a lungo dai figli, Sir Pareggio e Lady Sconfitta. A loro parere l’emissione del Penny Black avrebbe consentito disdicevolmente anche ai villici di leccare il retro della Regina.
Viaggi ed esplorazioni: in Tasmania scoperta una tribù che non conosce l’uso del cucchiaio. La tribù riunita per il pranzo all’aperto impiega nove ore a finire il brodo con la sola forchetta, sedici ore se piove.
Archeologia: scoperta la tomba del faraone Alitosis III, l’unico faraone single della Sesta Dinastia.
Geografia: accelera la deriva dei continenti, tra meno di 50 anni Giakarta sarà in provincia di Cesena.
Tempo libero: fare immersioni subacquee in quei giorni attira gli squali? Verità e leggenda.


Testimonianze: “Vendevo il mio corpo a rate”
Unisci l’utile sociale al dilettevole opportunismo “Adotta uno stratagemma”
Salute: muore inventore dell’Amplifon: sentite condoglianze.
Economia: vuoi vivere al di sopra dei tuoi mezzi? Vivi 4/5
Loretta F: Ho sposato il maniaco gentile!

silvia ha detto...

Oddio emme, mi sto sentendo male, giuro, sto soffocando.
Ma chi sei tu?ma chi sei bellone?Mi fanno male i muscoli facciali e quelli panciali.
Rido rido rido.

silvia ha detto...

Sentite condoglianze....hhhhhiiiii buuuuuhaaaa!

Anonimo ha detto...

condoglianze alla mia amica, le sono morte le tende poverine erano da sole...

Emme ha detto...

RAGIONE E SENTIMENTO

Sei tutto ciò che non mi piace in una donna.

Hai diversi chili di troppo
Parli da sola
Canti da sola
Balli da sola
Non dovresti piacermi.

Forse hai fatto l'amore con un mio amico
Parli di angeli
Parli di diavoli
Non dovresti piacermi

Ti piace il jazz
Ti piace esibirti
Fai la civetta
Non dovresti piacermi.

Passi ore a meditare
Mi spieghi i vantaggi del North walk
Ti vesti di sera come di giorno
Non dovresti piacermi.

Ti autoinviti
Parli a voce alta
Tocchi la gente mentre parli
Non dovresti piacermi.

E
infatti
Non mi piaci

silvia ha detto...

Infatti.

Emme ha detto...

Torno a casa.
Qui dove sono nato, più di due anni fa.
Apro le finestre, faccio luce.
Solo un po' di polvere.
Tanti commenti sparsi ovunque, sul tavolo, per terra, mossi in questi mesi da un vento invisibile.
Ne raccolgo uno a caso. Lo leggo. Ma come erano simpatici?
Una vecchia illustrazione dal DSMagazine. Donna moderna potrebbe averla ritagliata.
Casa.
Qui dove io e Silvia abbiamo inventato il duetto a tre.
Tanta acqua è passata sotto i ponti, tanta birra sotto le otturazioni.
Mi siedo per terra appoggiato al muro a pensare.
No, non sono un robot.

Anonimo ha detto...

Tutto! L'ho letto tutto! Ma un post così dove era sepolto? Troppo bello, dovrebbe stare tipo evidenziato. Simpaticissimo.

silvia ha detto...

Grazie!che siete...vi abbraccio da qui.
Ho dimostrato di non essere un robot anche stavolta?

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