martedì 5 ottobre 2010

Io in:"A volte ritornano..."


A volte si svegliano all'alba,preparano la colazione ai bambini in silenzio mentre fuori è ancora buio,si truccano con calma dopo tanto tempo,si lisciano i capelli con la piastra,sistemano i cambi dei piccoli sul divano e le merende ed i biberon di ricambio.
A volte riempiono il cestino per il loro primo pranzo fuori casa dopo più di due anni,con mele,carote,finocchi e litri di acqua e tisana da scolare sedute alla scrivania.
A volte si sentono strane a camminare per casa mentre ancora tutti dormono,quando di solito sono loro a destarla saltandole sulla pancia ed urlando :"mamma mamma!".
A volte svegliano i piccoli dormienti con baci e vocine sibilanti,li lavano,li vestono,li conducono in macchina e poi dalla santa baby sitter dove rovesciano sulle sue spalle cambi, raccomandazioni e strane palline omeopatiche.
A volte si immergono nel traffico della tangenziale e non se lo ricardavano più così asfissiante e caotico,cambiano strada tre volte ed è sempre peggio.
A volte si addormentano loro le dita del piede della frizione e cantano in macchina per non cedere alla tentazione di parcheggiare e buttarsi nell'Aniene limitrofo.
A volte timbrano con il badge numero 55 la loro presenza ossequiosa e puntuale nell'ambulatorio sotterraneo.
A volte rivedono le colleghe amiche che la accolgono con malcelata freddezza ed un pizzico di distacco,e ci rimangono un pò male francamente.
A volte si risiedono alla vecchia scrivania e si rimettono a leggere i quaderni di vecchi pazienti di dieci anni fa,non riescono più a ricordarne il viso o la voce.
A volte corrono al bagno ogni mezz'ora per colpa della tisana drenante,e mentre urinano mandano messaggi per sapere se il piccolo dorme ed il grande è entrato a scuola.
A volte guardano fuori dalla finestra e non capiscono se c'è il sole o piove e pensano con nostalgia al parco,alla pizza bianca delle dieci,all'altalena,ai caffè fatti con la terra delle buche,alla campana della chiesa,all'aria libera e vuota di appuntamenti ed orari,a suo figlio che corre verso le oche del laghetto.
A volte ritornano a lavoro dopo tantissimo tempo,un tempo dilatato e lungo come un giorno condensato di gravidanza difficile ed allattamento sereno,un tempo stanco di capricci e fatica e distrazione verso di sè,un tempo tutto dei figli e dei loro movimenti,delle loro parole,un tempo con pochi adulti e tanti passeggini.
A volte tornano,ordinano un cappuccino al bar e si accorgono con immenso stupore,che si sentono bene,davvero bene.

3 commenti:

Micaela ha detto...

Bentornata a lavoro allora!

Come sempre, bello il post... pieno di poesia e intriso di dolcezza.

PS: vieni a trovarmi sul mio blog... c'è una sorpresa per te! Ti aspetto.

Micaela ha detto...

Ah... ho dimenticato di dirti di leggere il post sul premio... è lì che trovi la sorpresa!

io ha detto...

Cara Michi,ti ho risposto sul tuo blog che non conoscevo,ma desidero,anelo,bramo risponderti anche da questa finestrella:grazie per i tuoi pensieri che hai voglia di appiccicare a questo flebile filo delle mie parole,nel mare magnum del world wide web.
Mi sto affezionandoticivivivici.
Basini

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