mercoledì 30 luglio 2008

La bionda in "Amarezza sostenuta"


Avevo giurato e spergiurato di rendere codesto spazio uno svago piacevole e un pò frivoletto,appunto per contrapporsi alla faticosa e impervia esistenza di umanoide nella quale ci troviamo..Eppure qualcosa nel mio animo,si inquieta e s'agita,e vorrebbe sfogarsi.
Proprio qui?
Si,qui.
Io ho fatto politica,io ero nel movimento glorioso dei disobbedienti arrabbiati,e ci sono stata per un bel pò di anni.
Io prima ero tutta musica e sogni artistici,io ero piena di amicizie stimolanti,di letture nel parco,di sconvolgimenti ritmici.
Poi,secondo la spiegazione della mia vecchia professoressa di psicologia "iniziai a fare politica perchè era l'unica cosa che mi teneva coi piedi per terra"..E da li,tutto cambiò rapidamente.
Volantinare all'alba davanti le fabbriche,farsi ore e ore di riunioni sul revisionismo storico e dialettico,organizzare seminari pallosissimi a cui partecipavamo solo noi,leggere il Capitale e tutti i più piccoli appunti di Mao.
Poi qualche anno più tardi il salto.Si passò ai centri sociali.
E la mia vita politica si fece più "avventurosa".Cortei,viaggi su treni occupati,scontri,bastonate,denunce e una forte sensazione di appartenenza.
Di gloria.
Con gli anni pian piano mi sono sempre più accorta di tante piccole cose,ho iniziato a non essere più tanto orgogliosa di dire che c'era una mia bella foto in questura,nè che conoscevo maree di galeotti.
Ho iniziato a infastidirmi,di dove frequentare gente malfamata che mi faceva schifo,e magari sorridergli pure,mentre gli portavo da mangiare.
Ho smesso di fare politica qualche anno fa,perchè io la facevo per amore,intorno a me,si faceva per rabbia.
A parte il noiosissimo pistolotto sulla motivazione politica che mi ha portato a "smettere" di farlo,c'è stato il fattore umano,che di umano ha ben poco.O almeno con regole tutte sue.
Sei un numero,e se ne esci un pò fuori per farti una vita tua che sia diversa dallo stare a riunioni su qualsiasicosa ogni sera della settimana,se per caso decidi chessò,di fare un figlio e quindi seguirlo diventa "un 'impiccio",diciamo che scompari magicamente dai pensieri di quelli che fino a due minuti prima erano i tuoi fratelli,i tuoi compagni.

Fine prima parte,ho la mia amica del cuore dei tempi giovini e bellilli a cena,sta per arrivare,mi tolgo il grembiule da cuoca,smetto i panni della revisionista e vado a spegnere la teglia di patate e zucchine che sfrigola nel forno.

Hasta siempre.

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