lunedì 1 dicembre 2008

La Mora in:"Un caldo abbraccio"




Cara sorella e gentilissimi lettori,ho avuto in regalo una cosa stupenda:un cuscino salsiccione,tipo un enorme ciambella ripiena di granaglia soffice e naturale che si adatta perfettamente ad ogni mia curva fisiologica e non,sostiene la mia panciotta,la nuca,i lombi,le spalle,tutte cose insomma,mi ci accoccolo come fra le braccia di un uomo gigante e mi avvolge tutta,tenendomi stretta tutta la notte,(in più non russa e non tira calci).


Servirà per tutta la gravidanza e poi,stretto intorno alla mia vita,mi aiuterà per l'allattamento sostenendo il piccolo,anche se dubito che potrò allattare il nuovo pargolo,paciosamente sdraiata sul sofà con tanto di ciambella comodona,immagino invece,per lo più scene tipo,tette che fuoriescono nei luoghi più impensati,fra un impegno e l'altro,nei ritagli di tempo fra una colazione con Momo,un pranzo da preparare,una febbre da far scendere,una terapia ed un certificato da ritirare.


Questi bambini si ammalano troppo per i miei gusti,quando poi sono in due,immagino che la faccenda peggiori notevolmente,tutto si raddoppia:vomiti,muchi,diarree,starnuti,ecco perchè si chiamano mocciosi questi mostriciattoli alieni.


Pessimismo cosmico il mio?No,lucida analisi della realtà credo.


Ieri mi si è intorcinato lo stomaco vedendo Report,tutte cose che già sapevo od immaginavo,ma averne le prove è stato terribile:bambini come i nostri, viventi in piccole città per di più,che presentano nelle urine ben sei o sette pesticidi contemporaneamente,cibi cancerogeni,concie avvelenate su mais,miele e granoturco.


Mi è venuta una rabbia,una tristezza,davanti agli implacabili interessi di mercato,multinazionali che pagano ricercatori fasulli e corrotti fino al midollo per dimostarre che certe sostanze neuro-tossiche,non nuociono a nessuno.


Non si fermano davanti a niente,inceneritori a 500 metri dai giardinetti privati abitati da esseri umani,gassificatori senza certificazione,discariche a cielo aperto...


Sto pensando seriamente di aderire ai G.A.S non per avvelenarmi,ma per ricevere la spesa biologica di stagione-senza-sprechi-direttamente-dai-campi,non credo sia la soluzione per ogni cosa,ma intanto la smettiamo di ingoiare tutta sta merda,magari si riesce quanto meno a ridurre il danno,che ne dici,lo fai con me?Pensa che è dimostrato si risparmi addirittura fra il 30 ed il 40 per cento per l'ortofrutta in genere.


Anche sabato sera non è che il mio umore fosse migliore,dopo otto giorni di reclusione totale,senza neanche uscire a gettare la spazzatura,Giaco e Marco si sono addormentati alle nove di sera ed io sono rimasta sola,a scrivere certi pensieri di puro smarrimento esistenziale,domande adolescenziali sul destino e sulla fine di ogni Uomo.


Ne condividerò con voi uno stralcio,non me ne abbiate troppo a male:


"Verso quale nulla scivolerà la mia vita,che fine faranno le mie voglie ingoiate,le mie vibrazioni più sottili,i sapori che ho preparato,le risate che ho riso,i figli che avrò partorito,le strade che avrò percorso,le sensazioni proprio sotto alla mia pelle,i battiti e le spinte dentro alle mie vene?


Perdermi anche ora che sento tutti i suoi calci dentro al mio ombelico pallido,adesso che ingoio saliva di menta e sento il mio stesso profumo sul maglione da casa,ora che intravedo la punta dei miei piedi,il buio immobile fuori,le luci di casa nostra,la candela sbilenca sul mobile vecchio,una leggera voglia di pandoro scaldato sul termosifone di ghisa come quando ero bambina,adesso che vivo malinconia lucida,ma non sono alla deriva,adesso che ho fretta di andare e bisogno di rimanere,stanotte in cui mi sento profondamente sola eppure abitata dalla vita,pulsante,calda,grassa,più viva che mai.


Che fine faranno i miei giorni e le mie colazioni gustose e rituali,l'aria respirata e le musiche godute con gli occhi chiusi,le feste di compleanno e le notti a dormire con la radio accesa,le valigie preparate velocemente ed i dolori spolpati e buttati via uno dopo l'altro.


E dove sono finite le ore passate sui banchi e la polvere dei gessi,le anestesie che mi hanno addormentato,le merende nella cartella e l'odore dell'astuccio.


Dove è ora il tempo di non avere tempo,le cose che non ho chiesto,le persone che ho dimenticato e tutti mazzi di chiavi che hanno aperto qualcosa di mio.


Dove si trova l'ascensore di legno scuro con la monetina,e le gonne a fiori di mamma,i suoi occhialoni tartarugati e quel bambino che è morto nella mia pancia senza farmi troppo male,i soldi che avevo in banca,e le pagine di quei diari gonfi,le unghie limate e quegli abitini eleganti,i trucchi per i miei occhi blu ed il sapone per la mia pelle.


Sparire da qui,essere cancellati in un tempo ridicolo,lasciare un buco,una voragione di vuoto ed assenza.


La mia sedia vuota tutti insieme a tavola,la forma del mio corpo accennata sul materasso polveroso che lentamente si modifica e si allenta,l'ultima camicia che ho stirato,e le parole che ho detto senza pensarci troppo.


Ognuno di noi,quel bisogno di appartenere,di cercare,di ritrovarsi ed assomigliarsi,di essere per qualcuno.


Tutti noi la stessa forza,la medesima fragilità,lo stesso bisogno di pace,paura del terrore.


Dove mai scivolerò improvvisamente senza più parole per dire?"




Ciao a tutti,vado a preparare il sugo per i ravioli,che viene a cena Mariano insieme a Marco,arriveranno zuppi e stanchi dall'ennesima giornata di lavoro lunghissima e faticosa,servirò loro la cena calda ed una fetta di torta al limone appena sfornata,ma prima li abbraccerò,chi più chi meno...

4 commenti:

Fra ha detto...

Azzardo una risposta alle tue domande...forse finiamo tutte nella memoria di chi ci vuole bene...
Un bacio
Fra

Doc ha detto...

Maronna santa....

A Sil, ma pensieri un pò meno apocalittici no eh...

E poi di sabato sera...

Ma mettiti a vedere un film o dipingere o leggere o cazzeggiare in qualche altro modo... Ma non ti prego così....

Ihihihihih...

Leggendo sti pensieri in questa giornata molto spleen-ica (o splenica, come vi pare) m'è salito n'angoscia...


E succon' la vita (è una marca di succhi di frutta, davvero.. ihihih)

:D

La Mora ha detto...

Il tuo post caro doc,è quanto meno scontato,ma ti perdono,calcola che ho anche visto un filmetto commedia sabato sera,ma questo non mi esime dall'esistere.
Per quanto riguarda Fra invece,vorrei dirti che è l'unica cosa che ho sempre pensato,se esiste un senso in questa vita,è probabilmente,solo quello di amare ed essere amati,inteso in maniera globale e totale.
Rivivere in un maglione rimesso in una giornata di pioggia,annusare un vecchio cappello,ricordare un pensiero,un'idea,un'abitudine,rileggere,mantenere quel flebile filo simil bava con tutti quelli che sono stati qualcuno per noi.
Baci

Arber ha detto...

Dalle parti mie c'è un detto, che sicuramente conosci. Fa: "Carpe Diem"...

Io penso che noi viviamo non per "rivivere" in un maglione o per rimpiangere quel che è stato...
Viviamo per scoprire quello che viene dopo. Per scoprire il passato che hanno costruito i nostri genitori...
Non dovremmo, penso, cadere nel paradosso temporale di immischiarci con il nostro passato, che era il futuro dei nostri genitori, trascurandone il nostro, di futuro...

Visto che siamo in vena di detti, o di filosofia, ce ne ho un'altro che fa più o meno: L'infanzia lo rimpiange chi non è mai stato un bambino...
I ricordi sono solo pensieri, frammenti di vita impressi dentro di noi... Non devono essere un ostacolo o una proiezione del futuro. Devono rimanere quello che sono... Proiezioni.
Come quelle vecchie pellicole che dopo un pò finiscono, e nella tela si vede solo la luce bianca del proiettore...
Ci sarà sempre una bobina (o una pizza) che verrà sempre rimessa... Quando non ce ne saranno più, beh, qualcuno spegnerà la luce.
In quel momento il problema più grande non sarà la pellicola, ma la luce, che s'è spenta...

Siamo mortali, e non c'è niente che possiamo fare per questa cosa, dobbiamo arrenderci. Forse l'unica cosa che NON dobbiamo fare è cercare l'immortalità... Sarebbe un peccato di vanità...

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