martedì 2 settembre 2008

La Mora in:"Mela e cannella fanno la bocca bella"







Giuro che ci ho provato,ci ho provato disperatamente a rispondere ai bellissimi commenti gentilmente inviatimi, ma proprio non mi raccapezzo.



Appena potrò uscire dagli arresti domiciliari,speriamo prestissimo,verrò da te sorella,per imparare a rispondere ai commenti.



Il commento che mi tranquillizza su Marco è davvero bellissimo,non sò immaginare nessun altro al di fuori di mia madre,che possa avermi scritto una cosa del genere,ma sarebbe umiliante:lei sà inviare commenti ed io no...



Ho molta voglia di fare una torta di mele e cannella,con molte mele,sapete di quelle torte umide,pesanti e succose,oppure uno strudel,la ricetta è davvero semplice e molto soddisfacente,solo non mi trovo le uvette,non amo molto le uvette( anche dette:uva sultanina,ma da cosa ha origine questo aggettivo precisamente?)ma ci stanno bene davvero devo ammetterlo.



Domani ennesima visita ginecologica,aspettiamo il verdetto placentare ed embrionale.



Intanto l'anno sta iniziando,insidioso come un rettile strisciante,quasi non me ne sono accorta,ma è già epoca di vendemmie e di scuole e di lavori che riprendeno,attività brulicanti e sotterranee,il il motore della città,un pò la sensazione che si prova,quando all'alba,passa il camion della spazzatura,e tu,nel dormiveglia,piena di brividi,ne ascolti i movimenti,immagini gli uomini che ci lavorano appesi,i loro risvegli bui,e nonostante questo,riesci a riaddormentarti,non appena il rombo si fa più lontano,sempre meno distinguibile.



Non sò se ti possa consolare,ma sono esattamente tre sere che non riesco ad addormentarmi senza camomilla e limone,o Biochetasi o stratagemmi vari,è di nuovo la stagione delle coliti?ma quando termina la stagione proprizia,non se ne può più...



Certo pure te,a pranzo dalla sora Lella di Albano,quella frigge pure i tovaglioli,quella ripassa in padella pure il caffè...c'è solo una cosa peggiore del pranzo dalla Sora Lella per un intestino delicato:la cena dalla Sora Lella.C'è gente che non si è mai risvegliata dopo una serata gastronomica nella piazzetta di Albano.



Comunque io ieri sono stata malissimo anche con un semplicissimo risotto al latte,caposaldo della nostra alimentazione infantile,perciò non pentirti troppo della parmigiana albanense.



Il riso al latte è squisito,ne scrivo qui la semplicissima ricetta,perchè lo trovo un piatto molto gustoso,consolatorio e profumato.



Ricetta per tre/quattro persone:



Fate scaldare un litro e mezzo(abbondante) di latte intero in un tegame ed aggiungete lentamente al riso classico ancora crudo(mai parboiled o robaccia del genere,un vialone nano,un Roma od un ribe sono perfetti,)non smettendo mai di girare con una cucchiarella di legno(non mi viene altro nome per questo utensile nonchè strumento educativo amato da alcuni papà,mi perdonino coloro che risiedono lontano da Roma) salare e portare ad ultimare la cottura,a questo punto,spegnere il fuoco(sempre molto lento)ed aggiungere una spolverata di noce moscata,possibilmente grattugiata fresca.Il riso dovrà risultare molto cremoso,perciò aggiungere continuamente il latte caldo e non lasciare mai asciugare.Servire caldissimo all'ora di cena,in una serata invernale,possibilmente dopo aver trascorso quella che si definisce la classica giornata di merda...



P.S.Impossibile lasciare i fornelli anche solo per fare la pipì,il riso al latte non perdona,potrebbe essere utile solo per intonacare i muri a quel punto.



P.S.2Evitare di leccare la suddetta cucchiarella di legno per saggiare la cremosità del latte,specie se avete persone a cena,al di fuori del vostro ristretto nucleo famigliare.



Fatemi sapere se è stato di vostro gradimento.



Ora chiudo,vado a leggere Manuel Vazquez Montalban,che con un nome così,mi mette già una certa eccitazione addosso,non prima però di aver detto basta a chi non sa vivere le cose belle,basta a chi non sa gestire l'amore,basta a chi si fa scudo con la propria impossibilità ad amare,per evitare di fare anche solo un passo verso l'altro,perchè io credo ancora che amare sia la cosa più naturale e semplice del mondo,quella meno complicata,quella che serve per prendere fiato dal bagno di merda della vita,quella che ti da l'impressione di trovare porto sicuro mentre il mare grosso ti sbatacchia come misera bandiera,quella che dà refrigerio al tuo calore e ossigeno alle tue ferite,quella che ti fa sentire la pelle ancora viva e non un pezzo di cartone mai sfiorato.



Insomma,è ora che chi non sa e non vuole stare con un altro,inizi a chiedere aiuto davvero e si faccia seriamente il culo insieme all'altro,o che almeno abbia le palle per rimanere da Solo una buona volta.



A domani,speriamo con una manciata di buonissime notizie sulla mia fragile placenta.



Mangia leggero e mastica lento figlia della notte di San Lorenzo,besos.






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