domenica 19 luglio 2009

La bionda in "color puffo"


Il mio smalto,messo di fresco su mani e piedi,in un tripudio di color puffo turchese da far impallidire il povero quattr'occhi.
Giornatedi lavoro queste,immersa fra pasta bignè,sac a poche,charlotte e mignon.
Intinta come un savarè in enormi pentoloni di crema chantilly,la vita dall'oblò della pasticceria mi sembra logiacamente più dolce,con un ritmo calmo,e un profumo buono.
Certo che tutto cambia,quando sento la voce della mia coordinatrice che mi invita a "confezionare" il pane,il mio umore si va sotterrando come uno struzzo impaurito,e mi metto a ripetere lo stesso identico gesto per ore di fila,immaginando di prendere rosette e filoni,lanciandoli a mò di stellette ninja,in faccia a tutti gli spreconi occidentali,che hanno evidentemente bisogno di centotrenta tipi di pane,altrimenti,potrebbero anche girare le spalle e lasciare il negozio senza aver comprato neanche una stupidissima pagnotta casareccia.
Ah,il vizio umano,che rabbia.

Oggi,una domenica frescolina,bella come quelle di Scanno,mi ha accompagnato sul posto di lavoro,e mi ha aspettato fuori a mezzogiorno,quando timbrato il cartellino,sono uscita imbattendomi nel mio ventisettesimo paio di scarpe.
Una collezione povera,ma se si ricorda la mia povertà incipiente e ricorrente,è un bel traguardo.
Non sono riuscita a fermare la mano,era come se mi chiamassero,quelle carinisisme tondine,retrò,sarpettine bianche,con le loro righine carine.

Proseguendo il mio cammino,mi accingo a salire sul temuto ed odiato bus 558.
Chiunque lo conosca,sa perfettamente che non c'è,in tutta roma,un autobus peggiore in quanto ad affidabilità,puntualità e qualità del servizio.Di solito ci trovo gente che bestemmia contro l'autista,donne che raccolgono firme per le denunce,signori anziani che prendono a spallate le porte bloccate.
Stavolta no,
Oggi,a mezzogiorno,sul bus ci ho trovato solo,l'autista,e un tipo.
Mi siedo al primo posto davanti,vedo l'autista che mi guarda dallo specchietto in alto,e per mostrarmi tutta la sua virilità,inzia un accelerazione paurosae i vetri vibravano tutti.
Mi guardava di sottecchi dagli occhiali da sole,cercava reazioni di puro stupore femminile,tipo -Oooh mio eroooooooe- come quella decelebrata di Olivia di Braccio di Ferro,la donna che ti fa vergognare di esserlo.
Invece in mezzo a questi pensieri,sento una voce gridare -OOOOHHH,la fermata miaaaa!-
Per fare il figaccione,manco apriva più le porte,in questa folle corsa verso non si sa che.
Questa,è l'ennesima prova della tenerezza maschile,tanto carucci,porelli,basta una donnetta,non serve neanche che sia granchè,e subito si gonfiano il petto e fanno le danze dell'accoppiamento.
Carucci.

Sorella mora è emigrata da nostra cugina,immersa nella collina e nella piscina,lasciandomi qui,a fare la spola fra tor tre teste e cinecittà.
Ah,la vita.

Campeggio pè tutti!

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