sabato 23 novembre 2013

Pausa


Svegliarsi ed accorgersi di essere svegli, un'altra volta, un altro giorno.
Lenti aspettare.
Disdire appuntamenti ed impegni.
Staccare i telefoni.
Rinunciare ad uscire, chiudere porte e finestre.
Respirare, indugiare con il pigiama ed i piedi fermi.
Quasi non parlare.
Un po' di musica, la musica sempre.
Un po' di acqua, l'acqua sempre.
I bambini dove vogliono, liberi come vogliono, sempre con me però, a terra, sul letto, arrotolati sul divano. Io e loro.
Termosifoni e forno accesi.
Noi, muoverci piano per casa.
Il legno dei mobili e del pavimento, senza parcheggiare.
I soldi senza spenderli, il lavoro senza lavorarlo.
Neanche un semaforo, un ritardo, una corsa.
Tagliare, eliminare, ridurre.
Smettere, fermarsi, nessuna meta se non esserci e basta.
Nessun luogo da raggiungere se non il cuore.
Ascoltarsi senza fretta, senza sbrigarsi, senza accumulare fare.
Lasciare che piova e che faccia freddo, ora non ci importa, siamo qui insieme.
Annusarci e toccarci, un po' in braccio a mamma, un po' su un foglio con una matita, un po' a bere e mangiare piano.
Un po' sedia sediola, un po' di favole, un po' di solletico.
Il tappeto grande, i giochi da muovere dentro alla fantasia, le coperte, un sonnellino come una volta, di pomeriggio, quando eravate piccoli ed eravate solo miei.
Un lasciare che scorra, che succeda, un niente di tutto.
Uno stare.
Qualche biscotto per addolcire la lingua e la pancia.
Nessuno entri, nessuno bussi, nessuno spezzi, distrugga, si intrometta, nessun rumore da fuori, che resti fuori.
Dentro siamo qui, ora con queste nostre età, madre e figli, niente sport, niente catechismo, niente scout, niente terapie, solo noi.
I calzini ed i piedi, le ginocchia e le mani, le carezze e le vecchie fotografie.
Quando siete nati, dirvelo ancora una volta, chi siete, riconoscervi.

Hanno bisogno di mamma, mamma ha bisogno di loro.

3 commenti:

Sabrina ha detto...

ti immagino, e non oso disturbare oltre.....

Massimo ha detto...

"Vieni, Puh", disse Christopher Robin, e si incamminò di gran carriera.
"Dove andiamo?" domandò Puh correndogli dietro e domandandosi se sarebbe stata un'Esplorazione o un che-cosa-facciamo-adesso.
"In nessun posto", rispose Christopher Robin.
Così cominciarono ad andarci, e, dopo che ebbero camminato per un po', Christopher Robin domandò:
"Che cos'è la cosa al mondo che preferisci fare, Puh?"
"La cosa che preferisco in tutto il mondo è quando io e Porcelletto veniamo a trovare Te, e Tu chiedi: 'che ne direste di qualcosina?' e Io ne dico 'beh, non mi dispiacerebbe affatto qualcosina' e fuori è un bel giorno canterino e gli uccelli cinguettano".
"Anche a me piace", disse Christopher Robin, "ma la cosa che preferisco fare in assoluto è Niente".
"E come si fa Niente?" chiese Puh dopo averci riflettuto a lungo.
"bè, è quando ti chiamano proprio quando stai andando a farlo e ti chiedono: 'che cosa stai andando a fare?' e tu rispondi: 'oh, niente' e poi vai e lo fai".
"Ah, ho capito", disse Puh.
"Adesso stiamo facendo una cosa nientosa: significa passeggiare, ascoltare tutte le cose che non di possono sentire e non preoccuparsi"
"Oh" fece Puh.

da "La strada di Puh", A.A. Milne, 1928

Silvia ha detto...

Grazie Sabri, il posto del silenzio e del noi è un luogo raro e prezioso.
Perchè lo dimentichiamo tanto spesso?

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