venerdì 1 novembre 2013

Donne, seconda parte, la più bella.




Amo le donne.

Quando nel nevischio sporco dello schermo ecografico si fanno riconoscere dolcemente in utero da un chicco di caffè che solo l’ottusità tenta di definire negativamente come mancanza del pisellino

Quando si prendono cura di bambolotti e peluches anziché smontarli e farli uccidere l’un l’altro.

Quando apparecchiano per il tè prima di tirare fuori dai cassettoni gli invitati.

Quando portano a casa una foglia di acero come fosse un tesoro.

Quando disegnano le mamme con gli occhioni, le manone e le tettone.

Quando provano a mettere in ordine il mondo a partire dai loro quaderni.

Quando pensano che il loro papà non le deluderà mai.

Quando parlano con le amiche di un amore che è neve appena caduta.

Quando nidificano.

Quando danno a un uomo qualcosa di più nobile rispetto ad un gioco che negli anni cambia solo nome.

Quando il loro corpo si schiude alla nuova vita.

Quando si richiude ma solo in un abbraccio ai figli che sa durare nel tempo senza rendere meno liberi entrambi.

Quando fanno collezione di ricordi.

Quando non rimangono loro che i ricordi.

Quando anche i ricordi svaniscono.


Quando stai per perdere tutto e ti rimane il ricordo del sorriso di una donna.



Quando trovi un commento così e lo rubi per metterlo in prima pagina, perché speri che sia tornato, perché è sicuramente lui con quella penna precisa e piena di cuore, con quel suo modo di raccontare che ti ipnotizza e ti emoziona, perché tu, non hai e non sapresti fare di meglio.
Perché una donna fra le sue mani, ha trovato Casa.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Non parte più bella, ma semplicemente presa da un diverso punto di vista rispetto al tuo, splendido, primo post.
Come bellissime le immagini che hai scelto, in particolare questa, di momento in momento vestito da ballerina per gli attimi vissuti da farfalla, o buco della serratura su un universo femminile misterioso, o naso di stregone ritualmente imbiancato per un rituale di fertilità.

Non sono tornato.
Sono un pò naufragato e un pò deragliato, (immmagina un treno su un traghetto) e tra i rottami e i flutti ho ritrovato finora un borsone di logica, un sacchetto di poesia, storie sparse che ho messo ad asciugare, qualcuna vera qualcuna inventata.
La gioia proprio non riesco a ritrovarla.
E senza gioia sono nudo.
Impresentabile.

silvia ha detto...

Trovo che tu sia incredibilmente bello anche nudo, con i tuoi panni stesi ad asciugare, vuol dire che tira un vento buono, caldo e secco.
Trovo che tu stia tornando e non che tu sia tornato, ma i gerundi mi hanno sempre rassicurata.
Trovo che tu abbia trovato un bellissimo mondo in quel vestito che ho scelto di fretta come ogni cosa che stronzamente faccio di fretta.
La gioia tornerà, se ne riandrà, fa così. è proprio una sua caratteristica fondamentale.
Tu invece, te lo chiedo con il cuore in mano, torna qui a bussare con il tuo sacchetto di poesia, troverai sempre aperto.

silvia ha detto...

...E quando sarai tornato davvero, ritroverai un nome, uno dei tuoi nomi matti e belli, e non sarai più anonimo, che per te è davvero impossibile essere.

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