lunedì 15 febbraio 2010

La Mora in:"Non potevo andare lontano...."


Sta per iniziare la nuova edizione della kermesse sanremese,ed allora il pensiero vola inesorabile a quando ero bambina con le ginocchia ossute(ahimè!),le gambe lunghe(doppio ahimè),i capelli a panettone ed il camper di Barbie.
Ah il camper di Barbie!ne ricordo perfettamente il profumo della plastica mattel,nuova di zecca,il cruscotto lucido ed il lavandino rosa schocking(pover Ken,costretto a vivere dentro a certo arredamento pulp kitch senza proter profferir parola),ricordo i paletti per fissare la verandina per il pranzo all'aperto,il letto duro come un selcio,il posto di guida con il volantone zingaresco,i vestiti di lei(una valanga,mentre Ken la solita sdrucita felpa da palestrato)e le scarpine della bionda,solo modelli da tailleur bicolor nonostante il nomadismo spinto,ricordo anche quanto consumava di carburante sto' benedetto camper di Barbie.
Ricordo che facevo sempre finta che piovesse(mai uno sputo di sole in questo campeggio),che era sera,che stava iniziando la prima puntata di Sanremo dal teatro Ariston pieno di fiori,che Barbie avesse due figli fiammiferini avuti da Ken il tartarugato,(comprati corredati di lettino dal tabaccaio),ricordo che Barbie cucinava indaffaratissima,che preparava il latte ai fiammiferini e rideva con Ken,garrula e felice.
Punto.Basta.
Mi sembrava che quella location fosse l'esemplificazione della felicità allo stato puro.
Nessuna traccia di lauree,di riunioni con il capo,di buste paga,di mutui(giusto l'assicurazione kasco per il camper,non si sa mai),insomma,sognavo di essere magra nonostante i due parti ravvicinatissimi,che avessi uno spacco ininterrotto che andava dal monte di Venere al perineo più profondo,che fossi bionda e stolta,che mio marito mi lasciasse arredare il mondo con quei coloracci pop,che cucinassi latte e sofficini,che fossimo tutti felici di guardare la prima serata del festival di Sanremo,commentando voci e vestiti.
No,pensandoci bene,non c'erano proprio i presupposti affinchè potessi arrivare lontano.
Proprio no.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Carissima,
io il camper di Barbie non l'avevo...sai quanto lo desideravo! In compenso avevo una piu' modesta roulotte. La mia barbie non aveva il Ken, ma big jim (che a casa noi lo chiamavamo rachitico perche' aveva le mani piu' grosse della testa), ma barbie lo scarto' perche' era basso...quindi per ovviare all'inconveniente (la mia barbie doveva pur sollazzarsi in un qualche modo) presi un'altra barbie, le tagliai i capelli, le girai la testa stile esorcista (eh, un uomo con le tette, no, meglio la gobba) e le disegnai addosso uno smoking con il pennarello indelebile...Da li' credo che tutti i miei rapporti complicati con gli uomini siano derivati, la mancanza del Ken...avevo la casa di barbie, anch'io usavo i fiammiferini come figli, ma barbie non cucinava (madre degenere). Sognavo tanto, volevo diventare una cantante, volevo scappare con il circo, volevo diventare come barbie, che tutto le riusciva senza praticamente alcuno sforzo...mi piace pensare agli anni '80 come a quegli anni in cui tutto era cosi' bello, facile, roseo come il camper della tua barbie che, in quegli anni sembrava davvero portarci lontano...poi sono arrivate le bratz! ma ci rendiamo conto?Si', mi tengo stretta i miei ricordi!Roberta

La Mora ha detto...

Big Jim...il testosterone fatto pupazzo,era molto più peloso,molto più barbuto,molto più muscoloso e maschio del Ken de noiartri ma,purtroppo,molto più basso e fermo pertanto all'altezza delle marmoree tette della Barbina.
Ho dovuto ripiegare su Ken.
Baci Rob da Eltsinkj...

Fairytale Wedding Planner's Fan Box