sabato 10 gennaio 2009

La bionda in "crisi"


La bionda in crisi,questo titolo si presta a due letture,entrambe esatte.
Sono davanti a una tazza fumante di infuso dal nome bora-bora,anche troppo saporito per i miei gusti teomani (amo coniare verbi,questo sta ad indicare la mania verso il tè),il Doc è di la che compone una melodiosa musica dolce-triste-morbida,ci siamo appena alzati dal tappeto arancione,illuminato dalle stufette elettriche,fuori si appresta a fare buio..ed io rifletto.
Rifletto sempre troppo,sono anni che me lo dico.
A Scanno è stato tutto cosi piacevole e sereno,cosi intimo e rasserenante,cosi sotto controllo: tutti li=io tranquilla.
Ma siamo dovuti tornare.
E mi sono ritrovata di nuovo con la faccia sepolta da Porta portese,a cercare un lavoro che non trovo,per cui non vado bene.
E tiro le somme.Tiro le somme su una vita vissuta come mi pareva,iniziando a fare la pittrice,la artigiana,la cuoca,la frikkettona senza orizzonti,la donna di casa,la operaia,la stronza..soprattutto.
Questo vivere senza regole,sull'onda dei sentimenti e gli stravolgimenti mi ha fatto arrivare a questo punto,che nella società sono pressocche inutile.
Non sono una miriade di cose.Sono solo Simona.
E mentre componevo numeri di telefono di lavori fra i più variegati,mi ritrovavo a distinguere,fra le strane linee che prende la penna sui blocchi,le frasi "non servo..non serve"
E mi sono intristita per il mio inconscio.Mi ha fatto tenerezza pensare che creda che io non serva,che io abbia fatto un pò di tutto,ma che ora mi ritrovi senza saper fare precisamente qualcosa.
E allora un pò ho pianto.Poi ho smesso.E mi sono fatta anche due risate.
Doc,che si vede che studia medicina,mi dice che sono matta come un cavallo,e forse ha anche ragione.
Ma ciò che mi desta più pensiero è,io ora si,mi ritrovo cosi,un pò in difficoltà..ma è pur vero che ho lottato cosi tanto per poter restare quella che ero,per vivermi fino in fondo la vera Simona,quella che non gli basta una vita intera per fare tutto quello che dice,quella che bene o male,sa fare mille cose,se la cava in tutto e parla in continuazione di qualunque cosa.
E quindi,ecco la mia crisi,sorella,essere felice o infelice di quello che sono stata rapportato a quella che sono?

Beh si,forse non sono domande da sabato pomeriggio,soprattutto se fra poche ore,hai una cena con quelli delle medie,e avresti voglia di mostrargli il meglio di te,perchè sei contenta di rivederli.

Credo che..forse..leggendo queste righe..neanche si capirà cosa volevo..e forse,neanche io lo so.So che vorrei scrivere un libro,autobiografico,per non perdermi nulla,delle miriadi di cose che ho fatto,perchè resti quqalcosa,di questa vita spericolata e sregolata,che con un pliè,si è inchinata,si è fatta da parte scivolando lungo il palcoscenico,per fare spazio a questa nuova era,con i capelli un pò più calmi,con una casa quasi normale,con due bambini finalmente al centro,con un uomo più che perfetto per me,e con me,più donna.

La frase della settimana è di Camilla la rouge,che annusandomi il collo ha sentenziato "mama,il tuo odore sa un pò di tè e un pò di polline".Spettacolo.

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