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Se fossi mio.

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L'odore delle tue mani, impresso sul reticolo delle tue vene, posso seguirlo con le mie dita. Ti guardo e mi riconosco. Se fossi mio. Raggiungere la camera e trovarti lì a piedi scalzi, la tua maglietta per dormire, la tua barba così lunga da diventare morbida addosso alla mia pelle. Mangiare con te, camminare, scegliere cosa comprare, una vertigine che colpisce anche il respiro. Se fossi mio. Guardarti guidare e fidarmi sempre. Parlare di noi, di come eravamo. Vederti dormire, sentirti respirare, scorgere le tue braccia spalancate, arrese, disarmate di fronte al piacere. Se fossi mio. Parlare di noi, di come siamo. Sfinirci d'amore e baci. Vedere i tuoi occhi senza difese di fronte all'amore. Cantare e ridere ed essere fuori dal mondo dentro al mondo intero. Se fossi mio. Essere un mondo intero dentro a tutto il mondo. Smarrirci senza spazio e senza tempo e dirci addio ogni volta. Avere una impellente voglia di vivere da respingere ogni dolore, da diment...

Il sospiro

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I tuoni rombano nel cielo d'Ottobre dopo che i lampi hanno illuminato a giorno una sera qualunque di grandine e temporale inaspettati. Nel sole di oggi, nessuna traccia di vento ed acqua ed elettricità. Stamane era un sole senza ombre, caldo e pulito, affogato dentro un azzurro lucido, tipico di un autunno dolcissimo, una stagione che ci traghetta dentro l'inverno senza scossoni nè bruschi cambiamenti. Mi alzo per cambiare i calzini ai miei figli, per osservare la nostra cagnolina raggomitolata accanto a loro, è serena nonostante i vetri contengano spinte e spruzzi di acqua imbizzarrita. Li cambio i miei figli, faccio loro indossare una tuta più comoda, pantaloni e maniche lunghe, guardo fuori il temporale, lo guardo dalla loro finestra, è un temporale diverso dal mio, dalla mia finestra ha un altro aspetto, un'altra violenza, un altro colore. Sarebbe così bello poter scrivere guardandoti addormentato, abbandonato dentro ad un sonno morbido, la tua mano rovesciata su...

Più bella

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Vorrei essere più bella per te. Vorrei chiamarti e chiederti di cosa hai voglia in quel momento preciso. Vorrei sapere di cosa hai fame, di cosa hai sete, quale tessuto vorresti sentirti sulla pelle. Vorrei poter chiamare il tuo nome per vederti mentre ti volti, guardare la tua espressione quando urlo che sono tornata. Vorrei chiederti quale viaggio ti manca, quale bosco non hai camminato e quale pane non hai ancora assaggiato. Vorrei essere più bella per te. Vorrei sapere da te quale concerto non hai visto, a quale spettacolo teatrale non hai assistito, quali biscotti del forno del ghetto di Roma non hai mangiato, in quale mare non hai ancora nuotato. Vorrei sapere quale sport vorresti fare quest'anno e di quale vitamina specifica ha bisogno il tuo corpo. Vorrei che scegliessi il cuscino che ti accolga perfettamente la testa, la crema che ti idrati la pelle più a fondo, la mostra che non sei riuscito a vedere. Ti chiederei quale quadro ti piace di più, quale dischi vorr...

Non preoccuparti amore, nudi e sabato pomeriggio

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Non mi piace andare nei ristoranti, non mi va di spendere soldi per ingurgitare altro cibo superfluo, accumulato già da troppo tempo sui fianchi e sulle cosce ed ora persino sulla pancia, inesorabili tracce di donna in fase pre-menopausa, donna che sta per uscire dal mercato sessuale senza possibilità di appello, chi lo ha chiesto a questa donna in pre-menopausa se vuole uscire dal mercato sessuale? Magari lei ci vorrebbe proprio restare in quel vitale e chiassoso mercato, almeno un altro po', rimandare il momento in cui il suo corpo non sarà più a forma di giovane donna con curve brusche, ma diventerà simile ad un'unica curva, una linea pressochè tonda, con le spalle piene di carne pallida e pesi invincibili. Magari questa donna vorrebbe prolungare la lunghezza dei capelli senza rischiare di diventare patetica, evitare di marcare ed ispessire il trucco, che poi il risultato peggiora, diventa subito una maschera e non un viso truccato. Magari questa donna vorrebbe tratte...

Lo zen e l'arte di gestire un figlio adolescente

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Se vi stanno capitando le seguenti cose con vostro figlio o figlia: - Si rifiuta di bacirvi, lasciarsi baciare, stringere la vostra mano camminando paralleli come un tempo - Si infila le cuffie nel bel mezzo di una vostra discussione accalorata e/o lucida analisi - Subito dopo una vostra battuta in pubblico, vi guarda serio e schifato dicendo:"non fai ridere mamma" - Vi saluta bruscamente lontano dal suo gruppo di amici sussurrando "vai vai ora" - Sbatte la porta della propria camera sul vostro naso - Contesta ogni vostra scelta musicale, politica, culinaria, ideologica, senza argomentare ma scalciando casualmente - Si rifiuta di studiare, apparecchiare, riordinare la camera - Risponde sgarbatamente ad ogni vostra frase o proposta, profferendo sempre l'ultima parola anche se gli intimate di non farlo più, mai più - Mangia schifezze e non sembra saziarsi mai - Si annoia sempre ed ovunque, borbotta e si lamenta senza pause - E' sempre settato su ...

Bambina

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Pioggia e tuoni di un'estate mai arrivata, i vetri tremano, ho freddo, mi piace coprirmi. Mi piacciono i calzini nuovi, l'odore delle mercerie, quando mi passi le mani fra i capelli lasciando tracce e solchi come un aratro nella terra da seminare. Mi piace l'autunno delle estati pazze, un'idea di torta con lo zucchero a velo e le mele affettate sottili, ho preso lo shampoo che usavo quando eravate tanto piccoli, potete usarlo ancora in fondo. Lei piange e trema, vuole starmi sempre addosso, guaisce se mi allontano, dorme accanto a me, viene a svegliarmi di notte per leccarmi un nuovo bisogno sul dorso della mano. Forse vuole dei cuccioli. Forse vuole che quel latte possa nutrire figli. Il fuoco acceso tutte le sere che starò lì con voi, comprare un sacco di legna e delle ciambelline al vino rosso. Respirare quel lago fermo, salire fino in cima alla montagna e guardare, semplicemente guardare. Cadere con una caviglia piegata dentro ad un'orma di fango e zo...

D'estate

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Ho tenuto fra i denti un fiore di campo, apparteneva alla montagna, sapeva di terra e forza. Non voleva cedere al mio morso, chissà quanto vento e quanta pioggia lo avevano cresciuto. L'aria fresca era così sfacciata che pareva uno schiaffo in pieno viso, pizzicava sulla pelle e mi respirava sulle guance. Quel freddo mi piaceva, lo lasciavo addosso fino a che non lo sopportavo più ed i capezzoli erano turgidi e la pelle percorsa dai brividi. Solo allora uscivo dall'ombra del bosco per tuffarmi nella vallata piena di sole d'agosto, mi raggomitolavo sull'erba, sfilavo la maglietta,liberavo i seni, aprivo i pantaloni, il sole mi prendeva tutta, si rintanava nell'ombelico, arroventava il collo, scaldava il petto che è più magro e tutte le ossa intorno allo sterno parevano accendersi. Sulla pancia stava il calore dell'estate e lo lasciavo indugiare come fosse un piccolo lago di luce, fermo e stagnante. Il calore diventava un involucro bollente, scottava sull...