venerdì 24 gennaio 2014

Something stupid like I love you



Il primo amore non si scorda mai, si può amare una sola vera volta nella vita.
Cose che si dicono, qualcuno sarà d'accordo, qualcuno meno.
Sono certa del fatto che essere innamorati ci permetta di guardare l'altro con gli occhi dell'amore, occhi poco obiettivi, occhi di filtro, occhi fallibili.
Occhi così pieni da traboccare e non riuscire a mettere più a fuoco.
Vediamo l'altro con gli occhi dell'amore e quello che vediamo è appunto amore, non l'altro davvero.
Ciò che ci capita dentro agli occhi è forse una massiccia e disperata proiezione del cuore, un rovescio di aspettative, credenze e bisogni, necessità profonde, sconosciute, inconsolabili.
Al contatto con l'oggetto d'amore ci sembra di essere sollevati rispetto al mondo intero, di camminare in un posto migliore, di respirare aria pulita.
Ed invece questo mondo è sempre il solito posto difficile, ma camminarci stando vicino a qualcuno al quale abbiamo affidato il cuore, ci permette di sopravvivere.
Amare è forse un tentativo di sopportare il peso di vivere.
Amare qualcosa di diverso da noi, anche dipingere, cantare o scolpire, o ancora viaggiare per il mondo salvando canguri orfani di madre, ci distrae da ciò che abbiamo davanti, l'esistenza.
Mentre amiamo, dipingiamo, salviamo canguri, siamo intoccabili, forti, irragiungibili.
Finchè amiamo siamo due, non siamo soli.

Non ci credo più nell'amore, smonto subito il teatrino che mi si para davanti, appena questo sembra iniziare, nonostante ciò, è l'unica cosa che ora mi auguro, indecentemente, senza mezze misure, come fa lui quando arriva, inaspettato, violento e stupido, davvero stupido...
l'Amore.

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