giovedì 3 ottobre 2013

Quel tempo



Quel tempo della mattina presto quando l'aria è frizzante e piena degli odori della stagione, del profumo dei forni, del vento carico di promesse, io non ce l'ho.
Quel tempo che è ancora presto e puoi fare cose bellissime come sederti e bere un cappuccino, fare la cacca senza contemporaneamente, allacciare le scarpe ai tuoi figli o scolare la verdura per la sera, io non ce l'ho.
Quel tempo vuoto e lento, senza appuntamenti, pieno di possibilità da vagliare, quel tempo da riempire con una passeggiata in centro, un libro su una panchina, una corsa al parco, la visita ad un museo, una mostra di pittura, dello shopping consolatorio, una fuga al mare, del sesso con l'amante, un massaggio in un hammam con un'amica, io non ce l'ho.
Quel tempo dopo aver portato i figli a scuola, quando hai ancora i capelli spettinati dalla notte, quando non c'è trucco sul tuo viso, quando i muscoli sono molli di sonno e gli occhi pieni di sogni, quel tempo per decidere cosa essere, per rimettersi sotto alle coperte in barba al mondo frenetico, io non ce l'ho.
Quel tempo per andare a fare la spesa al mercato, riempire le buste di frutta e verdura, di pesce fresco da preparare per pranzo con cura ed attenzione, di chiacchiere con le altre persone libere come saresti tu, quel tempo per prendere ricette dalla signora che ti vende i carciofi, per osservare la pasta che lievita sul termosifone, tempo pieno di film da guardare con le ginocchia al petto, raggomitolati sul divano, io non ce l'ho.
Quel tempo in cui la vostra casa è piena di luce ed ha bisogno della tua attenzione e della tua fatica senza controllori, di una fatica che in fondo tu ami perché la puoi gestire, quel tempo in cui torni a casa e ti prepari un caffè, una tisana bollente e pretratti una federa del cuscino, macchiata di rimmel, quel tempo in cui telefoni a lungo ad un vecchio zio e leggi i fumetti sul lettone, quel tempo in cui puoi permetterti di sederti a scrivere senza rubare il tempo a nessuno, io non ce l'ho.
Quel tempo in cui prepari la casa per accogliere tutti quelli che ci vivono insieme a te, in cui la profumi e la rendi casa, un tempo per buttare giù i libri e spolverare li sopra, staccare le tende e riappenderle umide e fresche, ordinare le fotografie e riderne o piangerne un po' e magari, finalmente ordinarle.
Quel tempo per restare zitta, per non fare, immobilizzarsi o partecipare ad un corso di kung fu intensivo, per respirare come gli yogi, per mettersi lo smalto sulle unghie, un tempo senza guidare né parcheggiare, né atrofizzare il piede sulla frizione, un tempo per fare l'uncinetto o cucire una coperta di lana pesante, io non ce l'ho.

Quel tempo che vedo ogni mattina accanto a me, dentro ai visi di quelli che mi vivono vicini mentre io corro e loro, a questa corsa non partecipano, ne restano fuori.

Io vorrei quel tempo, anelerei quello spazio, sogno quell'opportunità tanto lussuosa ed incredibile, resto dentro invece, salgo ogni mattina su quel treno in corsa del quale ogni tanto smarrisco la destinazione.

7 commenti:

Sabrina ha detto...

Io ho perso il lavoro, e sono rimasta quasi un anno in mobilità, prima di trovarne un altro. Credevo che questa pausa di settimane, forse mesi (non avevo idea del macello che c'era intorno) avesse un unico lato positivo : una anarchia di durata indefinita dopo una vita scandita dai ritmi del lavoro. In fondo, mi dicevo, non è una fortuna fermarsi nel bel mezzo della vita lavorativa ? A quale altra generazione è capitato ? Credevo che sarei riuscita a gestire l'ansia; a godermi il lato positivo, in fondo era un ventennio che sognavo di fare la casalinga....e invece no, non so gli altri, ma io appena mi sono resa conto di quanto sarebbe stato difficile, sono precipitata nell'angoscia e ho iniziato a correre dietro a qualsiasi, pur improbabile, possibilità di lavoro. L'anno che sono stata a casa non me lo sono goduto, mi godo di più adesso un pomeriggio di permesso. Per cui se lavori, ti manca il tempo e sei infelice. Se non lavori, ti mancano le sicurezze, e sei infelice. Mi sa che l'unica soluzione è il superenalotto....

silvia ha detto...

Infatti.
Infatti, Sab, non mi sono neanche soffermata a specificare che sogno di poter effettuare la Scelta di non lavorare, non di subirla, altrimenti mi sarei licenziata.
Impossibile godersi qualcosa quando questo qualcosa è un'imposizione che minaccia alla radice, la nostra stabilità, i nostri punti fermi, la nostra famiglia.
Buon lavoro e buon permesso.

Emanon ha detto...

Cara Silvia,
probabilmente in questa fase della tua vita hai la sensazione di avere sempre avuto dei bambini cui badare (nel quotidiano, nell'orario, nell'istantaneo), ma contemporaneamente, dato che li hai avuti ad un'età ragionevole, (ovvero non troppo tardi ma soprattutto ciò che intendo è non troppo presto) hai ancora ben presente come può essere una vita adulta, indipendente dalla famiglia di origine e senza responsabilità genitoriali: quella che ora ti manca.
Non si smette mai di essere genitori, ma con gli anni l'accudimento viene sostituito gradualmente da qualcosa di più dialettico, man mano che i figli crescono.
E inevitabilmente, con i figli che vanno a scuola da soli e che escono di sera e che baciano altre guance, il tempo torna a dilatarsi.
E in quel momento che in molte donne esplode la sindrome del nido vuoto, e in molte coppie il chiacchiericcio querulo lascia spazio a silenzi, e l'organizzazione ad incastro lascia il posto alla noia.
Non bisogna farsi cogliere impreparati e bisogna mantenere la centralità della persona (mamma, nel tuo caso, ma non solo mamma) e della coppia.
Invecchierai con il tuo uomo, a Dio piacendo, non con figli e nuore.

silvia ha detto...

Si emanon d'accordissimo, ma io parlavo di tempo libero, senza lavoro obbligato.
Abbracci grandi e zuppi di pioggia.

Emanon ha detto...

scusa non avevo capito trattarsi di un post di fantascienza :)

silvia ha detto...

Si hai ragione, è proprio fantasy puro!

Anonimo ha detto...

...quest'anno per Natale un dono prezioso a tutti vorrei fare, costruirò un sacco grande, piu' grande di quello di babbonatale e sai cosa ci metterò dentro?, ci metterò dentro il tempo e lo legherò stretto stretto per non farlo volare..................Ciao principessa anche a sognarlo questo tempo ci fa stare meglio baci sof

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