lunedì 21 ottobre 2013

Apologia della banana




Amo mangiare le banane.
Sono però molto esigente in fatto di banane.
La banana perfetta per me, deve essere necessariamente: poco matura ma non eccessivamente acerba, grande e soda, di due marche specifiche, tutte le altre, prive di tali caratteristiche, purtroppo non riesco proprio a mangiarle.
La banana però è infida: esiste un momento preciso per mangiare la banana giusta e spesso questo momento rischia di sfuggirmi.
Compro la banana quando è ancora verde, la sistemo nella fruttiera, ogni tanto le passo vicino e le lancio un'occhiata vogliosa, "troppo presto" mi dico, "troppo immatura ancora", "devo attendere".
Non capisco mai come succeda, ma improvvisamente, passandole nuovamente vicino, mi accorgo che è drammaticamente troppo tardi e non posso più mangiarla.
La banana oscilla, in un leggero squilibrio temporale, dall'essere troppo verde, ad essere eccessivamente matura.
La banana immatura è acerba, allappante, ingrippa i denti, entra nello stomaco e ci resta come ci resterebbe un masso alpino.
La banana matura ha quell'odore puntuto, odioso, è appiccicosa, la sua consistenza è divisa a piccoli blocchi, non è liscia, sembra sempre sul punto di sfarinarsi, possiede un sapore stucchevole e presenta tragiche macchie marroni, che mia madre hai voglia a dirmi essere "solo zucchero" quando ero bambina,(lo dico anche io ai miei figli ora e continuo a non crederci), ma sono davvero odiose, filamentose, indeglutibili.

La banana è come certe cose della vita, per un bel pezzo è troppo presto, ad un certo punto è troppo tardi.

Tutto sta nel cogliere il momento esatto.

E non lasciarsi sfuggire la banana giusta.

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