lunedì 16 settembre 2013

Soddisfazioni e momenti difficili



Con i figli e grazie ai figli si raggiungono momenti di estasi e felicità estrema, sono momenti intensi e bellissimi ma davvero fugaci, il resto del tempo è fatto di fatica, paura, dolore, preoccupazione, stanchezza, noia, sonno arretrato, nervi scossi, attacchi di panico, sensazione di nausea, secchezza delle fauci, alito pesante.

Sono momenti pregni di patos quando:

-Siete tutti stipati in macchina, destinazione mare, gonfiabili già gonfi che ingombrano lo specchietto retrovisore e di conseguenza ridotta visibilità alla guida, la temperatura interna dell'abitacolo si aggira pericolosamente intorno ai 50 gradi, non cè un parcheggio neanche a pagarlo oro incenso o mirra, e loro si prendono a zoccolate, morsi e sputi bagnati, urlano: "quanto mancaaaa perché non scendiamo, perché non parcheggi? vogliamo farci il bagnooo" e contenuti affini.

-Giungete tutti ad un concerto, dopo mesi di attesa, prendete posto, vi sedete cercando di non fare rumore, la musica inizia, voluttuosa e bellissima ed uno dei due, o nei casi più fortunati, entrambi dicono ad alta voce:" devo fare la cacca, ora" perché loro devono sempre fare la cacca ora, non dopo, proprio ora, anche se sei nel momento clou della cerimonia della tua amica del cuore, appena arriva il piatto di pasta fumante ordinato al ristorante, mentre siete sdraiate a prendere cinque minuti consecutivi di sole sul lettino, mentre dormite la domenica mattina all'alba, durante i velocissimi preliminari pre-coito mentre avete affidato due minori nelle mani scriteriate di Peppa pig chiudendovi disperatamente a chiave nella camera patronale.

-Tornate da una cena lunghissima, in piena notte ed i cuccioli si sono addormentati, ve li caricate in braccio, uno per uno (con tre e multipli di 3 come si fa?)e non trovate le chiavi o meglio non avete le mani per rimestare nella borsa, i bambini iniziano a scivolarvi dalle braccia, vi incollate al muro ed il fiato vi si spezza, avete la netta impressione che rimarrete lì, come gechi inermi, fino all'indomani mattina quando il primo condomino aprirà il portone scoprendovi abbarbicati sui muri limitrofi ad esso.

-Vi rispondono, davanti a tutti in malo modo, con frasi del genere:" ma che stai dicendo? neanche per sogno, giammai, scordatelo, faccio come mi pare, non mi va, non ci penso proprio, ma vattene a quel paese" e così via , così discorrendo.

-Non escono dal bagno in mare e voi, che siete partiti pazienti e comprensivi, con il tono di voce e l'appeal di Maria Montessori, raggiungete presto l'apogeo educativo urlando come forsennate, gli occhi fuori dalle orbite, le mani che si agitano e frasi truculente che vi escono dalle corde vocali quasi in maniera autonoma:" appena esci vedi, ti spezzo, ti rompo le braccine, ti do fuoco ai giochi da spiaggia, il gelato te lo metto per cappello, al mare non ci vieni più, se entro in acqua giuro che ti affogo" e tutti i bagnanti ti fissano mentre camminano sul bagno asciuga con malcelata espressione ripugnata.

-Sotto l'ombrellone apri la borsa frigo contenente meraviglie culinarie preparate nottetempo e loro arrivano delicati come elefanti fra i cristalli di Boemia e riempiono l'insalata di riso ed i cannelloni ripieni, di quintali di sabbia croccante.

-Fra i ben 34 tipi di gelato disponibili in quel bar e dopo una fila interminabile, loro volevano proprio il gelatino barrato con la X nera ed ora piangono disperati bloccando la fila ed attirando strali e sortilegi di ogni sorta, da parte degli altri avventori.

-Tirano i sassi sulla macchina nuova e scintillante di un caro amico, quando vomitano sul tappeto della casa di tua cognata appena inaugurata, quando si ammalano durante il tuo giorno di ferie programmato con la tua storica amica, quando si attaccano ai tuoi elegantissimi pantaloni bianchi con le manine impiastricciate di cioccolato, sugo di ragù modenese, ciliegie e frutti di bosco e sottobosco.

-Durante una cena con molti estranei, in una situazione formale ed elegante, voi narrate un simpatico aneddoto e loro gridano: "non è vero non è andata così" mortificando la vostra capacità narrativa nonché la vostra credibilità, d'ora in avanti, fortemente messa in discussione.

-All'interno di un ipermercato gremito, mentre voi tentate di ricordare chi siete e cosa dovreste comprare, dove avete messo la tessera amica, quale sia il codice pin del bancomat, se c'è realmente qualcosa dentro a quel bancomat, dove avete parcheggiato la macchina, se avete preso dal portabagagli le buste ecosostenibli, come farete a scaricare la spesa visto che siete sole e senza ascensore, loro ripetono ad ogni scaffale, ad eccezione di quello farmaco-sanitario:" me lo compri per favore, ti pregooo"

-Quando scappano via ad ogni indumento che riusciate a far loro indossare tentando di bloccare i loro quattro arti indemoniati, la mattina quando è tardi,(stranamente è sempre tardi), e vi dovete rialzare ogni volta per riafferrarli al volo fra la mutanda e la maglietta, fra la maglietta ed i pantaloni, fra i pantaloni ed i calzini...(sarà, ai più chiaro, quanto d'inverno possa essere decisamente tutto più complesso).

-Fuggono, si allontanano, corrono via da voi e vi lasciano nel panico più nero per alcuni minuti lunghissimi.

-Spalancano la porta di ingresso (in questo caso di uscita)perché non vedono l'ora di andare al parco e voi siete ancora nude, con la maschera al kiwi sulla faccia, le pantofole sdrucite, e buona parte degli abitanti del condominio si trova sul ballatoio per andare alla santa messa della domenica mattina.

-Si svegliano come se fosse mezzogiorno nel cuore della notte o dopo un'ora di favole e ninne nanne e già pregustate il libro, la doccia, la stasi orizzontale, vi appropinquate verso l'uscita della cameretta e loro:" dove vai mamma, sono ancora sveglio!"

-Urlano come forsennati, emettendo bava dalla bocca, spalancando la gola ed il velo pendulo, sudando e sbattendo i piedi, perdendo muco dal naso, fingendo soffocamento da tracheotomia e perforandoti i timpani, solo perché la pizza la volevano bianca e non rossa mentre il giorno prima l'avevano voluta rossa e non bianca.

Ero una madre perfetta fino al giugno del 2005, dopo di che, avvenne lo sfacelo.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

siamo tutte mamme perfette...dei figli delle altre!!!!! auguri benvenuta nel club!non disperare, cresceranno e saranno uomini splendidi. bac sofossocanti...

silvia ha detto...

Grazie tante per il sostegno...mamma!

Beat ha detto...

ahahahah grazie perchè riesci sempre a farmi sorridere mentre mi mostri con lucidità quello che mi aspetta!! :) ahahaha! io sono già disperata così...a solo 5 mesi e mezzo! pensa te!

pietrino ha detto...

Fantastico. ..

Mamma Avvocato ha detto...

100% vero!!!!
Però, dai, i momenti di felicità pura, soddisfazione e amore che ti riempie il cuore non sono così rari!!!
O forse e' perché il nano e' ancora piccolo???!!

Emanon ha detto...

Tutto molto condivisibile.
Tutto vero e sperimentato.
A Silvia questa volta è piaciuto vincere facile.
Indubbiamente un post che ha raccolto un buon numero di lettori e soprattutto commentatori: proprio perchè ognuno ha vissuto tutte o quasi tutte queste situazioni e oltre a riconoscersi dà e trova solidarietà consolatoria.
Anche indiretta, e sto pensando al proprietario del tappeto.
Un pò poco citato il ruolo del tuo Lui, che troviamo impegnato unicamente nei convulsi preliminari al coito.
Così si ingenera una subliminale ostilità verso chi, anzichè condividere cacche, vomiti, piagnistei e dilazioni alimentari e cinematografiche, viene abbandonato dall'immaginazione a
pensare alla campagna acquisti deludente o alle cosce della cognata, o a scambiare lubrici sms con la segretaria o più banalmente a fissare la farsa familiare con espressione ebete.
Invece ce lo disegni con i pantaloni abbassati su calze Burlington a scacchi verde blu, alle prese con il gancio del tuo reggipetto mentre tenta di mantenere un'erezione decente in termini di angolo formato con l'ascissa rappresentata dal materasso, il tutto trovando il tempo di mandare uno sguardo ammirato al poster di Erode che ha appeso accanto al calendario "macchina 2 posti in un altra vita"

Silvia ha detto...

Carissimissimi tutti commentanti e non.
Mi fa piacere ed un pò mi dispiace per chiunque si sia sentito vicino a questo post per ovvie ragioni di "tirocinio o praticantato obbligato".
Non credo volessi vincere facile, spesso scrivo cose banali e condivisibili, spesso noiose e sofferte, altre provocatorie e divertenti (spero), ma sempre con la stessa spinta iniziale:un'immagine che voglio raccontare, descrivere a parole, qualcosa che mi tocca, che mi riguarda, che mi assomiglia, che mi tormenta.
Il padre di questa situazione vive le stesse identiche cose e con la stessa medesima stanchezza, è lì o non è lì poco cambia, siamo nella stessa barca, abbiamo voluto la stessa bicicletta e pedaliamo insieme, a volte controtempo, a volte con le ruote sgonfie,a volte con il vento fra i capelli (chi più chi meno)e soprattutto, caro emanon, ignora cosa siano le calze Burlington.
Baci stropicciati come il mio cuore stamane.

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