lunedì 23 settembre 2013

La Strategia manchevole


Manco di strategia, non ne possiedo, evidentemente non l'ho ricevuta in dotazione.
Non conosco strategie di sorta, manco di tattica, improvviso, vado a braccio da 38 anni, e questo braccio non è che mi abbia portato sempre in luoghi meravigliosi, c'è da riconoscerlo.

Non rifletto, non pianifico, non prevedo, non capisco ancora bene il meccanismo di causa-effetto, ignoro la relazione, neanche troppo sottile, che esiste fra le azioni e le conseguenze, sono ferma ad uno stato primordiale, piò o meno collocabile fra i primi due-tre anni di vita.

Le cose mi accadono ed io accado alle cose come un accidenti, inciampo negli eventi, mi espongo, rischio, mi mordo le mani, rotolo, mi lancio come un cataclisma, parto, "pio e parto" si dice a Roma.

Non ho strategie in amore, amo.
Non ho strategie musicali, ascolto.
Non ho strategie seduttive, seduco.
Non ho strategie comunicative, dico.
Non ho strategie sessuali, faccio l'amore.
Non ho strategie tecnico-professionali, accolgo i bambini.
Non ho strategie di lettura, divoro i libri.
Non ho strategie fotografiche, scatto.
Non ho strategie culinarie, cucino.
Non ho strategie educative, tento.
Non ho strategie di danza, ballo.
Non ho strategie alimentari, mangio.
Non ho strategie contro il dolore, soffro.


Ho poche certezze, scarsi capisaldi, nessuna risorsa militare, alcuna regola, possiedo un ordine disordinato, dentro di me regna il caos, vivo sempre in mezzo alla bufera dei miei sentimenti, resto agganciata all'altalena delle mie emozioni, ho una sensibilità acuta ed animale, sono un'incontinente emotiva molto probabilmente, una cavalla pazza.

Necessito urgentemente di molteplici ore trascorse a giocare a Risiko, una buona volta tentando di invadere la Kamchatka piuttosto che fissarmi estasiata, sul colore brillante dei carri armati.

3 commenti:

Emanon ha detto...

Bel post.
Fa riflettere.
Apparentemente un outing autoaccusatorio o autocompiangente, un autodafè (nel senso storico di confessione ed abiura, ma anche nel senso letterale di atto-di-fede, di consapevolezza in ciò che sai di essere).
La strategia è da definizione la messa in atto di azioni conseguenti l'una con l'altra, ognuna dal risultato incerto, per arrivare ad ottenere, con prospettiva altrettanto incerta, un esito auspicato. In parole povere un obiettivo.
Però la mancanza di strategia non credo voglia significare, cara Silvia, che tu non abbia identificato i tuoi obiettivi.
Significa forse che ci arrivi in maniera diretta, senza i passaggi di cui dicevo: alla fine il libro lo leggi, l'amore lo fai, ballare balli, cucinare cucini.
D'altro canto pensando alla stategia gli esempi che la rappresentano sono improntati alla negatività: Hitler aveva una strategia (di dominio e genocidio), come Machiavelli (di potere), Casanova (amatore che non amava), Iago (di paranoia).
La stessa strategia amorosa, che sembrerebbe una cosa bella, non può a mio avviso costruire nulla di durevole se non supportata da sentimenti che affiorerebbero in ogni caso.
Infine, la tua descritta instant life, il vivere giorno per giorno, a braccio, magari è sdolo una forma consapevole del carpe diem, dell'apprezzare l'attimo fuggente, non un pericoloso affidarsi ai mulinelli della corrente come una paperella di gomma in una vasca cui qualcuno abbia tolto il tappo.

silvia ha detto...

Caro emanon ti risposi subito ma il web decise di cancellare il mio commento.
Non sarò mai in grado di scriverlo come prima, perciò ora ti tocca questo:
quando ci sono di mezzo io, l'autocommiserazione spunta come erba gramigna, me piace proprio autocompiangermi, mi piace molto anche l'abiura, indubbiamente.
Però ti confesserò una cosa, sono davvero arrabbiata con me e non in maniera superficiale, giusto per poi tornare a dirmi: "si però sei fantastica" no, ora no, ora voglio guardarmi in faccia. e sputarmi volendo.

Emanon ha detto...

Guardarti in faccia e sputarti.
Posso aiutarti, io non mi piaccio per cui la tecnica potrebbe venirmi buona.

Per guardarti in faccia devi usare uno specchio, quindi avevo ragione, questo post fa riflettere.
Ma se contemporaneamente ti sputi, sputi solo alla tua immagine, non vale.
Per sputarsi in faccia da soli bisogna sputare controvento o da un finestrino di treno.

Se invece tu conti di guardarti in faccia e di sputarti allo stesso tempo il modo più pratico è quello di sputare verso l'alto (contando sulla forze di gravità) guardandosi in un postribolare specchio posizionato sul soffitto, la cui presenza, salvo essere un residuo da inquilini precedenti, denoterebbe una vita sessuale tutt'altro che banale.

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