lunedì 17 settembre 2012

Il punctum

In un bellissimo libro sulla fotografia, "la camera chiara" Roland Bathes,afferma che nelle foto, sono presenti uno studium ed un punctum. Il primo provoca reazioni razionali in chi guarda la foto. Il secondo accende la parte emotiva, colpita da un particolare. Il punctum è applicabile un pò ad ogni cosa della propria vita, il punctum è il centro vibrante dell'esperienza che vivi, vedi, sperimenti. Il punctum è la summa delle sensazioni, il riassunto estremo dell'esperienza emotiva, il battito che accelera, il respiro che si fà più consapevole, la pelle percorsa dai brividi, l'occhio che si accende in un guizzo di curiosità ed appagamento. Il punctum può essere scoprire che qualcuno abita e stende i panni dentro la Piramide cestia al centro di Roma,l'odore del fazzoletto di tuo nonno messo nel taschino,una frase dei tuoi bambini che ti ha torturato per tutta la notte, il punctum di "Up" il cartone animato è certamente rappresentato dalle due poltrone o dalle mani dei due innamorati sulla cassetta della posta,il punctum di una musica può essere un dirompente rullìo di batteria che sale all'improvviso. Il punctum è il dito che ti si ficca nello sterno a pungolarti l'anima, è il tarlo nell'orecchio, è la stimolazione dell'istinto, dello slancio, della reazione originale, fuggita al controllo della mente. Il punctum è il cavallo pazzo che esce dal recinto, ciò che ti capita mentre tu lo stai a guardare, perchè ciò che ti capita può assomigliarti più di ogni cosa che hai lasciato che ti capitasse. Il punctum è la direzione che prendi, quando te ne eri prefissata un'altra, è un luogo dove corri a rifugiarti anche se tutto il mondo ti direbbe che è sbagliato, che così non si fà. Il punctum è la parte innata, animale, ancestrale che trascina i tuoi occhi nei punti più nascosti di Roma, dentro ad un bicchiere di crema di latte senza latte ed un bricchetto per il caffè, il punctum è fra i bottoni slacciati di una camicia su un gradino di fronte ad un sogno dove nuotavate pieni di sole e d'acqua. Il punctum è una carezza che ti resta odorosa addosso, anche se ti muovi poco poco, due parole che ti hanno fatto piangere senza che ne capissi davvero il motivo, il punctum è cercare un posto dove aspettare che spiova, tenendosi stretti, raccontarsi tutto e niente barcollando sui tacchi, il punctum è una colazione troppo burrosa con le gambe allacciate, una voglia implacabile di raggiungersi con delle parole, o con delle immagini di cose che insieme non vedrete mai e lo sai benissimo. Il punctum è qualcosa che succede a prescindere da te, con dentro tutta te. Lo studium è tornare a lavoro e fingere che non sia successo niente, con dentro pochissima te.

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