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La bellezza

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Non credo di averci fatto troppo caso finora. Non ci prestavo granchè attenzione, né su di me, né fuori di me. Giravo per il mondo (purtroppo un piccolo pezzo di mondo)con degli improbabili sandali con annesso calzino bianco, capelli fuori controllo, maglioni infeltriti da uomo extra large, scarponi sbucciati, vestitoni che piombavano nelle pozzanghere e nei fossi che incontravo. Non ho mai avuto gioielli, né li ho in nessun modo desiderati, non ho mai posseduto fazzoletti, ombrelli, orologi. Non ho mai valutato l'estetica, la bellezza di qualcosa, mi pare di aver osservato per anni, esclusivamente le persone, i loro gesti, fatto attenzione solamente alle parole ed agli sguardi che gli altri si scambiavano. Per quasi una vita non ho cercato la bellezza, ero storta, scoordinata e dinoccolata. Per quasi una vita sono stata distratta, stropicciata, trasandata e "triviale" come mi diceva mia nonna. Per quasi una vita mi sembrava tutto raggiungibile se solo avessi v...

La sindrome parentale post partum

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Nasce un bambino. L'intero clan che circonda il neonato ed i neo genitori (non dimentichiamolo mai, insieme ai figli nascono anche i genitori), impazzisce. I nove mesi di attesa e paure, di aspettative e dolori, di mutazioni e scariche ormonali incontrollate, i malesseri, i rigonfiamenti, le abbuffate, il sonno molesto, il vomito, i seni straripanti, l'interruzione del lavoro e della vita di sempre, l'assenza di sonno, lo stop allo sport per chi lo faceva prima di restare incinta, l'impossibilità di allacciarsi le scarpe e sopportare l'odore del caffè, la fatica biblica del solo alzarsi dal letto senza rotolare come una palla rimbalzina, il sesso comunque meno spensierato, meno presente, il sesso meno in generale, le minacce d'aborto, le minacce di parto prematuro, le analisi, le visite, le ecografie, i dubbi, tutto questo, evidentemente non basta. Il gruppo, il coro, gli altri, quelli che si trovano intorno alla coppia che prolifera, non si accontenta. A ...

Da dove vengono le caccole

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"Inconsapevoli bugie" Tu: "Mamma quando crescerò ti sposerò, avrò solo te, neanche nessuna" "Sintassi infantile" Tu: "Io vado in bicicletta ma con senza rotelle!" "Dov'ero prima?" Tu: "Dove ero quando non ero nato?" Io: "Dentro papà, nel suo amore, nei suoi baci, poi me li ha dati ed ha messo il tuo semino dentro me" Tu: "Dentro dove da papà?" Io:" nel suo pisellino" Tu: "Oddio ed ogni volta che faceva la pipì mi scaricava nel water!" Io "No amore, non ti scaricava mai..." Tu: "E lo vedevo io?" Io: "Cosa?" Tu: "il pisellino di papà da dentro" "Minacce d'ospizio" Tu: "se mi sgridi ancora, da grande non ti sposo più e ti lascio sola per sempre" "Profumi" Tu:" Si sente di più il tuo profumo di mamma quando ti metti il pigiama, non ti vestire" "Errori fonologici" ...

Perchè i miei occhi e tu

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Perchè: stare vicino a te è ancora la cosa più faticosa e stancante della mia vita ogni gioia l'hai trasformata in paura od in dolore ogni dolore è stato un'assenza lancinante davanti alla scuola elementare, a cinquant'anni, sei quello che appare più smarrito di tutti perchè non mi hai mai difesa perchè mi hai sempre amata senza mai sapermelo dimostrare perchè non sai farmi un complimento perchè vorresti un terzo figlio da noi due nonostante tutto perchè ogni cosa che ho cucinato per te non andava bene perchè hai addosso un senso di morte e di fallimento che schiaccia ogni altra pulsione possibile perchè non hai mai poggiato una mano sulla mia pancia quando conteneva i nostri figli perchè non mi hai mai consolata perchè avevi il terrore che ti lasciassi e per questo non hai fatto che cacciarmi perchè non ti sei mai preso cura del mio entusiasmo perchè borbotti, bofonchi, inveisci e brontoli senza sosta perchè non hai mai saputo sorridermi ...

Cambi di stagione ed altre sventure

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Sei in piedi davanti all' armadio, con uno sguardo trasversale abbracci anche il contenitore sottostante il letto, le cassettiere, i bauli, i cestini di vimini, le scatole di bambù, i recipienti di latta, il contenitore dei panni sporchi, i cassetti con le rotelle, le armadiature dei bambini, i soppalchi, i comodini e pensi, con un brivido lungo e compatto che ti strapazza la schiena:"devo fare il cambio di stagione". Sono frasi brutte da dirsi, di prima mattina, solitamente durante il fine settimana,senza mezze misure (mezzo metro, mezzo centimetro, mezzo chilometro, sono mezze misure?)ed allora decidi di partire, andare, decidi che non si può più rimandare, che a Maggio, i tuoi bambini non possono più girare con il piumino ed i maglioni di cachemire. Basta ai calzini da montagna, ai cappelli pungenti, alle sciarpe lunghissime, ai guantini sempre spaiati, alle canottiere di lana, basta ai plaid sul letto, ai piumoni invernali, ai pile soffocanti ed al termocuscino d...

La fase oscura

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Esiste una fase nella vita di un bambino (almeno del mio)che la maggior parte dei testi di psicologia dell'età evolutiva, ignora. Esite una fase difficile nella storia di un pargolo, che quasi la totalità dei manuali di neuropsichiatria infantile, non menzionano, non nominano, non affrontano. Esiste una fase che non conoscevo, una fase che non avevo messo in conto e che ora mi chiama a gran voce e dice più o meno così:"sono arrivataaaa, piombata nella tua vita di madre ignara, guardami, ci sono, occupati di me, sarò la tua nemesi" la parola "nemesi" viene pronunciata con un tono da lupo cattivo che iperarticola con la bocca tonda e grossa. Mi trovo nel pieno di questa fase inaspettata, una fase che ha modificato il mio dolce figliuolo, rendendolo un rompicoglioni atomico, tormentato, tormentoso, lagnoso, arrabbiato, polemico, scontroso, imbronciato, sfidante, maleducato, piagnone, rinfacciante. Mia nonna definiva l'adolescenza come "l'età della ...

Ode alla sabbia

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I ricchi, a quest'ora hanno già prenotato le vacanze estive. Dieci giorni a fine giugno, temperatura mite, giornate infinite, pochissime persone, isole da stuprare e scoprire da soli, barche da parcheggiare a pochi metri dalla costa, la possibilità di navigare con il vento in poppa, scalare montagne silenziose e brillanti. Poi altri giorni a luglio da godersi nei luoghi opposti al primo, se è stato mare sarà montagna e viceversa , poi ancora agosto nella residenza estiva di famiglia, lontani dal clamore, dalla confusione, dal disordine dalla calca. I poveri, a tutt'oggi non hanno idea di cosa potranno fare ad agosto. I poveri vanno quasi sempre in vacanza ad agosto, sono obbligati dai turni festivi, dai propri lavori. I poveri aspettano l'ultimo momento quasi sperando possa accadere qualcosa, un invito inaspettato, un'offerta last minute, un'occasione. Invece di solito, dopo un anno intero passato a faticare, due mesi di centri estivi costosissimi dove lasciare i...