I fiori e le cicche



Quando sei arrivato, nel mio giardino c'erano tantissimi fiori colorati, esplosivi, disordinati, di tante forme, di varia origine.
Erano fiori appena sbocciati, qualcuno era solo ancora una gemma, una bellissima gemma turgida e fresca, giovane e brillante.
Quando sei arrivato, il mio giardino era caotico, abbandonato, non curato, confuso, straripante, esagerato, selvaggio.
Il mio giardino non assomigliava ad altri giardini, era più rumoroso, meno geometrico, con radici fragili, esposto al vento, il mio giardino era capace di illuminarsi anche di notte, non c'erano orari perchè brillasse o vibrasse al suono dei grilli d'estate.
Quando sei arrivato, nel mio giardino, hai iniziato a gettare cicche in tutti i vasi.
Uscivi in giardino e spegnevi le tue sigarette direttamente sulla terra e sulle foglie, schiacciavi il tuo filtro succhiato, fino a seppellirlo in fondo, lanciavi cicche fino a coprire interamente i fiori, la corolla, il pistillo, il vaso, i cespugli tutti.
Lentamente ho smesso di curare i miei fiori, non li ho più messi a dimora alla fine dell'autunno,non ne ho più comprati di nuovi neanche quando arrivava la primavera.
Lentamente i fiori sono morti, seccandosi e curvandosi su loro stessi, piegati dal fuoco, dalle cicche, dal fumo offensivo.
Il mio giardino è diventato deserto, la terra è stata sostituita da lastre di cemento grigio, non c'era più gusto ad apparecchiare,ad accendere candele, ad allestire cene appetitose.
Quel giardino non piaceva più a nessuno, non appariva, non dava nell'occhio, era diventato anonimo, perfettamente controllabile, nessun ladro lo avrebbe assaltato, nessuno avrebbe più tentato di coglierne una foglia, di respirarne il profumo.
Il mio giardino non era più un giardino ed io avevo quasi dimenticato di averne avuto uno.
Con gli anni ho timidamente ripreso a seminare piccole piantine, economiche, microscopiche piantine, e tu hai immediatamente ricominciato a spegnerci ed a gettarci le tue cicche.
Ogni mattina le raccoglievo e le gettavo via, proteggendo i teneri fiori che tentavano di crescere, di cercare il conforto dell'acqua e la luce del sole.


Non potrò più avere un giardino, non potrò riavere indietro quelle piante fiorite e colorate, non potrò più invitare le persone care per goderci tutti insieme il fresco e la fioritura arrendevole, non potrò più camminare a piedi nudi su quella terra grassa e morbida, piena di promesse e potenza, ma questo angolo di balcone profumato, questo piccolo spazio verde sospeso, questo spicchio odoroso di fiori e piante aromatiche, sarà completamente libero dalle cicche, vivrà tenace e custodito da me, che ogni sera mi siedo a guardarlo, e che ad ogni alba mi pare più bello.

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