martedì 4 ottobre 2016

L'umanità soffre ed io non sono da meno


C'è chi va a correre tutte le mattine al parco, che nevichi o sia la vigilia di Natale, che diluvi o ci siano quaranta gradi all'ombra, sempre, inderogabilmente.
C'è chi si tatua dappertutto, ogni centimetro di pelle, martellandosi collo e natiche con aghi ed inchiostri.
C'è chi spende ogni centesimo dei proprio soldi ed ogni minuto del proprio tempo, per comprare, lucidare, sostituire, pulire ed esporre la propria macchina d'epoca.
C'è chi partorisce otto figli uno dietro l'altro, chi fa la spesa in sedici posti diversi basandosi su una speciale mappatura dei prodotti al miglior prezzo (l'aceto bianco solo da Carrefour, lo zucchero solo da Lidl, il trancio di speck unicamente all'Ipercoop).
C'è chi ingrassa a dismisura, mangiando continuamente roba schifosa e fotografando ciò che mangia,gente che arriva a pesare più di 100 chili già a vent'anni e non può più correre nè allacciarsi le scarpe, chi è talmente magro da non riuscire a camminare perchè mangia poco o nulla e quel poco o nulla, spesso lo vomita.
C'è chi mangia solo derivati della terra e bacche di goji, chi si fa la piega dal parrucchiere ogni mercoledì senza deroghe, chi ingurgita sacchetti di liquirizie purissime e fuma in qualsiasi momento.
C'è chi si fa applicare sulle unghie gelatina spessa come un tappo di sughero e piena di glitter.
C'è chi è fissato con la saga di Star Wars e chiama il figlio Anakin, chi beve solo acqua e digiuna ogni mercoledì.
C'è chi va in chiesa con la propria comunità per stare tutti insieme due volte a settimana e pregano e si sostengono e mangiano a quattro ganasce chiamandola agape.
Cè chi si imbottisce di farmaci per qualsiasi sensazione avversa provi, e chi rifiuta una semplice tachipirina anche con 40 di febbre.
Ci sono uomini che non smettono di dire "è mio" da quando avevano 4 anni ed ora sono pieni di rughe e lo credono ancora.
Ci sono donne che riescono ad impiegarci un quarto d'ora per descriverti come desiderano i colpi di sole stavolta.
Ci sono gli appassionati dei manga, quelli che sanno tutto di calcio, anche chi era schierato in panchina ai mondiali del 1982.
C'è chi dorme fino a mezzogiorno e chi alle sei è già in piedi persino di domenica.
C'è chi la mattina non rivolge la parola a nessuno se non beve tre caffè a distanza di un quarto d'ora uno dall'altro, chi è abbonato alla rivista "Carpe e pesci di lago" e non parla d'altro.
C'è chi si sballa con qualsiasi tipo di sostanza, alcol, cocaina, pasticche e non è quasi mai lucido, c'è chi pratica yoga ad ogni alba e ad ogni tramonto, chi fa zumba e cross fit e kikbocking nell'arco della stessa giornata e non gli basta lo stesso.
C'è chi ha un senso di insoddisfazione tale da credere di diventare potente se diventa la donna di un pover'uomo, e si atteggia a padrona di un potere talmente ridicolo da risultare penosa.
Ci sono starlette e malati di protagonismo, uomini pieni di senso d'inferiorità da sentirsi grandi se minacciano, rinfacciano e sorvegliano.
Ci sono adulti che giocano a fare i grandi ma sanno solo scimmiottarli e di grande non hanno niente.
Ci sono quelli talmente nascosti dietro ai meccanismi di difesa che se un giorno dovessero incontrarsi davvero con sè stessi, si ucciderebbero all'istante.
Ci sono persone che mentono continuamente, altre che collezionano solo cose maculate, o francobolli ordinatissimi dentro plastichine rigide o mucche di gomma.
Ci sono quelli che puliscono fino allo sfinimento la propria casa, ogni angolo, ogni oggetto.
Ci sono quelli che disinfettano, sterilizzano, impediscono ai propri figli di correre per il terrore delle malattie.
Ci sono quelli che fanno crescere i propri figli dai genitori anziani e poi muoiono figli senza mai essere diventati madri o padri.
Ci sono quelli che usano per una vita intera lo stesso ammorbidente senza mai aver provato la curiosità di annusarne uno diverso.
Ci sono quelli che riempiono gli armadi di un numero imprecisato di camicie di qualsiasi tonalità o foggia, quelli che viaggiano di continuo e quelli che non sono mai andati da nessuna parte.
C'è chi segue la propria squadra in qualsiasi occasione, ascoltando la radio, andando allo stadio, vestendosi con i nomi dei propri calciatori preferiti stampati sulla tuta, quelli che piangono per una sconfitta in campionato o discutono per ore su cosa avrebbe dovuto fare la Lazio per vincere o chi avrebbe dovuto schierare sulla fascia sinistra.

Ognuno di noi sceglie, si muove e corre verso qualcosa che gli sembra importante, indiscutibile, vitale per la propria esistenza.
Ognuno di noi difende, si affanna e costruisce i propri giorni, in nome di ciò che gli sembra fondamentale raggiungere od accumulare.

Di vitale credo, ci sia solo il disperato tentativo di sopravvivere ancora un pò.

2 commenti:

Massimo ha detto...

"La vita non è altro che un’ombra in cammino; un povero attore che s’agita e pavoneggia per un’ora sul palcoscenico e del quale poi non si sa più nulla. È un racconto narrato da un idiota, pieno di strepito e di furore e senza alcun significato."
Silvia come Lady Macbeth
Per una volta non sono riuscito a collegare il testo con l'immagine della tipa sciamannata e smutandata. Forse si agita e pavoneggia per nulla.
Cara Silvia, hai compreso nel tuo testo tutta l'umanità, ognuno si riconosce in qualcosa.
Anche io soffro per l'Inter, colleziono cose, corro il Sabato...
Cosa si fa per non pensare alla morte. E dire che per come si vede giocare l'Inter ultimamente a San Siro la morte non è così una cosa malvagia.
Cosa si salva? I baci e gli abbracci.

silvia ha detto...

La smutandata pavoneggia per nulla, cerca di stupire, di farsi guardare e fotografare, per nulla si.
Restano sempre le sue mutande, la sua bellezza, i suoi difetti.
Per non pensare alla morte e sfuggire al dolore, renderlo più sopportabile ci si convince che un nuovo cellulare possa aiutarci.
Inter nel cuore, un interista andrebbe sempre difeso, come un romanista, vita dura.

Si, si salvano solo gli abbracci ed i baci.
Il blues della vita si allenta e diventa musica.

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