venerdì 11 luglio 2014

Un'altra estate




Se l'amore fosse la somma esatta risultante da numeri aggiunti, corretti e giusti, sarebbe perfetto.
Se l'amore fosse quello più quello uguale questo, non ci sarebbero intoppi.
Se l'amore fosse matematica che da secoli non è un'opinione, filerebbe tutto liscio.
Certamente però, non sarebbe amore.
Non lo so davvero se esista in senso stretto qualcosa di tanto grande come amare, quanto sia una proiezione di noi, uno specchio nel quale riconoscerci, un'allucinazione a due, un bisogno disperato, una convenzione sociale, un'epidemia molesta di libri, film e canzoni.
Non capisco davvero quale possano essere le coordinate reali di un amore.
So solo che ogni volta che ho voluto crederci, poi non è accaduto.
Mi sono comportata da innamorata, ho detto e fatto cose da innamorata, ho sentito emozioni assimilabili all'innamoramento ma non lo ero infondo a me, dentro a quel cumulo nero che non conosco bene, quella voragine che sono io, quella donna di trentanove anni senza pace, quando speravo di essere innamorata ero come parzialmente presente, in parte esclusa, ero come qualcuno che tenti di trascinare un mulo recalcitrante, qualcuno che si impunti, provi a convincerlo, lo minacci, qualcuno che per lunghi tratti abbia anche creduto di averla spostata questa bestia testarda, ma il mulo aveva solo cambiato posizione e non era andato da nessuna parte, non si era incamminato neanche spinto da una ciotola di acqua fresca o di cibo succulento.
Ho masticato e sputato via il cuore di qualcuno che era amabile e sincero, ho masticato e sputato via anche il mio ogni volta che è successo.
Quando ho amato, ancora una sola volta nella mia vita, il mulo galoppava per strade che mi spaventavano, lungo percorsi sconosciuti, dolorosi, pieni di sassi, strade che razionalmente non avrei seguito, il mulo correva a perdifiato, indomabile, cocciuto, ansimante, impossibile da fermare.
Quando ho amato, la matematica e le somme non c'entravano nulla, i conti erano tutti sballati, mi riconoscevo negli occhi di una persona che vedeva il mio vuoto, il mio patetico e faticoso tentativo di piacere e sorprendere, mi sentivo compresa fino a dove non volevo essere nemmeno veduta, mi fidavo di un amore così, perchè non teneva conto dei bluff, delle cose che piacciono a tutti di me.
A lui non gliene fregava niente delle cose incredibili che so' fare, dei miei piatti e delle mie candele, delle mie imbanditure, per lui non ero la donna più bella, migliore, più sensuale,per lui ero esattamente quella donna lì dalla quale fuggo per prima io, quella donna piena di magagne e vuoti, una donna che lui ha scoperto quasi subito e l'ha amata lo stesso pur non essendo capace.
Se l'amore esiste è certamente beffardo, imprevedibile, molto lontano dalle canzoni romantiche e molto vicino allo starci davvero, al saper esserci sul serio, al poter contare sull'altro sempre, non a morsi, non a strappi, non nella facilità di giorni perfetti e cinematografici.

L'amore è un grande enigma, un incastro sconosciuto di anime,ed è già Luglio da un pezzo, questa si chiama un'altra estate e lo sanno tutti, anche se piove.


10 commenti:

Massimo ha detto...

Quando ti amavo
abbiamo creato un linguaggio che fosse solo per noi.
Quando ti amavo
Tutti i miei pensieri erano immersi nel pensiero di te.
Quando ti amavo
Il tempo passato insieme era sempre troppo veloce
Quando ti amavo
Salutarti era dolore fisico di lacerazione
Quando ti amavo
Il pensiero di te con un un altro era insopportabile
Quando ti amavo
Qualsiasi cosa io facessi immaginavo sempre tu fossi con me
Quando ti amavo
Mi interessava solo il tuo giudizio
Quando ti amavo
Volevo solo tenerti la mano
Quando ti amavo
il tuo corpo potevo solo immaginarlo

Quando ti amavo
Tu nemmeno esistevi ancora.

Anonimo ha detto...

Deve essere davvero gratificante sentirsi definire amabile. A me per esempio non é mai successo; per carità gli epiteti non mi sono stati risparmiati : bastardo, vigliacco, superficiale, egoista,frocio narcisista, traditore e vai così, non mi dite che a voi non è mai successo , non mi dite che non li scambiereste con questo lusinghiero " amabile" no mi dite ? M avete convinto ROB

deki ha detto...

volendo escludere che tu sia una pessima persona, Rob, direi che sei stato sfortunato negli incontri.
L'amore vero è quello che provi per una persona così com'è.
L'amore è cieco solo all'inizio poi i difetti stando vicini li metti a fuoco.

silvia ha detto...

I miei commentatori belli e variopinti.
Qualcuno che mi ha amata quando ancora non esistevo perchè se fossi esistita non mi avrebbe amata, chissa.
Rob che vorrebbe essere amabile e deki che riacquista la vista dopo un pò d'amore.
Vi amo un pò forte.

deki ha detto...

In generale, difficile trovare gioia negli interventi sinceri e personali sul web.
Chi vive gioia scrive meno sul web.
Il rischio è che alcuni spazi diventino un muro del pianto. Ma con ognuno ad ascoltare il suo, e solo ogni tanto qualche persona ricettiva, grondaia e scolmatore delle lagrime.

Anonimo ha detto...

vero, facebook è diventato gattini, narcisismo e gnagne adolescenziali fuori tempo massimo

silvia ha detto...

A parte il fatto che si, facebook è diventato (è sempre stato, lo abbiamo fatto diventare?)una noia mortale, a parte il secondo fatto che le parole scolmatore e lagrime possono essere causa di orgasmi letterari miei personalissimi ed inspiegabili, vorrei dire a Rob:credo di aver capito male il tuo intervento.
Forse volevi dire che amabile è un aggettivo tiepido e tremendo detto di qualcuno che si ama, si è amato o ci ama, meglio un passionale "bastardo traditore"?
Una persona che mi sta molto a cuore e nel cuore mi ha fatto sorgere tale dubbio ed ora è una quasi certezza (ossimoro?).
Che dare dell'amabile ad un Uomo importante, sia come definire una Ferrari...comoda?
Buonanotte amabili e non.

Massimo ha detto...

Cara Silvia, il mio pensiero non può che andare a quel tuo post su fb di approssimatamente 20 mesi, 17 giorni e tre ore fa, in cui tu, per me sorella sconosciuta di cotanta sorella, ti dicevi conquistata dal mio uso della parola "pariglia" di cavalli.
Era un post in cui cercavo di vincere la sua riluttanza ad accettare un presente (che allora era nel futuro ed ora è nel passato) inscenando una struggente pantomima in cui mi fingevo nobiluomo consunto dalla tisi. Ed ora eccoti (letterariamente) a fremere e mugolare per una "g" poeticamente bagnata nelle lacrime.
Credo che l'acido della gelosia mi spingerà a pubblicare i miei perdibili e dimenticabili commenti su qualche blog tipo Budella trasandate (Shabby Chic Enteriors), o Country Style Prostatic Surgery (con ferri da cavallo anzichè chirurgici), o One Race One Face (Pulizia etnica del viso).
Su Rob, questa tua nuova interpretazione sembra corretta. In effetti amabile è un aggettivo che più si addice ad un morigerato Lambrusco, le cui terga prendano meno rischi di un barolo chinato (a raccogliere cosa, poi?)

deki ha detto...

Massimo è geloso di me...quale onore!

silvia ha detto...

E' vero Deki, abbiamo assistito ad una virtuale scenata di gelosia letteraria.
Deki sta per?se vorrai raccontarlo ovviamente.
Ragazzi, è agosto acciderbolina.

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