venerdì 14 marzo 2014

Per tutte le volte




Per tutte quelle volte che ho sentito di non farcela e mi sono fermata.
Per tutte le volte in cui mi sono sentita delusa e mi sono tirata indietro.
Per tutti i cuori che ho rubato e non restituito.
Per quelli ai quali ho fatto male non volendo e forse anche volendo.
Per tutti i formaggini masticati direttamente nella carta, per la stanchezza di sbucciarli e la fame di mangiarli.
Per tutte le volte in cui ho raccolto i biberon dei miei figli da terra e ne ho succhiato i ciucci per la pigrizia di cercare una fontanella al parco.
Per tutte le volte in cui ho pensato a cosa avrei dovuto fare o dire per essere giusta.
Per tutti i semi di girasole che metto nell'insalata e non so se mi piacciono davvero.
Per tutte le donne che sono mentre cerco me stessa.
Per tutti gli uomini che mi hanno fatto da padri, ed amanti e mentori senza amarmi davvero.
Per tutti i pacchetti benessere che ho proposto e che hanno attratto maschi e schifato te.
Per tutte le volte in cui tu hai capito chi fossi davvero e nonostante questo mi hai voluto bene senza dirmelo, senza dimostrarmelo.
Per tutte le volte in cui ho guardato i miei bambini dormire e mi nutrivo dei loro respiri cercando il ritmo del mio.
Per tutti i no che ancora mi spaventano, per l'ossessione di non essere adorabile, per la paura d'essere diventata brutta anzi d'esserlo sempre stata.
Per la mia musica che non so esattamente dove si trovi, per le mie gambe troppo forti e piene, per i denti che mi si affastellano in bocca e sono lo specchio del mio disordine, per le lacrime che incontro sempre più raramente, per tutto quello che so' degli altri ed ignoro di me.
Per l'altalena che mi vortica dentro ed il piattume che m'atterrisce, per il silenzio che mi attrae e non so rispettare, per i colori che cerco e la fame di emozioni, per quello in cui non ho creduto e per tutto quello che ho lasciato a metà o poco prima di arrivare alla metà.
Per quando ho pensato "non vale la pena" ed ho cercato qualcosa di nuovo per il quale valesse davvero.
Per tutte le volte che non sono riuscita ad arrivare a tavola per cenare ed ho mangiato in piedi come un animale, ingozzandomi.
Per tutte le volte che ho detto ai miei figli come si dovrebbe fare e poi ho insegnato loro il contrario, comportandomi.
Per quando ascolto i miei figli ma non li sento davvero, per quando non li riconosco, per quando penso che dovrei saper loro insegnare a conoscersi e non so dove prendere gli strumenti da consegnargli affinchè possano farlo.
Per le volte che nel chiasso cercato, disorientata dai suoni, mi sono lasciata guidare dal tuo rumore di fondo, sempre uguale, che fai, per dirmi che ci sei e dove sei, e so' dove trovarti anche se poi non posso toccarti nè prendermi cura di te.
Per tutte le volte che non hai letto ciò che scrivo perchè non ti fidi di niente, per la lingerie che compro e non vuoi guardare perchè mi vorresti nuda di fronte a te, senza profumi al di fuori del mio, senza orpelli se non la mia pelle, senza bluff se non la mia anima intera.
Per tutte le volte che mi ricordo l'amore che sei stato e che resterai sempre.

Per la luce che, seppur fioca, non brillante, nascosta e zitta, lasci sempre accesa per me, perchè la piccola Elfa non resti mai davvero al buio.


6 commenti:

Anonimo ha detto...

...per tutte le volte che non ti ho detto che sei speciale e unica, per tutte le volte che non ho saputo farti capire quanto ti amiamo! tu figlia mia non puoi avere male....

Anonimo ha detto...

...per tutte le volte che non ti ho detto che sei speciale e unica,per tutte le volte che non ho saputo farti sentire quanto ti amiamo!tu figlia mia non puoi avere male...

Anonimo ha detto...

..per tutte le volte che non ti ho detto che sei speciale e unica;per tutte le volte che non ho saputo farti sentire quanto ti amiamo!tu figlia mia non puoi avere male!...

silvia ha detto...

Per tutte le volte lo hai riscritto tre volte così si recupera?
Cara mamma, ho sempre sentito il vostro amore.
Sempre.
Il male è brutto, pussa via.

Massimo ha detto...

La fotografia illustra una metafora, una piccola finestra di tempo che si ottiene dividendo per sei una trifora, per quattro una bifora, per due un'anfora. Davanti ad una finestra temporale chiunque passerebbe il tempo guardare la pioggia che scorre sui vetri. Non lei.
La ragazza come Diogene cerca se stessa.
Regge in alto la lanterna, per trovare qualcosa per sè che stia più in alto.
La sua figura è ben illuminata, ma dall'esterno. Questa forte luce che viene da fuori mette in secondo piano la luce della sua lanterna e crea di lei solo grosse ombre, senza peraltro darle colore. Vede se stessa con un profilo ben preciso, un area calcolabile ma contenuti solo in parte immaginabili, ancora in buona parte da scoprire.
La metafora, ottenuta come abbiamo visto per divisione, trova risposta e contrappasso nel testo. Tutti questi per, per, per, altro non sono che una moltiplicazione di sforzi per vedere e fissare meglio alcuni punti fermi della propria vita.
Manca la conclusione. Dopo tutti questi "per...", mi sarei aspettato un brindisi o un hip hip hurrà.
Slainte mhath, Silvia.

silvia ha detto...

Mio adorato Massimo, mi guardi come un radiologo fa con una lastra nera e bianca, individui i punti dolenti, i contorni, le sfumature dei bordi, la consistenza delle cose che stanno dentro quella foto gigante.

Salute a te.Sempre.

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